CASA.24mila-torinesi-sono-in-coda_7284.html” target=”Ma 24mila torinesi sono in coda

;”>24mila torinesi aspettano una casa ma il comune aiuta gli immigrati</span>

Articolo tratto da “http://torino.cronacaqui.it/news-non-ci-resta-che-diventare-extracomunitari_7283.html&#8221; target=”_self”>«Non ci resta che diventare extracomunitari»

· style=”font-size:9pt;color:#000000;font-family:Arial;”>Ma 24mila torinesi sono in coda

TORINO 28/05/2008

– Il Comune di Torino non cercherà casa solo ai nomadi, ma anche agli immigrati. A patto che abbiano un lavoro, un regolare permesso di soggiorno e siano già seguiti dai servizi sociali. E non rientra tra i requisiti l’essere residenti a Torino da almeno tre anni, come invece è richiesto per accedere ai bandi di edilizia popolare pubblica.
Insomma, non si sono ancora placate le polemiche per la scelta di Palazzo Civico di destinare contributi al reperimento di abitazioni per i nomadi, e già ieri la giunta comunale ha annunciato che stanzierà un altro milione e mezzo di euro a favore di un progetto di inclusione sociale degli immigrati, denominato Isa, tra cui vi è un sostegno all’accesso all’alloggio. La giunta ha, infatti, approvato una delibera per lo stanziamento di un contributo donato dall’ex ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero, da utilizzare per finanziare progetti di inclusione sociale degli immigrati e dei loro familiari.
La delibera – presentata dagli assessori Marco Borgione (Politiche Sociali), Ilda Curti (Integrazione) e Roberto Tricarico (Politiche per la Casa) – permette di accogliere il contributo concesso dal ministero e di avviare l’iter del progetto. «La Città di Torino ha spiegato l’assessore Borgione – ha ottenuto dal ministero per la Solidarietà sociale un contributo che permetterà di finanziare progetti di inclusione sociale degli immigrati e dei loro familiari. Inoltre, a questa iniziativa potranno aderire anche quegli immigrati che hanno lo status di rifugiato politico».Tra gli obiettivi del bando: sostegno all’accesso all’alloggio, accoglienza degli alunni stranieri; valorizzazione delle seconde generazioni; tutela delle donne immigrate a rischio di marginalità sociale; diffusione della lingua e della cultura italiane. Il progetto si aggiunge al precedente già varato dal Consiglio comunale (Abit-Azione) che prevedeva un finanziamento di 750mila euro ed è specificamente indirizzato alle comunità nomadi. Il meccanismo è simile a quello messo in atto per l’agenzia del Comune di Torino, Locare, e in sostanza consiste nell’offrire a chi ne fa richiesta e possiede determinati requisiti degli affitti calmierati. Il proprietario della casa ottiene in cambio degli sconti sull’Ici, Inoltre, Palazzo Civico si inserisce in questo meccanismo in qualità di garante.

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