Relazione:progetti alloggi sociali

– RELAZIONE TRATTA IN RETE DA VINCENZO 62 .WORDPRESS.COM
– HOUSING SOCIALE PROGETTI IN VIA DI ESPANSIONE .

– DESTINATARI:Assessorato alla CASA in concerto con l’Assessorato alla Famiglia alla Solidarietà Sociale E ASSESSORATO ALLE ATTIVITà GIOVANILI –città informagiovani in attività giovanili

Sintesi del progetto
Il bisogno cui il progetto intende rispondere è, in sintesi, quello di un sostegno e di una mediazione di garanzia per l’accesso al mercato degli alloggi da parte di cittadini in situazione di svantaggio in fase di integrazione sociale.
Descrizione del progetto
Motivazioni del progetto: l’amministrazione pubblica e i servizi sociali affrontano quotidianamente il problema dell’emergenza casa e del conseguente disagio sociale che deriva alle famiglie dalla difficoltà di reperire un alloggio.In particolare il problema riguarda nuclei familiari che subiscono temporanea diminuzione del reddito o vivono situazioni di incertezza del reddito (per disoccupazione temporanea, lavoro precario, lavoro sommerso, etc.) pur potendo sostenere il costo dell’alloggio, incontrano difficoltà di integrazione sociale e di accettazione da parte del territorio e dei suoi attori per la permanenza di barriere culturali e psicologiche nei confronti del disagiato sociale, che, invece, il mercato del lavoro può accogliere ed integrare proficuamente grazie a opportuni interventi di sostegno.
Destinatari l’area di maggior criticità che presenta, contemporaneamente, maggiori potenzialità di riuscita dell’iniziativa, è rappresentata da soggetti in situazione di emarginazione o scarse risorse personali. in difficoltà economica e privi di alloggio, appartenenti alle seguenti
categorie:
ex carcerati ex tossicodipendenti persone con disturbi psichiatrici e comportamentali donne sole con minori a carico
minori in prosieguo amministrativo o in affido, collocati presso comunità alloggio o Istituti che necessitano di un percorso di orientamento e formazione,persone con problematiche di rilevanza socio – economica che hanno situazioni abitative precarie, alloggi inadeguati o impropri o sono prive di alloggio e che, autonomamente, non hanno la possibilità di accedere al mercato della locazione privata
immigrati extracomunitari, che incontrano difficoltà oggettive e spesso insormontabili nella ricerca di un alloggio. Difficoltà che spesso sono superabili solo a condizioni inique (affitti maggiorati, assenza di contratti e dunque assoluta precarietà rispetto alla certezza dell’alloggio, condizioni igienico – strutturali scarse o pessime).
Finalità del progetto:
favorire la sensibilizzazione del territorio e dei suoi interlocutori rispetto alle tematiche analizzate sopra promuovere una mentalità dell’accoglienza, della solidarietà e della responsabilizzazione sociale, della multiculturalità e dell’interculturalità, aggregando soggetti che già operano in quest’ottica (strutture pubbliche, organismi del volontariato, centri accoglienza, associazioni di stranieri, ecc.) e soggetti che devono maturare consapevolezza, responsabilizzazione e capacità di intervento attivo (imprese, cittadini, associazioni imprenditoriali, organismi rappresentativi dell’offerta di alloggi, etc.).
1- Realizzare interventi volti a facilitare l’accesso al mercato degli alloggi da parte di cittadini in situazione di disagio realizzare interventi trasversali di orientamento, formazione e accompagnamento rivolti al territorio e ai destinatari diretti per favorire l’integrazione.
Azioni del progetto:comunicazione e marketing,organizzazione di eventi aggregativi
produzione di materiali informativi
campagne stampa e media sito istituzionale. Azioni chiave
2- Creazione di un organismo misto pubblico – privato con la costituzione di un “Fondo di garanzia solidale” che aggreghi tutti gli interlocutori coinvolti e che attivi strumenti di mediazione e facilitazione nell’accesso al mercato degli alloggi, attraverso il monitoraggio della domanda e dell’offerta di alloggi l’analisi e la selezione delle candidature la facilitazione dell’incontro fra domanda e offerta la costituzione di un fondo di garanzia per sostenere l’accreditamento della domanda di alloggi presso il territorio.
Azioni trasversali
accoglienza e informazione per i destinatari diretti e per il territorio
orientamento individuale e di gruppo
formazione mirata, anche personalizzata
aggregazione e socializzazione
accompagnamento al lavoro e all’inserimento sociale
monitoraggio in itinere, per i successivi tre anni
controllo – anche esterno – sui risultati dell’intera iniziativa

Costi complessivi e ammontare del contributo richiesto

Costi complessivi del progetto: X Cofinanziamento amministrazione comunale: 1x
Contributo richiesto: X
Analisi del bisogno X

Il bisogno cui il progetto intende rispondere è stato rilevato sul territorio di X attraverso l’azione sinergica degli organismi preposti alla relazione, all’informazione, all’assistenza nei confronti dei destinatari diretti del progetto stesso, che si è focalizzata:
sulla situazione, le caratteristiche e le specificità del fenomeno di fabbisogno di alloggi da destinare a cittadini extracomunitari in fase di integrazione sociale;
sulle condizioni oggettive di operatività degli organismi istituzionali che intervengono direttamente o trasversalmente sull’area di fabbisogno;
sugli atteggiamenti “culturali” presenti sul territorio;
sulle caratteristiche, i vincoli e le criticità dell’offerta di alloggi a cittadini extracomunitari;
sulle conseguenti condizioni di disagio e svantaggio sociale.

Qui di seguito si riporta l’analisi svolta dall’Ufficio Casa del Comune di X; così come sugli esiti di un’analisi di fabbisogno svolta a cura dei Servizi Sociali del Comune di X. Di tali esiti presentiamo un report sintetico, rinviando alle schede allegate per un’analisi più dettagliata dei risultati della ricerca campione. Tale ricerca – condotta in un territorio circoscritto – costituisce per l’Assessorato Regionale Lombardo Famiglia e Solidarietà Sociale la fase pilota dell’analisi di fabbisogno che si intende realizzare in Fase 0 del presente progetto ed è stata svolta utilizzando un apposito strumento di rilevazione.

Strategie del progetto

Premessa

Si tratta di un progetto pilota, in quanto:

originale – si intende attivare un’iniziativa inedita, articolazione, con riferimento all’area di bisogno target:

innovativo – elementi di innovatività sono infatti insiti: nella formula della partnership; nelle modalità di rilevazione del fabbisogno; nella soluzione proposta al fabbisogno individuato; nelle caratteristiche di organicità e sinergia della rete territoriale da attivare; nell’approccio sistemico al fabbisogno individuato, che prevede più livelli di destinatari obiettivo (diretti e del territorio) e più linee parallele di intervento (rilevazione di fabbisogno, analisi della domanda, analisi dell’offerta, incontro domanda-offerta, mediazione e garanzia, orientamento, formazione e accompagnamento all’integrazione sociale, culturale, lavorativa); nell’obiettivazione verso l’autonomia dei destinatari, che supera le tradizionali prassi di assistenza e sostegno; nella proiezione prospettica dell’intervento; l’accompagnamento, infatti, non si limiterà al primo momento di incontro tra domanda e offerta, ma realizzerà un’azione continuativa per i successivi tre anni di monitoraggio, accompagnamento e effettivo inserimento nel processo produttivo e nel tessuto sociale, strutturando o restituendo ai soggetti destinatari una dimensione positiva del proprio rapporto con il sé, con l’altro e con le organizzazioni (territorio, mondo del lavoro, istituzioni)

replicabile – il modello progettuale, strategico e operativo del nostro Assessorato proposto, così come i dati di monitoraggio sull’evoluzione e gli esiti dell’iniziativa, saranno opportunamente disseminati e resi accessibili nell’intero territorio regionale al fine di garantire la massima trasferibilità dell’esperienza, con riferimento sia allo stesso territorio che ad altri bacini di fabbisogno, così come a tipologie di bisogno similari elio parallele, per le quali possa risultare efficace un approccio di mediazione e facilitazione sostenuto da una rete di interlocutori responsabilizzati e/o responsabilizzabili del territorio.

I partner del progetto

Regione X- Assessorato alla Famiglia e alla Solidarietà Sociale
Comune di X – Assessorato ai Servizi Sociali, Assessorato Casa, Ufficio Tecnico;
Proprietari immobili; Associazioni di Volontariato;
Associazioni di categorie produttive.

Le fasi del progetto

Fase 0 – individuazione dei destinatari
Fase 1 – individuazione immobili
Fase 2 – costituzione organismo pubblico / privato
Fase 3 – gestione degli immobili
Fase 4 – orientamento, formazione ed accompagnamento al lavoro

Le azioni del progetto

Fase 0 – individuazione dei destinatari e dei fabbisogni

Identificazione dei requisiti di accesso (caratteristiche, situazione finanziaria/lavorativa, storia di vita, motivazioni, punti di forza e di debolezza) attraverso strumenti dedicati di intervista, colloquio e analisi del1e esperienze.

Fase 1 – individuazione immobili

Convenzione Comune di X / Privati e dichiarazione di disponibilità degli immobili;
Definizione delle condizioni d’uso degli immobili in questione, durata e condizioni economiche;
Azioni positive del Comune di X nei confronti dei proprietari per concorrere all’abbassamento dei costi rispetto a quelli di mercato;
Cofinanziamento privato (impegno da parte dei privati finalizzato al ridimensionamento dei costi rIspetto a quelli di mercato);
Calcolo comparativo tra costi di mercato e costi riferiti alla nostra iniziativa.

Fase 2 – costituzione organismo pubblico / privato

Predisposizione statuto e regolamento

Esso perseguirà, comunque, i due seguenti scopi principali: facilitare l’accesso all’housing sociale (mediante iniziative di sensibilizzazione all’accoglienza); offrire garanzie, anche finanziarie, per facilitare la sistemazione abitativa predisponendo oggettivi meccanismi di selezione per l’attribuzione dell’abitazione, con l’obbiettivo di creare vincoli e limiti precisi di accesso che non lascino spazio all’interpretazione o, peggio, alla discrezionalità per cittadini in momentanea difficoltà.

Fase 3 – gestione degli immobili

Costruire un coordinamento di azioni consequenziali. Le azioni previste da un autonomo precedente progetto dell’Ufficio Casa vengono fatte proprie dalla presente iniziativa, ed anzi rappresenteranno un esempio di integrazione armonica tra i due servizi.

Nuovo personale messo a disposizione dal Comune di X per rispondere alle conseguenti necessità.

Fase 4 – orientamento, formazione ed accompagnamento al lavoro

colloqui individuali per l’analisi del profilo, l’individuazione di bisogni di accompagnamento sociale, il livello motivazionale, le prospettive di tenuta rispetto al progetto, i punti di forza e di debolezza.
colloqui individuali di monitoraggio delle esperienze e dell’inserimento sociale (in itinere, con scadenze periodiche, e ad hoc su richiesta dei cittadini destinatari).
bilancio di esperienze
bilancio di competenze
orientamento sociale, scolastico o formativo o professionale
progetto di vita (in ingresso e in itinere, se dai colloqui di monitoraggio dovessero emergere esigenze di revisione del progetto individuale)
progetto individualizzato di inserimento professionale
accompagnamento al lavoro
valorizzazione delle esperienze e del sé
supporto per la stesura del curriculum vitae, la gestione di colloqui, l’autocandidatura, la ricerca del lavoro, la risoluzione di problematiche burocratiche: collocamento, indennità di disoccupazione, iscrizione a cooperative, altro
consulenza su aspetti normativi e contrattuali
mentoring all’autoimprenditorialità
mediazione tra domanda e offerta di opportunità occupazionali, in sinergia con le Istituzioni preposte
formazione trasversale e / o individualizzata finalizzata all’autonomia e all’inserimento sociale
alfabetizzazione (per italiani e stranieri) e ri-alfabetizzazione
strumenti di base per l’autonomia (orientamento sul territorio, uso e gestione del denaro, organizzazione del quotidiano
educazione civica
diritto del lavoro
formazione propedeutica per la valorizzazione di attitudini ed esperienze
formazione orientativa (laboratori creativi, tecnico – pratici, tirocini di orientamento)
formazione specifica (laboratori tecnico – pratici, tirocini orientativi)
formazione all’autoimprenditorialità
gruppi dinamici per l’interscambio di esperienze (in itinere, per favorire la socializzazione, l’aggregazione, l’appartenenza e la fidelizzazione al progetto)

L’iniziativa sarà pubblicizzata attraverso:

sistematiche campagne stampa: interviste, comunicati, conferenze stampa
convegni: due, promossi congiuntamente dall’Assessorato Regionale e dall’Amministrazione Comunale di X, il primo esaurita la fase di ristrutturazione, prima della consegna degli immobili, il secondo a conclusione dell’iniziativa
controlli oggettivi – esterni: saranno richiesti controlli e ispezioni esterni, oltre che dalla Fondazione Cariplo, dalla Provincia di Pavia, Assessorato ai Servizi Sociali. Saranno effettuati, inoltre, periodici controlli interni di cui si relazionerà con prove documentali.

Sequenza cronologica dell’intera iniziativa

Costi di ristrutturazione

A seguito della pubblicazione di avviso pubblico, di cui si allega copia, il Comune di X può contare sull’uso, in comodato gratuito di 7 (sette) unità immobiliari, per complessivi 350 mq. – suddivisi come segue – per un periodo di 8 (otto) anni:
n. 1 abitazione in zona centro di mq. 50
n. 6 abitazioni in zona periferica per complessivi mq. 300

Per la ristrutturazione degli immobili, a fronte di un costo di mercato di 1 milione a mq., pari a complessivi 350.000.000 (trecentocinquanta milioni di lire), il Comune di X a ridurre tali costi nella misura di 100.000 (centomila lire) a mq. Per cui l’operazione, ridotta di 35.000.000 (trentacinque milioni di lire), costerà 315.000.000 milioni di lire.

Costi locazioni

Gli immobili ristrutturati verranno concessi in comodato gratuito al Comune di X ad un costo inferiore, grazie ad una rinuncia / cofinanziamento dei proprietari.
Dall’accordo locale, ai sensi dell’art. 2 comma 3 L. n° 431/1998, sono determinabili i seguenti costi:

n° 1 appartamento composto da 2 locali + servizi di recente ristrutturazione – zona centro

Locazione annua 6.900.000
Spese annue 1.000.000
Totale 7.900.000

n° 6 appartamenti di recente ristrutturazione composto da 3 locali + servizi – zona periferica

Locazione annua (per unità abitativa) 5.750.000
Spese annue (per unità abitativa) 1.000.000
Totale: 6.750.000
Totale per n° 6 unità abitative 40.500.000
Totale generale annuale: locazione più spese 48.500.000

Escludendo l’adeguamento ISTAT, la cifra di partenza – impegnata per la ristrutturazione – di lire 315.000.000 (trecentoquindici milioni), potrebbe coprire un periodo di 6 anni e 6 mesi, derivante dal seguente calcolo 315.000.000 : 48.500.000. Ai proprietari degli immobili, invece, sarà richiesto l’uso gratuito per 8 (otto) anni.

Solidarietà circolare

I destinatari dell’iniziativa verseranno – nei tempi e nei modi stabiliti dall’art. 4 del Regolamento per l’Accesso al Progetto di Housing Sociale – un canone di locazione, seppur ridotto, (segno concreto e stimolante di autonomia economica), che andrà a costituire parte del “Fondo di garanzia solidale”, previsto dallo statuto dell’Associazione senza scopo di lucro “Housing sociale”.

Ripetibilità ed estensibilità interne dell’iniziativa

A conclusione del terzo anno, raggiunta la programmata autonomia, i soggetti destinatari verranno indirizzati e sostenuti nella ricerca di una sistemazione abitativa definitiva sul libero mercato pur continuando – eventualmente – ad avvalersi di tutti i contributi di legge previsti per la generalità dei cittadini. Per i soggetti più deboli, sarà previsto l’inserimento nella graduatoria per l’assegnazione di alloggi pubblici. Verificandosi tale circostanze – obiettivo dichiarato, controllabile, e parallelo del nostro progetto – la fruizione delle azioni positive sopra descritte, potrà essere estesa ad un numero di soggetti verosimilmente doppio rispetto a quello iniziale: non più a 14, dunque, ma a 28 cittadini.

Indagine campione sui fabbisogni di accompagnamento sociale nel Comune di X

Tesi della ricerca

La ricerca campione è stata fondata sulle risultanze dell’analisi svolta dall’Ufficio Casa del Comune di X a livello territoriale.

Obiettivi della ricerca

Verificare le dimensioni qualitative del fenomeno indagato a livello territoriale, con riferimento a un micro – campione ragionato individuato grazie all’attività di monitoraggio svolta dal Servizio Assistenti sociali del Comune di X.

Metodologia della ricerca

Focus group sulle tematiche del progetto con interlocutori privilegiati del settore e operatori professionali del settore, utilizzando uno strumento dedicato di supporto all’intervista.

Campione

Sono state intervistate complessivamente 16 persone, di cui 10 donne e 6 uomini, di età compresa tra i 28 ed i 49 anni, così suddivisi:
5 fino a 30 anni;
6 fino a 35 anni;
5 fino a 49 anni.
Di questo gruppo tutti sono di cittadinanza italiana, ad eccezione di 2 donne a 1 uomo, extracomunitari di provenienza africana.

Analisi sintetica delle condizioni di svantaggio

Comune denominatore del gruppo di soggetti intervistati è il “disagio economico”; quasi tutti disoccupati, infatti, presentano difficoltà di integrazione sociale prima e, di conseguenza, lavorativa. Soltanto 5 donne risultano essere socie di cooperative di servizi trovando, però, solamente occupazione saltuaria e part-time che non permette loro di sostenere i canoni di locazione ai prezzi correnti di mercato.
Sei persone presentano problematiche di conflittualità interne al nucleo famigliare e di natura psicologica; 4 persone presentano un passato di problematiche legate alla tossicodipendenza o all’alcolismo, con conseguenti difficoltà di reinserimento nel tessuto sociale e lavorativo; 2 persone hanno precedenti penali ed 1 donna ha il marito sottoposto a pena detentiva in corso di espiazione; 4 donne vivono una condizione di separazione dal coniuge per problematiche legate alla violenza domestica.

Bozza di Convenzione del progetto di “housing sociale”
disciplina del rapporto tra Amministrazione comunale e proprietari di immobili

Premesso:

che la Fondazione Cariplo ha pubblicato tra i programmi prioritari per l’anno 2001 un bando per la diffusione di interventi di “housing sociale” per rispondere in modo efficace ai problemi abitativi e di reinserimento sociale di categorie deboli;
che nella Città di X è stata ravvisata da tempo la necessità di reperire soluzioni alternative alla sola assegnazione di alloggi pubblici, per garantire un percorso di reinserimento sociale e lavorativo di soggetti che presentano gravi problematiche di emarginazione personale o culturale, nonché precarietà della situazione lavorativa e che, conseguentemente, non hanno accesso al mercato privato della locazione;
che il dirigente dell’Assessorato competente, ha dato indicazioni in merito alla presentazione del progetto per accedere ai finanziamenti per gli interventi di housing sociale della Fondazione Cariplo

Considerato che, dopo una ricognizione nel patrimonio pubblico, non è stato possibile, ad oggi, individuare e garantire la disponibilità di alloggi da destinare alla realizzazione del progetto.
Visto che si è reso necessario rivolgersi al mercato privato per reperire alloggi da ristrutturare attraverso la diffusione di un avviso pubblico con il quale si è ricercata la disponibilità di 15 / 20 unità immobiliari per un totale di mq. 800 circa.

Dato atto:
che sono pervenute al Comune di X disponibilità per n° 7 unità immobiliari;
che il finanziamento richiesto dalla Fondazione per la ristrutturazione degli alloggi sarà presumibilmente di lire 550.000.000;
che tutte le azioni previste dall’accordo di seguito descritto sono subordinate all’ottenimento del finanziamento.

Ritenuto opportuno definire una bozza di convenzione con i proprietari privati che si impegnano a rendere disponibili le unità immobiliari necessarie all’attuazione del progetto sopra descritto.

si conviene e si stipula quanto segue

Articolo 1
Condizioni generali

L’Amministrazione comunale si impegna a concedere ai proprietari che assicurano la disponibilità degli alloggi un rimborso, dietro presentazione di idonea documentazione comprovante il valore della ristrutturazione effettuata.
Tale rimborso non potrà, comunque, essere superiore, per l’intero periodo considerato, al valore locativo con riferimento ai canoni stabiliti dagli accordi locali di cui alla L. 431/98, sottoscritti per la Città di X in data 21.02.2000.
L’Amministrazione comunale si impegna inoltre a riconoscere ai proprietari che assicurino la disponibilità degli alloggi, dietro presentazione di idonea documentazione comprovante il valore della ristrutturazione effettuata, un contributo integrativo di lire 100.000 circa/mq. (pari ad euro 51,65) oltre al rimborso totale dell’I.C.I. per tutto il periodo d’uso degli alloggi.

Articolo 2
Condizioni d’uso e riconsegna degli immobili

I proprietari si impegnano a concedere al Comune di X in comodato gratuito gli alloggi per un periodo non inferiore ad anni 8 (otto).
Il comune di X disporrà degli alloggi per la sistemazione abitativa dei soggetti di cui all’art. 1 della “Bozza di Regolamento per l’accesso al progetto Housing Sociale” secondo quanto previsto dall’art. 3 dello stesso Regolamento, allegato in copia.
Il comune di X si impegna a garantire la restituzione degli alloggi nello stato di manutenzione esistente all’inizio del comodato gratuito, salvo il normale deterioramento d’uso risultante dai rispettivi verbali di consegna.

Regolamento per l’accesso al progetto di housing sociale

Articolo 1
Destinatari

1. I destinatari del progetto di “Housing Sociale” sono soggetti in situazione di emarginazione o scarse risorse personali, in difficoltà economica e privi di alloggi, appartenenti alle seguenti categorie:
ex carcerati –EX DETENUTI
ex tossicodipendenti –EX TOSSSICODIPENDENTI
persone con disturbi psichiatrici e comportamentali EX PAZIENTI PROVENIENTI DA –DSM
GENITORI –
minori in prosieguo amministrativo e / o in affido collocati presso comunità alloggio o Istituti che necessitano di un percorso di orientamento e formazione
persone con problematiche di rilevanza socio – economica che hanno situazioni abitative precarie, alloggi inadeguati o impropri o sono prive di alloggio e che, autonomamente non hanno la possibilità di accedere al mercato della locazione privata
immigrati extracomunitari

2. I requisiti di reddito dei soggetti di cui al punto 1 sono dal presente articolo quelli previsti dalla deliberazione di Giunta Comunale n° x avente per oggetto “Minimo garantito per le erogazioni assistenziali di carattere economico per l’anno 2000”

Articolo 2
Requisiti

All’iniziativa possono accedere, su proposta dell’Assistente Sociale, i soggetti in possesso dei requisiti di cui al comma 2 dell’art. 1 e rientranti nelle categorie previste dall’art. 1comma 1, per i quali possa essere individuato un progetto di reinserimento sociale attraverso l’orientamento, la motivazione o rimotivazione, la formazione e l’accompagnamento al lavoro che garantisca una progressiva autonomia personale.

Articolo 3
Modalità di accesso

1. La presente iniziativa ha carattere sperimentale. Il Comune di X può attivare iniziative analoghe con o senza risorse ad altri finanziamenti.
2. I soggetti ammessi sono individuati da una commissione appositamente istituita nell’ordine secondo le seguenti priorità:
mancanza di alloggio
precarietà della situazione abitativa
gravità della situazione economica

Articolo 4
Alloggi

1. Gli alloggi reperiti per la realizzazione del progetto “Housing Sociale” verranno destinati ai soggetti individuati tenendo conto dei criteri di assegnazione degli alloggi di E.R.P. di cui al combinato disposto dagli artt. 2 e 12 della L.R. 91/83 e successive modifiche ed integrazioni (1 persona mq. 30,00 – monolocale – 2 persone mq. 45,00 – bilocale – 3 persone mq. 60,00 – 3 locali – 4 persone mq. 70,00 – 4 locali).

2. Ai soggetti, individuati per il progetto di reinserimento sociale, beneficiari delle sistemazioni abitative, viene applicato, in analogia con quanto attualmente previsto dalla L.R. 91/83, il pagamento di un canone sociale solo in caso di comprovata disponibilità economica.

3. Il canone sociale corrisposto dai soggetti, di cui al punto 2 del presente articolo, viene definito singolarmente dalla Commissione al precedente art. 3 punto 2.

4. I canoni versati sono destinati alla costituzione del “Fondo di garanzia solidale” gestito dall’Associazione senza fini di lucro, pubblico – privata, denominata “Housing sociale”.

Informazioni sull’attività dell’Ufficio Casa del Comune

Il presente progetto è coerente con la missione istituzionale del Comune di X, così come con le sue linee politiche e strategiche di intervento. Le iniziative già attivate e in corso sull’area di fabbisogno individuata costituiscono il quadro di riferimento e la base fondante per questa iniziativa innovativa. Il documento di riferimento per le attività dell’amministrazione comunale è l’Accordo locale per la città di X. L’ufficio di riferimento per lo studio e la gestione di progetti e iniziative rivolte all’area dell’housing sociale è l’Ufficio Casa.
L’amministrazione Comunale di X è impegnata nella soluzione del problema dell’emergenza casa, con particolare riferimento all’area del disagio sociale, e, per tramite dell’Ufficio Casa, ha operato attivamente con interventi concreti sul territorio.
La dimensione qualitativa e quantitativa dei progetti già avviati e delle risorse ad essi destinate sono dimostrazione della capacità organizzativa e operativa del Comune di X nella gestione di tali iniziative, quali l’attivazione di uno Sportello Casa, l’accoglimento e l’implementazione dei dispositivi previsti dalla legge n° 431, la fissazione di Obiettivi e Indicatori di Controllo per le attività dell’Ufficio Casa all’interno dei Piani Esecutivi di gestione, la definizione e la realizzazione del Progetto Obiettivo “Quisisana”, per il recupero di una palazzina da destinare a residenza attrezzata per utenze anziane e deboli.

L’Ufficio Casa- L’Ufficio ha gestito, a vari livelli, interventi di sostegno alla locazione e all’emergenza abitativa ottimizzando gli interventi a razionalizzando, in relazione alle risorse assegnate, gli obiettivi dell’Amministrazione Comunale in materia di politica della casa volta al sostegno di categorie sociali che non sono autonome nel reperimento o nella conservazione di adeguate soluzioni al problema abitativo.
Sono state reperite, attraverso l’applicazione degli accordi locali previsti dal canale convenzionale della Legge 431 198, soluzioni alternative all’assegnazione di un alloggio pubblico a favore di famiglie in emergenza abitativa.
È stata gestita la raccolta delle domande per i contributi del Fondo Sociale Nazionale per il sostegno alla locazione attraverso l’erogazione dei finanziamenti trasferiti e / o stanziati a tutti i richiedenti compresi negli elenchi definitivi degli aventi diritto.
Si è provveduto ad individuare, nell’ambito del patrimonio comunale, un alloggio per la realizzazione di una struttura sperimentale di terza accoglienza, affidandone la gestione ad un’associazione del privato sociale a sostegno di cittadini extracomunitari in difficoltà abitativa. Si sono fatte ipotesi per la realizzazione di modelli sperimentali di strutture da parte di altre associazioni e / o enti.
È stato presentato e concordato con i residenti del quartiere il piano di trasferimento in alloggi già recuperati, per consentire, entro settembre 2001, l’inizio dei lavori sugli immobili oggetto di interventi di risanamento e / o di riprogettazione. I trasferimenti definitivi o provvisori sono stati individuati tenendo conto delle esigenze espresse dalle famiglie interessate dalla mobilità.
Sono stati definiti e liquidati i contributi previsti dal programma di agevolazioni per l’acquisto della prima casa da parte di giovani famiglie a tutti gli aventi diritto a tutto l’anno 2000.
Contestualmente ad interventi gestionali sul patrimonio comunale finalizzati alla riduzione degli alloggi destinati a sistemazioni abitative temporanee è continuata, per tutto l’anno 2000, la restituzione all’Istituto “Opera Pia Roncalli” degli alloggi di via Mascagni e si sono presi accordi per definire, entro giugno 2001, la risoluzione anticipata della convenzione, realizzando un risparmio di spesa recuperando così risorse per il progetto “Sportello casa” per il sostegno alla locazione.
È stata predisposta una bozza di regolamento da sottoporre agli inquilini di immobili di proprietà comunali per un progetto di autogestione relativamente alle pulizie e alla piccola manutenzione.
Gli alloggi sociali,beneficiano della Legge 457 del 1978,i comuni possono applicare un parametro di afitto sostenibile a qualcunque ceto esso sia.
Fonte :sicet.it ;google.it

2 Risposte to “Relazione:progetti alloggi sociali”

  1. enzuccio62 Says:

    Alloggi sociali all’interno di una comunità di persone benevole – Georgia
    Offrire la possibilità di vivere in modo indipendente
    Progetto terminato

    In Georgia la DSC sta realizzando un progetto d’avanguardia nel settore dell’alloggio sociale. L’iniziativa mira a promuovere l’aiuto reciproco fra gli inquilini che appartengono alle fasce socialmente ed economicamente più deboli della società, come ad esempio le persone sfollate a causa di conflitti interni, gli anziani che vivono soli e le famiglie monoparentali, e si sforza quindi di migliorarne in modo duraturo le condizioni di vita.

    Totchka Dartsmelia deve fare affidamento sull’aiuto dei suoi vicini
    Totchka Dartsmelia é disperata: «Tutta la mia pensione viene inghiottita dalle spese per i medicamenti». La donna si è rovinata la salute lavorando per 27 anni in un’azienda attiva nel campo della galvanizzazione; oggi può spostarsi solo sulle stampelle e il semplice fatto di alzarsi dal letto è per lei una tortura. «Per fortuna ci sono i vicini di casa che mi portano i medicamenti, fanno la spesa per me e mi accompagnano dal medico» – dice Totchka Dartsmelia che vive a Tblisi, capitale delle Georgia, in una casa per gli studenti del politecnico trasformata in alloggio comunitario. In questi alloggi vivono circa 1’500 persone che all’inizio degli anni Novanta sono fuggite dai conflitti scoppiati nella regione dell’Abkhazia e dell’Ossezia meridionale. Il destino comune le conduce ad aiutarsi reciprocamente.

    Un’alternativa alla casa per anziani

    Venera Tshimsheleishvili è preoccupata: probabilmente dovrà abbandonare il suo alloggio comunitario.
    Attualmente in Georgia molti edifici dello Stato sono venduti ai privati. Gli attuali abitanti delle ex casa degli studenti del politecnico non sanno ancora se e quando tale processo coinvolgerà anche questo edificio. La casa dei lavoratori di Sakhenergo é invece già stata toccata da questa evoluzione: l’anziana Venera Tshimsheleishvili e i suoi coinquilini sanno già che dovranno andarsene e, pur non essendo ancora terminata la battaglia legale, hanno già paura di finire sulla strada. Infatti a Tblisi gli appartamenti a buon mercato sono rari e quindi sarà ben difficile trovare un’alternativa. Inoltre le persone come Totchka Dartsmelia e Venera Tshimsheleishvili verrebbero private anche della rete assistenziale dei vicini e non potrebbero quindi più vivere da sole. L’unica alternativa sarebbe una casa di cura o per anziani.

    Istituzionalizzare l’assitenza del vicinato
    Il progetto «Social Housing in Supportive Environment» della DSC si fonda quindi sull’idea di «istituzionalizzare invece di affidare al caso l’assistenza del vicinato», spiega Ernesto Morosin, coordinatore umanitario per il Caucaso meridionale. In un quartiere periferico di Tblisi si stanno costruendo quattro edifici che contano complessivamente 30 appartamenti. Ben 28 sono progettati per ospitare 1-2 persone autonome ma che a volte necessitano di un aiuto esterno. Due appartamenti sono invece molto più spaziosi e saranno assegnati ad alcune famiglie scelte, appartenenti al ceto sociale più debole e che hanno dato prova di notevoli competenze sociali. All’interno della comunità degli inquilini esse instaurano spirito di solidarietà sociale e di assistenza, aiutando gli inquilini in caso di piccoli problemi – come ad esempio la sostituzione di lampadine – e chiamando il medico o i servizio sociali in caso di bisogno.

    L’ex casa dello studente del politecnico di Tblisi accoglie 1500 persone fuggite dalle regioni infuocate da conflitti interni.
    Ernesto Morosin é convinto che l’operazione avrà successo anche sulla base delle esperienze positive raccolte dalla DSC nell’ambito di progetti analoghi messi in atto in Serbia e in Armenia. Se la costruzione degli edifici è l’operazione più semplice, «la selezione degli inquilini rappresenta invece il processo più delicato» – dice Morosin – «poiché bisogna formare un gruppo sociale equilibrato». Ad esempio per evitare una ghettizzazione delle persone sfollate, due quinti degli appartamenti vengono attribuiti ad altre categorie di persone socialmente fragili, come gli anziani o le famiglie monoparentali.

    In Georgia il processo di selezione è appena iniziato. Mamuka Katsarava, collaboratore dell’amministrazione di Tblisi e responsabile per la realizzazione del primo progetto pilota in Georgia, ritiene importante che la scelta venga effettuata in modo trasparente: «nessuno deve poterci rimproverare di non aver scelto le persone oggettivamente più bisognose». La città acquisirà la proprietà degli edifici e si occuperà di amministrarli, provvedendo quindi ad assegnare gli appartamenti che si liberano ad altre persone bisognose e ad eseguire le necessarie opere di manutenzione, che evidentemente non possono essere sopportate da queste categorie di inquilini.

    Un’idea destinata a diffondersi

    Gli edifici destinati all’alloggio sociale stanno per essere terminati. Si tratta della prima opera di alloggio sociale costruita a Tblisi dalla caduta dell’Unione sovietica.

    Il nuovo edifico potrà accogliere quasi sessanta persone: si tratta di un piccolo numero a confronto delle circa 240’000 persone sfollate e delle decine di migliaia di poveri che vivono in Georgia e che non possono permettersi un appartamento. Ernesto Morosin è cosciente di questi limiti ma aggiunge: «si tratta però soprattutto di mostrare come si possono istituire degli alloggi sociali e di provare che si tratta di progetti concretamente realizzabili». In Serbia il governo ha ripreso il nostro progetto nell’ambito di una concezione nazionale dell’alloggio sociale e attualmente sta realizzando in modo autonomo degli edifici analoghi.
    «A Tblisi si stanno costruendo molti alloggi ma per ora sono esclusivamente destinati alle persone facoltose. Vi é quindi un grande fabbisogno di alloggi sociali» – afferma Mamuka Katsarava che lavora presso l’amministrazione comunale. Si tratta di un’attività che è stata trascurata da troppo tempo: dopo la caduta dell’Unione sovietica la città non ha più costruito neanche un alloggio sociale. Mamuka Katsavara considera quindi il progetto della DSC come una ripresa di tale attività

  2. Ernesto Morosin Says:

    complimenti per la sintesi ed l’esposizione chiara del concetto SHSE, grazie,
    Ernesto

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