Fac simile della formula dell’atto di citazione – occupazione senza titolo

ANCOR PRIMA NEI TERMINI DI CONCILIAZIONE LO IACP ,DOVREBBE DIFFIDARE IN SENO EXTRAGIUDIZIALE E PER MEZZO DELLA LEGGGE REGIONALE IN MATERIA DI CONCESSIONE IN CONVENZIONE DI ALLOGGI PUBBLICI IN ERP ;ANCHE IN MATERIA DI LOCAZIONE IN VESTE DI PRIVATO .IN SEGUITO SE NON AVVIENE CONCILIAZIONE ,SI DIFFIDA IN GIUDIZIO DAL GO.

FAC SIMILE TTO DI CITAZIONE GIUDIZIALE -Formula dell’ atto di citazione giudiziale –
locazioni ad uso abitativo – domanda di rilascio di immobile – contratto orale – occupazione senza titolo-legge di riferimento 431/98 e artt 447 ,447 bis cpc e 650 ,657 del Codice Civile .

Atto di citazione per il rilascio di immobile occupato senza titolo. Formula da utilizzare in caso di stipula di un contratto di locazione ad uso abitativo orale concluso dopo l’entrata in vigore della L. 431/98. In tal caso si instaurerà un giudizio di cognizione con rito ordinario.

TRIBUNALE CIVILE DI x- ATTO DI CITAZIONE

Fac. – SIMILE ATTO DI CITAZIONE RILASCIO IMMOBILE DI PROPRIETA’DELLO I9ACP DI X PER MANCANZA DI TITOLI A SEGUTO DI EMISSIONE DI DECRETO DI DECADENZA .

IL/La SIG / R SIG./A _NOME COGNOME DEL RAPPRESENTANTE DELL’UFFICIO LEGALE DELLO IACP _______________________________ _______________, nata/o a IL

___________, C.F. _______________________ residente in (RESIDENZA DELLO IACP

INTERESSATO)

____________________ (___), Via _________ n.__, CITTA’

elettivamente domiciliata /o presso lo studio LEGALE – AVVOCATURA GENERALE

DELLO STATO , e che la rappresentano e difendono giusta delega a margine del presente atto,

PREMESSO CHE – IN DATA X SI STIPULAVA UN CONTRATTO LOCATIVO E CONVENZIONATO AI SENSI DELLA LEGGE 431/98 E LEGGE REGIONALE N. DELLA REGIONE CUI SI TROVA L’IACP IN QUESTIONE .
AI SENSI DELL’ARTICOLO 32 DEL REGIO DECRETO 1165 /38 ,ARTICOLO 657 DEL CC
SI CHIEDE ALL’ILLUSTRISSIMO TRIBUNALE DI EMETTERE FORMULA DI SFRATTO
NEI CONFRONTI DELL’INQUILINO- NOME COGNOME-RESIDENTE IN X VIA X CITTA’ X ,PER ESSERE INSORTA INADEMPIENZA CONTRATTUALE ,OLTRE ALLA DECADENZA DEI BENEFICI CONCESSI DALLA LEGGE REGIONALE IN MATERIA DI ASSEGNAZIONE DI ALLOGGI POPOLARI COME IN RISULTA DA DECRETO IN
CONCLUSIONI

Voglia l’On.le Tribunale adito, contrariis reiectis, così provvedere:
– accertare e dichiarare la detenzione sine titulo dell’immobile sito in ________________ Via ____________ n. __, Pal. ___, int._ posta in essere dalla sig.r/ Sig/a ___________;
– per l’effetto, condannare la medesima sig.r/a ___________ al rilascio dell’immobile sito in ________________ Via ____________ n. __, Pal. ___, int._ in favore dell’Iacp uff. Legale __________________________previo atto di citazione di sfratto ;

Con vittoria di spese, competenze ed onorari da distrarsi in favore dei procuratori antistatari.
Con riserva di meglio argomentare, dedurre e provare anche alla luce delle avverse difese, ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 183, VI co. c.p.c..
Si offrono in comunicazione, in copia, i seguenti documenti: 1) contratto di locazione stipulato in convenzione attore e Iacp di x ,e comune di x

ALLEGATO 1 – A NOTA A MARGINE DEL PRESENTE ATTO DI CITAZIONE –
Contratto di locazione,e decreto di assegnazione in convenzione pubblica con determina dirigenziale del Comune di x

ALLEGATO 2 -PROSPETTO RIEPILOGATIVO ONERI DI SPESE IN INADEMPIMENTO
CON RICHIESTA ALLA CONDANNA DI RISARCIMENTO SPESE DI GIUDIZIO ,COME REGOLATO DAL ARTICOLO 91 DEL CPC .

ALLEGATO 3 – DENUNCIA IN SENO DI DIFFIDA PENALE CONTRO L’ATTORE IN EPIGRAFE , AI SENSI E PER EFFETTO DELL’ARTICOLO 633 DEL CODICE PENALE .

Ai sensi della L. 488/99 e successive modifiche, si dichiara che la presente controversia avente ad oggetto l’occupazione senza titolo di un immobile è soggetta al contributo unificato pari a € X .
(L’IACP ,NON PAGA LA MESSA IN RUOLO COME DA LEGGE IN MATERIA ).

Data, luogo

Avv. _______________________ UFFICIO LEGALE AVVOCATURA __________________

FAC SIMILE _TRIBUNALE CIVILE DI x- ATTO DI CITAZIONE
FAC – SIMILE ATTO DI CITAZIONE RILASCIO IMMOBILE SUBENTRO PROPRIETARIA DELLA NUDA PROPRIETA’

IL/La sig/r sig/ra ________________________________ _______________, nata a _________________ il ___________, C.F. _______________________ residente in ____________________ (___), Via _________ n.__, elettivamente domiciliata in ________________ preso lo studio degli Avvocati ____________________e
_____________________ che la rappresentano e difendono giusta delega a margine del presente atto,

PREMESSO CHE

– con contratto di compravendita stipulato in ________ dinanzi al Notaio ______________ in data __________, rep.n. ______ e registrato in data ___________ la sig.ra _____________ acquistava la nuda proprietà dell’immobile sito in __________________, Via _________ n. _, Pal._ int._, cedendo contestualmente l’usufrutto della stessa porzione immobiliare alla sig.ra ___________, vita natural durante (doc.1);
– in data 31.10.2006 avveniva in Roma il decesso dell’usufruttuaria sig.ra _________;
– pertanto, stante il decesso della sig.ra ___________ usufruttuaria dell’immobile de quo la sig.ra , già nuda proprietaria, ha acquisito per consolidazione la piena proprietà dell’immobile de quo;
– ad oggi detta porzione immobiliare risulta occupata senza titolo dalla sig.ra _____________ la quale versa agli odierni proprietari la somma di € ____ mensile a titolo di indennità di occupazione;
– con racc. a/r del __________ e con successiva racc. a/r del _______ l’odierna attrice chiedeva alla sig.ra _________________ l’immediato rilascio dell’immobile in questione;
– alla luce di quanto sin qui dedotto, stante il costante rifiuto dell’odierna convenuta di voler liberare l’immobile de quo, non può non riconoscersi all’odierna istante il pacifico e fondato diritto di esperire nei confronti della convenuta azione personale di rilascio dell’immobile in questione per la detenzione sine titulo dalla medesima posta in essere.
Tanto premesso la sig.ra __________, come in epigrafe domiciliati, rappresentata e difesa

CITA

la sig.ra _____________, residente in ______________ Via __________ n. __, Pal. __, int.__; a comparire dinanzi al Tribunale di _______, nota sede, Sezione e Giudice designandi, all’udienza del _________ ore di rito – con invito a costituirsi in giudizio nel termine di venti giorni prima dell’udienza indicata ai sensi e nelle forme stabilite dall’art. 166 c.p.c, e con avvertimento che la costituzione oltre i suddetti termini implica le decadenze di cui agli art. 167 e 38 c.p.c. e che in difetto di costituzione si procederà in loro contumacia ai sensi dell’art. 171 c.p.c – per ivi sentir accogliere le seguenti

CONCLUSIONI

Voglia l’On.le Tribunale adito, contrariis reiectis, così provvedere:
– accertare e dichiarare la detenzione sine titulo dell’immobile sito in ________________ Via ____________ n. __, Pal. ___, int._ posta in essere dalla sig.ra ___________;
– per l’effetto, condannare la medesima sig.ra ___________ al rilascio dell’immobile sito in ________________ Via ____________ n. __, Pal. ___, int._ in favore dell’attrice sig.ra __________________________;
Con vittoria di spese, competenze ed onorari da distrarsi in favore dei procuratori antistatari.
Con riserva di meglio argomentare, dedurre e provare anche alla luce delle avverse difese, ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 183, VI co. c.p.c..
Si offrono in comunicazione, in copia, i seguenti documenti: 1) contratto di compravendita stipulato in ________ dinanzi al Notaio _______________ in data __________, rep.n. _______ e registrato in data ________; 2) racc. a/r del _________ e successiva racc. a/r ___________ nonché quant’altro indicato nell’indice di cui al fascicolo di parte.
Ai sensi della L. 488/99 e successive modifiche, si dichiara che la presente controversia avente ad oggetto l’occupazione senza titolo di un immobile è soggetta al contributo unificato pari a € 103,30.
Data, luogo
Avv. _______________________ Avv. __________________

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3 Risposte to “Fac simile della formula dell’atto di citazione – occupazione senza titolo”

  1. enzuccio62 Says:
    ATTO DI DIFFIDA STRAGIUDIZIALE* (occupazione spazio comune) ATTO DI DIFFIDA STRAGIUDIZIALE PRESIDENTE IACP EX ISTITUTI AUTONOMI CASE POPOLARI II condominio dI X ViA X in persona dell’amministratore in carica DELEGATO UFFICIO LEGALE CON MANDATO ,RAPPRESENTANTE Sig X con SEDE in Via…….. PREMESSO 1 ) che il Signor ………. , proprietario O LOCATARIO di un unità immobiliare sita nel condominio di via… , occupa in modo permanente con svariati oggetti un vano di proprietà comune a tutto il condominio posto al vano solaio dello stabile 2) che tale occupazione è illegittima in quanto tale vano è di proprietà comune del condominio, come risulta dalla scheda catastale, allegata agli atti di compravendita di tutti i condomini 3) che malgrado i solleciti verbali e scritti inoltrati al signor quest’ultimo non ha provveduto a rimuovere le cose di sua proprietà e ciò comporta un notevole pregiudizio a tutti gli altri condomini. Per quanto sopra premesso, DIFFIDA il Signor ……….. a provvedere iallo sgombero immediato di tutti gli oggetti di sua proprietà posti nel vano condominiale, come sopra specificato, , riservandosi di ricorrere nelle più competenti sedi giudiziarie per la tutela dei propri diritti; nel contempo lo INVITA ad astenersi dall’occupare per il futuro anche temporaneamente lo spazio di cui sopra. S I G N I F I C A Che in difetto di riscontro e perdurando l’occupazione senza titolo, lo scrivente si riterrà libero di procedere nelle più opportune sedi giudiziarie per ottenere la liberazione delle suddetta unità immobiliare e l’integrale risarcimento dei danni subiti e subendi. In fede.……, lì firma ATTO DI NOTIFICA EX STRAGIUDIZIALE PRESIDENTE DELLO IACP . L’anno…il mese…il giorno…io sottoscritto Ufficiale Giudiziario addetto all’Ufficio Notifiche presso….a richiesta del sig….. Ho notificato Copia conforme della suestesa comunicazione di esercizio del diritto di prelazione a….residente in…….via……ed ivi mediante consegna di copia a …… L’Ufficiale giudiziario DIFFIDA PRESIDENTE EX IACP DPR 1035/72, art. 18. Rilascio alloggio occupato La competenza alla emanazione del decreto di rilascio di alloggio occupato sine titulo è del Sindaco o del Presidente IACP? Rientra sicuramente tra i compiti del Presidente dell’IACP, ai sensi dell’art. 18, D.P.R. 1035/72, l’emanazione dell’ordine di rilascio di alloggio occupato senza titolo. Invero, l’art. 95 del D.P.R. 24.7.1977 n. 616 e, successivamente in via transitoria, l’art. 55 della Legge 457/78, devolvendo ai Comuni le funzioni amministrative concernenti l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, ha implicitamente escluso (ubi lex noluit, tacuit*) *Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit (LA) (traduzione: “Dove la legge ha voluto ha detto, dove non ha voluto ha taciuto”) la materia inerente la gestione dei predetti alloggi che risulta, tuttora di competenza del Presidente dell’IACP. La diffida all’occupante abusivo ed il conseguente ordine di rilascio ex art. 18 si ricollegano a compiti di gestione del patrimonio abitativo propri dell’Istituto (cfr. giurisprudenza in epigrafe). Quindi, al di là dello specifico trasferimento di competenze previsto all’art. 95 citato non vi è alcun dubbio che restino ferme le istituzionali attribuzioni proprie dell’IACP in materia di amministrazione e conservazione del patrimonio, nel cui ambito deve ricomprendersi l’ordine di rilascio finalizzato a recuperare la disponibilità dell’alloggio occupato sine titulo, cioè in assenza di un provvedimento di assegnazione atto a ricondurre l’azione di rilascio dell’alloggio nell’ambito delle competenze dei Comuni. Peraltro, non risulta vi sia alcuna legge in Campania che disciplini diversamente il riparto di competenze amministrative fra Comune e IACP in materia di edilizia residenziale pubblica. In definitiva, il diniego del Sindaco del Comune ad emanare il decreto di rilascio risulta pienamente legittimo e correttamente motivato.Conseguentemente il Presidente dell’IACP ha l’obbligo di ordinare il rilascio degli alloggi occupati senza titolo, secondo il procedimento previsto dall’art. 18 citato. Va altresì, rilevato che il richiamo all’art. 11, comma 12 del D.P.R. 1035/72, operato dall’IACP in relazione alla richiesta di ordine di rilascio trasmessa al Sindaco, è inconferente in quanto la fattispecie disciplinata dal predetto comma riguarda il decreto di decadenza dell’assegnazione, non certamente il decreto del rilascio per occupazione senza titolo, la cui procedura è retta, si ripete, dall’art. 18 citato.Riferimenti: DPR n. 1035/1972, art. 18; DPR n. 616/1977, art. 95; Legge n. 457/1978, art. 55. Corte Cost. 1.8.1979 n. 100 – Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 18 in relazione ai poteri del Presidente dell’IACP in materia di ordine di rilascio; TAR Sicilia, Sez. Catania 5.4.1982 n. 351; Top Posts (la scorsa settimana 1 marzo 2012) FAC SIMILE DI ATTO DI DIFFIDA STRAGIUDIZIALE -E DIFFIDA PRESIDENTE IACP- 265 visite sul mio sito Fac simile della formula dell’atto di citazione – occupazione senza titolo TOTALE n. 567 visite Più ricercatiatto di diffida stragiudiziale, occupazione abusiva capannoni industriali, diffida stragiudiziale, sentenza tar ordinanza decadenza alloggio per morosita, come impugnare sentenza opposizione a decreto di rilascio di alloggio ex Iacp VISITE PIU’ RICERCATE SUL MIO SITO diffida iacp 540 visite Stats for February 27, 2012, 4:58 pm« Return to Stats Il parametro nei giudizi di legittimità costituzionale in via principale tra ius superveniens e principio di continuità dell’ordinamento giuridico (Dottorando di ricerca in Diritto costituzionale e diritto pubblico generale presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università la Sapienza di Roma) Ius superveniens: il diritto sopravveniente è applicabile, con efficacia retroattiva. Spesso si attribuisce all’espressione un significato negativo.diritto sopravvenuto A seguito dell’entrata in vigore delle leggi costituzionali (nn. 1/1999 e 3/2001) di riforma del Titolo V della Costituzione sono sorti -specie con riferimento alle controversie costituzionali che in qualche modo riguardano il riparto delle competenze normative e amministrative tra Stato e Regioni- notevoli problemi di diritto intertemporale, la soluzione dei quali non è affatto agevole, anche a causa della mancata inclusione nelle leggi suddette di disposizioni “finali e transitorie”. Per i giudizi in via d’azione, ad esempio, ed in particolare per quelli promossi dalle Regioni avverso leggi statali prima della riforma costituzionale e tuttora pendenti dinanzi alla Corte, ci si chiede se debbano essere decisi assumendo come parametro le disposizioni costituzionali nel testo vigente al momento della presentazione dei ricorsi o, al contrario, quelle risultanti dalle nuove formulazioni volute dal legislatore costituzionale del 1999 e del 2001. L’interrogativo sembra trovare una prima risposta in due recenti pronunce della Corte costituzionale: si tratta delle sentt. nn. 376 (Pres. Ruperto; rel. Onida, depositata il 23 luglio 2002) e 422 (Pres. Ruperto; rel. Zagrebelsky, depositata il 18 ottobre 2002). Nel primo caso la Corte ha dichiarato la non fondatezza della questioni di legittimità costituzionale dell’art 1, commi 1, 2, 3 e 4, lettera a, della legge 254 novembre 2000, n. 340 (recante disposizioni per la delegificazione di norme e per la semplificazione di procedimenti amministrativi – legge di semplificazione 1999), che, secondo le Regioni ricorrenti (Liguria ed Emilia-Romagna), si porrebbe in contrasto con l’art. 117 della Costituzione (nel testo originario), poiché consente l’emanazione di regolamenti statali di delegificazione in materie e procedimenti di competenza della legge regionale, la quale è invece assoggettata soltanto ai limiti dei principi fondamentali che si traggono da leggi, e non anche da regolamenti dello Stato, ancorché cedevoli rispetto agli atti legislativi regionali sopravvenuti. La sola Regione Liguria, inoltre, solleva la questione di legittimità anche dell’art. 6 della predetta legge 340 del 2000, che introducendo nel capo IV del d.lgs. 112/98 (Conferimenti ai comuni e sportello unico per le attività produttive) l’art. 27 bis (Misure organizzative per lo sportello unico delle imprese), avrebbe di fatto esautorato, a favore dei Comuni, le competenze amministrative della Regione (e degli altri enti locali) in materia di insediamenti produttivi. Le norme impugnate, nella prospettiva assunta dalle ricorrenti, confliggerebbero anche (rectius: ancor più) con il nuovo regime delle autonomie risultante dalle leggi di revisione costituzionale, ferma restando la necessità di verificare se in alcuni casi, più che illegittimità sopravvenuta, non si sia prodotta abrogazione per incompatibilità (cfr. Punto 4.1 del Ritenuto in fatto). La Corte, tuttavia, tenta di sgombrare il campo da tutte queste incertezze affermando che la questione va decisa, in base al principio tempus regit actum, avendo riguardo “esclusivamente alle disposizioni costituzionali nel testo anteriore alla riforma”, mentre “l’eventuale incidenza delle nuove norme costituzionali” sul riparto delle competenze tra Stato e Regioni, potrebbe dar luogo unicamente “a nuove e diverse possibilità di intervento legislativo della Regione o dello Stato, senza che però venga meno, in forza del principio di continuità, l’efficacia della normativa preesistente conforme al quadro costituzionale in vigore all’epoca della sua emanazione” (cfr. Punto 4 e 8 del Considerato in diritto). L’orientamento della Consulta viene ribadito, in modo -per così dire- più deciso, nella recentissima sentenza n. 422 del 2002, con la quale si è dichiarata l’infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 8, comma 3, della legge 23 marzo del 2001, n. 93 (Disposizioni in campo ambientale), norma ritenuta dalla ricorrente Regione Abruzzo lesiva delle proprie competenze in merito al procedimento istitutivo del Parco nazionale “Costa teatina”. I giudici costituzionali, senza peraltro citare la sentenza di cui si è dato conto precedentemente, affermano nuovamente che la questione, sollevata anteriormente all’entrata in vigore della legge costituzionale 3/2001 con riferimento alle norme costituzionali allora vigenti, deve essere decisa sulla base di queste ultime e che, in caso di rigetto, il principio della necessaria continuità dell’ordinamento giuridico determina la vigenza della norma impugnata anche al di là dell’entrata in vigore della legge di revisione costituzionale. L’ambito delle competenze determinate dalla nuova normativa costituzionale, d’altro canto, non sarebbe in alcun modo pregiudicato, perché esso potrà comunque essere fatto valere dallo Stato e dalle Regioni attraverso nuovi atti di esercizio delle competenze medesime, con i quali “possono prendere ciò che la Costituzione da loro, senza necessità di rimuovere previamente alcun impedimento normativo”. Alla luce delle considerazioni sin qui svolte, la Corte conclude il proprio iter argomentativo stabilendo che le norme costituzionali che definiscono le competenze statali e regionali, contenute nel nuovo Titolo V della Parte II della Costituzione, potranno costituire parametro nei giudizi in via d’azione, “di norma” (corsivo nostro), solo con riferimento agli atti di esercizio delle rispettive potestà legislative “successivi” alla loro “nuova definizione costituzionale” (Punto 2 del Considerato in diritto). Conclusivamente, la soluzione adottata dalla Corte nelle fattispecie in esame aggiunge un nuovo tassello utile a definire la vicenda dei giudizi pendenti dinanzi ad essa dopo la riforma costituzionale del Titolo V, che si compone anche, come è noto, di precedenti decisioni che hanno dichiarato l’improcedibilità dei ricorsi statali contro leggi regionali (ad es. sent. n. 17/2002) e la restituzione degli atti al giudice a quo nei giudizi incidentali (da ultimo, ordd. nn. 96, 166 e 339 del 2002). (31/10/2002) Attività | Organizzazione | Link | Redazione web e cont@tti Dibattiti | Cronache | Dossier | Materiali | Novità editoriali | tratto http://www.google.it/taeg /case popolari LE IMMISSIONI Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L’invito alla conciliazione sulla problematica delle immissioni di rumore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Raccomandata per invito alla conciliazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Domanda di conciliazione ex art. 322 c.p.c.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Immissione di rumore ed azione negatoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 844 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . Azione negatoria e tutela del diritto alla salute. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 844 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . Le immissioni intollerabili e l’indennizzo previsto in ragione del con- ` temperamento delle ragioni della produzione e della proprieta . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 844 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso la richiesta di indennizzo . . Provvedimento d’urgenza contro le immissioni di rumori molesti . . . . . Ricorso ex art. 700 c.p.c.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Denunzia-querela ex art. 388, c. 2 c.p. (mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Provvedimento d’urgenza contro le immissioni prodotte da animali . . Ricorso ex art. 700 c.p.c.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso ricorso. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Azione di manutenzione ed immissioni illecite. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ricorso per manutenzione nel possesso ex art. 700 c.p.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . Azione di denunzia di nuova opera ed immissioni illecite. . . . . . . . . . . . . . . . . Ricorso per denuncia di nuova opera. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Azione di denunzia di danno temuto ed immissioni illecite . . . . . . . . . . . . . . Ricorso per denuncia di danno temuto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1 GLI ATTI DI EMULAZIONE Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10 Invito alla conciliazione sulla problematica delle telecamere instal- late a fini emulativi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Raccomandata per invito alla conciliazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Domanda di conciliazione ex art. 322 c.p.c.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11 Atti di emulazione ed illecita chiusura di luci presenti sul muro del vicino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 833 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . ` 12 Atti di emulazione e servitu di passaggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 833 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . La sentenza: Cass. Civ., Sez. II, 13 aprile 2001, n. 5564 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13 Condotta emulativa e lesione del diritto di veduta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 833 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . III LA VIOLAZIONE DELLE DISTANZE PER LE OPERE PERICOLOSE O NOCIVE Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 Tutela per il mancato rispetto delle distanze per la posa di tubi . . . . . . . Atto di citazione ex art. 889 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . 15 Azione di manutenzione e violazione delle distanze circa la posa di tubi del gas. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ricorso per manutenzione nel possesso ex art. 703 c.p.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16 Tutela per il mancato rispetto delle distanze per le fabbriche . . . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 890 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . IV LA VIOLAZIONE DELLA DISCIPLINA DELLE DISTANZE TRA LE COSTRU- ZIONI Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17 Violazione delle distanze tra le costruzioni. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 873 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . 18 Azione di manutenzione e violazione delle distanze tra le costruzioni Ricorso per manutenzione nel possesso. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Memoria di costituzione avverso ricorso ex art. 1170 c.c.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . La sentenza: Corte Cass., Sez. Un., 12 novembre 1994, n. 9871 . . . . . . . . . . V LA COMUNIONE DEL MURO SUL CONFINE Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ` 19 Accertamento della proprieta esclusiva del muro divisorio . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 881 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . 20 Azione di manutenzione e violazione delle norme concernenti la costruzione in aderenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ricorso per manutenzione nel possesso ex art. 703 c.p.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . Memoria di costituzione avverso ricorso ex art. 1170 c.c.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21 Costituzione della comunione forzosa del muro sul confine . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 874 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . VI LA VIOLAZIONE DELLE NORME RIGUARDANTI LA POSA DI ALBERI E PIANTAGIONI PRESSO IL CONFINE Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22 Violazione delle distanze circa la posa di siepi ed azione negatoria . . . Atto di citazione ex art. 892 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . 23 Azione di manutenzione e recisione di rami protesi sul fondo del vicino. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ricorso per manutenzione nel possesso ex art. 703 c.p.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . Memoria di costituzione avverso ricorso ex art. 1170 c.c.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . VII LA VIOLAZIONE DELLE NORME CHE DISCIPLINANO L’APERTURA DI LUCI E VEDUTE TRA IMMOBILI CONFINANTI Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 Azione di manutenzione e apertura di luce irregolare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ricorso per manutenzione nel possesso ex art. 703 c.p.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . Memoria di costituzione avverso ricorso ex art. 1170 c.c.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25 Atto di citazione per la chiusura di una veduta illecita. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 905 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . 26 Atto di citazione per la demolizione di una costruzione illecita . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 907 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . 27 Atto di citazione per la chiusura di una veduta illecita su muro co- mune . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 903, c. 2 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . VIII LE ACQUE PRIVATE NEI RAPPORTI DI VICINATO Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ` 28 Atto di citazione per aver reso piu gravoso lo scolo delle acque . . . . . . . Atto di citazione ex art. 913 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29 Provvedimento d’urgenza per la riparazione di sponde ed argini . . . . . . . Ricorso ex art. 700 c.p.c.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso ricorso. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30 Atto di citazione per la violazione delle norme riguardanti lo scarico delle acque piovane . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 908 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . La sentenza: Cass. Civ., sez. II, 28 marzo 2007, n. 7576. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ` IX LE SERVITU PREDIALI Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31 Atto di citazione per far accertare l’inesistenza di diritti altrui sul proprio fondo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 949 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . ` 32 Atto di citazione per l’accertamento dell’esistenza della servitu di scolo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 1079 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . 33 Provvedimento d’urgenza anticipatorio di una sentenza costitutiva di servitu di passaggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ricorso ex art. 700 c.p.c.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Memoria di costituzione e risposta avverso ricorso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . La sentenza: Cass. Civ., sez. II, 25 febbraio 2008, n. 4794 . . . . . . . . . . . . . . . . . . ` 34 Atto di citazione per illecito aggravamento di servitu . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione ex art. 1067 c.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . X LE FATTISPECIE DELLA DENUNCIA DI NUOVA OPERA E DI DANNO TE- MUTO Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35 Azione cautelare in materia di denunzia di nuova opera ed immissioni illecite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ricorso per denuncia di nuova opera. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione in riassunzione del giudizio di merito dopo la denuncia di nuova opera . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36 Azione di denunzia di danno temuto per la mancata manutenzione di immobile. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ricorso per denuncia di danno temuto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Decreto di fissazione dell’udienza di comparizione delle parti . . . . . . . . . . . . . Atto di precetto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Denunzia-querela ex art. 388, c. 2 c.p. per mancata esecuzione dolosa del provvedimento del giudice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Istanza ex art. 669-duodecies c.p.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37 Azione cautelare in materia di danno temuto per mancata manuten- zione degli argini di un fiume . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ricorso per denuncia di danno temuto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Decreto di fissazione dell’udienza di comparizione delle parti . . . . . . . . . . . . . Memoria di costituzione e risposta avverso ricorso ex art. 1172 c.c. . . . . . XI LE LITI IN AMBITO CONDOMINIALE Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione per illecita trasformazione di un balcone in una veranda coperta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . 39 Atto di citazione per illecita costruzione di una mansarda all’ultimo piano del condominio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . 40 Azione di manutenzione ed illecito parcheggio sul cortile condomi- niale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ricorso per manutenzione nel possesso ex art. 703 c.p.c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . Memoria di costituzione avverso ricorso ex art. 1170 c.c.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41 Atto di citazione per l’accertamento di parti comuni condominiali. . . . . Atto di citazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . La sentenza: Cass. civ., Sez II, 9 novembre 1998, n. 11260 . . . . . . . . . . . . . . . . 42 Atto di citazione per l’installazione della propria antenna parabolica sul balcone di un altro condomino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Atto di citazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Comparsa di costituzione e risposta avverso atto di citazione . . . . . . . . . . . . . *Regione Siciliana – allegato del D.P.R. n° 1035/72 Norme per l’assegnazione e la revoca nonché per la determinazione e la revisione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica Regione Siciliana Decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035 (in Gazz. Uff., 3 marzo, n. 58). Norme per l’assegnazione e la revoca nonchè per la determinazione e la revisione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Preambolo Il Presidente della Repubblica: Visto l’art. 87, comma quarto, della Costituzione; Vista la legge 22 ottobre 1971, n. 865, concernente programmi e coordinamento dell’edilizia residenziale pubblica, che all’art. 8 conferisce delega al Governo per l’emanazione di norme sulla riorganizzazione delle amministrazioni degli enti pubblici operanti nel settore edilizio, sul riordinamento dei criteri di assegnazione degli alloggi di edilizia economica e popolare, dei canoni e delle quote di riscatto; Udito il parere della Commissione parlamentare; Sentito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del Ministro per i lavori pubblici, di concerto con i Ministri per la grazia e giustizia, per il tesoro e per il lavoro e la previdenza sociale; Decreta: Art. 1. L’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica viene effettuata secondo le norme del presente decreto. Sono considerati alloggi di edilizia residenziale pubblica gli alloggi costruiti o da costruirsi da parte di enti pubblici a totale carico o con il concorso o con il contributo dello Stato con esclusione degli alloggi costruiti o da costruirsi in attuazione di programmi di edilizia convenzionata e agevolata. Sono escluse altresì dall’applicazione delle norme del presente decreto le assegnazioni relative a costruzioni a carattere provvisorio o comunque destinate al ricovero temporaneo delle famiglie rimaste senza tetto a seguito di eventi calamitosi, nonchè agli alloggi costruiti o da costruirsi dalle cooperative edilizie, agli alloggi realizzati da imprese od enti per il proprio personale ed a quelli destinati a dipendenti di Amministrazioni statali per esigenze di servizio. Art. 2. Può conseguire l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica: a) chi abbia la cittadinanza italiana, salvo che sia riconosciuta anche al cittadino straniero la facoltà di concorrere all’assegnazione; b) chi abbia la residenza ovvero presti la propria attività lavorativa nel comune in cui si trovano gli alloggi o, per quelli compresi in un programma comprensoriale, in uno dei comuni del comprensorio, salvo che gli alloggi da assegnare siano stati costruiti in relazione a nuovi insediamenti industriali o che si tratti di lavoratore emigrato all’estero, il quale ha facoltà di concorrere in un solo comune da indicare, entro il 31 gennaio di ogni anno, in una dichiarazione raccolta da una rappresentanza consolare, che rilascerà un certificato da allegare alla domanda; c) chi non sia titolare del diritto di proprietà, di usufrutto, di uso o di abitazione nello stesso comune o, per gli alloggi compresi in un programma comprensoriale, in uno dei comuni del comprensorio su di un alloggio adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare, ovvero in qualsiasi località di uno o più alloggi che, dedotte le spese nella misura del 25%, consentano un reddito annuo superiore a L. 400.000; d) chi non abbia ottenuto l’assegnazione in proprietà o con patto di futura vendita di un alloggio costruito a totale carico o con il concorso o con il contributo o con il finanziamento agevolato in qualunque forma concessi dello Stato o di altro ente pubblico; e) chi fruisca di un reddito annuo complessivo, per il nucleo familiare, non superiore a L. 4.000.000. Ai fini del requisito di cui alla prima parte della lettera c) del precedente comma, è da considerarsi adeguato l’alloggio composto da un numero di vani, esclusi gli accessori, pari a quello dei componenti il nucleo familiare del concorrente e, comunque, non inferiore a due e non superiore a cinque, e che non sia stato dichiarato igienicamente inidoneo dall’autorità competente. Ai fini del presente decreto si intende per nucleo familiare la famiglia costituita dal capo famiglia, dal coniuge e dai figli legittimi, naturali riconosciuti e adottivi e dagli affiliati, con lui conviventi. Fanno parte, altresì, del nucleo familiare gli ascendenti, i discendenti, i collaterali fino al terzo grado e gli affini fino al secondo grado, purchè stabilmente conviventi con il concorrente da almeno due anni alla data della pubblicazione del bando nella sede dell’istituto. I collaterali e gli affini debbono essere inoltre a carico del concorrente. I requisiti per concorrere all’assegnazione degli alloggi debbono essere posseduti alla data della pubblicazione del bando nella sede dell’Istituto. I requisiti indicati nella lettera c) e d) del primo comma debbono sussistere anche in favore dei componenti il nucleo familiare del concorrente. Ogni tre anni, a decorrere dalla data dell’entrata in vigore del presente decreto, le Regioni provvedono ad adeguare i limiti di reddito di cui alle lettere c) ed e) del primo comma in base all’indice del costo della vita risultante dalle rilevazioni dell’Istituto centrale di statistica relative all’anno precedente, con riferimento alla capacità economica media degli abitanti determinata in base a rilevazioni di carattere ufficiale. Art. 3. All’assegnazione degli alloggi salvo quanto disposto dall’ultimo comma dell’art. 10 si provvede mediante pubblico concorso indetto dall’istituto autonomo per le case popolari competente per territorio. L’istituto indice il concorso per singoli comuni o per comprensori di comuni. Il bando di concorso è pubblicato mediante affissione di manifesti nella sede dell’Istituto in un luogo aperto al pubblico, nell’albo pretorio e nella sede di decentramento comunale del comune o dei comuni in cui si trovano gli alloggi. Le Regioni possono stabilire ulteriori forme di pubblicità del bando. Per l’assegnazione di alloggi destinati a particolari categorie possono adottarsi, in aggiunta a quelle previste, altre forme di pubblicità. Il bando di concorso deve indicare: a) il luogo in cui si trovano gli alloggi da assegnare e la forma di assegnazione in locazione o in proprietà; b) i requisiti di carattere generale prescritti dall’art. 2 nonchè gli eventuali altri requisiti che potranno essere stabiliti nei programmi di intervento; c) la misura provvisoria del canone di locazione o della quota di ammortamento, con l’avvertenza che la misura definitiva sarà stabilita all’atto dell’assegnazione; d) il termine non inferiore a 60 giorni per la presentazione della domanda; e) i documenti da allegare alla domanda, tenendo anche conto della particolare situazione dei lavoratori emigrati all’estero. Per i lavoratori emigrati all’estero il termine per la presentazione della domanda è prorogato di sessanta giorni per i residenti nell’area europea e di novanta giorni per i residenti nei Paesi extra europei. Art. 4. La domanda, redatta su apposito modulo fornito dall’Istituto autonomo per le case popolari, che può essere ritirato anche presso la sede del Comune e le sue sedi decentrate, deve indicare: a) la cittadinanza nonchè la residenza del concorrente o il luogo in cui lo stesso presta la propria attività lavorativa; b) la composizione del nucleo familiare; c) l’ubicazione e la consistenza dell’alloggio occupato; d) il reddito complessivo del nucleo familiare; e) il luogo ed il tipo di lavoro del concorrente e degli altri componenti il nucleo familiare; f) ogni altro elemento utile ai fini della valutazione del bisogno di alloggio; g) il luogo in cui dovranno farsi al concorrente tutte le comunicazioni relative al concorso. Alla domanda debbono essere allegati i documenti indicati nel bando. Il concorrente deve dichiarare che sussistono, in favore di lui e dei componenti il suo nucleo familiare, i requisiti di cui alle lettere c), d) ed e) dell’art. 2. Per la partecipazione a concorsi riservati a particolari categorie debbono essere indicati altresì gli elementi idonei a dimostrare l’appartenenza del concorrente alla categoria. La dichiarazione mendace è punita ai sensi della legge penale. Sono esclusi dal concorso i concorrenti che abbiano presentato la domanda dopo la scadenza del termine fissato nel bando. Art. 5. L’Istituto autonomo per le case popolari procede alla istruttoria delle domande. A tale fine può avvalersi degli organi dell’amministrazione dello Stato e degli enti locali e richiedere agli interessati i documenti eventualmente occorrenti per comprovare la situazione denunciata nella domanda, fissando all’uopo un termine perentorio non inferiore a quindici e non superiore a trenta giorni. Per i lavoratori emigrati all’estero il termine massimo per la presentazione dei documenti è prorogato di ulteriori sessanta giorni. Le domande con i punteggi a ciascuna attribuiti in via provvisoria e con la documentazione acquisita sono trasmesse, entro tre mesi dalla scadenza del termine fissato nel bando, alla commissione di cui all’art. 6 per la formazione della graduatoria. Art. 6. La graduatoria è formata da una commissione istituita presso l’Istituto autonomo per le case popolari che ha indetto il concorso e nominata dal Presidente della Giunta regionale. La commissione è presieduta da un magistrato con qualifica non inferiore a magistrato di appello, designato dal Presidente del tribunale nel cui circondario è compresa la sede dell’istituto, ed è composta: a) dal sindaco del comune su cui sorgono gli alloggi o da un suo delegato; b) dal presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari o da un suo delegato; c) dal direttore dell’Ufficio provinciale del lavoro o da un suo delegato; d) da un funzionario della Regione designato dal Presidente della Giunta regionale; e) da tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti più rappresentative su base regionale, designati dalle rispettive organizzazioni; f) da due rappresentanti delle organizzazioni degli assegnatari di alloggi popolari più rappresentative su base regionale, designati dalle rispettive organizzazioni; g) da un rappresentante delle organizzazioni dei lavoratori autonomi scelto in una terna proposta dalle organizzazioni più rappresentative a carattere regionale. La commissione elegge nel proprio seno il vice presidente. Il Presidente della Giunta regionale, tenuto conto del numero degli alloggi da assegnare, può nominare, in luogo di un’unica commissione, più commissioni, composte a norma del secondo comma, aventi ciascuna competenza su parte del territorio della provincia. Per la validità delle deliberazioni è sufficiente la partecipazione di metà più uno dei componenti la commissione. In caso di parità di voti prevale il voto del presidente. Il presidente e gli altri componenti designati durano in carica tre anni e possono essere confermati. La segreteria è formata da dipendenti dell’Istituto autonomo per le case popolari. Tra essi la commissione sceglie il segretario. Per i compensi da attribuire ai componenti della commissione si osservano le disposizioni vigenti per il personale statale. L’onere finanziario per il funzionamento della commissione è a carico dell’Istituto autonomo per le case popolari. Art. 7. I punteggi da attribuire ai concorrenti sono stabiliti come segue: 1) richiedenti che abitino con il proprio nucleo familiare da almeno due anni alla data del bando: a) in baracche, stalle, grotte e caverne, sotterranei, centri di raccolta, dormitori pubblici o comunque in ogni altro locale procurato a titolo precario dagli organi preposti all’assistenza pubblica o in altri locali impropriamente adibiti ad abitazione e privi di servizi igienici propri regolamentari, quali soffitte, bassi e simili: punti 4; b) in uno stesso alloggio con altro o più nuclei familiari, ciascuno composto da almeno due unità: legati da vincoli di parentela o di affinità entro il quarto grado: punti 1; non legati da vincoli di parentela o di affinità: punti 2. La condizione del biennio non è richiesta quando si tratti di sistemazione derivante da abbandono di alloggi a seguito di calamità o di imminente pericolo di crollo riconosciuto dall’autorità competente; 2) richiedenti che debbano abbandonare l’alloggio a seguito di ordinanze di sgombero emesse dall’autorità competente non oltre tre anni prima dalla data del bando: punti 2; 3) richiedenti che debbano abbandonare l’alloggio per motivi di pubblica utilità risultanti da provvedimenti emessi dall’autorità competente o per esigenze di risanamento edilizio accertate dall’autorità comunale non oltre tre anni prima della data del bando: punti 3; 4) richiedenti che abitino alla data del bando col proprio nucleo familiare: a) in alloggio superaffollato: da 2 a 3 persone a vano utile: punti 2; oltre 3 persone a vano utile: punti 3; oltre 4 persone a vano utile: punti 4; b) in alloggio antigienico, ritenendosi tale quello privo di servizi igienici o che presenti umidità permanente dovuta a capillarità, condensa o idroscopicità, ineliminabili con normali interventi manutentivi, da certificarsi dall’autorità competente: punti 2; c) che siano costretti a vivere separati dal proprio nucleo familiare, in quanto nel comune sede di lavoro, distante oltre 8 ore con gli ordinari mezzi di trasporto dal comune di residenza della famiglia, non dispongono di alloggio idoneo: punti 3; 5) richiedenti il cui nucleo familiare sia composto da: 3 unità: punti 1; 4 unità: punti 2; 5 unità: punti 3; 6 unità: punti 4; 7 unità: punti 5; 8 unità e oltre: punti 6; 6) richiedenti il cui reddito familiare complessivo mensile, al netto degli oneri fiscali e contributivi, risulti: non superiore a L. 100.000: punti 5; da L. 100.001 a L. 150.000: punti 4; da L. 150.001 a L. 200.000: punti 3; 7) richiedenti che abitino in un alloggio il cui canone, quale risulta dal contratto di locazione registrato, incida in misura non inferiore al venticinque per cento sulla capacità economica media determinata ai sensi del terzo comma del successivo art. 19: punti 2; 8) richiedenti grandi invalidi civili e militari o profughi dalla Libia che non svolgano alcuna attività lavorativa: punti 2; 9) richiedenti che siano lavoratori dipendenti emigrati all’estero: punti 3: 10) richiedenti che abitino in alloggio che debba essere abbandonato a seguito di ordinanza o sentenza esecutiva di sfratto che non sia stato intimato per inadempienza contrattuale o per immoralità: punti 3. Non sono cumulabili i punteggi di uno stesso paragrafo, nonchè, tra loro, quello di cui ai punti 2), 3), 4), lettere b) e c) e 8). Sono invece cumulabili fra loro e con i precedenti i punteggi di cui ai punti 1), lettera b), 4), lettera a), 5), 6), 7), 9) e 10). Art. 8. La commissione, entro trenta giorni dal ricevimento degli atti e dei documenti del concorso, forma la graduatoria provvisoria. Entro quindici giorni dalla sua formazione, la graduatoria, con l’indicazione del punteggio conseguito da ciascun concorrente nonchè dei modi e dei termini per l’opposizione, è pubblicato sul Foglio degli annunzi legali della provincia ed affissa, per quindici giorni consecutivi, nell’albo pretorio del comune o dei comuni in cui si trovano gli alloggi e nella sede dell’Istituto autonomo per le case popolari in un luogo aperto al pubblico. Ai lavoratori emigrati all’estero è data notizia della avvenuta pubblicazione della graduatoria a mezzo del servizio postale. Entro trenta giorni dalla pubblicazione della graduatoria nel Foglio degli annunzi legali e, per i lavoratori emigrati all’estero, dalla ricezione della comunicazione di cui al comma precedente, gli interessati possono presentare opposizione, in carta semplice, alla commissione, che provvede sulla base dei documenti già acquisiti o allegati al ricorso, entro trenta giorni dalla scadenza del termine stabilito per la presentazione delle opposizioni. Non sono valutabili, ai fini della determinazione del punteggio dell’opponente, i documenti che egli avrebbe potuto presentare nel termine all’uopo fissatogli dall’Istituto autonomo per le case popolari. Esaurito l’esame delle opposizioni, la commissione formula la graduatoria definitiva, previa effettuazione dei sorteggi a mezzo di notaio, tra i concorrenti che abbiano conseguito lo stesso punteggio. La graduatoria è pubblicata con le stesse formalità stabilite per la graduatoria provvisoria e costituisce provvedimento definitivo. Art. 9. Per gli alloggi destinati alla generalità dei lavoratori e da assegnare in locazione semplice, l’Istituto autonomo per le case popolari competente per territorio provvede alla pubblicazione dei bandi di concorso generali per singoli comuni o per comprensori di comuni, ai fini della formazione di un’unica graduatoria degli aventi titolo all’alloggio, da valere per l’assegnazione di tutti gli alloggi che saranno ultimati nel periodo di efficacia della graduatoria stessa. Gli alloggi sono assegnati secondo l’ordine stabilito nella graduatoria definitiva che, a tali effetti, conserva la sua efficacia per un anno e, comunque, fino a quando non venga aggiornata nei modi previsti nei successivi commi. La commissione provvede, entro il 31 dicembre di ogni anno, all’aggiornamento della graduatoria mediante l’esame delle domande di assegnazione dei nuovi aspiranti e delle richieste di revisione dei punteggi di coloro che sono già collocati in graduatoria, pervenute all’Istituto autonomo per le case popolari entro il 30 giugno e, per i lavoratori emigrati all’estero, entro il 31 agosto, di ciascun anno. A tal fine l’istituto, entro il 31 marzo di ogni anno, provvede alla pubblicazione di bandi integrativi. Per la formazione e l’approvazione della nuova graduatoria generale si osservano le disposizioni generali previste negli articoli precedenti. Gli aspiranti appartenenti a categorie per le quali siano previsti specifici interventi sono collocati di ufficio nella graduatoria speciale con lo stesso punteggio ottenuto nella graduatoria generale. Le graduatorie, formate ai sensi del presente articolo valgono anche per l’assegnazione degli alloggi che si renderanno disponibili. Art. 10. In deroga ai programmi di intervento già approvati, la Regione, su proposta dell’Istituto autonomo per le case popolari, può riservare un’aliquota degli alloggi compresi in detti programmi e non superiore al 15% al fine di provvedere alla sistemazione abitativa di nuclei familiari in dipendenza di sopraggiunte necessità di pubblica utilità. Allo stesso fine la riserva può essere disposta, anche in misura eccedente il 15%, per lo sgombero degli stabili di proprietà dello Stato, dei comuni, della provincia e degli istituti autonomi per le case popolari, destinati alla demolizione ed alla ristrutturazione sia per esigenze urbanistiche sia per necessità di risanamento edilizio. Nel caso in cui si verifichino pubbliche calamità nel territorio in cui si trovano gli alloggi messi a concorso, l’Istituto autonomo per le case popolari può disporre la sospensione del concorso e la riapertura dei termini per la presentazione delle domande da parte di coloro che siano rimasti privi di alloggio in conseguenza delle calamità stesse, prescindendosi nei loro confronti dai requisiti particolari previsti nei programmi di intervento. Nel caso in cui la quota di alloggi riservata non dovesse essere utilizzata in tutto o in parte per i fini previsti, gli alloggi verranno assegnati agli aventi diritto utilmente collocati nella graduatoria e nei limiti di efficacia di questa stabiliti dal precedente art. 9. Qualora in base ai programmi approvati risultino esattamente individuati i beneficiari degli alloggi, l’accertamento dei requisiti viene disposto d’ufficio dal competente Istituto autonomo per le case popolari, il quale, dopo aver provveduto all’istruttoria a norma del primo comma dell’art. 5, trasmette gli atti e i documenti alla commissione per la formazione della graduatoria. Art. 11. L’assegnazione in locazione semplice degli alloggi aventi diritto in base alla graduatoria definitiva è effettuata dal presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari, tenendo conto del numero dei vani di ciascun alloggio e della consistenza del nucleo familiare dell’assegnatario. Non può essere assegnato un alloggio con un numero di vani abitabili superiore al numero dei componenti il nucleo familiare dell’assegnatario aumentato di uno. L’Istituto autonomo per le case popolari comunica l’assegnazione agli aventi diritto con lettera raccomandata, fissando il giorno e il luogo per la scelta dell’alloggio. La scelta degli alloggi, nell’ambito di quelli da assegnare, è compiuta dagli assegnatari secondo l’ordine di precedenza stabilito dalla graduatoria. La scelta dell’alloggio deve essere effettuata dall’assegnatario o da persona all’uopo delegata. In caso di mancata presentazione l’assegnatario decade dal diritto di scelta, salvo che la mancata presentazione non sia dovuta a grave impedimento da documentarsi dall’interessato. I concorrenti utilmente collocati in graduatoria possono rinunciare all’alloggio ad essi assegnato nel caso in cui questo non sia adeguato alla composizione del loro nucleo familiare. In tal caso essi non perdono il diritto alle future assegnazioni di alloggi, in relazione alle rispettive posizioni nella graduatoria, quali risulteranno anche in seguito all’aggiornamento annuale della stessa. Gli assegnatari, prima della consegna degli alloggi, debbono presentarsi nella sede dell’Istituto autonomo per le case popolari, nel giorno indicato con lettera raccomandata, per la sottoscrizione del contratto, salvo il caso di giustificato impedimento. Dopo la stipulazione del contratto, l’Istituto autonomo per le case popolari procede alla consegna dell’alloggio all’interessato o a persona da lui delegata. L’alloggio deve essere stabilmente occupato dall’assegnatario entro trenta giorni e, se si tratti di lavoratore emigrato all’estero, entro sessanta giorni dalla consegna, salvo proroga da concedersi dall’Istituto autonomo per le case popolari a seguito di motivata istanza. L’inosservanza dell’onere di cui sopra comporta la decadenza dell’assegnazione. La dichiarazione di decadenza previa comunicazione all’assegnatario, mediante lettera raccomandata, del fatto che può giustificarla, con la fissazione di un termine non inferiore a dieci e non superiore a quindici giorni per la presentazione di deduzioni scritte e di documenti è pronunciata dal presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari con decreto e comporta la risoluzione di diritto del contratto. I termini suindicati sono raddoppiati se si tratti di lavoratori emigrati all’estero. Il decreto del presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari che deve contenere il termine per il rilascio non superiore a sessanta giorni costituisce titolo esecutivo nei confronti dell’assegnatario e di chiunque occupi l’alloggio e non è soggetto a graduazioni o proroghe. Contro il decreto del presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari, l’interessato può proporre ricorso al pretore del luogo nel cui mandamento è situato l’alloggio, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla notificazione del decreto stesso. Il pretore adito ha facoltà di sospendere l’esecuzione del decreto. Il provvedimento di sospensione può essere dato dal pretore con decreto in calce al ricorso. Art. 12. In caso di decesso del concorrente, hanno diritto all’eventuale assegnazione dell’alloggio, purchè conviventi con l’aspirante assegnatario al momento della sua morte e inclusi nel nucleo familiare denunciato nella domanda, nell’ordine, il coniuge superstite, i figli legittimi, naturali riconosciuti, i figli adottivi, gli affiliati e gli ascendenti di primo grado. Art. 13. Gli istituti autonomi per le case popolari possono effettuare cambi di alloggio tra inquilini, su richiesta degli interessati, sempre che le istanze siano motivate: a) da variazioni in aumento o in diminuzione del nucleo familiare; b) da esigenze di avvicinamento al posto di lavoro o da gravi necessità familiari. é escluso il cambio con altro alloggio composto di un numero di vani abitabili superiore al numero dei componenti il nucleo familiare del richiedente più uno. Le nuove assegnazioni degli alloggi <> costruiti anteriormente al 1962 vengono disposte dalla commissione di cui all’art. 6 a favore di nuclei familiari che non eccedano il rapporto di due persone per vano abitabile, dandosi la precedenza: a) alle famiglie costrette in coabitazione involontaria in alloggi di edilizia residenziale pubblica; b) ai pensionati con il minimo di pensione dell’Istituto nazionale per la previdenza sociale; c) ad assistiti da pubbliche amministrazioni. Art. 14. Ciascun istituto autonomo per le case popolari è tenuto a fornire ed a conservare uno schedario degli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica esistenti nella provincia. é fatto obbligo alle cooperative edilizie comunque sovvenzionate dallo Stato o da enti pubblici di comunicare, entro il termine di 60 giorni dall’assegnazione, all’Istituto autonomo per le case popolari competente per territorio, l’elenco dei soci assegnatari con i rispettivi certificati anagrafici di famiglia. In sede di prima applicazione la comunicazione deve essere eseguita entro centottanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto. Gli schedari provinciali devono essere unificati a livello regionale a cura della Regione e a livello nazionale a cura del Ministero dei lavori pubblici. Art. 15. Qualora, prima della consegna dell’alloggio, si accerti la mancanza nell’assegnatario di alcuno dei requisiti prescritti dall’art. 2 o di alcuna delle condizioni che avevano influito sulla sua collocazione in graduatoria, l’Istituto autonomo per le case popolari sospende la consegna e riferisce i fatti accertati alla commissione di cui all’art. 6. Questa dopo aver comunicato all’assegnatario, con lettera raccomandata, le risultanze degli accertamenti compiuti dall’Istituto autonomo per le case popolari e di quelli da essa eventualmente disposti, assegnandogli un termine non inferiore a dieci e non superiore a venti giorni per la presentazione di deduzioni scritte e di documenti provvede all’eventuale modifica della graduatoria ed esprime il parere sull’annullamento dell’assegnazione. I termini suindicati sono raddoppiati se si tratti di lavoratori emigrati all’estero. In conformità a tale parere, il presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari, pronuncia, in conformità al parere espresso, l’eventuale annullamento dell’assegnazione. Il provvedimento del presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari ha carattere definitivo. Art. 16. Nei confronti di chi abbia conseguito l’assegnazione dell’alloggio in contrasto con le norme vigenti al tempo dell’assegnazione il presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari competente per territorio dispone, con proprio decreto, l’annullamento dell’assegnazione. A tal fine dopo aver comunicato all’assegnatario, con lettera raccomandata, i fatti che potrebbero giustificare il provvedimento, assegnandogli un termine non inferiore a dieci e non superiore a quindici giorni per la presentazione di deduzioni scritte e di documenti richiede il parere della commissione di cui all’art. 6. I termini suindicati sono raddoppiati se si tratti di lavoratori emigrati all’estero. Il parere della commissione è obbligatorio e vincolante. L’annullamento dell’assegnazione comporta la risoluzione di diritto del contratto. Al decreto del presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari si applica il dodicesimo comma dell’art. 11. Art. 17. Il presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari competente per territorio dispone, con proprio decreto, la revoca dell’assegnazione dell’alloggio nei confronti di chi: a) abbia ceduto, in tutto o in parte, l’alloggio a terzi; b) abbia abbandonato l’alloggio per un periodo superiore a tre mesi, salva preventiva autorizzazione dell’Istituto autonomo per le case popolari giustificata da gravi motivi; c) abbia usato l’alloggio per scopi illeciti od immorali; d) fruisca di un reddito annuo complessivo, per il nucleo familiare, superiore di un quinto al limite massimo di cui all’art. 2 lettera e). Per il procedimento si applicano le disposizioni contenute nel secondo e nel terzo comma dell’art. 16. La revoca dell’assegnazione comporta la risoluzione di diritto del contratto. Il presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari può concedere un termine non eccedente i sei mesi per il rilascio dell’immobile. Al provvedimento di revoca si applica il dodicesimo comma dell’articolo 11. Art. 18. Il presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari competente per territorio dispone, con proprio decreto, il rilascio degli alloggi di edilizia residenziale pubblica occupati senza titolo. A tal fine, diffida preventivamente con lettera raccomandata l’occupante senza titolo a rilasciare l’alloggio entro quindici giorni e gli assegna lo stesso termine per la presentazione di deduzioni scritte e di documenti. Al provvedimento si applica il dodicesimo comma dell’art. 11. Il termine per il rilascio non può essere superiore a trenta giorni. Art. 19. Il canone di locazione degli alloggi è costituito: a) da una quota destinata all’ammortamento del costo convenzionale a vano, determinato ogni triennio con decreto del Ministro per i lavori pubblici d’intesa con le Regioni interessate; b) da una quota di spese generali e di amministrazione, determinata annualmente dal consiglio di amministrazione dell’Istituto autonomo per le case popolari in base ai consuntivi dell’esercizio immediatamente precedente; c) da una quota per la manutenzione, determinata entro il mese di dicembre di ciascun anno sulla base del programma di manutenzione dell’anno successivo approvato dal consiglio di amministrazione dell’Istituto autonomo per le case popolari, sentite le associazioni degli assegnatari di alloggi economici e popolari; d) da una quota per i servizi di custodia e portierato, di pulizia, di riscaldamento, di ascensore e degli altri eventuali servizi derivanti da usi e consuetudini locali, nonchè per consumi di acqua e energia elettrica relativi alle parti comuni, per contributo fognatura e per l’asporto dei rifiuti solidi. Questa quota è fissata dall’Istituto autonomo per le case popolari in relazione ai servizi prestati ed al costo degli stessi calcolato sul complesso degli immobili gestiti. L’Istituto autonomo per le case popolari procede annualmente ai relativi conguagli secondo piani di ripartizione stabiliti dal consiglio di amministrazione per i singoli servizi prestati. Il canone è ragguagliato, per le quote di cui alle lettere b) e c) del precedente comma, alla consistenza ed alle caratteristiche degli alloggi. Il canone comprensivo delle quote di cui alle lettere a), b) e c) del primo comma è determinato tenendo conto anche delle situazioni territoriali, nonchè della capacità economica media e delle condizioni abitative del nucleo familiare degli assegnatari nelle diverse aree comprensoriali, secondo le indicazioni fornite dalle Regioni. Art. 20. Il canone di locazione degli alloggi costruiti a totale carico dello Stato, quando l’assegnatario abbia un reddito che non superi la pensione minima dell’Istituto nazionale per la previdenza sociale per la generalità dei lavoratori, sarà determinato nella misura, comprensiva delle quote accessorie, dell’1% del costo di costruzione vano. Art. 21. Entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente decreto gli istituti autonomi per le case popolari provvedono, con apposito piano finanziario deliberato dai rispettivi consigli di amministrazione e approvato dal Ministro per i lavori pubblici d’intesa con le Regioni interessate, alla revisione dei canoni di locazione degli alloggi costruiti successivamente al 4 novembre 1963, secondo i criteri fissati dall’art. 19, tenendo conto dello stato di conservazione, delle caratteristiche e dell’ubicazione degli alloggi stessi. Le eventuali situazioni debitorie degli assegnatari, se del caso ricalcolate nella misura ridotta a seguito dell’applicazione dell’art. 19 saranno definite mediante la corresponsione rateizzata degli arretrati per un periodo non inferiore a cinque anni e non superiore ai dieci anni qualora si tratti di alloggi assegnati in locazione. Qualora si tratti di alloggi assegnati a riscatto, l’importo degli arretrati dovuti sarà sommato al residuo prezzo di riscatto. Art. 22. Gli istituti autonomi per le case popolari provvedono ogni tre anni, con le modalità stabilite dall’articolo precedente, alla revisione dei canoni di tutti gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Ai fini della prima revisione periodica, il triennio decorre dalla data del primo decreto emanato a norma dell’art. 19, lettera a). Art. 23. L’assegnazione in proprietà degli alloggi agli aventi diritto in base alla graduatoria definitiva nei limiti della quota fissata dall’art. 61, primo comma, della legge 22 ottobre 1971, n. 865, è effettuata dal presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari a norma dell’articolo 11. Il prezzo di cessione degli alloggi è determinato in base al costo di costruzione degli alloggi stessi quale risulta dagli
  2. enzuccio62 Says:

    Art. 23.
    L’assegnazione in proprietà degli alloggi agli aventi diritto in base alla graduatoria definitiva nei limiti della
    quota fissata dall’art. 61, primo comma, della legge 22 ottobre 1971, n. 865, è effettuata dal presidente
    dell’Istituto autonomo per le case popolari a norma dell’articolo 11. Il prezzo di cessione degli alloggi è
    determinato in base al costo di costruzione degli alloggi stessi quale risulta dagli atti di contabilità finale e di
    collaudo, approvati dagli organi competenti, con l’aggiunta del valore dell’area o del corrispettivo della
    concessione del diritto di superficie determinati ai sensi dell’art. 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, degli
    oneri di gestione e di preammortamento, dedotto il ricavato netto effettivo delle annualità del contributo
    statale, ed è pagato in unica soluzione o in rate mensili posticipate, per la durata di 25 anni. Sono fatte salve
    eventuali condizioni più vantaggiose previste da precedenti leggi per gli assegnatari che abbiano presentato
    domanda di riscatto entro il 22 ottobre 1971. Nel caso di pagamento rateale, il tasso di interesse da
    corrispondere all’assegnatario sarà pari a quello del mutuo contratto dall’Istituto autonomo per le case
    popolari per la costruzione del fabbricato. Il trasferimento della proprietà ha luogo all’atto della stipulazione
    del contratto. A garanzia del pagamento delle rate del prezzo di cessione l’Istituto autonomo per le case
    popolari iscrive ipoteca sull’alloggio ceduto. L’alloggio acquistato non può essere trasferito per atto tra vivi
    per la durata di quindici anni dalla data del contratto. Gli assegnatari hanno facoltà di locare l’alloggio
    acquistato in caso di collocamento a riposo, di trasferimento di residenza, di accrescimento del nucleo
    familiare o per altri gravi motivi, previa autorizzazione del presidente dell’Istituto autonomo per le case
    popolari. All’assegnazione in proprietà si applicano le disposizioni dell’art . 11, commi 9, 10 e 11, e degli
    articoli 15 e 16.

    Art. 24.
    Gli istituti autonomi per le case popolari autorizzano la gestione autonoma degli stabili da parte degli
    assegnatari di alloggi in locazione e con patto di futura vendita. L’autorizzazione è concessa qualora venga
    richiesta da almeno il 60% degli assegnatari dello stabile ed ha efficacia vincolante nei confronti di tutti gli
    assegnatari. L’autogestione si riferisce ai servizi indicati nel primo comma, lettera d), dell’art. 19 e può
    estendersi all’impiego delle quote per la manutenzione degli stabili. Le amministrazioni autonome sono
    disciplinate da apposito regolamento da approvarsi dagli istituti autonomi per le case popolari. Gli inquilini
    degli stabili dei quali sia stata autorizzata la gestione autonoma sono tenuti a versare all’Istituto autonomo
    per le case popolari il canone, detratte le quote riferentisi ai servizi autogestiti ed il 30% della quota di cui al
    primo comma, lettera b) dell’art. 19. Quest’ultima detrazione verrà riconosciuta solo nel caso in cui
    l’autogestione comprenda anche l’impiego delle quote per la manutenzione.

    Art. 25.
    Per tutti gli alloggi che, alla data di entrata in vigore della legge 22 ottobre 1971, n. 865, risultassero occupati
    senza titolo, gli enti gestori provvedono alla regolarizzazione dei rapporti locativi, previo accertamento, ad
    opera della commissione di cui all’art. 6, del possesso, da parte degli occupanti, dei requisiti prescritti dall’art.
    2. La regolarizzazione del rapporto locatizio è subordinata al recupero da parte dell’ente gestore di tutti i
    canoni arretrati.

    Art. 26.
    Tutti gli atti, i documenti ed i contratti inerenti ad operazioni relative all’assegnazione di alloggi da disporsi a
    norma del presente decreto sono esenti dall’imposta di bollo e sono soggetti all’imposta fissa di registro ed
    ipotecaria nella misura di lire 2.000, salvi gli emolumenti dovuti ai conservatori dei registri immobiliari.
    Tratto da https://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:Y98WgvstJ2gJ:www.regione.sicilia.it/presidenza/personale/n2/Sito_HTML/leggi/1972-12-30%2520Decreto%2520Presidente%2520Repubblica%252030%2520Dicembre%25201972%2520N.1035.-decreto di rilascio case popolari.it

  3. enzuccio62 Says:

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