tratto dalla rete -www.newsfood.com/nuovi-poveri-in-italia-il-4,4 % -delle-famiglie-vive-sotto-la-soglia-di-povertà – beati loro – almeno vivono –

http://www.newsfood.com/q/75bd9025/i-nuovi-poveri-in-italia-il-44-delle-famiglie-vive-sotto-la-soglia-di-poverta/
Conseguenze della crisi economica e ricadute sulle famiglie italiane

I nuovi poveri in Italia: il 4,4% delle famiglie vive sotto la soglia di povertà
Il Governo non è ancora riuscito a dare un aiuto concreto. Social Card da 40 euro? Una miseria!

Il 4,4% delle famiglie italiane residenti in Italia, circa 3 milioni di persone, vive sotto la soglia di povertà alimentare. E’ questo quanto emerge dallo studio della Fondazione per la Sussidiarietà condotto insieme alle Università Cattolica e Milano-Bicocca. Per il Codacons i dati confermano l’urgenza di dover intervenire a sostegno dei consumatori.

Il Governo dovrebbe considerare prioritario il sostegno a questo 4,4% di famiglie che soffre la fame, invece di preoccuparsi soltanto del fatto che le banche se ne freghino dei Tremonti Bond. Come da mesi denuncia il Codacons, il Governo, con la social card, ha finora aiutato, peraltro con la cifra irrisoria di 40 euro, appena un quinto di questi poveri assoluti.

Se poi consideriamo non solo i poveri assoluti che soffrono la fame, ma anche quelli che l’Istat considera appena sopra la soglia di povertà e che corrisponde al 19,1% della popolazione, circa 4 milioni e 633 mila famiglie, ecco che il Governo non ha aiutato praticamente nessuno di quelli che non arrivano a fine mese.

Per questo abbiamo ripetutamente ed invano chiesto di inserire in Finanziaria l’estensione della social card a 4,6 milioni di famiglie, raddoppiando l’importo da 40 ad 80 euro, considerato che con la miseria di 40 euro non si riescono nemmeno a tamponare gli aumenti dei prezzi verificatesi in questo ultimo anno.
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Commenti Segnala via e-mail Nome E-mail (non sarà pubblicata) url :www.google.it/case popolari case popolari

Vincenzo il 14/02/2011 alle 10:01 ha scritto:
Accenno che,dal Comune di Torino non venne comunicato all’anagrafe la mia cancellazione anagrafica,lo fece a mia insaputa l’IACP ora ATC,dopo quasi quattro anni che vivevo per strada. vincenzo.a dice: maggio 7th, 2008 at 16:33 Enzuccio62’s Weblog Just another WordPress.com weblog ——————————————————————————– « urp comune1,2,3^ e-mail per appuntamento » sfratto iniquo, criteri di assegnazioni case popolari. criteri di assegnazioni case popolari. Da quanto appreso personalmente in questi anni: Sulle basi di una legge quadro nazionale (e di riflesso con l’applicazione in seno alla legge regionale a riguardo ) tutti i comuni d’Italia emettono un bando quasi ogni tre anni,le regioni hanno delegato i comuni a seguire l’iter di codesti bandi ed espletamento delle pratiche di assegnazione,infine tutte le domande vengono approvate dalla commissione regionale. Oltre ai bandi i comuni applicano con propri regolamenti altri due tipi di criteri per l’ assegnazione di case popolari ossia: uno in emergenza abitativa in via ordinaria a seguito di sfratto per finita locazione, o sfratto per morosità incolpevole,due,in emergenza abitativa in via straordinaria,ossia: casi di calamità pubbliche,o casi dove vi siano soggetti seguiti dai servizi sociali. anche codeste assegnazioni infine vengono vagliate dalla commissione casa regionale.nei criteri in via straordinaria il comune di torino, su segnalazione dei servizi sociali,istruisce delle domande,e conclude dopo aver avuto il rapporto di tali servizi,ho sentito persone che la loro pratica è stata conclusa dopo nove anni,altre dopo cinque anni,altre dopo tre anni .il criterio di due anni di attesa a parer mio(a conclusione pratica )forse è stato il più celere,a nota quanto appreso dai quotidiani: una donna sessantenne ,dopo due anni che viveva in una vettura causa bronhite,si rivolge all’ospedale,la stessa dichiara di aver dormito due anni nella propria vettura si attiva il servizio sociale dell’asl,la stessa ha dichiarato che era seguita dai servizi sociali del comune e che fino al giorno del suo ricovero non avevano trovato nessuna soluzione abitativa,all’atto della sua dimissione ospedaliera si è trovata una casa d’urgenza da parte dell’ufficio di emergenza abitativa del comune. negli altri casi sociali vengono classificati gli anziani ultra sessantenni o invalidi con percentuale pari o superiore al 75%. in questi casi i servizi sociali collocano per oltre 14 mesi questi soggetti in una casa alloggio oppure in alberghi convenzionati sia negli alberghi ,che nella casa alloggio come regolamento dello stesso comune di torino il soggetto deve pagare una quota pari o quasi tutta la sua pensione sociale,in compenso il comune le convenziona dei pasti e dall’importo totale della pensione le lascia all’interessato 60 ero mensili per ottemperare i propri bisogni primari.su questo punto ne sono sicuro perchè più di una persona lo ha lamentato. nel caso di un soggetto sessantenne privo di pensione il comune si trattiene l’importo che doveva corrispondere a titolo di sussidio sociale ( tale sussidio riferiscono gli interessati,al compimento dei 60 anni viene elevato in misura doppia rispetto al sussidio ordinario) anche a costoro le da il diritto dei pasti convenzionati. mediamente se non per casi gravi (tipo il caso su elencato)la pratica di assegnazione per la casa si conclude all’incirca dopo 14 mesi. alcuni soggetti inseriti nei casi sociali al di sotto dell’età anagrafica di quarant’anni in programma di una assegnazione casa in emergenza abitativa, riferiscono di aver vissuto per oltre quattro anni in dormitori, i primi due anni si assoggettano per un punteggio pari a punti 4 (testo della legge regionale : chiunque a titolo provvisorio è sprovvisto di abitazione , di aver vissuto anni due in baracche o simili,punti 4)alcuni hanno riferito che dai dormitori non le è stato riconosciuta l’ultima settimana ,quindi all’atto del bando non erano due anni dichiarati (v. sopra) e non le è stato attribuito il punteggio.Ad altri hanno dichiarato che non hanno dato la reperibilità ed sono stati esclusi dalla domanda di emergenza abitativa, altri soggetti hanno dichiarato la situazione familiare si sono visti togliere i figli tramite il tribunale dei minori essendo sin prevalenza soggetti donne divorziate o ragazze madri anch’esse inviate in dormitori. alla luce di quanto appreso vengono giustificati questi anni impiegati dai servizi sociali per codesti soggetti che inviano alla convivenza nei dormitori con soluzione in exstremis inviati dagli stessi assistenti sociali al fine di una valutazione anche abitativa vincenzo-

Nome indirizzo mail (vincenzo. alice.it) il mio cronistoria: Da oltre tre anni fui sgomberato da un alloggio ex popolare ,inizialmente su minaccia verbale di sfratto .pronunciato dall’ex IACP ora ATC,detto sgombero avvenne da una casa popolare su ordine dell’assessore alla casa . Nonostante la mia inadempienza,non vi fu nessuna concilazion ein forma scriita e dall’IACP,e dal Comune si lamenta la scarsa informazione,la disapplicazione,o falsa applicazione della legge ,ora si scorge ,posta su abuso ,anche in modo velato ,ne risultò inappropriato da entrambi enti .Ciò nonostante , che,non mi fu data dal Comune,nessuna facoltà a verifica di quanto ne lamentavo .La scarsa informazione posta nei miei confronti dai servizi pubblici IACP,e Comune che cointeressati,mi sgomberarono .Ne fu usata al fine loro diligenza a me in discapito e per produrre tempo su strascichi di lungaggine burocratica.Ma utile infine a promuovere un debito esoso,che all’occorrenza fu forzato ad estinguerlo nel termine di 10 giorni,al contrario venni sgomberato.Pertanto ancor prima dello sgombero mi ero rivolto all’urp dell’ATC del comune di torino, all’ufficio rapporti con la cittadinanza stesso comune,ma non fu data risposta esauriente all’ufficio dell’assessorato erp (edilizia res. pubblica)lamentai un alloggio consegnato in vetustà,nonostante l’ATC,dichiarava che avrebbe ristrutturato l’alloggio,dopo numerosi anni di lamentele,esposte sia in forma verbale ,sia scritto,non avendo risposta,appurai dopo numerosi anni che,non era come avrebbero fatto pensare,ma vi era possibilità di adire al giudice.Ancor prima di adire al giudice convenni in camera di commercio un tentativo di conciliazione l’ATC,si rese assente,ma giustificò solo la morosità lievitata.Mi rivolgo al giudice per far una perizia all’alloggio ,l’ATC,forza in tempo celere lo sgombero per far si che non avvenisse perizia,poi da Comune fu fatto tutto con comodo e strascico burocratico ,considerato che ero soggetto debole,dovevo sottostare a tutte le loro forzature fatte in seno verbale. Oggi dopo tre anni che dormo nella mia macchina, per starda dove mi risulta che gli abitanti della zona hanno telefonato più volte ai vigili urbani, segnalando che vi era un essere umano che dormiva la notte in questa vettura il vicinato mi ha visto per anni,gli stessi si sono ricordati che esistevo,e ogni tanto segnalavano ai vigili stessi vigili venivano di notte a verificare ,tante sere mi hanno svegliato con il fascio di luce della lampada,a tale riguardo chiedo giustificazioni all’assessorato con richiesta di visura dei miei documenti inerenti il mio caso si limitano dal comune a rispondere su mia richiesta ci è voluto tutto questo tempo perchè il sottoscritto non si è servito dei servizi sociali.inoltre tengo a precisare che dopo ulteriori richieste non sono stato convocato a tutt’oggi per la visura e stesura atti al fine di concludere tale incongruenza.Dal comune si deve ringraziare che anche se esiste l’indirizzo di posta elettronica, ufficio urp Procura della Repubblica,ipotizzo che non è posto a ricevere e mail per conoscenza. in quanto avrei avuto di darme atto. Ho chiesto in rete se qualcuno può darmi una mano,o ha avuto esperienza .A distanza,quasi tre,anni. deduzioni: dal comune assessorato casa mi viene proposta una soluzione provvisoria con contratto privato, dopo due anni e mezzo che dormivo per la strada ossia nella mia vettura,premetto che erano due anni che mi rivolgevo a tale assessorato,la contrattazione doveva essere stipulata con l’ente comune proprietario della mono camera ed il gestore delegato ente IACP ex Atc di torino, per tale soluzione il funzionario si giustificava:viste le sue condizioni,abbiamo pensato di assegnarle questo alloggetto in attesa che venga emesso il bando per le case popolari 2008,inteso come deterrente,in primo luogo accetto,dopo aver visto la monocamera,era in condizioni pietose ho rifiutato.da quel giorno il comune non vuole più ricevermi.oggi deduco:carmela anni 5 per una risposta ed ottenere una casa popolare,per tramite i servizi sociali;M.V. anni 6 per avere una casa idem;v.g. invalido al 100% oltre tre anni;a.c idem,proposto in anticipo dai servizi sociali a gennaio 2009 le daranno una casa ,oggi vive in casa alloggio per un anno,dopo tre anni che viveva per dormitori. lo ringrazio . anticipatamente.enzo Postato Venerdì, 14 Marzo 2008 alle 12:14 pm d

anna il 11/01/2011 alle 16:59 ha scritto:
sono una madre di 4 bambini e anche noi come tante altre famiglie facciamo fatica ad arrivare alla fine del mese nonostante mio marito abbia un lavoro ma è 3 anni che tra cassa integrazione aumenti dei prezzi anche sulle cose primarie si fatica veramente per non parlare dell’affitto e spese condominiali e mi viene la rabbia che sono anni che sono in lista per le popolari ma mi passano davanti tutti i marocchini loro hanno la precedenza sulla popolare anche se dicono no ma e cosi non sono razzista tanto evere che la mia prima figlia che ha 18 anni ha un ragazzo brasiliano e sono amica di tanti emigrati anche marocchine ma sta di fatto che per 5 volte passatiprima e fino adesso mi sono passati davanti vedendo sfumare un poccolo aiuto ma poi vedo tanti video dove bambini di tanti paesi muoiono ancora di fame uomini donne anziani che rovistano nella spazzatura per un pezzo di pane barboni che muoiono dal freddo e allora dico alla mia famiglia ringraziamo di quel che abbiano ciao tutti anna

Iole catti il 01/06/2010 alle 16:42 ha scritto:
Io credo che a caval donato non si quardi in bocca.Ci si lamenta sempre, si saranno pochino ma è sempre meglio di niente. Almeno la sera qualcosina si può mangiare. Certo dipende dal numero delle persone,quello sta a noi e al nostro buon senso, siamo più responsabili e non facciamo figli come conigli perchè oltre al mangiare dobbiamo dar loro un avvenire, e non farli andare a prendere soldi ai semafori. Abbiate fede che Dio vede e provvede. Jo

raffaele il 27/11/2009 alle 23:32 ha scritto:
Bisogna che noi poveri ci aiutiamo tra noi. Noi poveri dobbiamo risolvere il problema della poverta. Il ricco non vuole diventare povero ma è il povero che vuol diventar ricco. La raccolta fondi x costruire posti di lavoro a cosa serve? a finanziare spedizioni tipo conquiste delle vette piu alte del mondo. Questi fondi potrebbero servire a ben altro. Perchè un calciatore o un pilota di formula uno o un ministro debbono percepire tanto denaro? Ci sono migliaia di cose da elencare. Solo il pensiero che tanta gente non ha alimenti primari x la vita…. dovremmo vergognarci di noi stessi. Sperando che la nuova generazione riesca a cambiare tutto questo, colgo l’occasione x porgervi i miei cordiali saluti a tutti voi RAFFAELE RICCI DA CORREGGIO REGGIO EMILIA (la redazione) Grazie Raffaele, hai sacrosanta ragione, possiamo solo sperare nei giovani e nella loro capacità a trovare una soluzione

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