allarme sgomberi da case IACP

· ALLOGGI POPOLARI. L’ EMERGENZA SGOMBERI IN LOMBARDIA
· Dal corriere della sera lombardia
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ALLOGGI POPOLARI. L’ EMERGENZA In un anno abusivi in aumento del 40 per cento. Il Comune: Lombardo nessuna sanatoria. Il sindacato: distinguere chi è in stato di necessità: Nello stesso tempo non taglia la strada all’ ipotesi di sanare le situazioni di bisogno: « I regolamenti possono essere modificati sulla base delle necessità oggettive, debitamente condivise » .
Allarme case occupate. «Più severità negli sgomberi». Case popolari: boom delle occupazioni abusive nel 2004. Dall’ inizio dello scorso anno a oggi, gli alloggi occupati sono aumentati del 60 per cento nel patrimonio del Comune e del 34 in quello IACP. In totale gli appartamenti presi con un atto di forza sono diventati 4.200. A cui vanno aggiunti altri 350 alloggi occupati tra i 9.000 del demanio. Morale: su un patrimonio totale di 72 mila alloggi ( IACP, Comune e Demanio) quelli occupati sono 4.550, pari al 6,3 per cento. La fotografia della situazione è stata fornita ieri dai sindacati degli inquilini, Sunia e Uniat. Dati aggiuntivi del Comune hanno reso più nitida l’ immagine. Secondo il sindacato, il problema non può essere risolto a colpi di sgomberi. « E’ necessario che il Comune si prenda la responsabilità di analizzare le situazioni una per una – dice Carmela Rozza, segretario generale del Sunia – . Negli appartamenti finiti nelle mani del racket degli alloggi bisogna intervenire con lo sgombero. Quando l’ occupazione è determinata da un reale stato di necessità, invece, serve il coraggio di regolarizzare la situazione » . A separare il grano dalla pula, secondo il sindacato, dovrebbe essere un tavolo in cui siano rappresentati anche Comune, Regione, IACP, forze dell’ ordine. A dire il vero un tavolo con il compito di affrontare l’ emergenza occupazioni esiste già. In prefettura. Ma, secondo Sunia e Uniat ( che in quel contesto non sono rappresentati) i risultati sono scarsi. « Gli sgomberi talvolta riguardano anche persone in stato di necessità » , contesta Rozza. Dal canto suo la prefettura sta andando avanti con costanza nel suo lavoro di coordinamento. Settanta gli sgomberi dal primo dicembre al 30 aprile. Ma il ritmo delle nuove occupazioni è molto più sostenuto. Settecento negli ultimi sedici mesi nel patrimonio dell’ IACP, 500 nello stesso periodo in quello del Comune. A complicare la questione si aggiungono i contratti di quartiere. Con i soldi della Regione, il Comune ha programmato di rimettere in sesto cinque aree di edilizia popolare. Ma come far sgomberare gli abusivi per permette re i lavori di ristrutturazione? Della questione si occupa anche il Pirellone: l’ assessore alla Casa, Piero Borghini, sta incontrando in questi giorni il presidente della Provincia, Filippo Penati, e il sin daco di Milano, Gabriele Albertini. Certo è che, una volta constatato il problema, le soluzioni proposte sono discordi. Anche all’ interno del Comune. Per l’ assessore alla Sicurezza, Guido Manca, se la Regione desse il via libera, la regolarizzazione degli abusivi in stato di necessità andrebbe presa in considerazione. Per l’ assessore agli Affari Sociali, invece, questa strada non è percorribile. Prima di tutto perché sarebbe difficile individuare i criteri per decidere chi deve essere regolarizzato e chi no. « E poi sono contraria a ogni tipo di sanatoria » , sottolinea Tiziana Maiolo. Di sanatoria non vuol sentir parlare nemmeno il vicesindaco, Riccardo De Corato: « L’ unica via è continuare con gli sgomberi » . Ma gli sgomberi hanno già dimostrato di non tenere il ritmo delle occupazioni. « Certo, ci si è messa di mezzo anche la magistratura – sottolinea De Corato – con sentenze che hanno permesso a chi aveva occupato di restare nella casa popolare » . Responsabili della situazione, secondo De Corato, anche Sicet e Unione Inquilini. Anche se il senatore preferisce non fare nomi: « Ci sono sindacati che di fatto organizzano gli abusivi e li sostengono al momento degli sgomberi » . « Il nostro mestiere è stare al fianco di chi è senza casa – risponde Leo Spinelli, segretario generale del Sicet – . E la stragrande maggioranza degli abusivi sono in graduatoria per l’ assegnazione della casa popolare » . Ma cosa pensa la Regione Lombardia, che di fatto ha il potere di dire l’ ultima parola su un’ eventuale sanatoria? L’ assessore alla Casa, Piero Borghini, sottolinea che « i regolamenti sono fatti per risolvere i problemi di chi ha bisogno di una casa e a Milano ci sono 60 mila le domande dei cittadini onesti » . Nello stesso tempo non taglia la strada all’ ipotesi di sanare le situazioni di bisogno: « I regolamenti possono essere modificati sulla base delle necessità oggettive, debitamente condivise » .

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