case reato di occupazione senza titolo

Invasione di terreni o edifici
Tratto da Wikipedia,
L’atto concreto di invasione di terreni o edifici da parte di singoli o nuclei familiari, così come di gruppi organizzati, per fini abitativi o per altro uso, può essere trattato puramente dal punto di vista del diritto, come da quello sociologico, evidentemente strettamente correlati e spesso implicanti questioni di ordine pubblico e di ordine etico. L’occupazione di detti beni immobili non è configurabile nell’ambito dell’acquisizione delle cosiddette res nullius, che per definizione, nel diritto italiano, afferiscono esclusivamente ai beni mobili. Il possesso continuativo, per lunghi periodi, dei citati beni immobili conduce alle volte, ed in assenza di querele, all’acquisizione degli stessi, come regolamentato dalle norme sull’usucapione.
Indice[nascondi]· 1 Profili giuridici o 1.1 Istituti sostanziali § 1.1.1 Tipicitৠ1.1.2 Elemento soggettivoo 1.2 Aspetti processuali· 2 Profili sociologici: l’occupazione degli immobili quale momento del conflitto sociale o 2.1 L’occupazione degli immobili in Italia § 2.1.1 Elenco di famose aree occupateo 2.2 Occupazione di scuole o università· 3 Collegamenti esterni· 4 Voci correlate· 5 Altri progetti
[modifica] Profili giuridici
Reato diInvasione di terreni o edificifonte: Codice penale italiano
Articolo 633 c.p.
Competenza Giudice di Pace; Tribunale monocratico per le ipotesi di cui all’art.639 bis c.p.
Procedibilità querela se non ricorre l’ipotesi prevista dal 639 bis o dal II co., nei quali casi la procedibilità e d’ufficio
Arresto no
Fermo no
Pena prevista reclusione fino a due anni o multa da € 103 a € 1.032 per le ipotesi del I co.; reclusione fino a due anni e multa da € 103 a € 1.032 per le ipotesi previste dal II co.
L’invasione di terreni o edifici, in diritto penale, è un delitto previsto e punito dall’art. 633 del codice penale ai sensi del quale: Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da lire duecentomila a due milioni.
Le pene si applicano congiuntamente, e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso da più di cinque persone, di cui una almeno palesemente armata, ovvero da più di dieci persone, anche senza armi.
[modifica] Istituti sostanziali
Per approfondire, vedi la voce Reato#La classificazione dei reati.
[modifica] Tipicità
L’invasione di terreni o edifici è un reato comune, di danno e di evento, l’interesse tutelato è “il rapporto di fatto che viene esercitato sugli immobili sia dal proprietario che da terzi” (Cass. 5237/85). A forma libera e si realizza ogniqualvolta il soggetto attivo invada un terreno o un immobile senza il consenso di colui che ne sia proprietario o che ne abbia un qualsivoglia diritto di godimento. È un reato istantaneo che si consuma nel momento in cui si realizza l’ingresso arbitrario nell’altrui fondo o immobile ma, qualora l’occupazione si protragga nel tempo, ha natura permanente; nel qual caso cessa solo “con l’allontanamento dall’edificio o con la sentenza di condanna” (Cass. 49169/03).
[modifica] Elemento soggettivo
L’elemento soggettivo richiesto è il dolo specifico, non necessitando in capo all’agente solo la coscienza e la volontà di invadere un bene altrui ma anche il fine di occupare l’immobile e di trarne profitto.
[modifica] Aspetti processuali
La competenza processuale è del Giudice di Pace nei casi previsti dal I co. e quando non ricorra l’ipotesi prevista dall’art. 639 bis. Quest’ultimo specifica infatti che Nei casi previsti dagli articoli 631, 632, 633 e 636 si procede d’ufficio se si tratta di acque, terreni, fondi o edifici pubblici o destinati ad uso pubblico. Nel caso in esame, infatti, poiché l’interesse tutelato dalla norma non è più quello del singolo ma dell’intera comunità il giudice competente è da individuarsi nel Tribunale monocratico. Discorso analogo vale per la procedibilità, a querela salvo non sussista l’ipotesi di cui al 639 bis C.p.. La competenza è di quest’ultimo e il reato è perseguibile d’ufficio altresì quando sussistano l’ipotesi di cui al II co.
[modifica] Profili sociologici: l’occupazione degli immobili quale momento del conflitto sociale
[modifica] L’occupazione degli immobili in Italia

un vecchio ospedale occupato ,oppure alla carenza di offerte di locazione a prezzi accessibili.
La c.d. crisi degli alloggi, sviluppatasi a più riprese durante il dopoguerra, nasceva infatti da alcuni fattori genericamente ascrivibili al sistema ordinamentale di regolazione delle materie abitative. Se da un lato infatti, vi erano quote rilevanti di cittadinanza che non riuscivano a reperire un adeguato alloggio per le esigenze del proprio nucleo familiare, dall’altra vi erano le reazioni dei proprietari delle case potenzialmente locabili, i quali pativano per loro conto gli effetti di interventi economici (come la “speculazione edilizia” da un lato e l’inflazione dall’altro, che riducevano l’economicità degli investimenti immobiliari), o normativi (come le limitazioni al diritto di rientro nella disponibilità del bene) che insieme ne scoraggiavano la disponibilità, pur virtualmente vantaggiosa, a percepire rendite locatizie.
Sempre meno case (specialmente nelle grandi città) si rendevano disponibili per la locazione e per quelle che lo erano si richiedevano spesso canoni inarrivabili ai ceti meno abbienti. a seguito delle gravi condizioni di vita di alcuni nuclei familiari, costretti a dimore provvisorie ed estemporanee, iniziarono le occupazioni, poi rapidamente diffusesi in tutto il territorio, consistenti nell’accesso forzoso ad unità immobiliari vuote (di solito interi palazzi appena costruiti), in cui stabilire una residenza per tempi congrui.
L’occupazione di case è in genere un reato in molte nazioni, come nel caso italiano, in altre invece dà luogo solo ad eventuali contenziosi civili tra il legittimo proprietario e gli occupanti; stanti le gravi considerazioni di ordine sociale, la legge tendenzialmente consente che simili fattispecie siano da valutarsi con attenzione ai gravi problemi di chi realmente si sia trovato suo malgrado privo di alloggio, limitando il reintegro nel possesso dei legittimi proprietari sia nei modi che nei tempi. Anche considerazioni di ordine pubblico entrano in gioco, nonché valutazioni di ordine etico generale, avendosi ad esempio le proroghe prefettizie degli sfratti di modo da non eseguire tali procedure in periodi di festività o in momenti comunque non opportuni per altri tipi di ragioni.
Le ragioni delle occupazioni non sono però solo causa di effettiva grave necessità abitativa e la locuzione “casa occupata” non si riferisce necessariamente ad unità immobiliari ad uso di abitazione, ma può essere esteso a comprendere edifici di altre categorie che spesso di fatto ospitano centri sociali o altre attività culturali o sociali.

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