Inserisci il testo:fatti in vicissitudine –

alcune e mail inviate ,senza risposta 1- Inserisci il testo:
Lettera aperta al sindaco di Torino criteri di assegnazioni case popolari.spedita via e- mail
Conferma del messaggio inviato a
alle 15/05/2008 16.45 Il messaggio è stato visualizzato nel computer del destinatario alle 20/05/2008 14.26 –

Vincenzo – A. Il mio cronistoria: Da oltre tre anni sgomberato da una casa popolare ,vuoi per mia inadempienza,vuoi per avewr ricevuto una scarsa informazione dai servizi pubblici a cui mi rivolsi ancor prima che fosse stato emesso il dispositivo di sgombero.Gli enti interessati: mi ero rivolto all’urp -comune di torino, all’ufficio rapporti con la cittadinanza stesso comune, all’ufficio dell’assessorato in erp (edilizia res.pubblica),oggi dopo tre anni che dormo senza abitazione a volte nella mia macchina.tra l’altro:su quest’ultimo aspetto- dove mi risulta che gli abitanti della zona hanno telefonato più volte ai vigili urbani, segnalando che vi era un essere umano che dormiva la notte in questa vettura. Il vicinato mi ha visto e dopo svariati anni(questo increscioso epilogo è perdurato per anni),gli stessi vicini si sono ricordati che esistevo,e ogni tanto segnalavano ai vigili,lo stato di disagio- stessi vigili,che a volte venivano di notte a verificare ,tante sere mi hanno svegliato con il fascio di luce della loro lampada. A tale riguardo chiedo giustificazioni all’assessorato della casa -dove l’assessore si ostina a non ricevermi ,escogitandone qualunche pretesto per inveire contro di me,ne giustifico lacune con richiesta di visura dei miei documenti inerenti il mio caso. Ma da codesto assessorato si limitano su risposte evasive ,oltre che dal comune nessuno esita a rispondere,e su mia richiesta la risposta è stata ci è voluto tutto questo tempo perchè il sottoscritto non si è servito dei servizi sociali,mentre io ribatto nulla vietasse di interagire prima ,ma fu travisato.oltre che ,ne a precisai che dopo ulteriori richieste non sono stato convocato dalla segreteria del Sindaco,ma a tutt’ora ne risulta inevasa la mia richiesta,oltre che ne sporsi ulteriore richiesta per la visura e stesura atti,rivolta al fine di concludere tale incongruenza. Dal comune si deve ringraziare che non esiste l’indirizzo. di posta elettronica uff. urp Procura della Repubblica in quanto avevo piacere di darme atto,ma la risposta è deducibile da esposti sui quotidiani,ne risulta che il Procuratore di parma ne rigetta l’esposto per incompetenza ,ossia :non presuppone reato.Ne richiesi appello in rete se qualcuno potesse darmi una mano se ebbe , una esperienza analoga. Oggi a distanza di tre anni ne do alcune deduzioni: dal comune in veste dell’assessorato casa mi fu proposta una soluzione provvisoria con contratto privato, dopo tre anni che dormivo per la strada ossia a volte nella mia vettura,premetto che erano due anni e mezzo che mi rivolgevo a tale assessorato.A riguardo l’attesa :che ne giustificava la non prevaricazione di altri soggetti che versavano in stesse condizioni,la contrattazione in proposta fu:in seno privato doveva essere stipulato accordo con l’ente comunale risultante proprietario della monocamera,soluzione in housing sociale, ed il gestore delegato ne risultava ente l’atc di torino,stesso ente che ne formulo’ richiesta di sgombero precedentemente. A fronte di codesta soluzione il funzionario dell’assessorato casa si giustificava:viste le sue condizioni,abbiamo pensato di assegnarle questo alloggetto in attesa che venga emesso il bando per le case popolari 2008; SUGGERIVA :FACCIA IL BANDO PER LE CASE POPOLARI ,in seguito. Come deterrente,esprime il dirigente 😮 accetta, o accetta oppure se ne assume le conseguenze.Viste le circostanze:in primo luogo accetto,dietro riserva di notifica per iscritto di quanto in proposta.Ma ,dopo aver visto la monocamera,era in condizioni pietose ho rifiutato. Ne consegue che:da quel giorno il comune non vuole più ricevermi,escogitò qualunque pretesto a non ricevermi,in seguito mi furono negati gli atti in visione.Ma nulla ne vietò al comune di inasprire contro di me ,questo ne costò il seguito ,molto repellente come comportamento di un ente pubblico.
TESI PERSONALE:oggi deduco:carmela anni attese 5 anni per avere una soluzione volta ad ottenere casa popolare,per tramite i servizi sociali;
M.V. anni 6 per avere una casa idem;v.g. invalido al 100% oltre tre anni;a.c idem,proposto in anticipo dai servizi sociali a gennaio 2009 le daranno una casa ,oggi vive in casa alloggio per un anno,dopo tre anni che viveva per dormitori..vincenzo segue:
Da quanto appreso personalmente in questi anni:Sulle basi di una legge quadro nazionale (e di riflesso con legge regionale) tutti i comuni d’italia emettono un bando quasi ogni tre anni,le regioni hanno delegato i comuni a seguire l’iter di codesti bandi ed espletamento delle pratiche di assegnazione,infine tutte le domande vengono approvate dalla commissione regionale.Oltre ai bandi i comuni applicano con propri regolamenti altri due tipi di criteri per l’ assegnazione di case popolari ossia: uno in emergenza abitativa in via ordinaria a seguito di sfratto per finita locazione, o sfratto per morosità incolpevole,due,in emergenza abitativa in via straordinaria,ossia: casi di calamità pubbliche,o casi dove vi siano soggetti seguiti dai servizi sociali.anche codeste assegnazioni infine vengono vagliate dalla commissione casa regionale.nei criteri in via straordinaria il comune di torino, su segnalazione dei servizi sociali,istruisce delle domande,e conclude dopo aver avuto il rapporto di tali servizi,ho sentito persone che la loro pratica è stata conclusa dopo nove anni,altre dopo cinque anni,altre dopo tre anni.il criterio di due anni di attesa a parer mio(a conclusione pratica )forse è stato il più celere,a nota quanto appreso dai quotidiani: una donna sessantenne ,dopo due anni che viveva in una vettura causa bronchite,si rivolge all’ospedale,la stessa dichiara di aver dormito due anni nella propria vettura siattiva il servizio sociale dell’asl,la stessa ha dichiarato che era seguita dai servizi sociali del comune e che fino al giono del suo ricovero non avevano trovato nessuna soluzione abitativa,all’atto della sua dimissione ospedaliera si è trovata una casa d’urgenza da parte dell’ufficio di emergenza abitativa del comune.negli altri casi sociali vengono classificati gli anziani ultra sessantenni o invalidi con percentuale pari o superiore al 75%. in questi casi i servizi sociali collocano per oltre 14 mesi questi soggetti in una casa alloggio oppure in alberghi convenzionati sia negli alberghi ,che nella casa alloggio come regolamento dello stesso comune di torino il soggetto deve pagare una quota pari o quasi tutta la sua pensione sociale,in compenso il comune le convenziona dei pasti e dall’importo totale della pensione le lascia all’interessato 60 ero mensili per ottemperare irpropri bisogni primari.su questo punto ne sono sicuro perchè più di una persona lo ha lamentato. nel caso di un soggetto sessantenne privo di pensione il comune si trattiene l’importo che doveva corrispondere a titolo di sussidio sociale ( tale sussidio riferiscono gli interessati,al compimento dei 60 anni viene elevato in misura doppia rispetto al sussidio ordinario) anche a costoro le da il diritto dei pasti convenzionati. mediamente se non per casi gravi (tipo il caso su elencato)la pratica di assegnazione per la casa si conclude all’incirca dopo 14 mesi.alcuni soggetti inseriti nei casi sociali al di sotto dell’età anagrafica di quarant’anni in programma di una assegnazione casa in emergenza abitativa, riferiscono di aver vissuto per oltre quattro anni in dormitori, i primi due anni si assoggettano per un punteggio pari a punti 4 (testo della legge regionale : chiunque a titolo provvisorio è sprovvisto di abitazione , di aver vissuto anni due in baracche o simili,punti 4)alcuni hanno riferito che dai dormitori non le è stato riconosciuta l’ultima settimana ,quindi all’atto del bando non erano due anni dichiarati (v. sopra) e non le è stato attribuito il punteggio. il comune ha risposto ad altri soggetti che si sono resi reperibili quindi è stato hanno dichiarato che non hanno dato la reperibilità ed sono stati esclusi dalla domanda di emergenza abitativa, altri soggetti hanno dichiarato la situazione familiare si sono visti togliere i figli tramite il tribunale dei minori essendo in prevalenza soggetti :donne divorziate o ragazze madri anch’esse inviate in dormitori. alla luce di quanto appreso vengono giustificati questi anni impiegati dai servizi sociali ad espletare la pratica per codesti soggetti che inviano per una sistemazione provvisoria alla convivenza nei dormitori fino a conclusione pratica come soluzione in exstremis ,inviati dagli stessi assistenti sociali dove si erano rivolti al fine di una soluzione al loro problema lavorativo anche con valutazione della situazione abitativa.
vincenzo segue:
E’ disumano quello che ho visto e sentito in questi ultimi tre anni,
carmela c. di anni ne ha 55, dopo 5 anni di via vai dai servizi sociali otto giorni ad oggi gli hanno assegnato un alloggio popolare. a vederla mi rammarica ,rifersce enzo mi hanno dato la casa. riferisce me ne stavo andando a genova non ne potevo più di dormire dormitori dormitori,mi chiede mi dai una mano a dare il bianco,a vederla ,una mano dove porta sempre un guanto,riferisce che soffre di artrosi,le dico di sì.rifersce vivo con la misera reversibilità di mio marito,la cifra è talmente irrisoria che devo tirare cingiaper arrivare a fine mese. i servizi sociali anni indietro mi volevano obbligare ad operarmi l’occhio onde aumetare il puteggio per aver la casa ,mi minacciavano che se no altrimenti la pratica era lunga per aver questa maledetta casa.riferisce che il neurologo
non le consigliava di operarsi, ma che aveva bisogno solo di una vita serena
a questo punto mi hanno proposto di andare in comunità alloggio parte dell’affitto mi veniva detratto dal mio misero reddito.poi il neurologo mi ha proposto di aver tranquillità cosa che non trovavo in una stanza in condivisione con quattro persone, mi fanno uscire e mi sento costretta a pernottare nei dormitori,riferisce vincè me l’hanno fatto sputare di sangue questa casa.mi pronuncio e segue dopo aver avuto altre comunicazioni quando rivredò carmela.per il momento penso: auguri carmela.ieri ho visto carmela mi chiede ulteriormente se le do una mano per mettere in ordine la casa ,solo per il dispiacere che covo dentro di me le dico di si. mi riferisce che non installerà il gas perchè non ha la possibilità di pagare le bollette ,proietta tutto sull’energia elettrica,pensa di comprarsi una stufetta elettrica ed una piastra elettrica per far qualcosina da mangiare.mi conferma che aveva accennato avoce alta quindici gioni fa che era stufa e che se ne stava andando via da torino,riferisce si vede che qualche operatore del dormitorio lo ha riferito ai servizi sociali dove era presa in carico e a questo punto hanno preferito concludere la pratica assegnandole l’alloggio in fretta e furia.a sua insaputa carmela non sapeva che dopo 5 anni la pratica si prescrive.quando incontrerò carmela le chiedo come si sente dopo tutti anni.
muri sono ammuffiti dopo che la rottura di un tubo dell’acqua ha allagato l’alloggio. Non abbiamo il bagno né l’acqua per lavarci – dispera Lucia -. Tra un po’ non so se avremo ancora la pazienza di aspettare: gli assistenti sociali cominciano anche a negarsi al telefono, nessuno sembra saperci dare risposte e dire finalmente che siamo considerati in “emergenza abitativa”. Viviamo in queste condizioni da più di due anni e abbiamo seriamente paura che la piccola possa ammalarsi».
Anche la convivenza con il vicinato è un rischio continuo. Risse e furti sono all’ordine del giorno, da chiudersi in casa e aver paura ad uscire il più delle volte: «Il palazzo è pieno di spacciatori e delinquenti. Dormiamo con una spranga di ferro vicino al letto e nostro figlio comincia ad avere paura di vivere qui – aggiunge il compagno della donna -. Hanno già provato ad entrarci in casa, per farlo basta dare un calcio alla porta. Sono condizioni umane queste? Se abbiamo diritto ad un alloggio, quanto ancora dovremo aspettare?».
Per l’assessorato alla Casa, il tempo che si smaltisca una lista d’attesa di circa quaranta assegnazioni prima che venga il loro turno. «Ci auguriamo che tutto si risolva al meglio, in tempi non lunghi – spiega l’assessore alla Casa, Roberto Tricarico -. La famiglia Ruggiero ha ricevuto 13 punti al bando d’assegnazione, ha quindi diritto a vedersi assegnata una casa che risponda alle esigenze del loro nucleo famigliare». vincenzo segue:

Tesi personale:è disumano quello che ho visto e sentito in questi ultimi tre anni,
carmela c. di anni ne ha 55, dopo 5 anni di via vai dai servizi sociali otto giorni ad oggi gli hanno assegnato un alloggio popolare. a vederla mi rammarica ,riferisce a me: enzo mi hanno dato la casa. Ulteriormente riferisce me ne stavo andando a genova non ne potevo più di dormire per dormitori,mi chiede mi dai una mano a dare il bianco,a vederla ,una mano dove porta sempre un guanto,riferisce che soffre di artrosi,le dico di sì. riferisce vivo con la misera reversibilità di mio marito,la cifra è talmente irrisoria che devo tirare cinghia per arrivare a fine mese. i servizi sociali anni indietro mi volevano obbligare ad operarmi l’occhio onde aumentare il puteggio per aver la casa ,mi minacciavano che se no altrimenti la pratica era lunga per aver questa maledetta casa.riferisce che il neurologo
non le consigliava di operarsi, ma che aveva bisogno solo di una vita serena
a questo punto mi hanno proposto di andare in comunità alloggio parte dell’affitto mi veniva detratto dal mio misero reddito.poi il neurologo mi ha proposto di aver tranquillità cosa che non trovavo in una stanza in condivisione con quattro persone, mi fanno uscire e mi sento costretta a pernottare nei dormitori,riferisce vincè me l’hanno fatto sputare di sangue questa casa.mi pronuncio e segue dopo aver avuto altre comunicazioni quando rivredò carmela.per il momento penso: auguri carmela.ieri ho visto carmela mi chiede ulteriomente se le do una mano per mettere in ordine la casa ,solo per il dispiacere che covo dentro di me le dico di si. mi riferisce che non installerà il gas perchè non ha la possibilità di pagare le bollette ,proietta tutto sull’energia elettrica,pensa di comprarsi una stufetta elettrica ed una piastra elettrica per far qualcosina da mangiare.mi conferma che aveva accennato avoce alta quindici gioni fa che era stufa e che se ne stava andando via da torino,riferisce si vede che qualche operatore del dormitorio lo ha riferito ai servizi sociali dove era presa in carico e a questo punto hanno preferito concludere la pratica assegnandole l’alloggio in fretta e furia.a sua insaputa carmela non sapeva che dopo 5 anni la pratica si prescrive.quando incontrerò carmela le chiedo come si sente dopo tutti anni. vincenzo segue:
sgomberato su diffida dell’assessore casa, tre anni fa da una casa ex popolare ora in erp (insoluto il principio del contradditorio)
la casa del ghetto vincenzo a.
Indirizzo mail (vincenzo. a.@alice.it)
Il mio cronistoria dello sgombero : vincenzo a
Da oltre tre anni sfrattato da una casa popolare , inizialmente avevo fiducia che il comune di torino riguardasse la mia posizione,credendo se si avesse avuto riscontri in tempi brevi dormivo nella mia vettura nello stesso cortile da dove venni sfrattato (a distanza di quel giono e fino a quando mi denunciarono per occupazione del cortle). a nota al comune (ente proprietario del cortile avevo segnalato che ero posto nel cortile ,ulteriore beffa)quattro giorni dopo lo sgombero,produssi istanza di ricorso al dirigente che a sua volta aveva emesso il provvedimento.tale dirigente al silenzio assenso-silenzio rigetto risponde verbalmente dopo due anni e mezzo.nel contempo costei usa tutte le informazioni a mio carico,premetto che anni prima lo sgombero mi ero recato più volte negli uffici e dei rapporti con il cittadino,e dell’assessorato casa,costei non mi ha mai ricevuto,oggigiorno ho notato che era al corrente di tutta la mia situazione,ha addirittura vagliato anche le doglianze che sollevai al tempo c/s l’uff. rapporti con la cittadinanza allo stesso assessorato casa del comune ho sostenuto parecchi appuntamenti dopo lo sfratto (si notava che alle mie richieste non viera risposta esauriente di quanto cercavo di far capire che non è stato dato ricontro al diritto leggittimo al contradditorio,inoltre notavo che le risposte date ,dal funzionario dell’ass.casa,erano in contrasto con le normative vigenti,motivo per cui si instaurava disfiducia nei confronti di costei) .oggi deduco vuoi per mia inadempienza,vuoi per una scarsa informazione dai servizi pubblici interessati, mi ero rivolto all’urp -comune di torino, all’ufficio rapporti con la cittadinanza stesso comune, all’ufficio dell’assessorato erp (edilizia res.pubblica) infine avevo anche convocato l’ente gestore c/o la camera del commercio al fine di conciliare il gestore rifiuta la conciliazione non avendo altra scelta mi rivolgo al giudice di pace a questo punto 20 giorni prima dell’udienza vengo sfrattato,oggi dopo tre anni che dormo nella mia macchina, dove mi risulta che gli abitanti della zona hanno telefonato più volte ai vigili urbani, segnalando che vi era un essere umano che dormiva la notte in questa vettura il vicinato mi ha visto per anni,gli stessi si sono ricordati che esistevo,e ogni tanto segnalavano ai vigilil’ episodio gli stessi vigili venivano di notte a verificare ,tante sere mi hanno svegliato con il fascio di luce della lampada,a tale riguardo chiedo giustificazioni all’assessorato con richiesta di visura dei miei documenti inerenti il mio caso si limitano dal comune a rispondere su mia richiesta ci è voluto tutto questo tempo perchè il sottoscritto non si è servito dei servizi sociali.inoltre si tiene a precisare che dopo ulteriori richieste non sono stato convocato a tutt’oggi per la visura e stesura atti al fine di concludere tale incongruenza.Dal comune si deve ringraziare che non esiste l’ind. di posta elettronica uff. urp Procura della Repubblica in quanto avevo piacere di darme atto, ma a riscontro della visura documentazione a mio carico se emerge vizio di illeggittimità c’è sempre tempo.se qualcuno può darmi una mano se può ,o se ha avuto un’esperienza analoga lo ringrazio.oggi a distanza di tre anni dò alcune deduzioni: dal comune assessorato casa mi viene proposta una soluzione provvisoria con contratto privato, dopo due anni e mezzo che dormivo per la strada ossia nella mia vettura,premetto che erano due anni che mi rivolgevo a tale assessorato,la contrattazione doveva essere stipulata con l’ente comune proprietario della monocamera il gestore delegato( ente l’atc di torino), per tale soluzione il funzionario si giustificava:viste le sue condizioni,abbiamo pensato di assegnarle questo alloggetto in attesa che venga emesso il bando per le case popolari 2008,inteso come deterrente,in primo luogo accetto,dopo aver visto la monocamera,era in condizioni pietose ho rifiutato.da quel giorno il comune non vuole più ricevermi.oggi deduco:carmela anni 5 per avere una casa popolare tramite i servizi sociali;M.V. anni 6 per avere una casa idem;v.g. invalido al 100% oltre tre anni;a.c idem,proposto in anticipo dai servizi sociali a gennaio 2009 le daranno una casa ,oggi vive in casa alloggio per un anno,dopo tre anni che viveva per dormitori. vito ed elena 10 anni di attesa per avere una risposta ad emergenza casa .
Postato Venerdì, 9 Maggio 2008 alle 12:15 pm da a vincenzo a.

Lettera aperta al sindaco di Torino ( da spedire,spedita via e-mial segreteria.del Sindaco)quanto appreso per criteri di assegnazioni case popolari.
ALCUNI CENNI:da quanto appreso personalmente in questi anni:(sgomberatoto da una casa popolare,senza difesa,ma delegittimato il diritto al contradditorio)-
Sulle basi di una legge quadro nazionale (e di riflesso con legge regionale) tutti i comuni d’italia emettono un bando quasi ogni tre anni,le regioni hanno delegato i comuni a seguire l’iter di codesti bandi ed espletamento delle pratiche di assegnazione,infine tutte le domande vengono approvate dalla commissione regionale.Oltre ai bandi i comuni applicano con propri regolamenti altri due tipi di criteri per l’ assegnazione di case popolari ossia: uno in emergenza abitativa in via ordinaria a seguito di sfratto per finita locazione, o sfratto per morosità incolpevole,due,in emergenza abitativa in via straordinaria,ossia: casi di calamità pubbliche,o casi dove vi siano soggetti seguiti dai servizi sociali. anche codeste assegnazioni infine vengono vagliate dalla commissione casa regionale.nei criteri in via straordinaria il comune di torino, su segnalazione dei servizi sociali,istruisce delle domande,e conclude dopo aver avuto il rapporto di tali servizi,ho sentito persone che la loro pratica è stata conclusa dopo nove anni,altre dopo cinque anni,altre dopo tre anni.il criterio di due anni di attesa a parer mio(a conclusione pratica )forse è stato il più celere,a nota quanto appreso dai quotidiani: una donna sessantenne ,dopo due anni che viveva in una vettura causa bronchite,si rivolge all’ospedale,la stessa dichiara di aver dormito due anni nella propria vettura siattiva il servizio sociale dell’asl,la stessa ha dichiarato che era seguita dai servizi sociali del comune e che fino al giorno del suo ricovero non avevano trovato nessuna soluzione abitativa,all’atto della sua dimissione ospedaliera si è trovata una casa d’urgenza da parte dell’ufficio di emergenza abitativa del comune. negli altri casi sociali vengono classificati gli anziani ultra sessantenni o invalidi con percentuale pari o superiore al 75%. in questi casi i servizi sociali collocano per oltre 14 mesi questi soggetti in una casa alloggio oppure in alberghi convenzionati sia negli alberghi ,che nella casa alloggio come regolamento dello stesso comune di torino il soggetto deve pagare una quota pari o quasi tutta la sua pensione sociale,in compenso il comune le convenziona dei pasti e dall’importo totale del redito/ pensione le lascia all’interessato 60 ero mensili per ottemperare i propri bisogni primari.su questo punto ne sono sicuro perchè più di una persona lo ha lamentato. nel caso di un soggetto sessantenne privo di pensione il comune si trattiene l’importo che doveva corrispondere a titolo di sussidio sociale ( tale sussidio riferiscono gli interessati,al compimento dei 60 anni viene elevato in misura doppia rispetto al sussidio ordinario,e riferiscono che al compimento di 60 anni il regolamento vieta di collocarli in dormitori) anche a costoro le da il diritto dei pasti convenzionati.mediamente se non per casi gravi (tipo il caso suelencato)la pratica di assegnazione per l’assegnazione casa si conclude all’incirca dopo 14 mesi.alcuni soggetti inseriti nei casi sociali al di sotto dell’età anagrafica di quarantanni inseriti in un programma di assegnazione casa in via di emergenza abitativa, riferiscono di aver vissuto per oltre quattro anni in dormitori, i primi due anni si assoggettano per un punteggio pari a punti 4 (testo della legge regionale : chiunque a titolo provvisorio è sprovvisto di abitazione , di dichiara di aver vissuto anni due in baracche o simili, vengono attribuiti punti 4)alcuni hanno riferito che dai dormitori non le è stata riconosciuta l’ultima settimana ,quindi all’atto del bando non erano due anni dichiarati ma un anno e 11 mesi e 20 giorni (v. sopra) quindi slitta prossimo bando perchè e non le è stato attribuito il punteggio. il comune ha risposto ad altri soggetti che si sono resi ir reperibili quindi è stato hanno dichiarato che non hanno dato la reperibillità ed sono stati esclusi dalla domanda di emergenza abitativa, altri soggetti hanno dichiarato la situazione familiare si sono visti togliere i figli tramite il tribunale dei minori essendo in prevalenza soggetti :donne divorziate o ragazze madri anch’esse inviate in dormitori. alla luce di quanto appreso vengono giustificati questi anni impiegati dai servizi sociali ad espletare la pratica per codesti soggetti, che a sua volta vengono dirottati per una sistemazione provvisoria vivere nei dormitori fino a conclusione pratica .(come soluzione in exstremis ,inviati dagli stessi assistenti sociali dove si erano rivolti ,al fine di una soluzione al loro problema anche con valutazione anche abitativa e/o lavorativa).
Vincenzo, segue

Pagine visualizzate: 120
Ieri 28 luglio 2011- Home page 44
Titolo Visualizzazioni sul mio sito se ne indirizza :– visualizzazioni e termini più ricercati in allegato:w.ww.googleit/tag/ case popolari
testi più ricercati nel mio sito :il termine di ricerca consigliato dal motore di ricerca è http://www.google.it/tag case popolari 6
fac simile di ricorso straordinario 5
giurisprudenza -in materia di locazione 5
Sgombero di alloggio occupato abusivamente 4
DECADENZA DEI BENEFICI alloggio pubblico per occupazione senza titolo sgombero da casa popolare – 3
cenni :MEDIAZIONE OBBLIGATORIA: LE MATERIE SCELTE 3
fac simle ordinanza sgombero 3
FAC SIMILE ordine di sgombero -ORD.SINDACO 3
ordinanza I.A.C.P. di Napoli 3
tesi fonte di diritto 3
tesi di sentenza ,opposizione 3
ricorso in ex articolo 700 cpc-fonte di riferimento:www.appinter.csm.it/incontri/vis_relaz_inc.php?& 3
fac simile contratto 2
articolo 21 quater legge 241/90 autotutela dell’atto, legge 15/2005 2
locazione:fonte di riferimento:www.confappi.it/upload/notizie/ -www.google.it 2
Cassazione: lascia casa popolare per tre mesi? Perde il diritto all’alloggio popolare.fonte di ricerca http://www.google.it;sentenza n. 8519 del 3 aprile 2008 1
DISPOSIZIONI AL CPC : ALCUNI ARTICOLI IN INDIRIZZO 1
ASPETTI CONTROVERSI IN TEMA DI COMPETENZA E RITO LOCATIZIO (artt. 8, comma 2, n. 3 e 447 bis c.p.c.) 1
alcune e mail inviate ,senza risposta 1
Gli ordini di rilascio o di sgombero di alloggi occupati abusivamente, in mancanza, di qualsivoglia titolo concessorio dell’Autorità titolare del bene pubblico, si pongono all’esterno della materia dell’assegnazione degli alloggi di edilizia economica e popolare 1
Il-diritto-su-un-alloggio-di-edilizia-residenziale-pubblica-non- si-trasmette-automaticamente-all’erede- vedasi,parere del consiglio-di-stato. 1
Leggi di riferimento :www.governo.it;www.altalex.it ;www.parlamento .it 1

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