ricerca in rete occupante senza titolo alloggio popolare

ricerca nel mio blog:occupante senza titolo :chi subentera arbitrariamente senza ottemperare alla procedura di bandoChe cosa è?
Sono considerate patrimonio E.R.P. (edilizia residenziale pubblica) le case popolari di proprietà del Comune e dell’IACP regionale e provinciale (ex I.A.C.P.).
Chi è destinatario delle case E.R.P.?
Famiglie e single italiani e stranieri, purché residenti a X, il cui reddito familiare complessivo non superi quello previsto dai crite
ri di accesso al bando. Circa 14 mila €.
Di fronte agli evidenti limiti della normativa che regola l’accesso alla casa popolare, da anni è in corso un tentativo di modificare i criteri per garantire anche a tipologie nuove di famiglie il diritto alla casa popolare. Finora questo tentativo si è infranto contro la tendenza dominante che vorrebbe piuttosto eliminare l’edilizia residenziale pubblica per sostituirla con forme di edilizia sociale che abbassano la soglia delle garanzie, ad esempio il cosiddetto Housing Sociale che prevede affitti equiparati al canone concordato.
Come vi si accede ?
A causa di questa situazione le case popolari disponibili sono sempre di meno e quindi vi possono accedere un numero molto ridotto di famiglie rispetto alle reali necessità. Ciononostante l’accesso a queste case è regolato da appositi bandi di assegnazione (vedi il sito dell’Ufficio Extradipartimentale Politiche Abitative – http://www.xincasa.net). Dal 2000 il Comune xX aveva un bando permanente per la domanda di alloggio popolare, che si rinnovava ogni sei mesi. Ora questo Bando è stato chiuso e entro il 2011 dovrebbe essere emesso un nuovo Bando e nuovi criteri per le graduatorie.
Il sistema attualmente usato stabilisce una graduatoria di accesso nella quale ogni richiedente ha assegnato un punteggio che varia secondo lo stato di necessità. Il punteggio massimo ottenibile è di 10 punti, attribuito a ha aveva uno sfratto già eseguito, dimostrabile attraverso il V.I.P. – verbale di immissione in possesso – che certifica l’uscita dall’appartamento e quindi lo stato di comprovata difficoltà del nucleo richiedente.
L’avvio della procedura di sfratto, come la sentenza esecutiva di sfratto, danno invece diritto a 9 punti, assegnati attraverso l’invio del documento attestante le procedure sfratto all’Ufficio Politiche Abitative del Comune xX che, ogni sei mesi, aggiorna le domande ed i punteggi relativi.
Da ciò ne consegue la prima grande modifica da apportare all’attuale normativa in tema di casa popolare: non si può aspettare che una famiglia sia per strada per riconoscerle la necessità di un alloggio, bisogna innanzitutto che le venga assegnato il punteggio massimo al momento di avvio delle procedure di sfratto proprio per prevenire il rischio della strada e degli affitti a nero.
Ma bisogna anche prendere in considerazione tutte quelle situazioni abitative “spurie” che sono cresciute a dismisura a causa di una normativa anacronistica e di un mercato dell’affitto inesistente. Anche chi alloggia in condizioni di contrattazione irregolare, di coabitazione, in alloggi inadeguati, in occupazioni, ecc, deve poter veder garantito il diritto al massimo punteggio in caso di perdita dell’alloggio.
Come ugualmente bisogna tenere presente che la modificazione della composizione sociale delle famiglie e la diminuzione dei redditi percepiti, richiedono di comprendere per l’assegnazione del punteggio massimo – in quota parte – anche tutte quelle situazioni di grave difficoltà abitativa relativa ad alti affitti a fronte di bassi redditi e di condizioni socio economiche disagiate. Donne sole o con figli a carico, giovani coppie e singles precari, lavoratori migranti, ecc.
Come si presenta la domanda?
Presso gli uffici U.R.P. – Ufficio Relazioni con il Pubblico – del vostro Municipio troverete i moduli per la presentazione della domanda.
Per la compilazione ci si può rivolgere agli Sportelli territoriali sull’emergenza abitativa e alle Agenzie Diritti.
Presentatevi muniti di dichiarazione dei redditi vostra e degli altri componenti del nucleo familiare. (Sono indispensabili nella compilazione della parte del modulo legata al reddito.)
Cosa implica per l’assegnatario?
Deve ricordare che abita in un alloggio di proprietà pubblica – cioè di tutti – che gli è stato concesso perché la propria condizione economica non gli permetteva di accedere al mercato della locazione.
Se per qualsiasi ragione il reddito familiare dovesse superare il tetto massimo “d’uscita” previsto per le case E.R.P. si perde il diritto a permanere nell’alloggio assegnato. Per i redditi sotto quello “di uscita”, sono previsti invece degli adeguamenti del canone per fasce di reddito.
Se, per il sopraggiungere di una condizione economica migliore, l’assegnatario decidesse di trasferirsi in una casa di proprietà privata, è obbligato per legge – oltre che per motivi di coscienza civica – a riconsegnare l’alloggio assegnato alla legittima proprietà (Comune o IACP).
Chi, invece di riconsegnarla, subaffitta o “vende” una casa popolare commette un reato penale perseguibile dalla legge, perdendo qualunque diritto sull’alloggio assegnato.
Chi è e cosa rischia “l’occupante senza titolo”?
Una persona che abita in una casa popolare della quale non è assegnatario, pagando l’affitto o comprandola dal reale assegnatario, viene considerata occupante senza titolo.
Quando viene segnalata una irregolarità su una casa popolare, la polizia municipale esegue una verifica e, accertata l’irregolarità, sanziona l’occupante senza titolo con una multa e una contestuale denuncia all’autorità giudiziaria che provvede allo sgombero dell’alloggio.
L’occupante corre il rischio di sborsare inutilmente svariate migliaia di euro per comprare una casa che non sarà mai sua! Inoltre sarà obbligato a pagare una indennità di occupazione mensile fino al giorno in cui verrà eseguito lo sgombero dell’immobile.Perde inoltre il diritto a partecipare ai bandi di assegnazione della casa popolare.
Che cosa sono le “case di risulta”?
Con questo termine si definiscono le case di proprietà pubblica che periodicamente vengono riconsegnate al Comune o recuperate dall’Ufficio Politiche Abitative. Generalmente vengono riassegnate agli aventi diritti. In alcuni casi invece – per cattiva gestione pubblica o per altro – vengono lasciate vuote e inutilizzate. Segnalando queste situazioni agli organismi competenti, aiuterete il Comune o l’IACP a rientrare in possesso di una casa che potrà essere assegnata a persone che ne hanno fatto richiesta.
Come si “regolarizza” un occupazione occupazioni senza titolo?
Nel dicembre 2006 la Regione e il Comune x hanno varato un provvedimento di sanatoria delle occupazioni senza titolo antecedenti il 20/11/2006, allo scopo di regolarizzare gli occupanti in possesso dei requisiti richiesti dall’E.R.P..
I requisiti per rientrare nella sanatoria sono :
· aver abitato nell’alloggio con continuità dal momento dell’occupazione fino all’assegnazione ufficiale.
· comprovare la data di occupazione tramite certificazione anagrafica, verbale di accertamento della Polizia municipale o autodenuncia dell’occupante in data anteriore al 20 novembre 2006.
· avere un reddito annuo complessivo del nucleo familiare che non superi il limite per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica
· non aver sottratto con l’occupazione il godimento dell’alloggio ad un legittimo assegnatario.
· corrispondere un’indennità di occupazione.
Fino al 20 dicembre 2007 è stato possibile compilare la domanda di sanatoria, disponibile solo su internet accendendo al sito della Regione
Le informazioni inerenti alla sanatoria sono disponibili presso gli sportelli territoriali sull’emergenza abitativa e presso le Agenzie Diritti.
Sent. C. Cass. n.in allegato;

Occupazione senza titolo · Attivazione d’ufficio su segnalazione · verifica dell’occupazione senza titolo tramite la polizia municipale · contestazione all’interessato a mezzo raccomandata A. R. · termine di gg. 15 per la presentazione eventuali deduzioni scritte da parte dell’interessato · provvedimento dirigenziale di intimazione al rilascio dell’alloggio con il termine massimo di 30 gg. – eventuale provvedimento di utilizzo della Forza Pubblica in caso di rilascio forzososent.c.cass.n. 37139/07 del 9 Ottobre 2007
Occupazione abusiva: integra il reato di cui all’art. 633 cp l’occupazione di casa IACP, nonostante vi sia stato il pagamento del canone mensile. Secondo la Corte l’occupazione abusiva di un alloggio di proprietà dell’Istituto case popolari integra l’ipotesi di reato prevista dall’art. 633,639 c.p., nonostante vi sia stato da parte dell’occupante il regolare pagamento del canone mensile, ciò in quanto l’arbitrarietà dell’occupazione non viene meno con tale adempimento. La disciplina dell’edilizia popolare, continua la Corte,poggia sull’inderogabile principio che l’assegnazione degli alloggi popolari deve avvenire secondo criteri prefissati dagli organismi pubblici e da questi verificati attraverso idonee procedure.

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