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Torino capitale degli sfratti: 4 mila nel 2012
Scritto da Redazione il 7 June 2013 in Notizie e appuntamenti

I dati del ministero dell’Interno. Quelli per morosità incolpevole – perdita di lavoro, cassa integrazione, chiusura di attività commerciali – sono il 95 per cento. Il Sicet: “Rifinanziare il Fondo di sostegno agli affitti”
TORINO- Quattromila nel solo 2012: così Torino diventa la capitale degli sfratti, guadagnandosi la maglia nera nella crisi dell’abitazione. Non va molto meglio nel resto del Piemonte, che riporta una delle situazioni più drammatiche a livello nazionale. I dati diffusi ieri dal Ministero degli interni forniscono una fotografia tetra della situazione abitativa regionale: subito dopo Torino c’è Novara, dove nel 2012 ben 900 abitazioni sono state interessate da un’ordinanza di sfratto; seguita da Cuneo (600), Alessandria (400) e Vercelli (330). Dati che appaiono in tutta la loro gravità se incrociati con la densità demografica dei comuni: nella sola Torino, un cittadino ogni 360 è stato sfrattato per morosità. Gli sfratti arriverebbero così a 6 mila in tutta la regione; ma secondo Giovanni Baratta, segretario regionale del Sicet, il sindacato inquilini della Cisl, la situazione, in realtà, potrebbe essere addirittura peggiore. “I dati raccolti dal Ministero – spiega Baratta – risultano inferiori a quelli forniti, ad esempio, dal Tribunale di Torino, che ne ha registrati circa 6mila nella sola area metropolitana”.

Rispetto al passato recente, inoltre, c’è un’allarmante crescita degli sfratti per morosità incolpevole: perdita di lavoro, cassa integrazione, chiusura di attività commerciali. “Dieci anni fa – continua Baratta – la maggioranza degli sfratti avvenivano per terminata locazione, ovvero per la fine di un contratto; ed esistevano delle Commissioni prefettizie che si occupavano di valutare caso per caso, cercando compromessi nelle situazioni più complesse. Oggi le commissioni sono state abolite e i giudici sono quasi anestetizzati rispetto alla morosità incolpevole, che rappresenta il motivo di sfratto nel 95 per cento. È arrivato il momento di reintrodurre queste commissioni. Il governo deve immediatamente emanare un decreto legge che preveda la graduazione dei provvedimenti di sfratti ”.

Ma il Sicet indica altre possibili strade da percorrere. “In primo luogo – conclude Baratta – i Comuni dovrebbero censire gli edifici pubblici inutilizzati, riutilizzandoli ad uso abitativo. Inoltre, anche se ci sarebbero delle difficoltà oggettive, si potrebbero stipulare convenzioni con i proprietari di immobili sfitti. Ma soprattutto è arrivato il momento di rifinanziare il Fondo di sostegno agli affitti per gli inquilini in difficoltà, che è ormai a secco dal 2010”

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