morire per strada,testo su ricerca in rete

venerdì, 04 gennaio 2008

I barboni e il freddo

Qualche giorno fa ne sono morti due a Roma, per via del freddo. E c’è chi gioisce, chi è contento di questo: “Due in meno”, “Sì, speriamo che aumenti”. Pensano al freddo e quindi alla morte di “uno di quelli”. A Roma i vagabondi, i clochard, gli homeless, i barboni sono un piccolo esercito di 3.000 uomini e donne che vivono di espedienti, ma non rubano, e non hanno una casa. Mi è capitato di sentire le frasi qui sopra riportate e ne deduco che il cinismo ha trionfato. Si passa senza guardare, senza voler capire. A volte può capitare di sentirsi schifati dalla loro presenza, dal loro cattivo odore. A me capita, ogni tanto, di parlare con loro e mi capitava più spesso quando, a vent’anni, giravo a piedi la città fino a notte fonda per via dei miei tanti malesseri esistenziali. Lo affermo senza vergogna: sarei potuto diventare uno di loro, “uno di quelli”, se i miei problemi fossero aumentati solo un po’, o se non avessi avuto l’aiuto di qualcuno. Ma, a pensarci bene, probabilmente non avrei avuto il coraggio d’affrontare ogni giorno il freddo e la fame, non avrei retto nel sentirmi così esposto, osservato. L’avrei fatta finita subito con un colpo di pistola, con la stessa che in quegli anni mi portavo sempre dietro.

Uno ,una dei tanti,delle tante,abbandonati/e a se stessi/e.

La vita avrà pure un senso insensato però ognuno desidera anzi, pretende che duri almeno un altro giorno.Era settembre e le dorate foglie accartocciate consumavano l’aria cadevano in un silenzio terso e duro in un dolce applauso di mani ovattate e sopra di noi c’era il cielo che via via si faceva più trasandato e oscuro.Si medita da tempo sulla morte si pretente di parlare con tutti persino con i parchi della città per poi sparire sotto strati di cartone in tende senz’aria né spazio ci si trasforma in un lercio barbone,che mai tralascia di sputare e di bere, dove capita, fa i propri bisogni.A Genova ,muore un homeless,trovato assiderato davanti un ospedale civile,a Torino,idem muore un uomo sui 57 anni,assiderato sotto i portici di una piazza centralissima.A Milano idem.Su questo aspetto,sono colpito particolarmente,nonostante ogni anno si ripete lo stesso problema ,gli indifferenti continuano a morire per strada. Si pensi che a Torino,a causa della morte di un homless di nome bartolomeo,venne trovato assiderato sotto i portici della rinomata Città di Torino,venne intitolata a suo nome un’associazione:Bartolomeo&C,inizialmente con dsede presso la centralissima stazione ferroviaria,presta la sua opera a tutt’oggi.ma nonostantenon sufficiente a sopperire tutti i bisogni della popolazione degli idifferenti.

Foto e ricerca in Web fatta da Vincenzo Arruzza

Una Risposta to “morire per strada,testo su ricerca in rete”

  1. enzuccio62 Says:

    che dio abbia pietà

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