Morire per strada per mano di uno sconosciuto

Morire per strada per mano di uno sconosciuto
Lunedì 09 Agosto 2010 18:57 Scritto da Emilio Fabio Torsello
Morire per strada, massacrata a pugni da un ex pugile ucraino di 25 anni, Oleg Fedchenko, impazzito e deciso a trucidare a mani nude la prima persona che gli fosse capitata a tiro. E’ successo poco dopo le 8 di mattina, in viale Abruzzi, periferia est di Milano, il 6 agosto scorso. La vittima, Emlou Arvesu, una filippina di 40 anni, era del tutto sconosciuta al suo assassino. A terra, il cranio sfondato da una gragnuola di pugni, il volto della donna era irriconoscibile anche ai parenti più stretti. Per i figli di 17 e 12 anni sarà difficile dare una giustificazione alla morte della madre.

Dell’episodio milanese, però, a lasciare sgomenti non è solo una morte tanto improvvisa quanto insensata ma anche la mancata reazione dei presenti: “Mentre quel tipo la picchiava – ha detto una portiera che ha assistito alla scena – le persone si fermavano a guardare ma nessuno è intervenuto a sua difesa”: non un passante, non uno dei tanti automobilisti che a quell’ora percorrono il viale. Sembra quasi che si sia sviluppata una volontà latente e intrinseca al senso comune a non farsi coinvolgere, a ignorare quanto ci sta accadendo sotto gli occhi. Il prossimo appare lontano, altro da sé.

A scatenare il raptus – pare – quelli che comunemente sono catalogati come “futili motivi”: una discussione in famiglia. Poco prima di massacrare di botte Emlou, ha raccontato alla polizia Larisa, madre del pugile, il ragazzo aveva chiesto i soldi per andare a visitare l’acquario di Genova insieme alla fidanzata. Davanti al rifiuto della madre, il giovane sarebbe andato su tutte le furie e proprio mentre Larisa allertava il 113, per strada si consumava il raptus dell’ex pugile. In casa, accanto al tesserino della Federazione pugilistica, le forze dell’ordine hanno trovato uno storditore elettronico, un grosso coltello da caccia e una mazza da baseball.

Negli stessi giorni, infine, il magazine inglese TIME ha pubblicato in copertina la fotografia di una giovane orrendamente sfigurata dai Talebani: un buco al posto del naso. A questo aggiungiamo anche quanto avvenuto tra Nicolas Sarkozy e Carlà sul set cinematografico di Woody Allen, con il presidente francese che si è lasciato andare al cosiddetto “coup de sang” in pubblico. La violenza sulle donne, dalla scenata al raptus di follia, sta permeando sempre più quel senso comune di civiltà di cui per secoli si è fregiato l’Occidente.

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