ricorso in ex articolo 700 cpc-fonte di riferimento:www.appinter.csm.it/incontri/vis_relaz_inc.php?&

PROVVEDIMENTI D’URGENZA EX ART. 700 C.P.C.
– L’art. 700 c.p.c. ed il suo inserimento nel libro IV del
codice di rito (procedimenti speciali), capo III
(procedimenti cautelari)
– Brevi cenni sulle caratteristiche dei procedimenti
speciali
– La natura cautelare dei provvedimenti ex art. 700 c.p.c. e
conseguenze di ciò (funzione strumentale rispetto ad una
futura decisione di merito, della quale assicurano
provvisoriamente gli effetti; soggezione al procedimento
cautelare unificato di cui agli artt. 669 bis e segg.
c.p.c.)
– A proposito del nesso con la causa di merito: la tutela ex
art. 700 c.p.c. e le sentenze del futuro giudizio di
merito (ammissibilità della tutela in relazione sia a
sentenze di condanna, che costitutive e di accertamento:
sul punto, più recentemente, Pret. Salerno-Eboli
25/2/1998, in Arch. civ., 1998, 1095)
– A proposito della funzione strumentale: questione
sull’ammissibilità della tutela ex art. 700 c.p.c. quando
il provvedimento non è suscettibile di esecuzione forzata
(ammissibilità secondo Pret. Roma 24/2/1997, in Giur. Lav.
Lazio, 1997, 432, perché il provvedimento potrebbe essere
volontariamente eseguito)
– A proposito della provvisorietà degli effetti: inidoneità
della tutela ex art. 700 c.p.c. per ottenere la
cancellazione della trascrizione di domande giudiziali
(art. 2668 c.c.) e la cancellazione di iscrizioni
ipotecarie (art. 2884 c.c.), occorrendo una sentenza
passata in giudicato o altro provvedimento definitivo
(sull’argomento, Cass. n. 12797/1993)
– A proposito della soggezione al procedimento cautelare
unificato: la competenza dello stesso giudice competente
per il merito (nell’ipotesi in cui il giudice, adito per
il merito, sia incompetente per territorio, fuori dei casi
previsti dall’art. 28 c.p.c., tale incompetenza non è
rilevabile d’ufficio; tuttavia, ai sensi del combinato
degli artt. 28 e 38 c.p.c., è rilevabile d’ufficio l’
incompetenza del giudice adito con ricorso cautelare ex
art. 700 c.p.c., laddove questa derivi dalla sua
incompetenza territoriale a conoscere del merito)
– Sempre in tema di natura cautelare della tutela in esame e
conseguenze (l’esigenza che il ricorso ex art. 700 c.p.c.
permetta di individuare, specificandoli o almeno
attraverso l’interpretazione affidata al giudice, gli
elementi essenziali della futura causa di merito, ovvero
l’esigenza di individuare “petitum” e “causa petendi”;
nullità insanabile del ricorso, secondo il preferibile
orientamento giurisprudenziale, ove ciò non sia possibile;
Pret. Alessandria 16/3/1993, in Giur. It., 1993, I, 2,
775, quale esempio di detto orientamento)
– Tutela cautelare atipica e residuale dell’art. 700 c.p.c.
(preclusa dalla possibilità di valersi di una specifica
tutela cautelare, non solo quella accordata nelle
precedenti sezioni del citato capo III)
– In particolare, la possibilità di valersi del sequestro
giudiziario e conservativo, delle azioni nunciatorie,
dell’istruzione preventiva: casistica
– Inammissibilità della tutela ex art. 700 c.p.c. per la
possibilità di valersi dell’esperimento delle azioni
possessorie di reintegrazione e manutenzione (sul punto,
quale esempio giurisprudenziale, Pret. Roma 12/7/1988, in
Temi romana, 1988, 470)
– Il caso della sospensione dell’esecuzione di una delibera
assembleare condominiale ex art. 1137, 2° comma, c.c. (si
configura un’ipotesi di provvedimento d’urgenza speciale e
tipico rispetto al paradigma generale disciplinato
dall’art. 700 c.p.c.: Trib. Lecce 4/9/1991, in Nuovo dir.,
1991, 1087; Giud. Istr. Trib. Napoli 16/2/1993, in Arch.
locaz., 1993, 548; Trib. Nocera 1/2/2001, in Rass. locaz.,
2001, 148)
– Il ricorso ex art. 700 c.p.c. quale unico rimedio
esperibile, in difetto di strumenti processuali tipici,
per ottenere la sospensione dell’esecuzione dopo la
notifica del precetto e prima del pignoramento (Cass. n.
2051/2000)
– Questione sulla qualificazione della domanda, proposta ai
sensi dell’art. 700 c.p.c., come domanda concernente altra
cautela specifica (questione risolta in senso positivo da
Cass. n. 5719/1998, che ha ritenuto che, in base al potere
di qualificazione giuridica del rapporto, il giudice adito
può emanare un provvedimento nunciativo anche se la parte
ha erroneamente chiesto un provvedimento d’urgenza)
– Il requisito del “fumus”
– Il requisito del “periculum”
– A proposito del “periculum”: l’impossibilità di rimuovere
autonomamente, nell’esercizio dei propri poteri
sostanziali, il pregiudizio temuto (valutazione di tale
impossibilità con riferimento ai criteri dell’interesse ex
art. 100 c.p.c. -che deve sussistere sino al momento della
decisione, trattandosi di condizione dell’azione-, dei
mezzi finanziari disponibili e della cooperazione della
controparte)
– Il caso particolare dell’art. 915 c.c.
– Sempre a proposito del “periculum”: l’imminenza del
pregiudizio va valutata con riferimento al momento
dell’insorgenza della situazione pregiudizievole;
necessità, dunque, che, tra la situazione che si assume
esser fonte del pregiudizio temuto e l’epoca di
proposizione della domanda ex art. 700 c.p.c., non sia
decorso un lasso di tempo sufficientemente lungo da
consentire alla parte di far valere le proprie ragioni in
via ordinaria (esempi di giurisprudenza sul principio:
Pret. Roma 28/11/1988, in Temi romana, 1989, 430; Pret.
Roma 13/7/1987, in Foro it., 1988, I, 2027; Pret. Savona-
Varazze 30/8/1989, in Foro pad., 1990, I, 87)
– A proposito ancora del “periculum”: il pregiudizio non
deve essere suscettibile di riparazione per equivalente
pecuniario, tranne che non sia possibile o sia
notevolmente difficile determinare la misura del
risarcimento pecuniario, o comunque vi sia l’irreversibile
lesione di diritti; i casi di pregiudizio ad un’attività
imprenditoriale e di pregiudizio relativo al diritto
personale alla salute
– Questione sull’adottabilità o meno dei provvedimenti ex
art. 700 c.p.c. per incidere su provvedimenti
giurisdizionali (Cass. n. 5670/1990 ha negato
l’ammissibilità della citata tutela, al fine di ottenere
la sospensione dell’ordinanza di convalida di sfratto non
opposta ai sensi dell’art. 668 c.p.c., sul rilievo che i
provvedimenti d’urgenza non possono essere adottati per il
conseguimento della sospensione dell’esecuzione di un
provvedimento del giudice)
– La tutela ex art. 700 c.p.c. nei confronti della pubblica
amministrazione
– Tra i casi più frequenti di ricorso all’art. 700 c.p.c.:
per ottenere l’inibizione della pubblicazione dei protesti

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