fondata legittimità costituzionale

È fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma primo, della L.R. Marche n. 7 del 2010
per violazione dell’art. 117 Cost. La richiamata norma regionale, invero, nel sancire che ai sensi dell’art. 3, comma 4-bis, del D.L. n. 400 del 1993, che i Comuni, su richiesta del concessionario, possono estendere la durata della concessione fino ad un massimo di venti anni, in ragione dell’entità e della rilevanza economica delle opere realizzate e da realizzare, in conformità al piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo vigente, e dunque la possibilità di estendere la durata delle concessioni demaniali in corso, va ad introdurre una disciplina che, violando quella introdotta dall’art. 1, comma 18, del D.L. n. 194 del 2009, la quale rende solo possibile – in ragione dell’entità e della rilevanza economica delle opere da realizzare – il rilascio di nuove concessioni di durata superiore a sei anni e comunque non superiore a venti anni, eccede le competenze del legislatore regionale.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale relativa all’art. 4, comma secondo, della L.R. Marche n. 7 del 2010, per contrasto con l’art. 117 Cost., nella parte in cui prevede che con deliberazione della Giunta regionale, sulla base dell’intesa Stato-Regioni ai sensi dell’art. 8, comma sesto, della L. n. 131 del 2003, sentita la competente Commissione consiliare ed il Consiglio delle autonomie locali, sono stabiliti i criteri per il rilascio delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative, nonché le modalità per il loro rinnovo. La norma in esame, invero, non è idonea a ledere alcuna competenza legislativa statale, in quanto essa, per la sua operatività, presuppone il rispetto del procedimento previsto dall’art. 1, comma 18, del D.L. n. 194 del 2009. Il legislatore regionale, infatti, attribuisce ad una delibera della Giunta regionale il potere sopra indicato, subordinandolo all’adozione di una previa intesa da raggiungere in sede di Conferenza Stato-Regioni, volta ad esprimere, secondo quanto previsto dal citato art. 1, comma 18, i criteri validi per il rilascio delle concessioni in esame.
È costituzionalmente illegittimo l’art. 5 della L.R. Veneto n. 13 del 2010 nella parte in cui regola talune ipotesi di rilascio di concessione su beni demaniali marittimi, tutte in contrasto con la disciplina fissata dall’art. 1, comma 18, del D.L. n. 194 del 2009 e specificamente, ai commi secondo e terzo, che contempla proroghe delle concessioni in corso, in violazione del richiamato provvedimento di legge e, conseguentemente, dell’art. 117, primo comma, Cost. La dichiarazione di incostituzionalità dell’art. 5, commi secondo e terzo, della legge regionale impugnata si estende, per consequenzialità logica, anche a quelle previste nei commi primo e quarto del medesimo articolo.

Sono costituzionalmente illegittimi gli artt. 1 e 2 della L.R. Abruzzo n. 3 del 2010. L’art. 1, in particolare, nella parte in cui, sancendo che i titolari di concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative possono richiedere l’estensione della durata della concessione fino ad un massimo di venti anni a partire dalla data di rilascio, in ragione dell’entità degli investimenti e secondo quanto previsto dall’art. 1, comma 253, della legge n. 296 del 2006, prevede la possibilità di estendere la durata delle concessioni demaniali in atto, con ciò attribuendo ai titolari delle stesse una proroga in violazione dei principi di libertà di stabilimento e di tutela della concorrenza. Il successivo art. 2, invece, laddove stabilisce che l’estensione della durata della concessione è applicabile anche alle nuove concessioni, per le quali, alla data di approvazione della legge, sia in corso il procedimento di rilascio, altro non fa che applicare l’estensione disciplinata dal precedente art. 1 alle concessioni il cui procedimento di rilascio sia in itinere al momento dell’approvazione della legge regionale. All’uopo nessun rilievo assume la circostanza che la disposizione regionale si riferisca a nuove concessioni e, quindi, non disponga alcuna proroga o modifica di quelle in corso, in quanto il rilascio delle concessioni demaniali marittime e, quindi, le regole che disciplinano l’accesso ai relativi beni da parte dei potenziali concessionari, sono aspetti che rientrano nella materia della tutela della concorrenza, attribuita alla competenza esclusiva dello Stato, di cui l’art. 1, comma 18, del D.L. n. 194 del 2009 è espressione.

*Corte cost., 18 luglio 2011, n. 213 DEMANIO E PATRIMONIO DELLO STATO E DEGLI ENTI PUBBLICI
-TRATTO:http://www.telediritto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3606:e-fondata-la-questione-di-legittimita-costituzionale-dellart-4-comma-primo-della-lr-marche-n-7-2010:giurisprudenza-diritto amministrativo

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