Alcuni riferimenti su domande IACP

Come fare per ottenere l´assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica?
L´assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica avviene mediante partecipazione ad un bando di concorso indetto da ciascun Comune. Le modalità e l’attribuzione dei punteggi dovranno essere regolamentate da ciascun Comune, secondo le indicazioni fornite dalla LEGGE .REGIONALE.. (e successive integrazioni e modificazioni)Tra i requisiti fondamentali per essere ammessi a tali graduatorie, è necessario essere residenti nel Comune ovvero svolgere nello stesso attività lavorativa. Se non si dispone della cittadinanza italiana o dell’Unione Europea, occorre essere titolare di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno almeno biennale.Per ulteriori informazioni, occorre rivolgersi agli U.R.P. oppure agli uffici competenti dei Comuni.
Il pagamento dei canoni locativi oltre che con i bollettini di c/c postale può essere effettuato tramite c/c bancario ?
Attualmente l´assegnatario di alloggio e.r.p. può corrispondere i canoni di locazione utilizzando le seguenti modalità:· con bollettino di c/c postale (inviato bimestralmente dall’Ente)· con bollettino freccia (da utilizzare solo in banca – SENZA COSTI AGGIUNTIVI – viene inviato bimestralmente dall’Ente unitamente ai bollettini di c/c postale);· attivando un RID, ovvero un addebito permanente sul proprio conto corrente bancario. In tal caso, l’utente deve recarsi presso la propria banca munito del modulo a suo tempo inviato dall’Ente. In caso di smarrimento, il suddetto modulo potrà essere rinviato a tutti gli interessati.In caso di utilizzo di tale modalità non verranno addebitati costi aggiuntivi da parte delll’Ente.
Nella mia abitazione è venuto a vivere temporaneamente un mio parente. Che devo fare per essere in regola?
Nel caso di ospitalità temporanea di terze persone per un periodo superiore a 30 giorni, l’assegnatario è tenuto a darne comunicazione all´Ente con richiesta scritta (modello G1), recante i dati anagrafici delle persone ospitate, le motivazioni e definendo la durata di tale ospitalità (compatibile con le motivazioni).Per la mancata comunicazione di ospitalità a terze persone per un tempo superiore a 30 giorni, è applicata la sanzione amministrativa da un minimo di €. 25,00 ad un massimo di €. 250,00.
Cosa succede in caso di matrimonio, nascita di figli, ecc..?
Si realizza la fattispecie di ampliamento stabile. E’ automatico nel caso di matrimonio, convivenza more uxorio, cause naturali, adozione, tutela e affidamento. In questo caso, è sufficiente una comunicazione dell’assegnatario con presentazione di apposita certificazione o con certificazione resa ai sensi della legge 445/2000.
Sono una persona anziana e ho bisogno di assistenza posso ospitare un mio parente in via continuativa?
L´ampliamento stabile del nucleo familiare è autorizzato dall’Ente su apposita domanda dell’assegnatario (modello G2), previa verifica dei requisiti e purchè l’alloggio sia da considerarsi idoneo ai sensi del regolamento comunale di cui alla domanda 1). L´ampliamento stabile del nucleo familiare viene sempre autorizzato nei confronti di persone legate all’assegnatario da vincoli di parentela, qualora l’assegnatario medesimo risulti bisognoso di assistenza sanitaria certificata da strutture sanitarie pubbliche. In tale caso, compilare il modello G2bis.
L´Ufficio Gestione dell´Ente mi ha fatto richiesta di ulteriori dati per la determinazione del mio reddito familiare, ai fini del calcolo del canone locativo, non ritenendo sufficiente la documentazione da me presentata per la compilazione dell´anagrafe dell´utenza (modello G8). Rientrano queste facoltà ispettive nei poteri istituzionali degli IAC.P.?
L´Ente può svolgere direttamente ogni accertamento consentito dalla legge ma può anche ricorrere alla Guardia di Finanza, al Ministero del Tesoro, alla Previdenza Sociale o alle Forze di Polizia per ottenere le necessarie informazioni, con conseguenze anche di carattere penale per chi avesse dolosamente omesso di dichiarare, in tutto o in parte, il proprio reddito.
Sono costretto per gravi motivi di salute, a lasciare l´alloggio popolare dove abito per ricoverarmi in ospedale in un reparto lungo-degenti. Vorrei sapere se, per tale motivo, corro il rischio di vedermi revocata l´assegnazione dell´alloggio per abbandono.
In attesa dello specifico regolamento da adottarsi in materia dall’Ente, la LEGGE REGIONALE, (e ss.mm. ed integr.), prevede, in caso di abbandono dell’alloggio, senza gravi motivi, per un periodo superiore a tre mesi, la decadenza dall’assegnazione. Pertanto, in tale fattispecie, si invita l’assegnatario a fare idonea comunicazione, scritta e motivata, all’Ente.
L´alloggio popolare dove abito è stato assegnato a mia madre; oggi dopo una lunga malattia è deceduta. Posso io subentrare nell´assegnazione e quindi intestarmi il nuovo contratto di locazione?
Il subentro è ammesso solo nel caso in cui lei sia presente nel nucleo familiare sin dall´inizio dell´assegnazione o sia stato autorizzato dall’Ente ad entrare stabilmente nel nucleo familiare. In quest’ultimo caso, occorre che siano trascorsi almeno due anni dall’autorizzazione. Una volta accertata questa condizione e la permanenza dei requisiti previsti dalla L.R. 36/05 (e ss.mm. ed integr.)(da accertarsi al momento della richiesta), può chiedere l´intestazione del contratto di locazione a suo nome presentando la seguente documentazione (la certificazione anagrafica è sempre sostituibile con autocertificazione):- il suo stato di famiglia- il suo codice fiscale- certificato di morte di sua madre- compilazione della domanda di subentro (modello G3).
Abito in un alloggio popolare e per motivi di lavoro , mia madre (assegnataria dell´appartamento) deve trasferirsi in altra città e di conseguenza sposterà la propria residenza. Posso io subentrare all´assegnazione?
Il subentro è ammesso solo nel caso in cui lei sia presente nel nucleo familiare sin dall´inizio dell´assegnazione o sia subentrato stabilmente nel nucleo familiare da almeno due anni decorrenti dall´autorizzazione dell´Ente stesso. Una volta accertata questa condizione e la permanenza dei requisiti previsti dalla L.R. 36/05 (e ss.mm. ed integr.), (da accertarsi al momento della richiesta), può chiedere l´intestazione del contratto di locazione a suo nome presentando la seguente documentazione (la certificazione anagrafica è sempre sostituibile con autocertificazione):- il suo stato di famiglia- il suo codice fiscale- certificato di residenza di sua madre- compilazione della domanda di subentro a seguito di allontanamento (modello G4).
A seguito di separazione da mio marito, intestatario del contratto di locazione, ho ottenuto, in base alla sentenza del Giudice, di vivere con i due figli nell´alloggio stesso, cosa devo fare?
Per potere intestare il contratto di locazione a suo nome, dovrà presentare una domanda di subentro a seguito di separazione (modello G5) correlata dalla seguente documentazione (la certificazione anagrafica è sempre sostituibile con autocertificazione):- stato di famiglia del richiedente;- codice fiscale del richiedente;- provvedimento anche provvisorio di separazione legale o di divorzio del tribunale riguardante l´assegnazione della casa coniugale.
Vorrei sapere se posso cambiare l´alloggio dove abito con uno adeguato alla mia situazione. Abito al 3° piano di un fabbricato senza ascensore, e a causa di un grave incidente, non riesco più a fare tutte quelle scale. Che devo fare?
Può presentare domanda di cambio alloggio (modello G6) a condizione che la sua infermità venga documentata da certificato medico rilasciato da struttura pubblica quali ospedali o AUSL ; qualora poi Ella sia anche invalida oltre il 66% e in possesso di certificazione rilasciata dalla Commissione Invalidi Civili, il suo punteggio sarà aumentato.
Dopo la nascita del mio terzo figlio, il mio appartamento è troppo piccolo, basti pensare che gli altri 2 figli (un maschio ed una femmina) sono già costretti a dividere la stessa camera. Posso presentare domanda di cambio alloggio?
La domanda (modello G6) può essere presentata motivandola per sovraffollamento e promiscuità, e a condizione che siano trascorsi almeno 3 anni dall´assegnazione.
Cosa devo fare per riconsegnare le chiavi di un appartamento di vostra proprietà?
La riconsegna delle chiavi di un alloggio di edilizia popolare avviene tramite la presentazione di disdetta (modello G7). L´alloggio deve essere riconsegnato completamente vuoto e il pagamento del canone locativo e delle quote accessorie cessa nel momento in cui avviene anche la consegna delle chiavi.
Insieme ad un altro inquilino interessato al trasferimento dal proprio alloggio, ho presentato domanda di cambio consensuale. Vorrei sapere se l´Ente è tenuto ad intervenire sopportando le spese di riattamento e di riparazione.
Il cambio consensuale di alloggio è ammesso solo dopo autorizzazione allo scambio rilasciata dallo stesso ERAP. In caso di cambio consensuale gli assegnatari interessati accettano gli appartamenti nelle condizioni in cui si trovano e gli oneri di riattamento, riparazione e trasloco sono a carico esclusivo degli stessi assegnatari.
Sono assegnatario di un alloggio popolare da oltre 10 anni e sono stato sempre puntuale nel pagamento dei canoni locativi. Oggi, (10 giorni dopo la scadenza indicata sul bollettino), mi sono accorto di aver dimenticato di pagare il canone del mese corrente e ho provveduto immediatamente recandomi al più vicino ufficio postale. Cosa succede ora?
Non si preoccupi, in quanto è possibile effettuare il pagamento entro i 15 giorni successivi alla scadenza indicata nel bollettino senza incorrere nell´applicazione di sanzioni. Il pagamento oltre il 15° giorno comporta l’addebito degli interessi legali.
A causa della perdita del lavoro di mio marito, mi trovo ad essere in arretrato nel pagamento di alcuni canoni di locazione. Come posso evitare lo sfratto?
In caso di morosità superiore a 2 mensilità di canone, l´inquilino viene costituito in mora. Nel caso in cui lei abbia già ricevuto la lettera di mora, onde evitare l´emissione del decreto di risoluzione del contratto di locazione deve subito contattare l´Ufficio Legale dell´Ente per fare presente lo stato di disoccupazione di suo marito che non è causa di risoluzione del contratto. L´impossibilità al regolare pagamento del canone di locazione non può comunque valere per più di sei mesi. Ella dovrà inoltre chiedere una rateazione del debito (modello L1).Qualora Ella provveda al rispetto della rateazione pattuita nonché al pagamento degli interessi e delle spese legali il decreto di risoluzione non verrà più emesso.
Nel mio condominio di edilizia popolare si continua a suddividere fra gli assegnatari la spesa per l´ascensore e per la pulizia scale in base alle tabelle millesimali di proprietà. Non mi sembra giusto visto che, abito al primo piano di un alloggio grande e pago di più di quelli che abitano al quarto piano in appartamenti più piccoli e che usano continuamente l´ascensore.
Lei ha pienamente ragione. Va´ chiarito che la spesa per l´ascensore e la pulizia delle scale deve essere ripartita in base alle apposite tabelle millesimali di scale ed ascensore e non in base alla tabelle millesimali generali della proprietà, che identificano le diverse unità immobiliari dell´edificio, alle quali si farà ricorso in caso di ripartizione di spese relative a lavori di manutenzione delle parti comuni dell´edificio.
Sono assegnatario di un alloggio di ERP ed ho ottenuto dall´ERAP anche l´affitto di un locale da utilizzare come magazzino per la mia attività di artigiano. L´Ente però per detto locale mi ha fissato un canone superiore a parità di superficie a quello che pago nell´alloggio popolare. E´ giusto?
Bisogna ben distinguere l´assegnazione di un alloggio popolare che viene destinato a persone meno abbienti con esigenze abitative a cui viene applicato un canone “sociale”, dall´assegnazione di un magazzino o autorimessa che viene destinato ad esigenze non abitative e a cui viene applicato un canone autonomo determinato dai tecnici dell´Ente in base ai prezzi di mercato.
La mia situazione familiare è cambiata in quanto mia figlia si è sposata e ha spostato la residenza, pertanto il suo reddito non incide più nel bilancio familiare. E´ possibile avere una diminuzione del canone?
La domanda di revisione del canone va presentata unitamente all´autocertificazione che attesti la modifica della situazione familiare (modello G9). Nel caso specifico, lei dichiarerà sotto la propria responsabilità il cambio di residenza di sua figlia e l´Ufficio Gestione provvederà ad aggiornare la situazione anagrafica, ed eventualmente a calcolare il nuovo canone da applicare. Si precisa infine che non sempre il variare del reddito complessivo familiare comporta automaticamente la riduzione o l´aumento del canone poiché i redditi sono divisi in fasce con parametri compresi tra un minimo ed un massimo.
Non ho potuto presentare domanda di acquisto in quanto il mio alloggio non faceva parte di quelli compresi nei piani di cessione. Posso ora presentare la domanda di acquisto e sperare in un esito positivo?
Se il suo alloggio non fa parte dei piani di vendita non può essere ceduto. Inoltre, anche per gli alloggi compresi nei piani di vendita il termine di presentazione delle domande è scaduto sin dal 30/04/1999. Pertanto Ella per il momento non può presentare richiesta di cessione con la speranza che venga accolta. Per la riapertura delle vendite di alloggi di edilizia residenziale pubblica bisognerà attendere una nuova legge (oggi di competenza regionale).
L´alloggio da me acquistato, in base alla Legge 8.8.1977 n. 513, è gravato dal diritto di prelazione. Come posso fare per estinguerlo?
Il proprietario o gli eventuali eredi possono presentare all´Ufficio Legale dell´Ente una richiesta (modello L4) allegando la consultazione di partita rilasciata dal Catasto Urbano e in caso di eredi anche l´atto di successione. Una volta presentata, l´Ufficio controllerà che il prezzo di cessione sia stato interamente versato e che siano trascorsi 10 anni dalla data della stipula dell´atto. Successivamente, si comunicherà la somma da versare all´Ente pari al 10% + IVA del valore catastale dell´immobile, e una volta avvenuto il pagamento si provvederà al rilascio del decreto di estinzione del diritto di prelazione dell´Ente.
Nel soffitto della camera da letto del mio appartamento è comparsa una macchia che si stà allargando a causa di una perdita di acqua. Che devo fare?
L´inconveniente va segnalato all´Ufficio Manutenzione dell´Ente per iscritto, utilizzando il modello M1 relativo alla richiesta di intervento. Una volta ricevuta la segnalazione, si procede al riscontro del danno tramite sopralluogo e, se opportuno, viene emesso l´ordine di eseguire il lavoro alla ditta appaltatrice del servizio di manutenzione.
Sono un assegnatario di un alloggio di vostra proprietà dotato di riscaldamento autonomo. Chiedo di conoscere quale sia la procedura da seguire per la sostituzione della caldaia, ormai inservibile per vetustà.
Nel caso in cui si debba procedere alla sostituzione della caldaia per vetustà, l´Ente compartecipa alla spesa con un contributo che varia da 500, 600 o 800 Euro a seconda del tipo di caldaia che si intende installare. L´assegnatario pertanto, dovrà presentare la relativa richiesta di contributo (modello M2) entro 3 mesi dalla esecuzione dei lavori allegando la sotto indicata documentazione:- dichiarazione sottoscritta dall´affidatario della manutenzione secondo lo schema predisposto (modello M3) dove risulti una vetustà della caldaia superiore di 8 anni e la sua irreparabilità;- fattura quietanzata in originale relativa alla sostituzione della caldaia intestata all´assegnatario;- codice fiscale dell´assegnatario;- copia del libretto di impianto della caldaia da sostituire.
Ho dovuto sostituire la caldaia singola a gas perché non più funzionante, ma l´IACP si è rifiutato di assegnarmi un contributo per la sostituzione, in quanto non avevo incaricato, fin dall´inizio della locazione, una ditta specializzata per la piccola manutenzione della caldaia. E´ legittimo un simile agire da parte dell´Ufficio?
In base al Regolamento d´uso e manutenzione degli alloggi di E.R.P. per l´impianto di riscaldamento singolo l´inquilino deve provvedere almeno una volta all´anno alla pulizia e piccola manutenzione della caldaia e dei condotti di scarico. Le suddette operazioni devono essere eseguite esclusivamente da ditte specializzate e abilitate ai sensi di legge. Le relative ricevute di pagamento nonché i necessari attestati di conformità debbono essere conservate fino alla sostituzione della caldaia e risultare dal libretto di impianto della caldaia da sostituire. Nel caso in cui l´inquilino non abbia provveduto a quanto sopra detto l´Ente non partecipa alla spesa della sostituzione della caldaia per vetustà.
Abito in un edificio di n. 12 alloggi tutti in locazione. Vorrei conoscere quali sono i criteri per la suddivisione delle spese relative allo spurgo dei pozzi neri e delle fosse biologiche.
L´Ente contribuisce per una somma pari al 50% dei lavori per gli alloggi di proprietà IACPAd ultimazione dei lavori eseguiti a cura del richiedente, questi presenta la fattura intestata all´IACPcon allegato il modulo di autocertificazione (modello M6), attestante l´avvenuta esecuzione dei lavori.
A causa di un incidente stradale sono rimasto invalido al 90% e il bagno del mio alloggio non è più adeguato alle mie esigenze. Come posso fare per ottenere un contributo?
Per ottenere il contributo bisogna presentare all´Ente, domanda di contributo contestualmente alla richiesta di autorizzazione per l´esecuzione di lavori (modello ) oltre la seguente documentazione:- fattura intestata all´IACPper un importo pari al 75% della spesa sostenuta fino ad un massimo di Euro 2.500;- dichiarazione rilasciata dalla ditta esecutrice di conformità dei lavori alla Legge 46/1990;- documentazione comprovante lo stato di necessità correlato dall´handicap dell´assegnatario o di altro componente il nucleo familiare.
Il vano scala del fabbricato dove abito necessita di tinteggiatura compresa la balaustra. Ho diritto ad un contributo?
L´interessato deve presentare all´Ente la richiesta di autorizzazione all´esecuzione dei lavori (modello M4), allegando il verbale dell´assemblea condominiale o dell´autogestione e l´eventuale preventivo: L´IACPautorizza l´esecuzione dei lavori comunicando la concessione del contributo nella misura massima di Euro 80,00 per ogni alloggio in locazione e di Euro 5,00/mq. per la verniciatura di ringhiera, serrande e parti comuni in genere. Una volta ultimati i lavori il richiedente invierà la fattura intestata all´IACPdi importo pari al contributo concesso, con allegata autocertificazione attestante l´avvenuta esecuzione dei lavori (modello M5).
Abito in un alloggio sprovvisto di impianto di riscaldamento. Come ottenere l´autorizzazione per l´esecuzione dei lavori ed un eventuale contributo?
L´autorizzazione per l´esecuzione dei lavori deve essere presentata all´Ente utilizzando l´apposito modello M8 con allegato un preventivo di spesa. Una volta ricevuta l´autorizzazione ed ultimati i lavori si presenta la fattura intestata all´IACPal fine di ottenere un contributo pari al 50% della spesa sostenuta fino al limite massimo di Euro 2.600,00 , allegando la dichiarazione di conformità dell´impianto rilasciata dalla ditta esecutrice ai sensi della Legge 46/1990.
Sono proprietario di un alloggio di edilizia popolare acquistato in base alla Legge 560/93 con pagamento del prezzo di cessione in forma rateale. Posso richiedere il saldo anticipato e una volta trascorsi 10 anni dalla stipula vendere senza alcun vincolo il mio alloggio?
Nel caso di alloggio acquistato in forma rateale l´acquirente può in qualsiasi momento richiedere di saldare anticipatamente il debito, versando in unica soluzione la parte restante del corrispettivo, risparmiando sugli interessi che debbono ancora maturare. Su un alloggio acquistato in base alla Legge 560/93 oltre al vincolo di inalienabilità prima di 10 anni dalla stipula dell´atto, grava anche il diritto di prelazione a favore dell’ IACP- Pertanto prima di vendere liberamente a terzi l´alloggio dovrà offrirlo in prelazione, per lo stesso prezzo, all’IACP
E´ possibile lo sfratto per morosità anche a carico di chi non paga le spese condominiali?
La morosità dell´assegnatario può riferirsi anche al mancato pagamento delle spese condominiali ed è perfettamente legittimo emettere lo sfratto a carico di chi non paga le spese di gestione dell´immobile, purchè il debito risulti superiore a 2 mensilità di canone. Ove il decreto di risoluzione sia stato già emesso, è possibile chiedere una rateazione del debito (modello L1), onde evitare lo sfratto. Qualora si rispetti la rateazione pattuita e si paghino gli interessi e le spese legali, il decreto di risoluzione verrà revocato.
Ho ricevuto un provvedimento di decadenza dall´assegnazione dell´alloggio di E.R.P. per abbandono, nonostante che io abbia continuato a pagare regolarmente il canone. In realtà, abitavo l´alloggio saltuariamente, avendo disattivato il riscaldamento ed aperto un´utenza telefonica a mio nome presso un altro indirizzo. E´ legittimo il provvedimento di revoca nei miei confronti?
E´ legittimo il provvedimento di decadenza dall´assegnazione dell´alloggio di E.R.P. per abbandono dello stesso fondato su elementi certi come l´avvenuta disattivazione del riscaldamento e la nuova utenza telefonica presso altra abitazione, che determinano un carattere di trasferimento definitivo dell´assegnatario. Il pagamento delle quote condominiali e del canone di locazione creano un´apparenza di utilizzo dell´immobile. Ai sensi della vigente normativa regionale rientra nella competenza del Sindaco l´adozione del provvedimento di decadenza dall´assegnazione di alloggio di edilizia popolare per l´assegnatario che non abiti stabilmente nell´alloggio.
Sono proprietario di un alloggio a riscatto compreso in un fabbricato popolare costruito nei primi anni cinquanta, che presenta oggi alcune lesioni alle murature dovute ad un assestamento delle fondazioni. Queste lesioni però interessano solo un´ala dell´edificio ben lontana dal mio alloggio, il quale è situato dall´altra estremità della costruzione. Visto che le suddette lesioni sono di carattere “locale” e non pregiudicano la stabilità globale del fabbricato, sono tenuto a contribuire alle spese sostenute dal condominio?
Le spese di riparazione e conservazione delle strutture di un fabbricato condominiale devono essere sostenute da tutti i condomini in proporzione delle quote di ciascuno, non rilevando la circostanza che il cedimento e le lesioni riguardino in diversa misura alcune parti dell´edificio: nell´eventualità in cui, siano presenti nel condominio proprietari privati ed assegnatari in locazione, l´IACPprovvederà ad accollarsi una quota parte delle spese per i lavori corrispondente alla quota millesimale di incidenza degli alloggi ancora in locazione, mentre tutti i proprietari dovranno fare fronte in proprio alle aliquote di loro spettanza.
Per tanti anni abbiamo gestito in pieno accordo il nostro condominio di edilizia popolare, composto da sei alloggi. Ultimamente, però, è subentrata una nuova famiglia in uno degli alloggi, con la quale è difficile trovare l´accordo su qualunque argomento si debba discutere, su qualunque spesa occorra affrontare e ripartire. Questa famiglia ha ora chiesto di nominare un amministratore condominiale, che possa prendere le decisioni necessarie in base ad un regolamento. Noi vecchi inquilini, non vorremmo farlo, per non dover pagare anche l´amministratore, oltre alle consuete spese. E´ obbligatorio avere un amministratore condominiale?
L´articolo 1138 del Codice Civile stabilisce l´obbligatorietà della formazione di un regolamento condominiale quando il numero dei condomini è superiore a dieci. Per quando riguarda invece la nomina di un amministratore di condominio ne è prevista l´obbligatorietà nel caso in cui i condomini siano più di quattro. Nel caso descritto, dovrà essere nominato un amministratore con regolare delibera condominiale, che potrà invece liberamente adottare o meno un regolamento.
Tratto in rete dal potale FAQ

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2 Risposte to “Alcuni riferimenti su domande IACP”

  1. enzuccio62 Says:

    Come fare per ottenere l´assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica?
    L´assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica avviene mediante partecipazione ad un bando di concorso indetto da ciascun Comune. Le modalità e l’attribuzione dei punteggi dovranno essere regolamentate da ciascun Comune, secondo le indicazioni fornite dalla L.R. 36/2005. (e successive integrazioni e modificazioni)Tra i requisiti fondamentali per essere ammessi a tali graduatorie, è necessario essere residenti nel Comune ovvero svolgere nello stesso attività lavorativa. Se non si dispone della cittadinanza italiana o dell’Unione Europea, occorre essere titolare di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno almeno biennale.Per ulteriori informazioni, occorre rivolgersi agli U.R.P. oppure agli uffici competenti dei Comuni.
    Il pagamento dei canoni locativi oltre che con i bollettini di c/c postale può essere effettuato tramite c/c bancario ?
    Attualmente l´assegnatario di alloggio e.r.p. può corrispondere i canoni di locazione utilizzando le seguenti modalità:· con bollettino di c/c postale (inviato bimestralmente dall’Ente)· con bollettino freccia (da utilizzare solo in banca – SENZA COSTI AGGIUNTIVI – viene inviato bimestralmente dall’Ente unitamente ai bollettini di c/c postale);· attivando un RID, ovvero un addebito permanente sul proprio conto corrente bancario. In tal caso, l’utente deve recarsi presso la propria banca munito del modulo a suo tempo inviato dall’Ente. In caso di smarrimento, il suddetto modulo potrà essere rinviato a tutti gli interessati.In caso di utilizzo di tale modalità non verranno addebitati costi aggiuntivi da parte delll’Ente.
    Nella mia abitazione è venuto a vivere temporaneamente un mio parente. Che devo fare per essere in regola?
    Nel caso di ospitalità temporanea di terze persone per un periodo superiore a 30 giorni, l’assegnatario è tenuto a darne comunicazione all´Ente con richiesta scritta (modello G1), recante i dati anagrafici delle persone ospitate, le motivazioni e definendo la durata di tale ospitalità (compatibile con le motivazioni).Per la mancata comunicazione di ospitalità a terze persone per un tempo superiore a 30 giorni, è applicata la sanzione amministrativa da un minimo di €. 25,00 ad un massimo di €. 250,00.
    Cosa succede in caso di matrimonio, nascita di figli, ecc..?
    Si realizza la fattispecie di ampliamento stabile. E’ automatico nel caso di matrimonio, convivenza more uxorio, cause naturali, adozione, tutela e affidamento. In questo caso, è sufficiente una comunicazione dell’assegnatario con presentazione di apposita certificazione o con certificazione resa ai sensi della legge 445/2000.
    Sono una persona anziana e ho bisogno di assistenza posso ospitare un mio parente in via continuativa?
    L´ampliamento stabile del nucleo familiare è autorizzato dall’Ente su apposita domanda dell’assegnatario (modello G2), previa verifica dei requisiti e purchè l’alloggio sia da considerarsi idoneo ai sensi del regolamento comunale di cui alla domanda 1). L´ampliamento stabile del nucleo familiare viene sempre autorizzato nei confronti di persone legate all’assegnatario da vincoli di parentela, qualora l’assegnatario medesimo risulti bisognoso di assistenza sanitaria certificata da strutture sanitarie pubbliche. In tale caso, compilare il modello G2bis.
    L´Ufficio Gestione dell´Ente mi ha fatto richiesta di ulteriori dati per la determinazione del mio reddito familiare, ai fini del calcolo del canone locativo, non ritenendo sufficiente la documentazione da me presentata per la compilazione dell´anagrafe dell´utenza (modello G8). Rientrano queste facoltà ispettive nei poteri istituzionali degli E.R.A.P.?
    L´Ente può svolgere direttamente ogni accertamento consentito dalla legge ma può anche ricorrere alla Guardia di Finanza, al Ministero del Tesoro, alla Previdenza Sociale o alle Forze di Polizia per ottenere le necessarie informazioni, con conseguenze anche di carattere penale per chi avesse dolosamente omesso di dichiarare, in tutto o in parte, il proprio reddito.
    Sono costretto per gravi motivi di salute, a lasciare l´alloggio popolare dove abito per ricoverarmi in ospedale in un reparto lungo-degenti. Vorrei sapere se, per tale motivo, corro il rischio di vedermi revocata l´assegnazione dell´alloggio per abbandono.
    In attesa dello specifico regolamento da adottarsi in materia dall’Ente, la L.R. 36/2005, (e ss.mm. ed integr.), prevede, in caso di abbandono dell’alloggio, senza gravi motivi, per un periodo superiore a tre mesi, la decadenza dall’assegnazione. Pertanto, in tale fattispecie, si invita l’assegnatario a fare idonea comunicazione, scritta e motivata, all’Ente.
    L´alloggio popolare dove abito è stato assegnato a mia madre; oggi dopo una lunga malattia è deceduta. Posso io subentrare nell´assegnazione e quindi intestarmi il nuovo contratto di locazione?
    Il subentro è ammesso solo nel caso in cui lei sia presente nel nucleo familiare sin dall´inizio dell´assegnazione o sia stato autorizzato dall’Ente ad entrare stabilmente nel nucleo familiare. In quest’ultimo caso, occorre che siano trascorsi almeno due anni dall’autorizzazione. Una volta accertata questa condizione e la permanenza dei requisiti previsti dalla L.R. 36/05 (e ss.mm. ed integr.)(da accertarsi al momento della richiesta), può chiedere l´intestazione del contratto di locazione a suo nome presentando la seguente documentazione (la certificazione anagrafica è sempre sostituibile con autocertificazione):- il suo stato di famiglia- il suo codice fiscale- certificato di morte di sua madre- compilazione della domanda di subentro (modello G3).
    Abito in un alloggio popolare e per motivi di lavoro , mia madre (assegnataria dell´appartamento) deve trasferirsi in altra città e di conseguenza sposterà la propria residenza. Posso io subentrare all´assegnazione?
    Il subentro è ammesso solo nel caso in cui lei sia presente nel nucleo familiare sin dall´inizio dell´assegnazione o sia subentrato stabilmente nel nucleo familiare da almeno due anni decorrenti dall´autorizzazione dell´Ente stesso. Una volta accertata questa condizione e la permanenza dei requisiti previsti dalla L.R. 36/05 (e ss.mm. ed integr.), (da accertarsi al momento della richiesta), può chiedere l´intestazione del contratto di locazione a suo nome presentando la seguente documentazione (la certificazione anagrafica è sempre sostituibile con autocertificazione):- il suo stato di famiglia- il suo codice fiscale- certificato di residenza di sua madre- compilazione della domanda di subentro a seguito di allontanamento (modello G4).
    A seguito di separazione da mio marito, intestatario del contratto di locazione, ho ottenuto, in base alla sentenza del Giudice, di vivere con i due figli nell´alloggio stesso, cosa devo fare?
    Per potere intestare il contratto di locazione a suo nome, dovrà presentare una domanda di subentro a seguito di separazione (modello G5) correlata dalla seguente documentazione (la certificazione anagrafica è sempre sostituibile con autocertificazione):- stato di famiglia del richiedente;- codice fiscale del richiedente;- provvedimento anche provvisorio di separazione legale o di divorzio del tribunale riguardante l´assegnazione della casa coniugale.
    Vorrei sapere se posso cambiare l´alloggio dove abito con uno adeguato alla mia situazione. Abito al 3° piano di un fabbricato senza ascensore, e a causa di un grave incidente, non riesco più a fare tutte quelle scale. Che devo fare?
    Può presentare domanda di cambio alloggio (modello G6) a condizione che la sua infermità venga documentata da certificato medico rilasciato da struttura pubblica quali ospedali o AUSL ; qualora poi Ella sia anche invalida oltre il 66% e in possesso di certificazione rilasciata dalla Commissione Invalidi Civili, il suo punteggio sarà aumentato.
    Dopo la nascita del mio terzo figlio, il mio appartamento è troppo piccolo, basti pensare che gli altri 2 figli (un maschio ed una femmina) sono già costretti a dividere la stessa camera. Posso presentare domanda di cambio alloggio?
    La domanda (modello G6) può essere presentata motivandola per sovraffollamento e promiscuità, e a condizione che siano trascorsi almeno 3 anni dall´assegnazione.
    Cosa devo fare per riconsegnare le chiavi di un appartamento di vostra proprietà?
    La riconsegna delle chiavi di un alloggio di edilizia popolare avviene tramite la presentazione di disdetta (modello G7). L´alloggio deve essere riconsegnato completamente vuoto e il pagamento del canone locativo e delle quote accessorie cessa nel momento in cui avviene anche la consegna delle chiavi.
    Insieme ad un altro inquilino interessato al trasferimento dal proprio alloggio, ho presentato domanda di cambio consensuale. Vorrei sapere se l´Ente è tenuto ad intervenire sopportando le spese di riattamento e di riparazione.
    Il cambio consensuale di alloggio è ammesso solo dopo autorizzazione allo scambio rilasciata dallo stesso ERAP. In caso di cambio consensuale gli assegnatari interessati accettano gli appartamenti nelle condizioni in cui si trovano e gli oneri di riattamento, riparazione e trasloco sono a carico esclusivo degli stessi assegnatari.
    Sono assegnatario di un alloggio popolare da oltre 10 anni e sono stato sempre puntuale nel pagamento dei canoni locativi. Oggi, (10 giorni dopo la scadenza indicata sul bollettino), mi sono accorto di aver dimenticato di pagare il canone del mese corrente e ho provveduto immediatamente recandomi al più vicino ufficio postale. Cosa succede ora?
    Non si preoccupi, in quanto è possibile effettuare il pagamento entro i 15 giorni successivi alla scadenza indicata nel bollettino senza incorrere nell´applicazione di sanzioni. Il pagamento oltre il 15° giorno comporta l’addebito degli interessi legali.
    A causa della perdita del lavoro di mio marito, mi trovo ad essere in arretrato nel pagamento di alcuni canoni di locazione. Come posso evitare lo sfratto?
    In caso di morosità superiore a 2 mensilità di canone, l´inquilino viene costituito in mora. Nel caso in cui lei abbia già ricevuto la lettera di mora, onde evitare l´emissione del decreto di risoluzione del contratto di locazione deve subito contattare l´Ufficio Legale dell´Ente per fare presente lo stato di disoccupazione di suo marito che non è causa di risoluzione del contratto. L´impossibilità al regolare pagamento del canone di locazione non può comunque valere per più di sei mesi. Ella dovrà inoltre chiedere una rateazione del debito (modello L1).Qualora Ella provveda al rispetto della rateazione pattuita nonché al pagamento degli interessi e delle spese legali il decreto di risoluzione non verrà più emesso.
    Nel mio condominio di edilizia popolare si continua a suddividere fra gli assegnatari la spesa per l´ascensore e per la pulizia scale in base alle tabelle millesimali di proprietà. Non mi sembra giusto visto che, abito al primo piano di un alloggio grande e pago di più di quelli che abitano al quarto piano in appartamenti più piccoli e che usano continuamente l´ascensore.
    Lei ha pienamente ragione. Va´ chiarito che la spesa per l´ascensore e la pulizia delle scale deve essere ripartita in base alle apposite tabelle millesimali di scale ed ascensore e non in base alla tabelle millesimali generali della proprietà, che identificano le diverse unità immobiliari dell´edificio, alle quali si farà ricorso in caso di ripartizione di spese relative a lavori di manutenzione delle parti comuni dell´edificio.
    Sono assegnatario di un alloggio di ERP ed ho ottenuto dall´ERAP anche l´affitto di un locale da utilizzare come magazzino per la mia attività di artigiano. L´Ente però per detto locale mi ha fissato un canone superiore a parità di superficie a quello che pago nell´alloggio popolare. E´ giusto?
    Bisogna ben distinguere l´assegnazione di un alloggio popolare che viene destinato a persone meno abbienti con esigenze abitative a cui viene applicato un canone “sociale”, dall´assegnazione di un magazzino o autorimessa che viene destinato ad esigenze non abitative e a cui viene applicato un canone autonomo determinato dai tecnici dell´Ente in base ai prezzi di mercato.
    La mia situazione familiare è cambiata in quanto mia figlia si è sposata e ha spostato la residenza, pertanto il suo reddito non incide più nel bilancio familiare. E´ possibile avere una diminuzione del canone?
    La domanda di revisione del canone va presentata unitamente all´autocertificazione che attesti la modifica della situazione familiare (modello G9). Nel caso specifico, lei dichiarerà sotto la propria responsabilità il cambio di residenza di sua figlia e l´Ufficio Gestione provvederà ad aggiornare la situazione anagrafica, ed eventualmente a calcolare il nuovo canone da applicare. Si precisa infine che non sempre il variare del reddito complessivo familiare comporta automaticamente la riduzione o l´aumento del canone poiché i redditi sono divisi in fasce con parametri compresi tra un minimo ed un massimo.
    Non ho potuto presentare domanda di acquisto in quanto il mio alloggio non faceva parte di quelli compresi nei piani di cessione. Posso ora presentare la domanda di acquisto e sperare in un esito positivo?
    Se il suo alloggio non fa parte dei piani di vendita non può essere ceduto. Inoltre, anche per gli alloggi compresi nei piani di vendita il termine di presentazione delle domande è scaduto sin dal 30/04/1999. Pertanto Ella per il momento non può presentare richiesta di cessione con la speranza che venga accolta. Per la riapertura delle vendite di alloggi di edilizia residenziale pubblica bisognerà attendere una nuova legge (oggi di competenza regionale).
    L´alloggio da me acquistato, in base alla Legge 8.8.1977 n. 513, è gravato dal diritto di prelazione. Come posso fare per estinguerlo?
    Il proprietario o gli eventuali eredi possono presentare all´Ufficio Legale dell´Ente una richiesta (modello L4) allegando la consultazione di partita rilasciata dal Catasto Urbano e in caso di eredi anche l´atto di successione. Una volta presentata, l´Ufficio controllerà che il prezzo di cessione sia stato interamente versato e che siano trascorsi 10 anni dalla data della stipula dell´atto. Successivamente, si comunicherà la somma da versare all´Ente pari al 10% + IVA del valore catastale dell´immobile, e una volta avvenuto il pagamento si provvederà al rilascio del decreto di estinzione del diritto di prelazione dell´Ente.
    Nel soffitto della camera da letto del mio appartamento è comparsa una macchia che si stà allargando a causa di una perdita di acqua. Che devo fare?
    L´inconveniente va segnalato all´Ufficio Manutenzione dell´Ente per iscritto, utilizzando il modello M1 relativo alla richiesta di intervento. Una volta ricevuta la segnalazione, si procede al riscontro del danno tramite sopralluogo e, se opportuno, viene emesso l´ordine di eseguire il lavoro alla ditta appaltatrice del servizio di manutenzione.
    Sono un assegnatario di un alloggio di vostra proprietà dotato di riscaldamento autonomo. Chiedo di conoscere quale sia la procedura da seguire per la sostituzione della caldaia, ormai inservibile per vetustà.
    Nel caso in cui si debba procedere alla sostituzione della caldaia per vetustà, l´Ente compartecipa alla spesa con un contributo che varia da 500, 600 o 800 Euro a seconda del tipo di caldaia che si intende installare. L´assegnatario pertanto, dovrà presentare la relativa richiesta di contributo (modello M2) entro 3 mesi dalla esecuzione dei lavori allegando la sotto indicata documentazione:- dichiarazione sottoscritta dall´affidatario della manutenzione secondo lo schema predisposto (modello M3) dove risulti una vetustà della caldaia superiore di 8 anni e la sua irreparabilità;- fattura quietanzata in originale relativa alla sostituzione della caldaia intestata all´assegnatario;- codice fiscale dell´assegnatario;- copia del libretto di impianto della caldaia da sostituire.
    Ho dovuto sostituire la caldaia singola a gas perché non più funzionante, ma L’IACPsi è rifiutato di assegnarmi un contributo per la sostituzione, in quanto non avevo incaricato, fin dall´inizio della locazione, una ditta specializzata per la piccola manutenzione della caldaia. E´ legittimo un simile agire da parte dell´Ufficio?
    In base al Regolamento d´uso e manutenzione degli alloggi di E.R.P. per l´impianto di riscaldamento singolo l´inquilino deve provvedere almeno una volta all´anno alla pulizia e piccola manutenzione della caldaia e dei condotti di scarico. Le suddette operazioni devono essere eseguite esclusivamente da ditte specializzate e abilitate ai sensi di legge. Le relative ricevute di pagamento nonché i necessari attestati di conformità debbono essere conservate fino alla sostituzione della caldaia e risultare dal libretto di impianto della caldaia da sostituire. Nel caso in cui l´inquilino non abbia provveduto a quanto sopra detto l´Ente non partecipa alla spesa della sostituzione della caldaia per vetustà.
    Abito in un edificio di n. 12 alloggi tutti in locazione. Vorrei conoscere quali sono i criteri per la suddivisione delle spese relative allo spurgo dei pozzi neri e delle fosse biologiche.
    L´Ente contribuisce per una somma pari al 50% dei lavori per gli alloggi di proprietà E.R.A.P. Ad ultimazione dei lavori eseguiti a cura del richiedente, questi presenta la fattura intestata alL’IACPcon allegato il modulo di autocertificazione (modello M6), attestante l´avvenuta esecuzione dei lavori.
    A causa di un incidente stradale sono rimasto invalido al 90% e il bagno del mio alloggio non è più adeguato alle mie esigenze. Come posso fare per ottenere un contributo?
    Per ottenere il contributo bisogna presentare all´Ente, domanda di contributo contestualmente alla richiesta di autorizzazione per l´esecuzione di lavori (modello M7) oltre la seguente documentazione:- fattura intestata alL’IACPper un importo pari al 75% della spesa sostenuta fino ad un massimo di Euro 2.500;- dichiarazione rilasciata dalla ditta esecutrice di conformità dei lavori alla Legge 46/1990;- documentazione comprovante lo stato di necessità correlato dall´handicap dell´assegnatario o di altro componente il nucleo familiare.
    Il vano scala del fabbricato dove abito necessita di tinteggiatura compresa la balaustra. Ho diritto ad un contributo?
    L´interessato deve presentare all´Ente la richiesta di autorizzazione all´esecuzione dei lavori (modello M4), allegando il verbale dell´assemblea condominiale o dell´autogestione e l´eventuale preventivo: L’IACPautorizza l´esecuzione dei lavori comunicando la concessione del contributo nella misura massima di Euro 80,00 per ogni alloggio in locazione e di Euro 5,00/mq. per la verniciatura di ringhiera, serrande e parti comuni in genere. Una volta ultimati i lavori il richiedente invierà la fattura intestata alL’IACPdi importo pari al contributo concesso, con allegata autocertificazione attestante l´avvenuta esecuzione dei lavori (modello M5).
    Abito in un alloggio sprovvisto di impianto di riscaldamento. Come ottenere l´autorizzazione per l´esecuzione dei lavori ed un eventuale contributo?
    L´autorizzazione per l´esecuzione dei lavori deve essere presentata all´Ente utilizzando l´apposito modello M8 con allegato un preventivo di spesa. Una volta ricevuta l´autorizzazione ed ultimati i lavori si presenta la fattura intestata alL’IACPal fine di ottenere un contributo pari al 50% della spesa sostenuta fino al limite massimo di Euro 2.600,00 , allegando la dichiarazione di conformità dell´impianto rilasciata dalla ditta esecutrice ai sensi della Legge 46/1990.
    Sono proprietario di un alloggio di edilizia popolare acquistato in base alla Legge 560/93 con pagamento del prezzo di cessione in forma rateale. Posso richiedere il saldo anticipato e una volta trascorsi 10 anni dalla stipula vendere senza alcun vincolo il mio alloggio?
    Nel caso di alloggio acquistato in forma rateale l´acquirente può in qualsiasi momento richiedere di saldare anticipatamente il debito, versando in unica soluzione la parte restante del corrispettivo, risparmiando sugli interessi che debbono ancora maturare. Su un alloggio acquistato in base alla Legge 560/93 oltre al vincolo di inalienabilità prima di 10 anni dalla stipula dell´atto, grava anche il diritto di prelazione a favore dell’E.R.A.P. – Pertanto prima di vendere liberamente a terzi l´alloggio dovrà offrirlo in prelazione, per lo stesso prezzo, all’E.R.A.P.
    E´ possibile lo sfratto per morosità anche a carico di chi non paga le spese condominiali?
    La morosità dell´assegnatario può riferirsi anche al mancato pagamento delle spese condominiali ed è perfettamente legittimo emettere lo sfratto a carico di chi non paga le spese di gestione dell´immobile, purchè il debito risulti superiore a 2 mensilità di canone. Ove il decreto di risoluzione sia stato già emesso, è possibile chiedere una rateazione del debito (modello L1), onde evitare lo sfratto. Qualora si rispetti la rateazione pattuita e si paghino gli interessi e le spese legali, il decreto di risoluzione verrà revocato.
    Ho ricevuto un provvedimento di decadenza dall´assegnazione dell´alloggio di E.R.P. per abbandono, nonostante che io abbia continuato a pagare regolarmente il canone. In realtà, abitavo l´alloggio saltuariamente, avendo disattivato il riscaldamento ed aperto un´utenza telefonica a mio nome presso un altro indirizzo. E´ legittimo il provvedimento di revoca nei miei confronti?
    E´ legittimo il provvedimento di decadenza dall´assegnazione dell´alloggio di E.R.P. per abbandono dello stesso fondato su elementi certi come l´avvenuta disattivazione del riscaldamento e la nuova utenza telefonica presso altra abitazione, che determinano un carattere di trasferimento definitivo dell´assegnatario. Il pagamento delle quote condominiali e del canone di locazione creano un´apparenza di utilizzo dell´immobile. Ai sensi della vigente normativa regionale rientra nella competenza del Sindaco l´adozione del provvedimento di decadenza dall´assegnazione di alloggio di edilizia popolare per l´assegnatario che non abiti stabilmente nell´alloggio.
    Sono proprietario di un alloggio a riscatto compreso in un fabbricato popolare costruito nei primi anni cinquanta, che presenta oggi alcune lesioni alle murature dovute ad un assestamento delle fondazioni. Queste lesioni però interessano solo un´ala dell´edificio ben lontana dal mio alloggio, il quale è situato dall´altra estremità della costruzione. Visto che le suddette lesioni sono di carattere “locale” e non pregiudicano la stabilità globale del fabbricato, sono tenuto a contribuire alle spese sostenute dal condominio?
    Le spese di riparazione e conservazione delle strutture di un fabbricato condominiale devono essere sostenute da tutti i condomini in proporzione delle quote di ciascuno, non rilevando la circostanza che il cedimento e le lesioni riguardino in diversa misura alcune parti dell´edificio: nell´eventualità in cui, siano presenti nel condominio proprietari privati ed assegnatari in locazione, L’IACPprovvederà ad accollarsi una quota parte delle spese per i lavori corrispondente alla quota millesimale di incidenza degli alloggi ancora in locazione, mentre tutti i proprietari dovranno fare fronte in proprio alle aliquote di loro spettanza.
    Per tanti anni abbiamo gestito in pieno accordo il nostro condominio di edilizia popolare, composto da sei alloggi. Ultimamente, però, è subentrata una nuova famiglia in uno degli alloggi, con la quale è difficile trovare l´accordo su qualunque argomento si debba discutere, su qualunque spesa occorra affrontare e ripartire. Questa famiglia ha ora chiesto di nominare un amministratore condominiale, che possa prendere le decisioni necessarie in base ad un regolamento. Noi vecchi inquilini, non vorremmo farlo, per non dover pagare anche l´amministratore, oltre alle consuete spese. E´ obbligatorio avere un amministratore condominiale?
    L´articolo 1138 del Codice Civile stabilisce l´obbligatorietà della formazione di un regolamento condominiale quando il numero dei condomini è superiore a dieci. Per quando riguarda invece la nomina di un amministratore di condominio ne è prevista l´obbligatorietà nel caso in cui i condomini siano più di quattro. Nel caso descritto, dovrà essere nominato un amministratore con regolare delibera condominiale, che potrà invece liberamente adottare o meno un regolamento.

  2. Giacomo Says:

    salve io volevo delle delucidazioni

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