cittadino muore causa amianto in case IACP

Torino: amianto nelle case IACP.Quartiere zona la Barca della Falchera. Donna muore di tumore :mesotelioma pleurico .

Era il lontano 1974 quando si trasferì nel cosiddetto “villaggio delle case bianche”, alla Falchera. Lì visse per 37 lunghi anni, fino alla morte. Una morte giunta nel 2011, al culmine di una lunga e terribile malattia. Mesotelioma pleurico: fu questo il responso dei medici, questo il male incurabile che ha ucciso una settantenne la cui vicenda è finita nel frattempo in un fascicolo d’inchiesta aperto dal procuratore torinese Raffaele Guariniello. All’origine di quella malattia, infatti, vi sarebbe stata la prolungata esposizione all’amianto. Amianto da sempre presente nel “villaggio delle case bianche” della Falchera.  Un caso analogo, con sfortunata protagonista un’altra donna residente in quelle stesse abitazioni e poi deceduta per un tumore causato dal contatto con la fibra-killer, era stato infatti registrato una decina di anni fa, nel 2002.

Le “case bianche” del quartiere torinese della Falchera rappresentano un complesso di abitazioni all’interno delle quali era stata rilevata la presenza di amianto già durante gli anni Novanta. Poi, nel corso dei primi anni Duemila, l’Atc aveva provveduto alla bonifica della struttura abitativa. Una bonifica che evidentemente non è bastata a salvare la vita alle due donne che si sono poi ammalate di mesotelioma pleurico.

Dagli approfondimenti tecnici eseguiti sulle abitazioni finite nel mirino della magistratura era quindi emersa la presenza di amianto di diversi tipi. E durante quegli stessi accertamenti era stato anche documentato il grave e preoccupante danneggiamento del rivestimento del sottopasso al primo piano, con conseguente sbriciolamento della coibentazione (notoriamente pericoloso in caso di presenza di amianto).

Il procuratore Guariniello ha nel frattempo disposto due consulenze di tipo tecnico sulla delicata vicenda. Oltre all’indagine avviata dalla procura, ci sono anche gli accertamenti condotti dall’Asl. Accertamenti, questi ultimi, che dovrebbero stabilire se nel cosiddetto “villaggio delle case bianche” ci siano o meno ancora pericoli per i residenti.

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