Sgomberati alloggi IACP  occupati dagli anarchici

Operazione della polizia in via Aosta, quattro attivisti denunciati. Danni a porte e finestre

Un’immagina di via Aosta, durante uno sgombero di alloggi occupato in modo illegale

Quattro attivisti di area anarco-insurrezionalista che, il 18 marzo scorso, avevano occupato due alloggi Atc di via Aosta 31 sono stati denunciati dalla Digos. Gli appartamenti sono stati sgomberati stamane dalla polizia, in collaborazione con la Digos. Dopo le operazioni in via Lanino e in corso Novara, si assotiglia il numero delle case occupate dai centri sociali negli ultimi due anni. Gli anarchici, per entrare, avevano spaccato finestre e forzato serrature. Sono in corso indagini per individuare anche i responsabili dei danneggiamenti. L’operazione, con un notevole impiego di uomini e mezzi, si è svolta senza incidenti. Il problema era stato al centro di un esposto dei residenti, contrari alle occupazioni illegali degli alloggi IACP
09/04/2015 CRONACA DI TORINO

ia Spano, sgomberate le case occupate

Ancora in corso il blitz della polizia, strada chiusa da pattuglie di vigili urbani
 Gli inquilini abusivi lasciano le case sotto il controllo della polizia
 04/02/2014 TORINO

La polizia sta sgomberando gli alloggi occupati nei giorni scorsi da attivisti dei centri sociali Gabrio e Askatasuna. Le operazioni sono iniziate poco dopo le 9 e si sono svolte senza incidenti. Tra gli inquilini abusivi (12 famiglie), anche una donna nigeriana che sta per partorire è stata trasferita precauzionalmente in ospedale. Sono stati tutti identificati, mobili e altre masserizie sono state tolti dagli alloggi che saranno riconsegnati ai legittimi proprietari. Stasera alle 17 assemblea degli attivisti per organizzare una contro-manifestazione. Nei giorni scorsi erano state liberate dagli anarchici altre abitazioni occupate abusivamente.

Case popolari, primi sfratti: 52 alloggi occupati da inquilini abusivi

Novara, linea dura del Comune: «C’è chi toglie l’alloggio a chi ne ha davvero bisogno. E chi ha i soldi ma non paga l’affitto calmierato»

E’ emergenza casa tra sfratti e occupazioni abusive

17/09/2013
NOVARA

I primi tre sfratti per morosità da alloggi popolari a Novara sono in programma questo mese, altri seguiranno in autunno.

«Non era mai successo – rivendica l’assessore alla Casa Sara Paladini – che si arrivasse alle dichiarazioni di decadenza e quindi al rilascio di appartamenti occupati da chi può pagare e non lo fa. Stiamo parlando di nuclei famigliari con redditi significativi, anche 40-50 mila euro all’anno, che non solo non versano canoni già ultra calmierati ma nemmeno rispondono alle nostre lettere e ai solleciti. E’ un’operazione sicuramente difficile, che abbiamo avviato perché è necessaria, imposta dai problemi finanziari, ma soprattutto perché è giusta: chi occupa una casa senza titolo la sottrae a chi ne ha diritto».

L’assessore ha illustrato i numeri dell’emergenza abitativa alle commissioni Bilancio e Servizi sociali in sede di esame del preventivo 2013. Un quadro preoccupante, a cominciare dalle occupazioni abusive di alloggi popolari: in città sono 52, di cui 8 del Comune e 44 dell’Atc, con un aumento di 13 negli ultimi sei mesi, su un patrimonio di poco meno di 2500 case, di cui 355 del Comune, 2051 dell’Atc e 56 delle aziende sanitarie, queste ultime sempre gestiti dall’Atc. «A volte bastano poche ore dal rilascio – dice Paladini – perché un abusivo occupi la casa».

Metà degli inquilini del Comune sono morosi: 170 su 355, di cui 70 incolpevoli (non sono in grado di pagare) e 170 colpevoli (potrebbero farlo e non lo fanno). I canoni non pagati pesano a bilancio rispettivamente per 180 e 300 mila euro, ma il Comune poi si deve fare carico anche di una quota di 662 mila euro degli affitti non pagati dagli inquilini morosi incolpevoli dell’Atc. «In totale – dice ancora l’assessore – abbiamo avviato azioni di recupero crediti su 450 nuclei morosi colpevoli, tra inquilini del Comune e dell’Atc: si va dalla cessione del quinto al pignoramento. Ci sono casi in cui le morosità si accumulano addirittura dalla fine degli anni 90. Facciamo di tutto per venire incontro a chi vuole mettersi in regola, accettiamo piani di rientro da 10 euro al mese».

Accanto a chi non paga poi c’è chi aspetta. In attesa della nuova graduatoria, del vecchio bando 2008 su 566 posizioni in 284 non hanno avuto la casa. Nel 2012 le assegnazioni sono state 28; nel 2013, 33. Nella graduatoria di emergenza abitativa, aggiornata ogni quattro mesi, sono in 150, con 29 assegnazioni nel 2013.

A rischio di sfratto 30 famiglie per il nuovo regolamento delle case IACP

L’assessore del Comune di Novi, “Serve una deroga della Regione”

Le case popolari

02/01/2013
NOVI LIGURE

A Novi, 20-30 famiglie residenti nelle case popolari rischiano di perdere l’alloggio. Lo sostiene l’assessore agli Affari sociali, Felicia Broda: «I casi sono numerosi e tutto è dovuto alla mancanza di dialogo da parte della Regione».

La scorsa primavera, ricorda l’assessore, l’amministrazione regionale ha approvato il nuovo Regolamento del Fondo sociale per le case popolari: «Fino al 2011 chi aveva un reddito basso faceva domanda all’ufficio Affari sociali o all’Atc per riduzioni parziali o totali per il pagamento dell’affitto. La Regione e il Comune integravano con fondi propri, a completamento del totale dovuto all’Atc. In questi ultimi tre anni la Regione, che interveniva per quasi l’80% del totale, ha ridotto il contributo a circa il 40%. Di conseguenza è aumentato l’importo del Comune, tanto che nel 2011 la spesa sostenuta da Novi era di circa 160 mila euro. Con il nuovo regolamento, per un reddito da zero a 6 mila euro tutti devono pagare 480 euro l’anno (40 euro al mese), mentre da 6 mila a 10 mila euro va pagato il 12% del reddito (72 euro al mese)».

Un intervento necessario, secondo l’assessore, visto che era necessario verificare l’effettiva situazione economica dei richiedenti, «tanto che nel 2011 l’ufficio Affari sociali ha chiesto alle famiglie di versare almeno due canoni, escludendo però i nuclei che avevano un’effettiva situazione difficile. Buona parte degli inquilini ha versato i due canoni annuali».

La Regione però non avrebbe tenuto in considerazione le numerose famiglie a reddito zero che rischiano di essere dichiarate morose e quindi di perdere l’alloggio poiché non riescono a pagare. «A un anno dall’approvazione del regolamento – conclude Broda – solo a dicembre gli inquilini hanno ricevuto le lettere di pagamento del totale di 480 euro o del 12% del reddito, pena dover pagare per intero l’effettivo affitto ed essere inclusi nella lista dei morosi. Il ritardo nell’attuazione del regolamento, non imputabile alle persone, imporrebbe una deroga di tre mesi per pagare».

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2 Risposte to “”

  1. rosa manuela ricco Says:

    quando ci saranno ancora le assegnazioni di case, come si svolge, bisogna aspettare il nuovo bando?

  2. enzuccio62 Says:

    si ocorre fare ogni tre anni sempre rinnovo bando

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