formulari civili

VINTO RICORSO PER RIASSUNZIONE 2 LAVORATORI
GIOVEDÌ 02 FEBBRAIO 2012 09:07
Il giudice del lavoro dottor Carlo Sorgi del Tribunale di Bologna, con sentenza del 27 gennaio 2012, ha condannato l’azienda Marzocchi Pompe spa di Casalecchio di Reno (Bologna) ad assumere, con decorrenza dal 1/12/2011, i due lavoratori assistiti dalla Fim Cisl di Bologna e dall’avvocato Livio Mercatante. I lavoratori, ex dipendenti della Mas srl in liquidazione, a seguito della cessione di ramo d’azienda, avvenuto in data 7/11/2011, alla Marzocchi Pompe spa, non erano stati, come gli altri loro colleghi, assunti dall’azienda acquirente. Trattasi di lavoratori con alta professionalità: uno, addetto ad attività di analisi e programmazione e l’altro, impegnato nelle attività di analisi e gestione di problematiche hardware e software.Il Giudice Sorgi ha ritenuto fondato il ricorso presentato dall’avvocato Mercatante poiché, come cita la sentenza “una volta qualificato un passaggio di bene e personale da una società ad un’altra come cessione d’azienda ex art.2112 inevitabilmente le conseguenze in termini legali sono quelle previste dalla normativa richiamata e tra queste il passaggio di tutto il personale relativo a tale ramo”. Oltre a questo, la sentenza ha anche rimarcato “ il periculum sotto il profilo della perdita di professionalità se si considera che il settore informatico è soggetto ad una evoluzione continua e che determina la necessità di svolgere un’attività nel settore per mantenere un aggiornamento adeguato tale da garantire la professionalità dell’operatore o, in alternativa, di frequentare corsi di aggiornamento del costo notoriamente consistente ed incompatibile con le attuali condizioni economiche dei ricorrenti”. “Siamo molto soddisfatti – dichiara Andrea Vignali della segreteria Fim Cisl di Bologna- che insieme al legale ha tutelato la posizione dei due tecnici”. “La sentenza del giudice – prosegue il sindacalista- riporta giustizia a due lavoratori che erano stati abbandonati ben due volte, dall’azienda che ne ha dichiarato un esubero infondato e dalla Fiom che non ha portato avanti il ricorso in Tribunale”. Ricorso392Garibaldi c/ Ministro Giustizia 1FORMULARIO DI RICORSO IN RIASSUNZIONE EX ART. 392 C.P.C. DAVANTI ALLA CORTE D’APPELLO INITALIA DOPO IL GIUDIZIO IN CASSAZIONE. (LEGGE PINTO N. 89/2001), PER L’ECCESSIVA DURATA DIUN PROCESSO CIVILE IN ITALIA. a cura di : Maurizio de Stefanoavvocato in RomaCORTE DI APPELLO DI TORINORicorso in riassunzione ex art. 392 c.p.c.del Ricorso per l’equa riparazione in caso di violazione del termineragionevole del processo (art. 3 legge 24/03/2001 n. 89)PERGARIBALDI Giuseppe, nato a Roma il 16.05.1938 e residente in Messinapiazza Alfieri n. 1, (codice fiscale ……………………..), elettivamentedomiciliato in TORINO, presso lo studio dell’Avv. Mario Migiurtina inVia Agorà, 33 che lo rappresenta e difende congiuntamente e/odisgiuntamente all’Avv. Marco Tullio Cicerone del foro di Roma, giustaprocura in calce al presente ricorso.ricorrente in riassunzioneControMINISTRO DELLA GIUSTIZIA in persona del Ministro pro-temporedomiciliato presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di TORINO, nellasua sede in TORINO, via Salaria n. 25.Resistente°°°O°°°GIUDIZIO DI RINVIO in forza della sentenza n. 69875/05 depositata ilquindici settembre 2005 dalla CASSAZIONE sezione prima civile, nella causaiscritta al n. R.G. 57643/03, dal sig. GARIBALDI Giuseppe contro ilMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, con ricorso ex art. 360 c.p.c. notificato il29 maggio 2003, depositato il 17.06.2003 avverso il decreto della Corted’appello di TORINO, n. 943/2003 n.7560 R.G.C.C. 2002 del 27 febbraio 2003.A) SVOLGIMENTO DEL PROCESSO DAVANTI ALLA CORTED’APPELLO DI TORINO .Il signor GARIBALDI Giuseppe, con ricorso depositato in data ventottomaggio 2002 ha adito la Corte d’appello di TORINO ed ha chiestol’accoglimento della domanda per l’equa riparazione in caso di violazione deltermine ragionevole del processo (art. 3 legge 24/03/2001 n. 89).Ricorso392Garibaldi c/ Ministro Giustizia 2Il ricorrente illustrava in fatto, davanti alla Corte d’appello di TORINO, leseguenti fasi processuali.ESPOSIZIONE DEI FATTI: processo civile durato in PRIMO grado quindicianni, dal settembre 1986(ottantasei) al settembre 2001(duemilauno).In data 11 settembre 1986 l’odierno ricorrente citava in giudizio la societàALDEBARAN s.p.a. davanti al Tribunale civile di Genova, al fine di ottenere ilrisarcimento dei danni arrecati al terreno di proprietà dell’attore (odiernoricorrente) a seguito di invasione e devastazione da parte del convenuto.􀂾 La prima udienza di comparizione delle parti veniva fissata per il 19 novembre 1986, ilconvenuto chiede di integrare il contraddittorio con un terzo. Alla seconda udienza del 10marzo 1987, il convenuto chiede nuovamente di integrare il contraddittorio con un terzo.Alla terza udienza 30 giugno 1987, si costituisce il terzo. Alla quarta udienza 27 ottobre1987 il Giudice nomina il C.T.U.. Alla quinta udienza 16 febbraio 1988 il C.T.U. presta ilgiuramento ed assume l’incarico peritale.􀂾 Seguono le udienze del 7 giugno 1988, 25 ottobre 1988, 21 febbraio 1989, 23 maggio1989, 17 ottobre 1989, 6 marzo 1990, 5 giugno 1990, 10 luglio 1990, sempre nell’attesadel deposito della C.T.U..􀂾 Alla quattordicesima udienza 12 marzo 1991, le parti chiedono termine per esame dellaC.T.U. finalmente depositata. Seguono le udienze del 18 giugno 1991, 15 dicembre 1992,11 maggio 1993, rinviate anche per la sostituzione del Giudice istruttore e, pertanto alladiciassettesima udienza vengono precisate le conclusioni, con rinvio al 25 maggio 1994.􀂾 All’udienza collegiale del 25 maggio 1994 la causa non viene decisa, ma con ordinanzadel 16 giugno 1994 viene disposta la rinnovazione della C.T.U..􀂾 All’udienza del 18 aprile 1995, l’attore produce copia della comparsa di riassunzionenei confronti della liquidazione coatta amministrativa della società terzo chiamato incausa, al fine di evitare l’interruzione del processo.􀂾 Alla ventesima udienza del 27 giugno 1995 viene affidato al C.T.U. il nuovo incaricoperitale.􀂾 Seguono le udienze del 13 febbraio 1996, 29 ottobre 1996, 27 maggio 1997, 13gennaio 1998 sempre nell’attesa del deposito della C.T.U..􀂾 Alla venticinquesima udienza 16 giugno 1998, le parti chiedono termine per esamedella C.T.U. finalmente depositata, ma l’attore chiede anche il sequestro conservativo.􀂾 Con ordinanza del 10 novembre il Giudice nega il provvedimento cautelare richiestodall’attore e rinvia al 12 aprile 1999 per l’articolazione dei mezzi istruttori.􀂾 Nelle more, a seguito della legge 22 luglio 1997, n. 27, venivano istituite delle sezionistralcio nei tribunali ordinari e nominati dei giudici c.d. onorari aggregati (GOA), diRicorso392Garibaldi c/ Ministro Giustizia 3talché la causa non poteva più essere decisa dal Collegio e doveva essere assegnata alnuovo Giudice Unico.􀂾 Alla ventiseiesima udienza 12 febbraio 1999 davanti al nuovo Giudice Unico fallito iltentativo di conciliazione, la causa è rinviata al 23 aprile 1999 per l’articolazione deimezzi istruttori.􀂾 Seguono le udienze 23 aprile 1999 e 28 maggio 1999 per consentire al Giudice didelibare ed ammettere le istanze istruttorie.􀂾 Alla ventinovesima udienza 22 ottobre 1999 vengono interrogati tre testimoni.􀂾 Alla trentesima udienza 25 maggio 2000 il Giudice rinvia per la precisazione delleconclusioni.􀂾 Alla trentunesima udienza 7 luglio 2000 vengono precisate le conclusioni ed il Giudicetrattiene la causa in decisione.􀂾 La causa viene decisa il 26 settembre 2001 e la motivazione pubblicata il 2 ottobre2001(duemilauno), n. 806/2001, con cui la società convenuta ALDEBARAN s.p.a. è statacondannata a risarcire i danni dell’attore nella misura di lire25.860.000(venticinquemilioni ottocento sessantamila) con rivalutazione monetariasecondo gli indici ISTAT con decorrenza dal marzo 1991 e con gli interessi al tasso legalesulla predetta somma di anno in anno rivalutata fino al soddisfo, oltre al rimborso dellespese legali.􀂾 Tale procedimento ha avuto una durata complessiva di quindici anni, in cui a parte unasola udienza per interrogare tre testimoni tutto il resto del tempo è stato dedicato all’attesadelle DUE relazioni del C.T.U. e per le notorie e croniche disfunzioni del processo civile.􀂾 La sentenza n. 806/2001, è passata in giudicato in data 25 febbraio 2002 e pertantotempestivamente l’odierno ricorrente ebbe a proporre in data 28 maggio 2002, il ricorsoalla Corte di Appello di TORINO ai sensi della legge 24/03/2001 n.89 art.6.B) ESPOSIZIONE RELATIVA AL QUANTUM DELLA DOMANDA PERUN’EQUA SODDISFAZIONE.1) Il ricorrente chiedeva a titolo di equa riparazione la somma di euroventimilacentoquarantuno per danni non patrimoniali, in ragione di euro 1.549,37 perogni anno di durata della procedura, eccedente i tre anni ritenuti ragionevoli, oltre allacondanna generica ai danni materiali nell’ipotesi in cui la società ALDEBARAN s.p.a. sifosse rivelata insolvente all’esito della procedura esecutiva ancora in corso, in forza dellapredetta sentenza n. 806/2001.2) Resisteva alla domanda il Ministero di Giustizia.C) MOTIVAZIONE DEL DECRETO IMPUGNATORicorso392Garibaldi c/ Ministro Giustizia 43) Pronunciandosi su tali capi di domanda la Corte d’appello di TORINO,con il decreto di cui in epigrafe, ha respinto il ricorso per le seguenti considerazioniin fatto ed in diritto.4) In fatto non era contestata la durata non ragionevole del processo di PRIMO grado(quindici anni), <>.5) <>.D) IL GIUDIZIO IN CASSAZIONEAvverso questo decreto, n. 943/2003 n.7560 R.G.C.C. 2002 delli 11 febbraio 2003e depositato nella motivazione il 27 febbraio 2003, notificato l’undici aprile 2003,proponeva a tempestivo gravame davanti alla Corte di Cassazione il signorGARIBALDI Giuseppe, nei confronti del Ministero della Giustizia, chiedendo lacassazione del decreto ed il rinvio ad altra Corte per la decisione nel merito.Con la sentenza n. 69875/05 depositata il quindici settembre 2005 la CASSAZIONE<>.La sentenza della Cassazione statuiva che il <>.E) IL PRESENTE GIUDIZIO DI RINVIO EX ART. 392 C.P.C.La sentenza della Corte è stata pubblicata il QUINDICI SETTEMBRE 2005 e,pertanto, la presente riassunzione del processo ex art. 392 c.p.c. dovrà ritenersitempestiva.In limine si osserva che l’adita Corte d’appello di TORINO è chiamata a pronunciarsiunicamente sulla quantificazione del danno non patrimoniale, avendo già riconosciuto ladurata non ragionevole della procedura presupposta.DANNO “NON PATRIMONIALE”, ai sensi della LEGGE 24/03/2001 n. 89Art. 2, comma 1 e 3 e dell’art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.In una più recente e diversa sentenza del 21 ottobre 2005 n. 20467, la Cassazionepur confermando il principio che <>, non ha dichiarato espressamente che ilcoefficiente di moltiplicazione sia circoscritto agli anni di ritardo, come invece avevafatto in altre sentenze, ma per la prima volta ha citato alcune sentenze del novembre20041 della Corte di Strasburgo, ricordando che tale Corte a sua volta aveva <>.Si ricorda che tale giurisprudenza della Corte di Strasburgo è inequivocabile sulpunto nel senso che, una volta accertata la violazione del termine ragionevole di duratadel processo, l’entità dell’equa riparazione deve commisurarsi al coefficiente dimoltiplicazione, variante tra i 1.000-1.500 euro, per ogni anno dell’intera durata delprocesso, testualmente <>2.1 Corte Europea dei Diritti Umani, sentenza 10 novembre 2004, caso Zullo c. Italia n. 64897/2001, dove la CorteEuropea aveva elevato da euro 1.200 ad euro 6.364 l’importo liquidato dai giudici nazionali.Corte Europea dei Diritti Umani, sentenza 10 novembre 2004, caso Pizzati c. Italia n.62361/2000, dove la CorteEuropea aveva elevato da euro 5.000 ad euro 25.200 l’importo liquidato dai giudici nazionali.2 Corte Europea dei Diritti Umani, sentenze 10 novembre 2004, caso Zullo c. Italia n. 64897/2001 e caso Pizzatic. Italia n.62361/2000 (identiche sul punto): <<26§. Per ciò che concerne la valutazione in equità del dannomorale subìto in ragione della durata d'una procedura, la Corte reputa che una somma variante da 1.000 a1.500 euro per anno di durata della procedura (e non per anno di ritardo) è una base di partenza per il calcoloda effettuare. Il risultato della procedura nazionale (sia che la parte ricorrente perda, vinca o finisca perconcludere un regolamento amichevole) non ha importanza in quanto tale sul danno morale subìto dal fattodella durata della procedura. L’ammontare globale sarà aumentato di 2.000 euro se la posta in gioco della liteè importante segnatamente in materia di diritto del lavoro, di stato e capacità delle persone, di pensioni, diprocedure particolarmente gravi in relazione alla salute o alla vita delle persone. L’ammontare di base saràRicorso392Garibaldi c/ Ministro Giustizia 6La Corte di Strasburgo nella sua sentenza emessa dalla Grande Camera il 29 marzo2006, caso Musci c. Italia Ricorso n. 64699/01, ricorda che i parametri per l’equariparazione sono rinvenibili nei casi consimili desunti dalla sua giurisprudenza,testualmente al paragrafo 138 <>3Alla luce di questi principi, la Corte territoriale avrebbe dovuto esaminare lagiurisprudenza della Corte di Strasburgo e motivare, laddove si fosse voluta discostaredai <>.Al fine di dimostrare la ritenuta sussistenza della violazione de qua, si menzionano iseguenti precedenti giurisprudenziali della stessa Corte di Strasburgo riferiti ai “casiconsimili” estratti dalle tabelle pubblicate nel sito http://www.dirittiuomo.it (4).ridotto avuto riguardo al numero delle giurisdizioni che ebbero a pronunciarsi nel corso della durata dellaprocedura, al comportamento della parte ricorrente – segnatamente al numero di mesi o di anni legato a deirinvii non giustificati imputabili alla parte ricorrente – alla posta oggetto della causa – ad esempio quando laposta patrimoniale è poco importante per la parte ricorrente – ed in funzione del livello di vita del paese. Unariduzione può anche essere ravvisata quando il ricorrente ha partecipato solo brevemente alla procedura cheegli ha a proseguito in qualità di erede. Questo ammontare potrà essere ridotto parimenti quando la partericorrente avrà già ottenuto a livello nazionale una constatazione di violazione ed una somma di denaro nelquadro di una via di ricorso interno. Oltre al fatto che l’esistenza di una via di ricorso sul piano interno siarmonizza pienamente con il principio di sussidiarietà proprio della Convenzione, questa via di ricorso è piùvicina ed accessibile rispetto al ricorso davanti alla Corte, è più rapida, e si esercita nella lingua della partericorrente ; essa presenta dunque dei vantaggi che conviene prendere in considerazione. >>3 conforme Corte Europea dei Diritti Umani, GRANDE CAMERA SENTENZA DEL 29 MARZO 2006, casoMOSTACCIUOLO c. ITALIA (No 1) Ricorso n. 64705/01, paragrafo 136.Conforme Corte Europea dei Diritti Umani, GRANDE CAMERA SENTENZA DEL 29 MARZO 2006, casoCOCCHIARELLA C. ITALIA Ricorso n. 64886/01, paragrafo 138.Conforme , Corte Europea dei Diritti Umani, GRANDE CAMERA SENTENZA DEL 29 MARZO 2006, casoAPICELLA C. ITALIA Ricorso n. 64890/01, paragrafo 135.Conforme, Corte Europea dei Diritti Umani, GRANDE CAMERA SENTENZA DEL 29 MARZO 2006, casoZULLO C. ITALIA Ricorso n. 64897/01,paragrafo 140.Conforme, Corte Europea dei Diritti Umani, GRANDE CAMERA SENTENZA DEL 29 MARZO 2006, casoPROCACCINI C. ITALIA Ricorso n. 65075/01, paragrafo, 136.Conforme, Corte Europea dei Diritti Umani, GRANDE CAMERA SENTENZA DEL 29 MARZO 2006, casoPIZZATI C. ITALIA Ricorso n. 62361/00, paragrafo, 135.Conforme, Corte Europea dei Diritti Umani, GRANDE CAMERA SENTENZA DEL 29 MARZO 2006, casoSCORDINO C. ITALIA (N1) Ricorso n. 36813/97, paragrafo, 267.4 Vedi in http://www.dirittiuomo.it/Corte%20Europea/Rassegna/Tabella2002.htmVedi anche M. de Stefano, Tabella di valutazione del danno morale per la durata nonragionevole dei processi, secondo la recente giurisprudenza della Corte Europea dei DirittiRicorso392Garibaldi c/ Ministro Giustizia 7Si precisa che la durata indicata è quella COMPLESSIVA della procedura eNON quella del SOLO RITARDO.RICORRENTENUMERO RICORSONATURAprocesso italianoDATASentenzaCorteEuropea deiDirittidell’UomoDANNO MORALEImporto liquidatoDURATAANNIprocessoitaliano+DURATAMESI enumerogradigiudizioprocessoitalianoMolinaris c. Italia (n°51650/99)Civile,proprietà,servitù11.12.2001 24 000 EUR 15 annie10 mesi perun gradoValentino c. Italia (n°44398/98)Civile,obbligazioni27.02.2001 48.000.000.ITL 15 annie9 mesi perun gradoFranchina c. Italia (n°46529/99)Civile,esproprio21.12.2000 48.000.000.ITL 15 annie7 mesi perun gradoV.I. c. Italia (n° 51674/99) Civile,fallimentare11.12.2001 26 000 EUR 15 annie5 mesi perun gradoFerraresi c. Italia (n°44405/98)Civile,divisioneereditaria06.12.2001 24 000 EUR 15 anni per ungradoGiannalia c. Italia (n°46528/99)Civile,fallimentare16.11.2000 30.000.000.ITL 14 annie8 mesi perun gradoMolè c. Italia (n° 48417/99) Civile,obbligazioni23.10.2001 45.000.000.ITL 14 annie1 mese perun gradoCondominio Città di Prato c.Italia (n°44460/98)Civile, danni 25.10.2001 40.000.000.ITL 13 annie10 mesi perun gradoVisentin c. Italia (n°44395/98)Civile, dannipersona27.02.2001 30.000.000.ITL 13 annie6 mesi perun gradoG.B. c. Italia (n° 44397/98) Civile,obbligazioni27.02.2001 40.000.000.ITL 13 annie5 mesi perun gradoBono c. Italia (n° 45059/98) Civile, danni 17.10.2000 35.000.000.ITL 13 annie5 mesi perun gradoCarboni c. Italia (n°46526/99)Civile, danni 16.11.2000 40.000.000.ITL 13 annie3 mesi perun gradoNovotny c. Italia (n°45072/98)Civile, danni 27.07.2000 40.000.000.ITL 13 annie3 mesi perun gradoAtzori c. Italia (n°44456/98)Civile,divisioneereditaria25.10.2001 20.000.000.ITL 13 anni per ungradoE. G. c. Italia (n° 44480/98) Civile,obbligazioni25.10.2001 21.000.000.ITL 12 annie10 mesi perun gradoP.I. c. Italia (n° 47000/99) Civile,obbligazioni16.01.2001 22.000.000.ITL 12 annie10 mesi perun gradoValenti c. Italia (n°49356/99)Civile, dannipersona25.10.2001 40.000.000.ITL 12 annie9 mesi perun gradoCamici c. Italia (n°51649/99)Civile,obbligazioni,donazione11.12.2001 16 000 EUR 12 annie6 mesi perun gradoVairano c. Italia (n° Civile, nuova 25.10.2001 35.000.000.ITL 12 anni 6 mesi perdell’Uomo, elaborata dall’avv. Maurizio de Stefano, in “Impresa” n. 12 del 31 dicembre 2001,pag. 1903/1927, ETI-De Agostini Professionale.Ricorso392Garibaldi c/ Ministro Giustizia 844459/98) opera e un gradoBettella c. Italia (n°51695/99)Civile,obbligazioni11.12.2001 16 000 EUR 12 annie4 mesi perun gradoMancinelli c. Italia (n°46994/99)Civile, danni 16.01.2001 32.000.000.ITL 12 annie4 mesi perun gradoValerio Santoro c. Italia (n°44466/98)Civile,societario01.03.2001 20.000.000.ITL 12 annie2 mesi perun gradoStudio Tecnico Amu Sas c.Italia (n° 45056/98)Civile,obbligazioni17.10.2000 25.000.000.ITL 12 annie2 mesi perun gradoFollo c. Italia (n° 44424/98) Civile,servitù, danni25.10.2001 35.000.000.ITL 12 annie2 mesi perun gradoRoccatagliata c. Italia (n°51659/99)Civile, danni 11.12.2001 16 000 EUR 11 annie10 mesiper ungradoFalconi c. Italia (n° 46968/99) Civile, servitù 01.03.2001 30.000.000.ITL 10 anni 2 mesiper ungradoBeluzzi e Mangili c. Italia (n°51661/99)Civile,demolizionecostruzione11.12.2001 14 000 EUR 10 annie6 mesiper ungradoDalla tabella che precede risulta agevole per la Corte d’appello rinvenire i“casi consimili”, su cui parametrare l’odierna domanda.DANNO MORALEDalla tabella che precede risulta come in “casi consimili”, per materia (causecivili in genere) e per durata, cioè per un processo durato complessivamenteQUINDICI anni per un solo grado di giudizio, la Corte di Strasburgo abbialiquidato euro 24.000(ventiquattromila) o 26.000(ventiseimila) oppure lire48.000.00(quarantottomilioni).Tutto ciò premesso, appare equa la originaria richiesta – a titolo di dannomorale – della la somma di euro ventimilacentoquarantuno, già formulatanell’originario ricorso ex lege n.89/2001.CONCLUSIONITutto ciò premesso il ricorrente chiede che previa fissazione con decreto dellacamera di consiglio, la Corte d’Appello voglia accogliere le seguentiCONCLUSIONI “Piaccia alla Ecc.ma Corte d’Appello di TORINO, contrariisrejectis, dichiarare che, per i fatti in premessa descritti, cioè per un processocivile durato quindici anni nel solo PRIMO grado, sussiste la violazioneRicorso392Garibaldi c/ Ministro Giustizia 9dell’articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo,sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole e, pertanto, ilricorrente (quale parte nel predetto processo civile) ha diritto all’equariparazione ex art. 2 della legge 24/03/2001 n. 89; per l’effetto, condannare ilMinistro di GIUSTIZIA, in persona del Ministro pro-tempore in carica,domiciliato ex lege presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di TORINO, alpagamento della detta equa riparazione in favore del ricorrente , nella misuradi euro 20.141,00(ventimilacentoquarantuno), per danni morali, NONPATRIMONIALI, oltre interessi dalla domanda, o in quell’altra misura,maggiore o minore ritenuta di giustizia; in ogni caso con vittoria delle spese delpresente giudizio, anche per quello celebratosi davanti alla Corte di Cassazione.ELENCO DEI DOCUMENTI ALLEGATI .1) copia autentica della sentenza n. 69875/05 depositata il quindici settembre2005 dalla CASSAZIONE,2) il fascicolo di parte dei precedenti gradi di giudizio in unico dossier.Esente dal contributo unificato ai sensi di legge.TORINO, lì 21 giugno 2006Avv. Mario MigiurtinaAvv. Marco Tullio CiceronePROCURAIo sottoscritto Giuseppe GARIBALDI delego a rappresentarmi e difenderminel presente giudizio l’avv. Marco Tullio Cicerone del foro di Roma, con poterianche disgiunti all’avv. Mario Migiurtina, conferendo loro i più ampi poteri di legge. Eleggo domicilio presso l’avv. Mario Migiurtina, in TORINO alla via Agorà, 33 .Giuseppe GARIBALDITORINO, lì 21 giugno 2006è autenticaAvv. Mario MigiurtinaAvv. Marco Tullio CiceroneRicorso per la riassunzione del processo interrottoArt. 303 c.p.c. TRIBUNALE DI ………………………… RICORSO PER LA RIASSUNZIONE DEL PROCESSO INTERROTTOII sottoscritto Avv. Mevio in qualità di procuratore di Tizio, giusta procura, a margine dell’atto di citazione ritualmente notificatoPREMETTE- che tra Tizio, attore, e Caio, convenuto, è pendente una causa civile presso codestoTribunale (Ruolo generale n…….) avente ad oggetto …………………;- che in data …………… il Tribunale di ………… ha dichiarato I’interdizione di Caionominando come tutore Sempronio domiciliato in …………… via ……………;- che nell’udienza del ………………… il procuratore di Caio, avv. Aulio, comunicòI’ avvenuta interdizione del suo assistito e di conseguenza I’ indicato processo siinterruppe;- che è intenzione del sottoscritto avv. Mevio, nella sua indicata qualità, riassumereil processo civile tra il suo rappresentato e il convenuto Caio nella persona del suotutore Sempronio.Tutto ciò premesso il sottoscritto Avv. Mevio ai sensi dell’art. 303 c.p.c.CHIEDEla riassunzione del su indicato procedimento e che a tal fine il G. l.VOGLIAfissare la data dell’udienza in cui il tutore del convenuto possa costituirsi per la prosecuzione del processo, fissando all’uopo il termine per la notifica del presente ricorso e dell’ emettendo decreto.Data,………….. Avv.

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