fac simile di diffida a (SOSPENSION E ATTO POSTO IN DECADENZA ) vedasi ordinanza di sgombero su decadenza per morosità

REGOLAMENTO PER LA SOSPENSIONE DELLA EMISSIONE DEL PROVVEDIMENTO DI DECADENZA DALL’ASSEGNAZIONE DI ALLOGGIO POPOLARE
E SOVVENZIONATO .

I Comuni, ai sensi delle leggi Regionali y, x , può individuare i casi nei quali l’emissione del provvedimento di decadenza può essere sospesa indicandone il termine massimo (PERIODO TEMPORALE;CONTENENTE NELLO STESSO ATTO,o diffida a procedere,NULLA è INDICATO NELLE NORME REGIONALI,QUINDI E’ A DISCREZIONE DELL’ENTE CHE NE SOSPENDE L’ATTO). La sospensione sarà disposta con le medesime forme del provvedimento di decadenza e il beneficio della sospensione potrà essere accordato solo una VOLTA, ad esclusione delle ipotesi di cui all’art. x ,Y dei presenti REGOLAMENTI REGIONALI (RIPORTATO VEDASI DELIBERE DEI COMUNI O IACP).La sospensione potrà essere disposta solo dopo l’accertamento in contraddittorio con l’interessato dei fatti o delle condizioni che hanno determinato la fattispecie oggetto di decadenza.Il termine massimo di sospensione della emissione del provvedimento di decadenza
non potrà comunque superare la durata di UN ANNO oppure superare la scadenza del contratto di locazione, ad eccezione dell’ipotesi in cui il Comune ovvero uno degli operatori di cui all’artt. X,Y della L R X, abbia già promosso appositi programmi per la realizzazione di abitazioni in
locazione o in proprietà da destinare prioritariamente a soggetti dichiarati decaduti ai sensi delle
lettere e), f) e g) del comma 1, dell’art. X della L R X, e delle ipotesi di cui all’art. X del
presente regolamento.
– E’ condizione indispensabile per l’emissione del provvedimento di sospensione che
l’assegnatario non sia moroso nel pagamento del canone, servizi ed accessori, fatto salvo quanto
previsto dalla Legge Regionale e del presente Regolamento.
Il beneficio della sospensione verrà automaticamente meno anche nell’ipotesi di morosità
Sopravvenuta,ualora sussista morosità ,ed all’assegnatario sia stato concesso il beneficio della
Dilazione. Questo non potrà superare la durata di un ANNO e comunque sarà senz’altro assunto il
provvedimento di decadenza nel caso di mancato pagamento,delle dilazioni convenute. Inoltre ne consegue decadenza :il mancato rispetto dei termini stabiliti nel piano di recupero, concordato in sede IACP,con l’assegnatario, relativamente alla somma capitale oltre agli interessi legali.
L’emissione del provvedimento di decadenza potrà essere sospeso per un periodo
non superiore a sei mesi nell’ipotesi in cui l’assegnatario dichiari, in forma scritta, di voler rilasciare
spontaneamente l’alloggio, riconoscendo contestualmente di essere incorso in una delle ipotesi di
decadenza di cui alla L R x
La sospensione per un periodo non superiore a sei mesi potrà essere disposta
nell’ipotesi in cui l’assegnatario si impegni, in forma scritta, a proprie cure e spese:
– a ripristinare i danni gravi causati all’alloggio ed alle parti comuni;
– a demolire opere abusive costruite nell’alloggio, nelle parti comuni del fabbricato o in aree di
pertinenza dello stesso;- a non contravvenire al regolamento d’uso rispetto ad una grave violazione precedentemente contestata. La sospensione potrà essere disposta per un periodo non superiore a mesi uno nell’ipotesi in cui l’assegnatario si impegni, in forma scritta, a produrre le informazioni e la documentazione necessaria per l’accertamento del reddito del nucleo avente diritto e degli altri
requisiti della permanenza. La sospensione della emissione del provvedimento di decadenza per morosità potrà essere disposta a fronte della constatazione che detta morosità è dovuta a GRAVI SITUAZIONI PERSONALI O DEI FAMILIARI DELL’INTERESSATO O/E ASSEGNATARIO DELL’ALLOGGIO.La constatazione sarà effettuata dal Comune stesso per tramite ASSESSORATO ALLA CASA,CON L’AUSILIO DI MEZZI INFORMATICI ,POLIZIA MUNICIPALE ,INFINE IN COLLABORAZIONE DEL SERVIZIO SOCIALE,SERVIZIO ALLA PERSONA .A SEGUITO DELLE INDAGINI ESPERITE :in tal caso il Comune si accollerà in tutto o in parte il pagamento del canone di locazione e delle quote di servizi. Nell’ipotesi di accollo parziale si applica quanto previsto nell’art. X del presente Regolamento. La sospensione dell’emissione del provvedimento di decadenza per morosità potrà essere disposta qualora il Comune ritenga di esperire il tentativo di recupero del credito attraverso le procedure giudiziali, comprensive dello sfratto ( 1- SPESE GIUDIZIALI)*.
La sospensione dell’emissione del provvedimento di decadenza non potrà comunque superare il
periodo massimo di un anno, eventualmente rinnovabile per il tempo necessario a concludere
l’azione legale intrapresa, purchè si siano registrati pagamenti anche parziali della morosità
esistente.La sospensione del provvedimento di decadenza non è ammessa per le ipotesi di
sublocazione totale dell’alloggio.Nei casi in cui l’assegnatario abbia sublocato in parte l’alloggio o ne abbia mutato la destinazione d’uso o abbia adibito lo stesso a scopi illeciti o immorali, il Comune, valutato il caso concreto, potrà sospendere l’emissione del provvedimento per un periodo non superiore a mesi sei, previa diffida(anche contestuale al provvedimento di sospensione UN PERIODO MASSIMO DI ANNO ), a fronte dell’impegno dell’assegnatario a ripristinare la situazione originaria ovvero a porre fine al proprio comportamento illecito. Qualora sussista titolarità, anche pro quota, di un diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su uno o più immobili ai sensi dei criteri previsti dalla normativa in materia di edilizia residenziale pubblica, da parte di un componente del nucleo familiare, diverso dall’assegnatario, dal coniuge o dal convivente more uxorio, la sospensione della emissione del provvedimento di decadenza potrà essere disposta per un periodo non superiore ad un anno al fine di consentire al titolare stesso del diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione di rinunciare all’assegnazione e lasciare l’alloggio di edilizia residenziale pubblica.
-Qualora sussista titolarità, anche pro quota, di un diritto di proprietà, usufrutto, uso o
abitazione su uno o più immobili ai sensi dei criteri previsti dalla normativa in materia di edilizia
residenziale pubblica, da parte dell’assegnatario, del coniuge o del convivente more uxorio, la
sospensione della emissione del provvedimento di decadenza potrà essere disposta per un periodo
non superiore ad un ANNO , a condizione che sussista l’impegno, in forma scritta, a rinunciare
all’assegnazione e a rilasciare l’alloggio di edilizia residenziale pubblica da parte dell’intero nucleo
familiare. Nel caso di abbandono dell’alloggio da parte di un componente il nucleo familiare
assegnatario, la sospensione potrà protrarsi sino ad un anno dall’accertamento della non
occupazione, al fine di consentire l’acquisizione di ulteriori elementi conoscitivi per ottenere la
rinuncia dall’assegnazione dell’interessato o per l’assunzione del provvedimento di decadenza nei
confronti dello stesso. Durante il periodo di sospensione l’assegnatario, in solido con i componenti il nucleo familiare, è tenuto al pagamento del canone di locazione maggiorato, determinato ai sensi della lettera X) del comma X, dell’art. X della L R X, ad eccezione del caso di sospensione del DISPOSITIVO DELL’ATTO DI DECADENZA PER MOROSITA’
Fine Pagina – provvedimento di decadenza a seguito di morosità.

1- * recupero spese in tema giudiziale 2- Un edificio è di proprietà interamente dello IACP.Per regolamento, sottoscritto dagli assegnatari, viene a questi conferito diritto all’autogestione con conseguente possibilità di nomina di Amministratore. Pertanto alcune spese sono a totale carico degli assegnatari e altre a carico dello IACP.Il REGOLAMENTO in tema di inadempimento e morosità stabilisce:- gli assegnatari sono tenuti al pagamento delle quote condominiali- in caso di mancato pagamento l’amministratore sollecita il pagamento. Trascorso inutilmente il suddetto termine l’Amministratore è obbligato a comunicare all’istituto tale inadempimento allegando una dettagliata descrizione dalla quale risulti l’entità dell’insolvenza, il sollecito effettuato, al fine di attivare, lo stesso Ente Gestore, le procedure amministrative e/o giudiziarie atte alla riscossione delle quote insolute.- l’Ente gestore non risponderà in alcun modo per i mancati pagamenti delle spese a carico degli assegnatari, nonchè di ogni altra somma posta a carico degli stessi dal regolamento o dalla legge.ù- il mancato o ritardato pagamento degli oneri di cui sopra oltre ad esporre l’assegnatario al recupero della morosità ad opera dell’amministratore, costituisce altresì inadempimento degli obblighi contrattuali sanzionabile ai sensi del regolamento.Sulla base di tale formulazione del regolamento, la responsabilità a carico degli assegnatari per gli inadempimenti su questi gravanti a titolo diretto, trattandosi di spese di loro esclusiva competenza in base al regolamento stesso, deve ritenersi ESCLUSIVA (tale che le somme vanno recuperate solo ed esclusivamente presso gli assegnatari),3- ALTERNATIVA (nel senso che le spese di cui si tratta possono essere recuperate presso gli assegnatari ma anche in alternativa, se non si è agito nei confronti dell’assegnatario dopo la messa in mora, presso lo IACP, in quanto titolare dell’edificio), 4- CONCORRENTE ( le somme si possono cioè chiedere sia agli assegnatari per regolamento, ma, anche se avviata una procedura esecutiva a carico dell’assegnatario, anche allo IACP titolare dello stabile) ? Il rapporto di assegnazione può essere in via analogica assimilato al rapporto di locazione, in quanto proprietario dell’immobile assegnato rimane lo IACP e l’assegnatario – con la sottoscrizione del contratto a cui accede ovviamente il regolamento di cui sopra, integrandolo quindi – è sostanzialmente titolare di un diritto di credito e cioè di un diritto personale di godimento. Ciò mi autorizza a ritenere applicabili in via analogica le disposizioni di legge proprie della locazione di immobili urbani. Per conseguenza, e questo è il punto di svolta della riflessione da cui derivano le perplessità espresse nel primo post, gli assegnatari che si rendano morosi nei confronti dell’autogestione rispetto al pagamento delle quote relative ai servizi posti a loro carico dal regolamento dovrebbero, per quanto sopra espresso, essere considerati inadempienti degli obblighi derivanti dal contratto di assegnazione (assimilabile a quello di locazione, come sopra dedotto). Se così è le quote insolute accedendo all’utilizzo del bene di cui è titolare lo IACP (in ipotesi locatore) dovrebbero essere da questi corrisposte all’autogestione (attenendo all’amministrazione di un suo bene), e questi – lo IACP (come locatore) – avrebbe diritto di far valere tutte le azioni contrattuali nei confronti dell’assegnatario compresa quella di recupero del credito che il regolamento pone a carico esclusivo dell’assegnatario stesso.
ALCUNI CENNI DI RIFERIMENTO:
(Cause di annullamento e decadenza)

Il comune dispone l’annullamento dell’assegnazione:
per contrasto con le norme vigenti al momento dell’assegnazione stessa;
quando l’assegnazione fu ottenuta sulla base di dichiarazioni mendaci o documentazioni risultate false.

Il comune pronuncia la decadenza dall’assegnazione oltre che in tutti i casi previsti espressamente dalla presente legge qualora l’assegnatario:

abbia ceduto in tutto o in parte l’alloggio assegnatogli;

non abiti nell’alloggio assegnatogli o ne muti la destinazione d’uso;

abbia adibito l’alloggio ad attività illecite;

abbia perduto i requisiti previsti per l’assegnazione salvo quanto indicato alla lettera e);

fruisca di un reddito annuo complessivo del nucleo familiare superiore al limite stabilito per la permanenza del rapporto di assegnazione ai sensi dell’articolo 8 comma 2 e 3;

sia moroso per un periodo superiore a due mesi salvo quanto disposto dall’articolo 31, comma 2;

apporti modificazioni non autorizzate dall’ente gestore all’alloggio, ai locali accessori o agli impianti o apporti innovazioni arbitrarie in locali o distacchi di uso comune, ovvero danneggi in qualsiasi modo l’immobile o le parti comuni dell’edificio ovvero ancora ne impedisca l’utilizzazione prevista;

mantenga un comportamento gravemente asociale, ovvero tale comportamento sia mantenuto da altri membri del nucleo familiare, che determini condizioni di ingestibilità dell’immobile ove è situato l’alloggio occupato.

Tutti gli atti del comune che pronunciano l’annullamento o la decadenza dall’assegnazione comportano la inefficacia dell’atto convenzionale di locazione e costituiscono titolo esecutivo.

ARTICOLO 28
(Procedimento di annullamento e di decadenza)

L’ente gestore o i soggetti di cui all’articolo 8, comma 5, qualora accertino l’esistenza di una delle cause di annullamento o di decadenza dall’assegnazione di cui all’articolo 27 ne danno notizia entro dieci giorni al comune.

Ai fini della dichiarazione di annullamento o di decadenza il comune comunica all’assegnatario, mediante lettera raccomandata, entro venti giorni dalla notizia di cui al comma 1, i fatti che giustificano il provvedimento fissando un termine non superiore a quindici giorni per la presentazione di deduzioni scritte o di documenti.

Scaduto tale termine il comune entro dieci giorni richiede il parere vincolante alla commissione di cui all’articolo 13 che deve esprimerlo nei venti giorni successivi.

Ricevuto il parere ovvero scaduto il termine di cui al comma 3 qualora trattasi di morosità il comune pronuncia l’annullamento o la decadenza entro quindici giorni assegnando un termine non superiore a trenta giorni per il rilascio dell’alloggio; scaduto tale termine il provvedimento deve essere eseguito a cura del comune.

Il Comune concorda in apposite convenzioni con l’ente gestore le questioni derivanti, nella fattispecie di cui all’articolo 27, comma 2, lettera f), dalla mancata conclusione della procedura di decadenza nei termini stabiliti ovvero dalla sua mancata esecuzione entro i quattro mesi successivi all’adozione, in modo che siano evitati danni all’ente gestore stesso.

ARTICOLO 29
(Occupazione senza titolo)

Qualora l’ente gestire o i soggetti di cui all’articolo 8 comma 5, accertino l’occupazione senza titolo di alloggi di cui all’articolo 5, ne danno notizia entro dieci giorni al comune.

Il Sindaco entro venti giorni diffida preventivamente con lettera raccomandata l’occupante senza titolo a rilasciare l’alloggio entro quindici giorni e gli assegna lo stesso termine per la presentazione di deduzioni scritte e di documenti.

Nei quindici giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 2, il Sindaco emette ordinanza di rilascio fissando un termine non superiore a trenta giorni per il rilascio stesso.
Tale provvedimento costituisce titolo esecutivo nei confronti di chiunque occupi l’alloggio e deve essere eseguito a cura del comune nei trenta giorni successivi alla scadenza dei termini per l’eventuale impugnativa.

ARTICOLO 30
(Sanzioni)

Restano ferme le sanzioni amministrative pecuniarie previste dall’articolo 26 della legge 8 agosto 1977 n. 513.

Al fine dell’applicazione delle sanzioni amministrative i comuni esercitano con le modalità di cui alla legge regionale 2 dicembre 1982 n. 45 le funzioni concernenti l’accertamento e la contestazione della violazione nonché quelle conseguenti al mancato pagamento in misura ridotta della somma prevista per la violazione.

Qualora il comune non sia l’ente gestore, all’accertamento od alla contestazione, ivi compresa la notificazione, della violazione provvedono gli organi od i dipendenti all’uopo incaricati dall’ente gestore medesimo.

Quest’ultimo ente, ove non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta con le modalità di cui all’articolo 5 della legge regionale n. 45/ 1982, salvo che ricorra l’ipotesi prevista dall’articolo 24 della legge 24 novembre 1981 n. 689, deve presentare rapporto completo di processo verbale e di prova delle eseguite contestazioni o notificazioni al Sindaco del comune interessato.

ARTICOLO 31
(Morosità )

La morosità dell’assegnatario nel pagamento del canone e/ o servizi a rimborso può essere sanata entro trenta giorni dalla messa in mora, per non più di una volta nel corso dell’anno.

Non è causa di decadenza la morosità dovuta a stato di disoccupazione o a grave malattia dell’assegnatario, qualora ne siano derivate l’impossibilità o la grave difficoltà accertata dall’ente gestore ad effettuare il regolare pagamento del canone convenzionato di locazione. Tale impossibilità o gravi difficoltà non possono comunque valere per più di un anno.

Nei confronti degli assegnatari morosi l’ente gestore ingiunge il pagamento di una somma pari ai canoni non riscossi comprensivi delle quote di spese dovute aumentata dell’interesse legale maggiorato di tre punti a titolo di interessi e danni e provvede, ove necessario, alla riscossione coattiva.

L’ente gestore può concedere dilazioni nel recupero della morosità a richiesta dell’assegnatario con applicazione di un interesse pari all’interesse legale dell’importo determinato ai sensi del comma 3 e a seguito di idonee garanzie.

Qualora l’assegnatario moroso sia ammesso ad usufruire dei contributi del fondo sociale di cui all’articolo 33 ovvero versi quanto dovuto anche con dilazioni, previo parere dell’ente gestore, il procedimento di decadenza o la sua esecuzione sono sospesi e definitivamente interrotti ad avventura regolarizzazione della sua posizione debitoria.
Tale procedura può essere applicata per non più di una volta.

Sino a che l’assegnatario nei confronti del quale sia stato eseguito un provvedimento di decadenza per morosità non regolarizzi la propria posizione debitoria con l’ente gestore, anche con le modalità di cui al comma 4, non gli può essere assegnato un altro alloggio di edilizia residenziale pubblica.

ARTICOLO 32
(Regolarizzazione dei rapporti locativi e misure per prevenire le occupazioni abusive)

Per tutti gli alloggi che alla data del 31 dicembre 1992 sono risultati occupati senza titolo, gli enti gestori richiedono ai comuni la regolarizzazione dei rapporti locativi, previo accertamento, ad opera della commissione di cui all’articolo 13 del possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica e, per quanto concerne il reddito, per la permanenza dell’assegnazione.

La regolarizzazione è subordinata al recupero, anche mediante la sottoscrizione di un piano di rientro con idonee garanzia qualora si presentino situazioni particolari, da parte dell’ente gestore di una indennità di occupazione fissata in un importo pari al canone di cui alla legge n. 392/ 1978.
Tale indennità è dovuta dalla data di occupazione fino alla data di sottoscrizione dell’atto convenzionale di locazione con il quale viene regolarizzato il rapporto locativo.
La regolarizzazione è, altresì, subordinata alla circostanza che l’occupazione non abbia sottratto il godimento di un alloggio ad assegnatario già individuato dal comune in base alle vigenti disposizioni di legge.
Non appena un alloggio si renda disponibile, o ne sia terminata la costruzione o il recupero, l’ente gestore ne dà immediata comunicazione al Comune competente all’assegnazione, il quale adotta tutte le misure necessarie ad evitare occupazioni abusive. A tale scopo il Comune può stipulare con l’ente gestore apposite convenzioni.
(Cause di annullamento e decadenza)

Il comune dispone l’annullamento dell’assegnazione:
per contrasto con le norme vigenti al momento dell’assegnazione stessa;
quando l’assegnazione fu ottenuta sulla base di dichiarazioni mendaci o documentazioni risultate false.

Il comune pronuncia la decadenza dall’assegnazione oltre che in tutti i casi previsti espressamente dalla presente legge qualora l’assegnatario:

abbia ceduto in tutto o in parte l’alloggio assegnatogli;

non abiti nell’alloggio assegnatogli o ne muti la destinazione d’uso;

abbia adibito l’alloggio ad attività illecite;

abbia perduto i requisiti previsti per l’assegnazione salvo quanto indicato alla lettera e);

fruisca di un reddito annuo complessivo del nucleo familiare superiore al limite stabilito per la permanenza del rapporto di assegnazione ai sensi dell’articolo 8 comma 2 e 3;

sia moroso per un periodo superiore a due mesi salvo quanto disposto dall’articolo 31, comma 2;

apporti modificazioni non autorizzate dall’ente gestore all’alloggio, ai locali accessori o agli impianti o apporti innovazioni arbitrarie in locali o distacchi di uso comune, ovvero danneggi in qualsiasi modo l’immobile o le parti comuni dell’edificio ovvero ancora ne impedisca l’utilizzazione prevista;

mantenga un comportamento gravemente asociale, ovvero tale comportamento sia mantenuto da altri membri del nucleo familiare, che determini condizioni di ingestibilità dell’immobile ove è situato l’alloggio occupato.

Tutti gli atti del comune che pronunciano l’annullamento o la decadenza dall’assegnazione comportano la inefficacia dell’atto convenzionale di locazione e costituiscono titolo esecutivo.

ARTICOLO 28
(Procedimento di annullamento e di decadenza)

L’ente gestore o i soggetti di cui all’articolo 8, comma 5, qualora accertino l’esistenza di una delle cause di annullamento o di decadenza dall’assegnazione di cui all’articolo 27 ne danno notizia entro dieci giorni al comune.

Ai fini della dichiarazione di annullamento o di decadenza il comune comunica all’assegnatario, mediante lettera raccomandata, entro venti giorni dalla notizia di cui al comma 1, i fatti che giustificano il provvedimento fissando un termine non superiore a quindici giorni per la presentazione di deduzioni scritte o di documenti.

Scaduto tale termine il comune entro dieci giorni richiede il parere vincolante alla commissione di cui all’articolo 13 che deve esprimerlo nei venti giorni successivi.

Ricevuto il parere ovvero scaduto il termine di cui al comma 3 qualora trattasi di morosità il comune pronuncia l’annullamento o la decadenza entro quindici giorni assegnando un termine non superiore a trenta giorni per il rilascio dell’alloggio; scaduto tale termine il provvedimento deve essere eseguito a cura del comune.

Il Comune concorda in apposite convenzioni con l’ente gestore le questioni derivanti, nella fattispecie di cui all’articolo 27, comma 2, lettera f), dalla mancata conclusione della procedura di decadenza nei termini stabiliti ovvero dalla sua mancata esecuzione entro i quattro mesi successivi all’adozione, in modo che siano evitati danni all’ente gestore stesso.

ARTICOLO 29
(Occupazione senza titolo)

Qualora l’ente gestire o i soggetti di cui all’articolo 8 comma 5, accertino l’occupazione senza titolo di alloggi di cui all’articolo 5, ne danno notizia entro dieci giorni al comune.

Il Sindaco entro venti giorni diffida preventivamente con lettera raccomandata l’occupante senza titolo a rilasciare l’alloggio entro quindici giorni e gli assegna lo stesso termine per la presentazione di deduzioni scritte e di documenti.

Nei quindici giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 2, il Sindaco emette ordinanza di rilascio fissando un termine non superiore a trenta giorni per il rilascio stesso.
Tale provvedimento costituisce titolo esecutivo nei confronti di chiunque occupi l’alloggio e deve essere eseguito a cura del comune nei trenta giorni successivi alla scadenza dei termini per l’eventuale impugnativa.

ARTICOLO 30
(Sanzioni)

Restano ferme le sanzioni amministrative pecuniarie previste dall’articolo 26 della legge 8 agosto 1977 n. 513.

Al fine dell’applicazione delle sanzioni amministrative i comuni esercitano con le modalità di cui alla legge regionale 2 dicembre 1982 n. 45 le funzioni concernenti l’accertamento e la contestazione della violazione nonché quelle conseguenti al mancato pagamento in misura ridotta della somma prevista per la violazione.

Qualora il comune non sia l’ente gestore, all’accertamento od alla contestazione, ivi compresa la notificazione, della violazione provvedono gli organi od i dipendenti all’uopo incaricati dall’ente gestore medesimo.

Quest’ultimo ente, ove non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta con le modalità di cui all’articolo 5 della legge regionale n. 45/ 1982, salvo che ricorra l’ipotesi prevista dall’articolo 24 della legge 24 novembre 1981 n. 689, deve presentare rapporto completo di processo verbale e di prova delle eseguite contestazioni o notificazioni al Sindaco del comune interessato.

ARTICOLO 31
(Morosità )

La morosità dell’assegnatario nel pagamento del canone e/ o servizi a rimborso può essere sanata entro trenta giorni dalla messa in mora, per non più di una volta nel corso dell’anno.

Non è causa di decadenza la morosità dovuta a stato di disoccupazione o a grave malattia dell’assegnatario, qualora ne siano derivate l’impossibilità o la grave difficoltà accertata dall’ente gestore ad effettuare il regolare pagamento del canone convenzionato di locazione. Tale impossibilità o gravi difficoltà non possono comunque valere per più di un anno.

Nei confronti degli assegnatari morosi l’ente gestore ingiunge il pagamento di una somma pari ai canoni non riscossi comprensivi delle quote di spese dovute aumentata dell’interesse legale maggiorato di tre punti a titolo di interessi e danni e provvede, ove necessario, alla riscossione coattiva.

L’ente gestore può concedere dilazioni nel recupero della morosità a richiesta dell’assegnatario con applicazione di un interesse pari all’interesse legale dell’importo determinato ai sensi del comma 3 e a seguito di idonee garanzie.

Qualora l’assegnatario moroso sia ammesso ad usufruire dei contributi del fondo sociale di cui all’articolo 33 ovvero versi quanto dovuto anche con dilazioni, previo parere dell’ente gestore, il procedimento di decadenza o la sua esecuzione sono sospesi e definitivamente interrotti ad avventura regolarizzazione della sua posizione debitoria.
Tale procedura può essere applicata per non più di una volta.

Sino a che l’assegnatario nei confronti del quale sia stato eseguito un provvedimento di decadenza per morosità non regolarizzi la propria posizione debitoria con l’ente gestore, anche con le modalità di cui al comma 4, non gli può essere assegnato un altro alloggio di edilizia residenziale pubblica.

ARTICOLO 32
(Regolarizzazione dei rapporti locativi e misure per prevenire le occupazioni abusive)

Per tutti gli alloggi che alla data del 31 dicembre 1992 sono risultati occupati senza titolo, gli enti gestori richiedono ai comuni la regolarizzazione dei rapporti locativi, previo accertamento, ad opera della commissione di cui all’articolo 13 del possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica e, per quanto concerne il reddito, per la permanenza dell’assegnazione.

La regolarizzazione è subordinata al recupero, anche mediante la sottoscrizione di un piano di rientro con idonee garanzia qualora si presentino situazioni particolari, da parte dell’ente gestore di una indennità di occupazione fissata in un importo pari al canone di cui alla legge n. 392/ 1978.
Tale indennità è dovuta dalla data di occupazione fino alla data di sottoscrizione dell’atto convenzionale di locazione con il quale viene regolarizzato il rapporto locativo.
La regolarizzazione è, altresì, subordinata alla circostanza che l’occupazione non abbia sottratto il godimento di un alloggio ad assegnatario già individuato dal comune in base alle vigenti disposizioni di legge.

Non appena un alloggio si renda disponibile, o ne sia terminata la costruzione o il recupero, l’ente gestore ne dà immediata comunicazione al Comune competente all’assegnazione, il quale adotta tutte le misure necessarie ad evitare occupazioni abusive. A tale scopo il Comune può stipulare con l’ente gestore apposite convenzioni.
ALLEGATA CIRCOKLARE MINISTERIALE:
Circolare Ministero Infrastrutture, circolare 10.03.2005 n° 452 … condizioni di disagio abitativo conseguenti a provvedimenti esecutivi di rilascio, nonchè … reddito imponibile non assoggettata a tassazione; esenzione o riduzione dell’ I.C.I
Definiti i soggetti destinatari del contributo previsto dalla legge n. 269/2004 di conversione del decreto-legge n. 240/2004, recante misure per favorire l’accesso alla locazione da parte di conduttori in condizioni di disagio abitativo conseguenti a provvedimenti esecutivi di rilascio, nonchè integrazioni alla legge 9 dicembre 1998, n. 431.

E’ quanto previsto dalla circolare del Ministero delle Infrastrutture n. 452 del 10 marzo 2005 che stabilisce altresì la misura del contributo stesso ed i necessari adempimenti per conseguirlo.

(FONTE:www.google.it

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