casi sociali

vincenzo Dice:
15 luglio 2008 alle 20.24
Troppo Povere per vivere in casa d’affitto ,segue commento vincenzo

Ho appreso dalla stampa locale che la signora ha avuto la sospensione dello sfratto sono molto contento, a nota vedi il mio via crucis: sono tre anni e mezzo che dormo nella mia macchina,
ne so qualcosa a riguardo . avrei molto piacere di aver contatti con la signora di Genova anche via e- mail.
Oggi come accennato in precedenza può attivarsi con richiesta di aiuto economico ,tutti gli anni a marzo le agenzie per la casa bandiscono un fondo sociale volto alle persone meno abbienti per far fronte al pagamento affitto moroso nella misura di nove /dodicesimi. Per cui la signora visto che ha a carico dei familiari portatori HC ne ha diritto. non conosco i parametri del comune di Genova ma spero che siano uguali a quelli degli alti comuni. in caso di sfratto può chiedere di essere inserita in una graduatoria di case patrimoniali gestite direttamente dal comune ne ha diritto in virtù di una legge nazionale, in caso come dichiarato dalla stampa per un eccesso di zelo ,può opporre lo sfratto
presentando istanza al sindaco,trascorsi invano trenta giorni può far appello al giudice ordinario entro 60 giorni. Le auguro i miei migliori auguri signora di Genova .
Vincenzo

vincenzo Dice:
12 settembre 2008 alle 20.24
Quotidiano Ligure9 Maggio 2008
Liguria – Blocco sfratti dei morosi nell’edilizia pubblica
Archiviato in: Liguria — Redazione @ 11:36 pm
Tags: Liguria, Regione Liguria, sfratti, case popolari

E’ stato adottato oggi dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Politiche abitative, Maria Bianca Berruti, il disegno di legge per bloccare l’esecutività degli sfratti per morosità degli inquilini degli alloggi delle case di edilizia residenziale pubblica in tutta la Liguria. L’iniziativa è conseguente gli indirizzi in materia di politiche abitative che Regione Liguria e Comune di Genova si sono dati per affrontare in modo unitario e congiunto l’emergenza casa in Liguria. Dopo l’approvazione in Giunta il disegno di legge passerà quindi all’esame del consiglio per l’approvazione definitiva che farà scattare la moratoria di sei mesi. “Vista l’urgenza del provvedimento – ha ribadito l’assessore regionale alle Politiche abitative, Maria Bianca Berruti – contiamo che possa passare in consiglio quanto prima, non più tardi della fine del mese”.

Il provvedimento adottato oggi in Giunta è finalizzato alla concessione di una sospensione temporanea di sei mesi del pagamento degli affitti DELLE CASE PUBBLICHE per consentire alle famiglie coinvolte di superare la situazione di emergenza. Inoltre la Giunta ha approvato la modifica della legge 27 del ’96 sulla casa per tutelare maggiormente gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica nel momento in cui vanno in pensione e quindi subiscono una contrazione del reddito. In questo caso la Giunta ha previsto che ARTE possa ridurre l’entità del canone che l’inquilino pagava quando ancora l’assegnatario lavorava.

A questa iniziativa la Giunta regionale e il Comune di Genova sono arrivati anche a seguito delle segnalazioni di casi di famiglie sfrattate dagli alloggi Erp che hanno messo in evidenza come sempre più nuclei familiari abbiano difficoltà a pagare affitti anche contenuti per sopraggiunti problemi economici. Il disegno di legge per bloccare l’esecutività degli sfratti si rivolge a oltre 500 famiglie abitanti in alloggi ERP a Genova che risultano morose e alle altre famiglie liguri che si trovano nella stessa situazione.

A seguito dell’adozione del disegno di legge che diventerà operativo, con l’approvazione del consiglio regionale, ARTE non potrà più eseguire automaticamente gli sfratti, ma attraverso una commissione mista, composta da Enti locali, Regione Liguria e rappresentanze degli assegnatari, verrà verificata la qualità della morosità per poi decidere se procedere o no, individuando le famiglie povere incolpevolmente morose. Accanto al blocco degli sfratti la Regione Liguria potenzierà il fondo di sostegno all’utenza delle case di edilizia residenziale pubblica, stanziando 1.185.000 euro, destinati al pagamento del canone di locazione e al contrasto della grande povertà.

La Regione e il Comune di Genova hanno infatti riscontrato un aumento del livello di morosità delle famiglie che abitano negli alloggi pubblici, dovuto soprattutto all’aumento dei costi dei servizi, relativi in particolare al riscaldamento degli alloggi. Si è passati infatti da 419 famiglie morose nel 2006 a 505 nel 2007 con un incremento del 20,50%.

vincenzo Dice: alcune e mail di doglianze esposte in Comune giugno 2008 alle 20.24
AL SINDACO DELLA CITTA’ DI TORINO
ON. SERGIO CHIAMPARINO

——————————————————————————–
Da: vincenzo.arruzza@alice.it
Inviato: mar 03/06/2008 16.51
A: Sergio.Chiamparino@comune.torino.it; livia.capobianco@comunetorino.it
Cc: vincenzo.arruzza@alice.it
Oggetto: I: valutazioni quanto intercorso all’app. del 29/05/08 si ant. da corr. ed ev risp.

Da: vincenzo.arruzza@alice.it
Inviato: mar 03/06/2008 10.19
A: annalisa.russo@comune.torino.it
Cc: vincenzo.arruzza@alice.it
Oggetto: I: valutazioni quanto intercorso all’app. del 29/05/08 si ant. da corr. ed ev risp.
Conferma del messaggio inviato a
alle 03/06/2008 10.19
Il messaggio è stato visualizzato nel computer del destinatario alle 03/06/2008 10.30 -Conferma del messaggio inviato a
alle 29/05/2008 15.16
Il messaggio è stato visualizzato nel computer del destinatario alle 29/05/2008 15.27 – in bozza stessa lettera Legenda: sergio chiamparino sindaco di torino , livia.capobianco resp. uff. segr. del sindaco funz.annalisa russo resp. uff. erps

——————————————————————————–

Da: vincenzo.arruzza@alice.it
Inviato: gio 29/05/2008 15.16
A: annalisa.russo@comune.torino.it
Oggetto: valutazioni quanto intercorso all’app. del 29/05/08 da corregere integrare e protocollare in seguito.
stessa lettera in bozza incompleta
Oggi 29/05/08 su proposta di appuntamento vengo ricevuto dall’assesore casa del comune di torino,ho riferito che tre mesi fa mi hanno negato l’appuntamento (di cui un funzionario che lo negò al tempo era presente al colloquio ,presente anche il funz. di lo.ca.re.) lo stesso funzionario responsabile uff. erp si giustifica e risponde: perchè il suo caso era stato chiuso,tale funzionario ,al mio ricevemto e/o colloquio alla presenza dell’assessore ripropone quanto si era evidenziato oltre 8 mesi fà ossia: un contratto con affitto convenzionato in merito alla l.431/98,ho nuovamente rifiutato la sua proposta tra l’altro senza dar atto su mia richiesta al tempo ,di come vengono assegnate le case con contratto convenzionato, non si ha avuto atto di un regolamento comunale a riguardo,conosco solo un decreto dello stato ed una circolare ministeriale( a nota affinchè non mi delucidano i criteri dell’ assegnazione case pubbliche con convenzione l. 431/98 illustrando dei regolamenti comunali in tale proposito ho dichiarato che prendo un periodo di riflessione,in caso contrario considero l’offerta un raggiro alle leggi quadro, in quanto ho diritto di sapere come si viene inseriti in una graduatoria di merito,e, valutarla, tra l’altro tre anni fà non si accennava per nulla l’esistenza di una sistemazione abitativa in questo senso, motivo anche di un mancato rasserenamento interiore ).ho nuovamente sollevato l’ingiustizia subita( analoga in questi tre anni, richieste inevave con risposte evasive,motivo percui non si è venuto a capo in nessun punto d’incontro.a questo punto ho dichiarato non mi interessano più le sue proposte e le sue case popolari in quanto visto il notevole passare degli anni, in questo contempo la mia persona si è degenerata ,in questi anni vuoi per un motivo ,o per l’altro ,dove non si ha avuto riscontri adeguati, a riguardo le mie richieste, richieste sollevate in quasi tutti gli uffici comunali a cui mi sono rivolto, ( urp,erp, urc ed erps, motivo come citato di un mancato riscontro di quanto sollevato anche per un rasserenamento personale volto a non degenerare l’interessato ),ho sollevato il punto “del debito moroso “visto che per anni è stato evidenziato questo punto a titolo risolutorio, ( ultima volta che è stato evidenziato l’ostacolo del debito è stato il 23/10/08,vedi la ipotetica soluzione, su proposta di firmare all’atc un rateo a sua volta avvallato da una relazione dei servizi sociali volto all’inserimento in emergenza abitativa a nota ribadito più volte ho rifiutato questa proposta perchè credevo ed ispiravo inizialmente fiducia all’ente comune ad una revisione del provvedimento ,considerato che oggi non ho più fiducia ,ho sollevato questo punto: i servizi sociali ed il resto delle ipotetiche soluzioni proposte a posteriori allo sfratto non mi interessano, in quanto un comune è in dovere di fare le indagini prima di uno sfratto visto e considerato che il sottoscritto lo evidenziò al tempo ,ho anche evidenziato che tra l’altro tra pochi mesi sono prossimi i termini di prescrizione del debito moroso, mi interesserò della ricezione della cartella esattoriale in quanto provo ad opporla per motivi giustificabili ,ho chiesto oggi 29/05/08 se dal comune vi è in atto una cartella esattoriale, non mi hanno dato risposta, sempra che del problema del debito moroso ( vista la ripetuta richiesta negli anni di firmare un rateo ad estinzione debito, oggi non interessa più parlarne, tra l’altro non si ha avuto risposta delucidante al tempo del motivo per cui il comune uff. erp interessasse la rateizzazione del debito,premetto che il funzionario presente al colloquio ha sollevato il problema del debito per oltre due anni e mezzo ,motivava : al fine di revisionare il provvedimento (mi istigava ad andare all’atc a firmare un rateo di mia spotanea volontà, poi in secondo stante chiedeva di servirmi dei servizi sociali al fine di avvalorare tale dilazione debito,il sottoscritto non accondiscende a tale richiesta ,motivo: per non aver avuto risposte e delucidazioni esaurienti in merito,più volte sono state richieste dall’interessato , ragione per cui ha dato luogo a dubbi di raggiro ,da canto di codesto funzionario si giustificava a pare suo volto a riaprire uno spriraglio nella richiesta di emergenza abitativa).la stessa mi istigava più volte verbalmente a servirmi dei servizi sociali, in secondo stante si ricevono telefonate c/o miei parenti da parte di un medico dell’usl di zona sempre in collaborazione con i servizi sociali .si istigava il sottoscritto a servirsi di codesti servizi , in aggiunta i servizi sociali mettono al corrente del mio caso l’usl di zona ,a questo episodio su mia domanda lo stesso funzionario uff. erps risponde al fine di revisionare il provvedimento ( tale suggerimento veniva evidenzioato a quasi tutti gli appuntamenti),oggi 29/05/08 evidenziato verbalmente dal sottoscritto, la stessa funz. ha negato,chiederò la testimonianza di mio fratello a tale proposito, è stato evidenziato dall’ assessore che io ho scritto sul blogs, ho riferito nulla di male, e se ho scritto il falso che possono denunciarmi a riguardo. ho concluso riferendo mi prendo un lungo periodo per riflettere in tal senso. nel frattempo attendo cosa ne pensa l’autorità competente. Valutazioni conclusive definite e anche irremovibili: considerato che tutto si è incentrato per anni su una ipotetica soluzione su valutazioni da avvalorare dai servizi sociali in aggiunta vedi telefonata dell’asl c/o i parenti ,visto la richiesta persistente di rateizzare il debito con avvallo dei servizi sociali,( motivo per cui poteva essere richiesto prima dello sfratto ,ha dato luogo di far riflettere al sottoscritto ,e di come è disumano quanto accorso nel corso degli anni).l’assessore ha concluso esprimendo verbalmente: lei non ha diritto ad una casa popolare, può avere solo accesso all’edilizia sovvenzionata con contratto privato ,poi ha aggiunto :si potrebbe valutare un’eventuale assegnazione casa popolare dietro relazione dei servizi dell’usl, in quanto lo stesso presuppone che desto segni di disagio psicologico o fisico,a tale proposito non mi pronuncio concludo definitivamente: non le rispondo mi prendo un periodo per riflettere ( motivazioni sopra esposte l’ ente comune non ispira fiducia al sottoscritto.si aggiunge inoltre nelle proprie valutazioni personali decisive e definitive :esistono delle leggi a riguardo ,nulla vieta all’assessore che reputa che possono esistere alla mio stato di salute del disagio fisico o pisicologico,di procedere come consentito dalle leggi in materia. ( ho notato che questo punto è stato più volte evidenziato nel corso degli anni , sembra che tutto si impernia su questo fulcro,inizialmente era sollevato sul debito regresso come evidenziato nel testo suscritto da firmare un rateo in via di accesso o instaurazione domanda di emergenza abitativa nonostate avessi al tempo evidenziato lo staus sociale la precarietà abitativa coordinato con più uffici comunali” evidenziato per l’ultima volta anche oggi” 29//05/08″, non acetto che sia stato sfrattato mentre chiedevo i miei diritti d’innanzi ad un giudice ( presumo che non avevo nulla da “nascondere”questo è il motivo decisivo a non dar luogo ad una proposta data da questo ente anche di soluzione abitativa, motivo per cui opporrò anche la cartella esattoriale che ne chiederò copia ,visto la fase del termine di scadenza)in secondo stante.tra l’altro l’assessore può se reputa il disagio fisico o psicologico, come dallo stesso evidenziato ,considerato che sono stanco di sentirmelo ripetere , coordinare con l’ assessorato di competenza , può senza il mio parere disporre un provvedimento anche coatto visto che esistono delle leggi in materia . concludo da canto mio’ come evidenziato nella presente e come confermato verbalmente (all’ app.29/05/08 ) con valutazione anche conclusiva ,il mio volere è che ne prenda atto l’ autorità competente ,null’altro da aggiungere , si conferma il diniego al trattamento dei miei dai personali per i motivi indicati nella presente, si trasmetterà via e- mail segreteria erps.
Torino lì,03/06/08 ossequi vincenzo arruzza

vincenzo Dice:
9 giugno 2008 alle 20.24
condivido il parere del giudice di pace,ma no non sa il giudice che a me tre anni fa successe la stessa cosa ,l’atc di torino mentre si conciliava dal giudice di pace, la stessa atc chiedeva al comune di accellerare lo sgombero dell’ alloggio dove abitavo. dopo tre anni che dormo per strada si giustificano dal comune : aveva solo di andare da i servizi sociali,ilresto cosa sia successo è molto lungo da descrivere vedi lettera al sindaco del 3/6/08 .quindi penso prima il comune sfratta ,poi si instaura una relazione dai servizi sociali e ,a relazione ultimata di detti servizi viene trasmessa all’ufficio casa( la pratica può durare anche due o tre anni, si attiva l’assessorato su medesima richiesta di detti servizi ed assegnano un alloggio in via di emergenza abitativa).

vincenzo arruzza Dice:
10 giugno 2008 alle 20.24
OGGETTO: Una donna di 78 anni, sua figlia di 50 e i figli di lei – di 6 e 19 anni – che vivono a Genova in una casa popolare dell’Arte (l’ente ligure di edilizia pubblica) rischiano di finire in mezzo a una strada.
Segue commento di vincenzo arruzza
La signora dovrebbe rivolgersi al comune di appartenenza , richiedere spiegazioni e modulistica, che con allegato precetto di sfratto si compila e si viene inseriti in un contesto come evidenziato in un decreto dello stato. ,si da atto al tribunale( il modulo prestampato darlo per conoscenza anche all’uff.case del comune ),ne conservare ricevuta anche dopo averlo prodotto in tribunale e darne visura all’ ufficiale giudiziario in caso di sfratto ,il giudice a questo punto proroga la durata della sospensione dello sfratto affinché la signora venga inserita in una graduatoria per alloggi convenzionati pubblici , con riserva. Il testo del decreto recita: proroga sfratti a famiglie che non riescono a reperire un abitazione con mezzi propri nel mercato libero degli immobili,famiglie con a carico portatori handicap gravi o, con a carico familiari ultrasessantacinquenni, i servizi sociali di Genova queste informazioni dovrebbero darle alla famiglia in oggetto. Inoltre nel decreto e, circ. ministeriale infrastrutture viene evidenziato che viene istruita una graduatoria nella misura del 10% rivolta a tali soggetti con disagio o avvenute condizioni di disagio.

vincenzo Dice:
15 luglio 2008 alle 20.24
Alla cortese attenzione dell’assessore Roberto Tricarico ass.to casa

Alla cortese attenzione dell’assessore Marco Borgione.ass.to serv. sociali
Conferma del messaggio inviato a
; alle 14/07/2008 16.53

Il messaggio è stato visualizzato nel computer del destinatario alle 15/07/2008 9.05

Oggetto: Divieto trattamento dati personali( v. valutazioni quanto intercorso il giorno 11 -07 -2008 uff. Erp)
Oggetto:quanto rif. il giorno 11 – 07 -08, uff. Erp ,quanto rif. il giorno 14 -07 -08 uff. serv. sociali.
segue diffida al trattamento dei miei dati personali per i sotto elencati motivi.

il sottoscritto Arruzza Vincenzo espone:
in data 11 – 07 -08,chiedevo informazioni presso uff. Erp,
riferito:se Lei viene la pratica si apre, se Lei non viene la pratica si chiude.
A riguardo ho chiesto vista l’ultima proposta di una sistemazione abitativa ,
Riferisce:gli alloggi sono stati assegnati, può aver un riscontro di una assegnazione solo tramite i servizi sociali in emergenza abitativa. Come riferito in data 11 – 07 -08, dal funzionario uff. Erp dove, in tal data ho chiesto informazioni a riguardo il mio procedimento ,la stessa mi invitava ulteriormente a servirmi di detti servizi sociali. Pertanto visto il tempo intercorso ho riferito al funzionario Erp che vi sono conflitti d’interessi tra me ed il Comune, in quanto il sottoscritto sperava in una revisione dell’affitto moroso, vi erano a pare mio i presupposti,si era chiesto di verificare lo stato di degrado dell’alloggio dove vivevo, se vi era stata fatta una verifica con perizia del CTU oggi a riguardo potevo anche accettare come proposto dalla stessa, di rateizzare il debito volto alla revisione dei titoli di accesso all’assegnazione alloggio Erps,come noto tale revisione può avvenire solo con avvenuta relazione dei servizi sociali(giustificabile con una relazione per un avvenuto disagio sia abitativo,sia psicologico).A questo punto ho riferito:può d’ufficio trasmettere ai servizi sociali quanto da me espresso al funzionario Erp nel corso degli anni(visto che a parere mio ho il sospetto che lo abbiano fatto, ho notato che conoscono benissimo la mia situazione si sospetta trasmessa per telefono dall’Urc, o dall’Erp,inoltre: vedi i numerosi sopralluoghi effettuati dai Vigili Urbani comunicati all’Erp). Ho chiesto di fissare un appuntamento con l’assessore Tricarico mi viene detto telefoni a questo n. di telefono insisto di guardare sull’agenda e di fissarmi un appuntamento,l’impiegata non guarda quindi non fissa l’ appuntamento. Si richiede relazione in forma scritta di tutto il procedimento svolto a mio carico istruito presso il vs Assessorato ,o lo richiedo tramite legale con addebito di onorario. Finché non ricevo risposta vieto assolutamente il trattamento dei dati personali, e fino a verifica di quanto dichiarato.” A riguardo chiedo espressamente che la mia pratica sia chiusa (vedi quanto appreso in tal data), considerato tra l’altro che non mi hanno fissato un appuntamento con l’Assessore Tricarico, anche se richiesto con urgenza.

In data odierna 14 -07 -08, recatomi presso uff. servizi sociali non ho chiesto di fissare un appuntamento, ma l’impiegata insiste chiede la mia anagrafica, torna dopo mezz’ora mi comunica di aver fissato un appuntamento per il 16 -07 – 08 da esperire con la Signora Orlando, ho dichiarato che non intendo servirmi dei servizi offertomi, conclude dicendomi telefoni all’Orlando,stessa persona che non è stata autorizzata al tempo ad esperire una relazione senza essere autorizzata dal sottoscritto, trasmessa come risulta all’uff,. Erp. ho chiesto di dar atto di diffida a non trattare i miei dati personali,in quanto a mia insaputa è stata data agli uff.Erp (Relata dei servizi sociali, senza essere autorizzati dal sottoscritto)
Motivo per cui “Vieto assolutamente ai Servizi Sociali il trattamento dei dati personali, fino a verifica di quanto dichiarato.” Sottolineo in un vivere civile è vergognoso quanto è accaduto. Inoltre è disumano quanto si è avvicendato nel corso degli anni,motivo per cui “Chiedo che la mia pratica venga chiusa,sono stanco di sbattermi da un ufficio all’altro,spero che sia stato molto chiaro. Può d’ufficio trasmettere la presente alle Autorità se lo ritiene necessario al fine di chiudere definitivamente la pratica,scaduti i termini di risposta la presente consegnata in seguito a mezzo protocollo ai vs uffici la consegno al Legale,e richiedo che forzi risposta tramite lettera legale con addebito di spese di onorario.
Torino,lì 15 – 07- 08 in fede Vincenzo Arruzza

vincenzo Dice:
15 luglio 2008 alle 20.24
Troppo Povere per vivere in casa d’affitto ,segue commento vincenzo

Ho appreso dalla stampa locale che la signora ha avuto la sospensione dello sfratto sono molto contento, a nota vedi il mio crucis sono tre anni e mezzo che dormo nella mia macchina,
ne so qualcosa a riguardo . avrei molto piacere di aver contatti con la signora anche via e- mail.
Oggi come accennato in precedenza può attivarsi con richiesta di aiuto economico ,tutti gli anni a marzo le agenzie per la casa bandiscono un fondo sociale volto alle persone meno abbienti per far fronte al pagamento affitto moroso nella misura di nove /dodicesimi. Per cui la signora visto che ha a carico dei familiari portatori HC ne ha diritto. non conosco i parametri del comune di Genova ma spero che siano uguali a quelli degli alti comuni. in caso di sfratto può chiedere di essere inserita in una graduatoria di case patrimoniali gestite direttamente dal comune ne ha diritto in virtù di una legge nazionale, in caso come dichiarato dalla stampa per un eccesso di zelo ,può opporre lo sfratto
presentando istanza al sindaco,trascorsi invano trenta giorni può far appello al giudice ordinario entro 60 giorni. Le auguro i miei migliori auguri signora di Genova .
Vincenzo

vincenzo Dice:
12 settembre 2008 alle 20.24
Quotidiano Ligure9 Maggio 2008
Liguria – Blocco sfratti dei morosi nell’edilizia pubblica
Archiviato in: Liguria — Redazione @ 11:36 pm
Tags: Liguria, Regione Liguria, sfratti, case popolari

E’ stato adottato oggi dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Politiche abitative, Maria Bianca Berruti, il disegno di legge per bloccare l’esecutività degli sfratti per morosità degli inquilini degli alloggi delle case di edilizia residenziale pubblica in tutta la Liguria. L’iniziativa è conseguente gli indirizzi in materia di politiche abitative che Regione Liguria e Comune di Genova si sono dati per affrontare in modo unitario e congiunto l’emergenza casa in Liguria. Dopo l’approvazione in Giunta il disegno di legge passerà quindi all’esame del consiglio per l’approvazione definitiva che farà scattare la moratoria di sei mesi. “Vista l’urgenza del provvedimento – ha ribadito l’assessore regionale alle Politiche abitative, Maria Bianca Berruti – contiamo che possa passare in consiglio quanto prima, non più tardi della fine del mese”.

Il provvedimento adottato oggi in Giunta è finalizzato alla concessione di una sospensione temporanea di sei mesi del pagamento degli affitti DELLE CASE PUBBLICHE per consentire alle famiglie coinvolte di superare la situazione di emergenza. Inoltre la Giunta ha approvato la modifica della legge 27 del ’96 sulla casa per tutelare maggiormente gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica nel momento in cui vanno in pensione e quindi subiscono una contrazione del reddito. In questo caso la Giunta ha previsto che ARTE possa ridurre l’entità del canone che l’inquilino pagava quando ancora l’assegnatario lavorava.

A questa iniziativa la Giunta regionale e il Comune di Genova sono arrivati anche a seguito delle segnalazioni di casi di famiglie sfrattate dagli alloggi Erp che hanno messo in evidenza come sempre più nuclei familiari abbiano difficoltà a pagare affitti anche contenuti per sopraggiunti problemi economici. Il disegno di legge per bloccare l’esecutività degli sfratti si rivolge a oltre 500 famiglie abitanti in alloggi ERP a Genova che risultano morose e alle altre famiglie liguri che si trovano nella stessa situazione.

A seguito dell’adozione del disegno di legge che diventerà operativo, con l’approvazione del consiglio regionale, ARTE non potrà più eseguire automaticamente gli sfratti, ma attraverso una commissione mista, composta da Enti locali, Regione Liguria e rappresentanze degli assegnatari, verrà verificata la qualità della morosità per poi decidere se procedere o no, individuando le famiglie povere incolpevolmente morose. Accanto al blocco degli sfratti la Regione Liguria potenzierà il fondo di sostegno all’utenza delle case di edilizia residenziale pubblica, stanziando 1.185.000 euro, destinati al pagamento del canone di locazione e al contrasto della grande povertà.

La Regione e il Comune di Genova hanno infatti riscontrato un aumento del livello di morosità delle famiglie che abitano negli alloggi pubblici, dovuto soprattutto all’aumento dei costi dei servizi, relativi in particolare al riscaldamento degli alloggi. Si è passati infatti da 419 famiglie morose nel 2006 a 505 nel 2007 con un incremento del 20,50%.

vincenzo Dice:
12 settembre 2008 alle 20.24
Oggi il funzionario di locare (agenzia di intermediazione alloggi convenzionata del comune di torino) riferisce:
l’assegnazione di un alloggio patrimoniale era gestita da altri uffici ,lei non può iscriversi all’agenzi locare perchè non ha un reddito .l’anno scorso era valutato dal dirigente c.ea .(comm. emerg. abit.) le avevano assegnato un alloggio .a canone sociale.chiedo informazioni ,mi risponde che prima il soggetto accetta l’alloggio poi in secondo stante la commissione casa mi avrebbe invitato a firmare l’iscrizione all’agenzia.dopo tre anni che sono stato sfrattato già da una casa popolare,l’unica soluzione che invitano èdi servirsi dei servizi sociali,ho riferito visti gli anni intercorsi ed i numerosi sopralluoghi fatti dai vigili urbani perchè non si è agito d’ufficio.

enzuccio62 Dice:
9 gennaio 2009 alle 20.24
Oggi 09/02/09 Anita C. mi riferisce: Enzo dopo 5 anni a giugno mi danno la casa mi hanno detto che è stata accettata l’emergenza abitativa.
In passato mi riferiva :Enzo mi hanno tolto i figli ,vuoi per un motivo o per un altro
La stessa l’aiutai a imparare ad usare il computer, al tempo era disperata aveva il timore di non superare il corso,io ho capito che lo stesso era legato ad una borsa lavoro,ha chiesto parecchi consigli a me ho cercato di indirizzarla nel miglior dei modi di quanto ero a conoscenza.
Oggi riferisce che è stata mandata in una casa famiglia paga 30 € al mese in attesa della consegna della casa ,riferisce di aver vissuto in precedenza in vari dormitori,ultimamente in comunità alloggio in via Sidoli per oltre un anno,riferisce che da poco tempo di andare a lavorare a far pulizie in una scuola tramite una cooperativa solidale ,e che viene retribuita dalla S.Paolo (vedi progetto),di percepire 400€ al mese.
A questo punto ho chiesto ad Anita di non riferirmi più nulla in quanto è umiliante quanto appreso.
A questo punto penso che Benedetta dovrebbe intraprendere lo stesso percorso,presumo non ha altre
Alternative . Enzo

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