Qualità dei Servizi nel Settore dell’Edilizia Abitativa Sociale dell’Unione Europea -housing sociale

tratto da https://docs.google.com/viewer?

 

Cosa significa ‘qualità dei servizi’?

 

La nozione di qualità, secondo la CE, ha avuto modo di conformarsi agli obiettivi ed ai
principi di organizzazione dei servizi sociali individuati nella comunicazione 2007 SGI/SSIG
[1].
Tra questi principi ci sono: l’orientamento alla persona, la non discriminazione, il rispetto
per la diversità degli utenti, il radicamento nella tradizione locale, la prossimità tra op-
eratore e utente, il principio di solidarietà, ecc. Chiaramente, questi principi sono troppo
grandi per essere misurati o valutati. Tuttavia, come gli esempi dei vari paesi mostrano
in questa ricerca, i paesi e le regioni dell’Unione Europea hanno una varietà di strumenti
normativi, per definire, misurare e valutare gli standards di qualità in una vasta diversità
di modi.
Standard ‘Tecnici’ e ‘Sociali’

 

Vi è una distinzione tra standard ‘tecnici’ e ‘sociali’ , come si può vedere dagli esempi
dei vari paesi presenti in questa ricerca. Nel campo degli alloggi, gli standard tecnici com-
prendono i regolamenti edilizi, le norme ambientali, ecc. che sono obiettivi più misurabili
rispetto agli standard di tipo sociale. Gli standard sociali tendono a essere legati ai servizi
al cliente e al rapporto tra i residenti ed il proprietario/gestore degli alloggi. Sono più
‘soggettivi’ e sono stati sviluppati più di recente. In tutto il mondo le tendenze sono verso
un maggiore coinvolgimento degli utenti come parte della modernizzazione dei servizi
sociali (cfr. Box 1a e 1 b).

 

Vale la pena notare che, nel campo dell’ edilizia sociale, gli standards ‘tecnici’ e ‘sociali’
sono strettamente legati alla qualità del servizio. Infatti, mentre l’abitazione è un bene
fisico che richiede manutenzione tecnica, la natura specifica della prestazione di questo
bene (un servizio sociale), implica attenzioni sia tecniche che sociali.

 

Box 1 a

 

Norme internazionali in materia di certificazione utilizzate da alcuni operatori di alloggi
sociali nell’UE

 

AA1000

 

questi standard , Serie AA1000, sono basati su principi che costituiscono la base per migliorare la sos-
tenibilità delle prestazioni delle organizzazioni. Questi sono applicabili alle organizzazioni di ogni settore,
compreso il settore pubblico e la società civile, di qualsiasi dimensione e in ogni regione. Gli Standard sono
sviluppati attraverso un’ampia consultazione con i membri, gli operatori e le altre persone interessate. Un
comitato tecnico di membri sovrintende allo sviluppo delle Serie AA1000.

 

SA8000

 

Organizzazioni non governative (ONG) e gli analisti esaminano gli investimenti e le organizzazioni per
valutare le norme minime che sono sostenuti sul posto di lavoro per garantire che i lavoratori stiano
ricevendo un trattamento equo. Queste e altre parti interessate, ivi compresi i dipendenti, sono sempre
più l’elemento di valutazione dell’ impegno dell’ organizzazione a garantire un equo e giusto ambiente di
lavoro e trasparenti pratiche commerciali. Lo standard più riconosciuto a livello mondiale per la gestione
di diritti umani nel posto di lavoro è la Social Accountability International SA 8000:2001. E’ il primo stan-
dard verificabile, adatto per le organizzazioni di ogni dimensione in tutto il mondo.

 

Osservatorio Europeo del Social Housing

 

Focus tematico sugli standard dell’ edilizia sociale: l’invecchiamento e l’ambiente

 

In sintonia con le principali sfide previste dagli operatori dell’edilizia sociale nel prossimo futuro [2],
sono nati degli standard qualitativi in questo settore. Qui ci si riferisce solo ad alcuni esempi che il-
lustrano questa tendenza:

 

Invecchiamento

 

L’ “Habitat Senior Services” è un marchio che mira a integrare l’invecchiamento con delle strategie
degli operatori degli alloggi sociali in Francia. Attualmente, un certo numero di organizzazioni stanno
attuando un progetto pilota su questo marchio.
L’obiettivo è quello di rispondere alle esigenze degli anziani in ter-
mini di gestione efficiente dello stock abitativo e fornitura di servizi
personalizzati e adattati agli anziani. L’ iniziativa è sostenuta da un
numero di ministeri e istituzioni (ad esempio, sanità, affari sociali,
ecc) e cerca di affrontare questi problemi in un modo trasversale,
toccando i temi della costruzione, ristrutturazione, dei servizi ai resi-
denti, ecc.

 

Tuttavia, la situazione varia notevolmente tra i vari paesi per quanto riguarda l’esistenza di
uno o dell’altro aspetto della qualità del servizio. Per esempio, mentre nelle Fiandre (Bel-
gio) le norme tecniche per l’edilizia sociale sono considerate particolarmente specifiche e
piuttosto di alto livello, la stessa regione non ha alcuna definizione di norme sulla qualità
dell’offerta di servizi nel settore dell’edilizia pubblica.

 

Nei Paesi Bassi, d’altro canto, non ci sono specifiche norme di qualità per l’edilizia sociale
rispetto al settore privato degli alloggi. Data l’elevata quota di affitto negli alloggi sociali a
confronto del costo sul libero mercato degli alloggi, le norme di qualità sono le stesse che
per il privato. Tuttavia, vi sono norme specifiche per la fornitura di servizi e prodotti per
gruppi particolari, come ad esempio gli anziani. Il centro olandese di qualità per il settore
abitativo, ad esempio, ha un marchio di qualità per la fornitura di servizi in questo set-
tore (ad esempio gli aspetti ‘di servizio ai clienti’). Un marchio di qualità simile è usato da
Housemark in Inghilterra. L’ Ispettorato della Commissione Edilizia sta utilizzando una Linea
chiave di lettura (KLOE’s) che contiene anche criteri per l’edilizia abitativa e la qualità del
servizio. La Germania è un altro caso in cui le norme tecniche per la costruzione si applicano
per l’intero settore abitativo, con assenza di specifiche norme per l’edilizia sociale.

 

Box 1 b

 

Norme internazionali in materia di certificazione utilizzate da alcuni operatori di alloggi
sociali nell’UE

 

Norme ISO

 

Le famiglie delle ISO 9000 e ISO 14000 sono tra gli standard ISO più noti. ISO 9001:2000 e ISO 14001 (le
versioni 1996 e 2004) sono adottate da più di un milione di organizzazioni in 161 paesi.

 

La famiglia ISO 9000 indirizza la “gestione della qualità”. Ciò significa che l’organizzazione deve sod-
disfare:

 




 

requisiti di qualità del cliente, e
requisiti regolamentari applicabili, al fine di
migliorare la soddisfazione dei clienti, e
raggiungere un miglioramento continuo delle proprie prestazioni
nel perseguimento di questi obiettivi.

 

La famiglia ISO 14000 indirizza la “gestione ambientale”. Ciò significa che l’organizzazione deve:

 


 

ridurre al minimo gli effetti nocivi per l’ambiente causati dalla sua attività, e
raggiungere un miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali.

 

La famiglia di norme ISO 9000 rappresenta un consenso internazionale sulle buone pratiche di gestione
della qualità. E’ la norma che fornisce una serie di requisiti standardizzati per una gestione della
qualità del sistema, indipendentemente da ciò che l’utente fa, le sue dimensioni, o se sia nel settore
privato o pubblico. Essa definisce le condizioni che un sistema di qualità deve soddisfare, ma non dice
come devono essere soddisfatte da una determinata organizzazione. Questo lascia grandi possibilità e
flessibilità per l’applicazione in vari settori di attività e culture d’impresa, così come in diverse culture
nazionali.

 

RESEARCH BRIEFING

 

Qualità dei Servizi nel Settore dell’Edilizia Abitativa Sociale dell’Unione Europea

 

Osservatorio Europeo del Social Housing

 

Quadro Giuridico e Normativo per gli Standard di
Qualità negli Alloggi Sociali: cinque paesi esempio

 

Inquadramento

 

Gli operatori degli alloggi sociali in tutta l’Unione Europea sono soggetti a una grande varietà di leggi e regolamenti nazionali,
regionali e locali che stabiliscono un altrettanto diverso contesto di principi di qualità e standards.

 

Mentre in alcuni paesi le leggi derivanti da diverse politiche settoriali istituiscono questi principi, in altri vi è uno specifico
organismo di regolamentazione incaricato del settore dell’edilizia sociale, che stabilisce principi e norme di qualità person-
alizzate. Inoltre, molto spesso i fornitori hanno concordato su base volontaria le norme di qualità. Di conseguenza, abbiamo
diviso questi standards in ‘minimi’ ed ‘extra’ (come definito in ciascun paese), distinguendo il tipo di impegno che li lega agli
operatori, vale a dire ‘obbligatorio’ o ‘volontario’.

 

Come si può vedere dalla nostra indagine nei cinque paesi selezionati (tabella 1), le norme minime tendono ad essere imposte
per legge in tutti i casi, e coprono la maggior parte dei campi di indagine. Inoltre, vi è una varietà di norme ‘extra’, che vanno
da obbligatoria a volontaria, che coinvolgono maggiormente l’ultimo settore.

 

Tabella 1

 

Panoramica delgi standard di qualità in cinque Stati membri dell’Unione Europea secondo il
campo di applicazione, il livello di qualità e il tipo di impegno

 

Esempi Nazionali

 

AUSTRIA

 

Contesto normativo

 

In Austria, gli operatori dell’alloggio ‘senza scopo di lucro’ sono regolati dalla legge austriaca sul no-profit, che esenta questi
attori dai diritti commerciali e stabilisce restrizioni per il loro campo di attività/servizi. Anche se tali attività sono limitate all’
“alloggio”, sono anche accettati “servizi aggiuntivi connessi con le abitazioni e i loro abitanti” .

 

Standards Minimi

 

Standard minimi di qualità in Austria sono obbligatori in tre settori di attività, ossia: abitazioni /edifici, ambiente/vicinato e
le relazioni con il proprietario dell’alloggio. A livello di abitazione, gli standard sono definiti dal Codice Edilizio Provinciale
(regionale) . Gli standard minini obligatori a livello di vicinato consistono nella realizzazione di strutture di supporto per gli
abitanti, ad esempio, parchi gioco per bambini. Spazi verdi sono talvolta richiesti e consegnati tramite gara d’appalto. Vale la
pena notare che ulteriori norme a livello di vicinato sono a volte su base volontaria.

 

RESEARCH BRIEFING

 

Qualità dei Servizi nel Settore dell’Edilizia Abitativa Sociale dell’Unione Europea

 

Osservatorio Europeo del Social Housing

 

AUSTRIA (continua)

 

Norme che regolano il settore delle relazioni con il proprietario dell’alloggio sono stabilite dal Codice dell’Affitto nazionale,
che definisce gli standards in materia di contratto di locazione e gli obblighi per i proprietari e per gli inquilini; ad esempio, es-
socomprende la presentazione dei bilanci annuali ai locatari. Inoltre, nelle cooperative hanno una posizione speciale i membri
(inquilini) che hanno il diritto di partecipare e di votare in Assemblea Generale. Questo è legiferato nella ‘Legge Nazionale delle
Cooperative’.

 

Standards Extra

 

In Austria ulteriori norme sono dettate da linee guida sia di natura obbligatoria che volontaria che riguardano i temi alloggio/
edificio e relazione con il il proprietario. Ulteriori norme sui servizi aggiuntivi sono presenti a livello volontario.

 

In termini di contenuto, lo Schema di assetto della Promozione Provinciale (regionale) definisce qualità extra (ad esempio il
livello energetico) per gli alloggi sovvenzionati in aggiunta alle norme minime di applicabilità descritte sopra. Allo stesso tempo,
standards extra nel rapporto con il proprietario sono regolati dalla legge no-profit, che definisce un ulteriore controllo e la super-
visione sull’efficienza finanziaria; vi è un livello massimo di spese per l’amministrazione e la gestione.

 

Sul tema abitazioni/edifici sono definiti altri standars su base volentaria chiamati “any with limits”; esistono livelli massimi
definiti dalla legge no-profit e dalla Promotion Acts che intervengono a prevenire il raggiungimento di livelli classificabili di
“lusso”; ad esempio, si determina una dimensione massima delle abitazioni, un massimo di costi di costruzione, ecc. Per quanto
riguarda il rapporto con il proprietario dell’alloggio, vale la pena notare il riadattamento delle attività e la partecipazione dei lo-
catari. Standards extra in materia di servizi aggiuntivi sono stabiliti dalla legge no-profit nella norma che accetta “alloggi e servizi
connessi per gli abitanti”. Tra questi possono essere annoverati: i servizi di ristrutturazione per le abitazioni e di assistenza per il
cambiamento di residenza. Dialogare con i problemi sociali significa anche integrare nella “normale” gestione la realizzazione di
servizi speciali “esterni”.

 

Ultime ma non meno importante, vale la pena menzionare la Tenant Act e la Consumers’ Protection Act le quali assicurano che i
diritti degli affittuari siano rispettati. L’austriaca Tenant Act affronta anche Il principio di “continuità”, che accetta sia gli affitti
illimitati che a breve termine. Infatti, il 95% dei contratti nell’ Housing No-Profit sono illimitati. Infine, i principi di trasparenza e
di responsabilità sono assicurati dal fatto che i gestori dell’Housing No-Profit sono obbligati per legge a presentare annualmente i
calcoli e i bilanci ai loro inquilini.

 

INGHILTERRA

 

Contesto normativo

 

In Inghilterra, le attività degli operatori degli alloggi sociali sono regolati dalla Housing Corporation, l’ agenzia del governo na-
zionale che finanzia nuovi alloggi a prezzi accessibili e regola le Housing Association (HA). La HC stabilisce le norme per le HA e
ha meccanismi per assicurare che queste siano soddisfatte. L’ Housing Corporation ha anche un apposito Centro per la ricerca e
Market Intelligence (CRMI). Il CRMI produce ricerche sulla qualità, analisi, innovazione e buone pratiche.
Ogni associazione per l’alloggio con più di 250 abitazioni è continuamente valutata sul rendimento nel quadro di un codice di
regolamentazione che giudica la redditività, la governance e la gestione, e su come ha utilizzato ogni fondo assegnatogli dalla
Corporation. L’ Housing Corporation Assessment(HCAs) consiste in una sintesi delle prestazioni come un “semaforo” in quattro
settori chiave di prestazione e di una narrazione per dare informazioni più dettagliate.

 

In aggiunta alla Housing Corporation,le HA inglesi sono soggette a una serie di ‘codici’ che hanno fissato standards qualitativi in
diversi campi, in particolare, la costruzione, la progettazione, l’ambiente, ecc. La Commissione di controllo, ad esempio -un
organismo indipendente che mira a guidare l’economia, l’efficienza e l’efficacia nei servizi pubblici locali- aiuta le autorità locali,
l’ALMOs e gli alloggi a migliorare i loro servizi attraverso controllo, ispezione e ricerca. Essi inoltre collaborano con la Housing
Corporation per contribuire a migliorare le prestazioni delle HA.

 

Standards minimi

 

Norme minime in Inghilterra sono presenti per tre dei quattro settori della nostra indagine, vale a dire: abitazione/edificio,
vicinato/ambiente, e relazione con il proprietario. A livello di abitazione/edificio, queste sono fissate dal governo nazionale at-
traverso la costruzione di regolamenti e la ‘Decent Homes Standard’. Tale accordo prevede che una ‘casa dignitosa’ debba essere
calda, resistente e avere ragionevoli comfort moderni. Con questa politica, il governo mira a rendere tutte le case dei Comuni e
delle associazione per la casa dignitose e vuole anche migliorare le condizioni per le famiglie vulnerabili in alloggi di proprietà
privata, in particolare per le famiglie con bambini.

 

RESEARCH BRIEFING

 

Qualità dei Servizi nel Settore dell’Edilizia Abitativa Sociale dell’Unione Europea

 

Osservatorio Europeo Per il Social Housing

 

INGHILTERRA (continua)

 

A livello di ambiente /vicinato, il Codice per la Casa Sostenibile (livello 3) redatto dal
governo centrale misura la sostenibilità di una nuova casa nei confronti di nove categorie
di progettazione sostenibile, dando un punteggio alla ‘casa’ come un pacchetto completo.
Il codice utilizza un sistema di punteggio che va 1 a 6 stelle per comunicare la sostenibilità
globale delle prestazioni di una nuova casa. Il Codice stabilisce standard minimi per l’energia
e l’utilizzo di acqua ad ogni livello e, in Inghilterra, sostituisce lo schema per la Eco-casa,
sviluppato dal Building Research Establishment (BRE).

 

Il rapporto con il proprietario è gestito dall’autorità di regolamentazione attraverso la legis-
lazione in materia di spese, affitto, senzatetto, ecc.
In aggiunta a queste norme obbligatorie, le associazioni per
la casa inglese possono aderire ad una serie di norme di
qualità in modo volontario; nel tema ambiente/quartiere, il
governo ha fissato il Codice per la casa sostenibile (livello
4+), mentre nel campo delle relazioni con il proprietario
è stata istuituita la figura del Mediatore per la casa che
raccoglie i reclami. Il servizio di mediazione per la casa rac-
coglie le denunce contro membri delle organizzazioni, e si
occupa di altre dispute relative alla casa. Housing Act del
1996 impone a tutti i proprietari ‘sociali’ del territorio di
avere tale servizio, ma non obliga gli enti locali: gli inquilini
delle proprietà pubbliche devono presentare denuncia al
Mediatore del governo locale. Esso comprende tutti i pro-
prietari che sono registrati alle Housing Corporation e qual-
siasi proprietario che gestisce case degli enti locali, come
ad esempio le ‘local housing company’.
Il servizio comprende anche i proprietari che hanno aderito volontariamente. Tutti i resi-
denti di case gestite da un proprietario o un agente che appartiene al Servizio possono
servirsene.

 

Standards Extra

 

L’unico standard extra in Inghilterra nel settore degli alloggi sociali è al livello di abitazione/
edificio, e sono gli Indicatori per la Progettazione e la Qualità (spazio standard), istituito
dal legislatore. Lo Standard per la Progettazione e la Qualità è stato fissato dalle Racco-
mandazione e richieste per le Corporation (2007) e riguarda tutte le nuove abitazioni che
ricevono finanziamenti dalla Corporation, esso comprende:

 

• un approccio razionalizzato alla definizione delle norme – verso tre principali standard per
l’ambiente interno, l’ambiente esterno e la sostenibilità;

 

• case più forti sul tema della sostenibilità – così da raggiungere un minimo del codice per la
Casa Sostenibile Livello 3;

 

• ulteriori norme specifiche per la maggiore densità abitativa della famiglia;

 

• disposizione BME, per gli alloggi pe ri disabili e gli alloggi per gli anziani.

 

Nello stesso settore ma su un livello di volontariato, vi sono ulteriori norme sullo spazio che
le Housing Association possono rispettare. Inoltre, standards extra su base volontaria sono fis-
sati dal HouseMark attraverso un sistema di analisi comparativa. HouseMark è una joint ven-
ture tra il Chartered Institute of Housing (CIH) e la National Housing Federation (NHF) che
cerca di promuovere e consentire di miglioramento delle prestazioni: una condivisione tra
conoscenze e buone pratiche; fornire confronti significativi di efficacia; e fornire consulenza
e sostegno. Lavorano con più di 640 organizzazioni aderenti e anche con la Housing Corpora-
tion, la CLG, e l’Audit Commission Housing Inspectorate, laComunity Housing Cymru, l’ IDeA,
la Nazional Federation delle ALMOs e altre importanti organizzazioni che aiutano le autorità
locali, e gli ALMOs e le associazioni per la casa per migliorare l’erogazione del servizio.

 

Ulteriori norme volontarie in questo campo sono state istituite dalle CIH guidance per le
buone pratiche e la NHF codes. Inoltre, la NHF è attualmente nella fase di raccolta di infor-
mazioni sugli standard di qualità sui servizi aggiuntivi per gli inquilini attraverso un controllo
di tutte le attività dei membri. Nessuno di questi standards è un requisito imposto dal gov-
erno o dall’autorità di regolamentazione.

 

RESEARCH BRIEFING

 

Qualità dei Servizi nel Settore dell’Edilizia Abitativa Sociale dell’Unione Europea

 

Osservatorio Europeo Per il Social Housing

 

FRANCIA

 

Contesto normativo

 

Le attività degli operatori dell’ edilizia sociale francesi prestatori sono disciplinate da specifiche dis-

 

posizioni legislative e regolamenti, distinti dal diritto comune e regolamentato dal Codice di Costru-
zione e degli Alloggi (Le code de la Construction et de l’Habitation, CCH). Attualmente, la qualità
dei servizi ha la priorità per gli operatori l’edilizia sociale.[2] Nel giugno 2003 tutti gli operatori dell’
alloggio sociale, hanno adottato l’impegno professionale per la qualità dei servizi ( “Engagement de
Lille”). Esso misura i progressi nel lungo termine attraverso la valutazione fatta dagli inquilini ogni 3
anni. La prima indagine ha avuto luogo nel 2004.

 

ITALIA

 

contesto normativo:

 

Dal 1998 tutte le competenze relative agli alloggi sono state trasferite alle Regioni, che
devono determinare le proprie linee d’azione, gli obiettivi e le finanze e definire le mo-
dalità di intervento e di aiuto. L’Italia sta attraversando una drammatica carenza di al-
loggi sociali. A partire dalla seconda metà degli anni ‘80, le politiche pubbliche relative al
diritto alla casa sono state caratterizzate da una assenza dello Stato. A causa di tagli nei
trasferimenti dal bilancio nazionale, le Regioni hanno ridotto le loro politiche di sostegno
all’ edilizia pubblica. Inoltre, l’evoluzione della struttura socio-demografica del Paese ha
comportato una diversificazione dell ‘offerta di alloggi sociali, attori, e il dover soddisfare
una diversità di tipi di famiglie (immigrati, anziani, giovani, single, ecc).

 

In questo contesto con mezzi decrescenti ed esigenze crescenti, i fornitori di alloggi so-
ciali hanno adottato una serie di strumenti per rispondere alle esigenze di qualità in un
ambiente finanziario restrittivo. Il cosiddetto “Sistema Integrato”[3] riunisce una serie di
strumenti per valutare e migliorare le prestazioni in una varietà di aspetti, che vanno da
quelli fisici delle abitazioni e degli edifici, a quelli ambientali, ai servizi sociali per i resi-
denti. Tra questi, il ‘Bilancio Sociale’ è un sistema di responsabilità sociale che riunisce
gli aspetti di efficienza economica con quelli sociali, che è una caratteristica particolare
del settore dell’edilizia sociale. Ulteriori strumenti all’interno di questo quadro sono: la
‘Carta de Servizi’, uno strumento destinato a chiarire i diritti e gli obblighi dei residenti
e dei proprietari; i sistemi di responsabilità sociale delle imprese (SA8000), ed i sistemi di
prestazione energetica.

 

Standards minimi

 

In Italia ci sono norme minime in tre dei quattro campi di indagine, che sono: abitazione/
edificio, ambiente/vicinato e il rapporto con il proprietario. Interessante notare che il
solo standard obligatorio in Italia fa riferimento ai regolamenti nazionali e regionali sul
tema dell’ abitazione/edificio, e sono i Regolamenti Edilizi. Gli altri due settori (ambiente/
vicinato e relazione con il proprietario) corrispondono a ‘marchi’ come la responsabilità
sociale, ISO 9001, codici etici e bilanci sociali. Tali marchi sono basati su standard concor-
dati a livello internazionale (si veda il riquadro 1 per maggiori dettagli). Questa situazione
potrebbe riflettere il ritiro dello Stato dal tema delle abitazioni, come descritto in prece-
denza.

 

Standards Extra

 

Come con gli standard minimi, in Italia ci sono extra standards nei primi tre campi, che
sono tutti di natura volontaria. Mentre le norme supplementari a livello di abitazione/edifi-
cio consistono di incentivi regionali, gli extra standards a livello di ambiente/vicinato e per
quanto riguarda il rapporto con il proprietario si riferiscono agli stessi strumenti descritti
precedentemente nelle norme minime, vale a dire sono ‘marchi’ (responsabilità sociale,
ISO 9001, codici etici e bilanci sociali – si veda il riquadro 1 per maggiori dettagli).
Inoltre, sui temi dell’abitazione/edificio e dell’ambientale, le coperative italiane possono
sottoscrivere un codice di comportamento volontario in materia di ambiente, come ad
esempio il ‘codice concordato’ (Ancab) o l’etichetta “Qualità e sostenibilità”, di cui si tro-
vano maggiori informazioni nel riquadro a pagina 2 di questo studio (Federabitazione).

 

RESEARCH BRIEFING

 

Qualità dei Servizi nel Settore dell’Edilizia Abitativa Sociale dell’Unione Europea

 

Osservatorio Europeo Per il Social Housing

 

Tabella 2

 

Panoramica dei quadri normativi di standard di qualità per tema nel settore dell’edilizia
popolare in 5 Stati membri dell’Unione Europea

 

Quadro normativo

 

Attività normata

 

-livello energetico

 

-massima grandezza degli alloggi,
massimi costi di costruzione

 

RESEARCH BRIEFING

 

Qualità dei Servizi nel Settore dell’Edilizia Abitativa Sociale dell’Unione Europea

 

Osservatorio Europeo Per il Social Housing

 

Riassunto dei punti chiave

 

• In alcuni paesi non vi sono norme specifiche per l’edilizia sociale, ma piuttosto norme
generali applicabili a tutto il settore abitativo (o per alcuni gruppi come gli anziani, i dis-
abili, ecc.). Altri paesi, tuttavia, hanno un regolamento specifico di settore che stabilisce
gli standards.

 

• I campi in cui le norme di qualità sono particolarmente ben sviluppate nel settore
dell’Housing Sociale sono gli alloggi per gli anziani e l’ambiente. Questo coincide con due
delle principali sfide con cui l’edilizia abitativa in Europa si deve confrontare, cioè la trasfor-
mazione demografica e la sostenibilità ambientale.

 

• La maggior parte dei paesi in esame hanno norme obbligatorie in quasi tutti i campi della
ricerca. Mentre gli standard minimi tendono ad essere obbligatori, quelli extra tendono ad
essere volontariamente adottati dagli operatori.

 

• Norme di qualità nel settore dell’edilizia sociale sono particolarmente ben sviluppate a
livello dell’ ‘abitazione/edificio’ e nel ‘rapporto con il proprietario’. Norme sui ‘servizi ag-
giuntivi ai locatari’ tendono ad essere di natura volontaria e meno diffuse in tutti i paesi
esaminati.

 

• Standard di qualità ambientale (in particolare in materia di efficienza energetica) sono in
rapido sviluppo nel settore dell’edilizia sociale in tutta l’UE.

 

• Norme di qualità a livello del’ ‘vicinato’ non sono definite in modo specifico, forse a causa
della natura di interdipendenza e multi-settorialità di questo livello.

 

Conclusioni

 

Il bisogno di meglio definire, misurare, valutare e migliorare la qualità dei servizi sociali è una necessità. Come i cinque paesi

 

analizzati mostrano, in materia di alloggi sociali, questa necessità è stata riconosciuta sia dai governi nazionali che dalle istituzi-

 

oni regionali, così come dagli operatori stessi, che, il più delle volte, si sono impegnati a rispetare tali principi di qualità a livello

 

volontario. Tuttavia, gli standards a livello dell’ Unione Europea presentano diverse sfide tecniche. In primo luogo, la grande di-

 

versità a livello nazionale e locale di condizioni (economiche, fisiche e sociali) rende difficile uniformare i criteri e gli indicatori.

 

Un altro ostacolo è la diversa disponibilità di dati, definizione, e cicli di raccolta; difficoltà che dovrebbero essere superate per

 

stabilire un credibile strumento di analisi comparativa a livello europeo. Inoltre, vi è la questione se le norme armonizzate sono

 

realmente utili per migliorare la qualità delle abitazioni in tutta l’UE. Mentre in alcuni casi, le norme comuni potrebbe servire

 

ad ottenere un ‘livello alto’, in altri potrebbe accadere il contrario. Tuttavia, in un contesto di intenso dibattito politico a livello

 

europeo circa la necessità di disporre di norme comuni, potrebbe essere opportuno lavorare sulla base di quanto è già stato fatto

 

in ciascun paese. E, questa ricerca è volta a dimostrare, non ci sono numerosi buoni esempi in tal senso.

 

Bibliografia

 

[1] European Commission (2008) Open call for
proposals VP/2008/004. Promoting quality of
Social Services of General

 

[2] Czischke, D. and Pittini, A. (2007) Housing
Europe 2007: Review of Social, Co-operative
and Public Housing in the 27 EU Member
States. CECODHAS European Social Housing
Observa-tory. Brussels.

 

[3] Cecchi, L (2008) Sistemi di gestione e
modelli organizzativi per l’edilizia residen-
ziale pubblica: il valore aggiunto del Sistema
integrato. Intervento al seminario di Firenze,
Italia del 22 Febraio 2008.

 

[4] CECODHAS Energy profiles. Available on:
www.cecodhas.org

 

www.sa-intl.org
Ringraziamenti
Le seguenti persone hanno collaborato nella raccolta di informazioni per l’elaborazione di questa ricerca:
Eva Bauer (GBV, Austria), Anna Maria Pozzo (Federcasa, Italy), Claus Hachmann (GDW, Germany), Ann
Roberts (NHF, England) and Gerard van Bortel (OTB, TU Delft, the Netherlands), Virginie Toussain (USH,
France).

 

RESEARCH BRIEFING

 

Sitografia

 

www.iso.org

 

www.accountability21.net

 

www.communities.gov.uk/news/corporate/702993

 

www.casaqualita.it/casaeco/01/01introduzione

 

progetto.php

 

www.communities.gov.uk/housing/decenthomes/

 

deliveringdecenthomes/whatis/

 

www.communities.gov.uk/planningandbuilding/

 

buildingregulations/legislation/englandwales/

 

codesustainable/

 

www.ihos.org.uk/

 

www.housemark.co.uk/

 

www.cih.org

 

Qualità dei Servizi nel Settore dell’Edilizia Abitativa Sociale dell’Unione Europea

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: