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Recupero, da parte del Comune, di somme di danaro dovute dallo IACP
9 mar 2011,si trattava di un credito risalente ad oltre venti anni fa e che, il recupero del credito nei confronti dello Iacp….
Fonte di ricerca: http://www.piazzanews.it/…/1809-recupero-da-parte-del-comune-di-somme-di- danaro-dovute-dallo-iacp-i-consiglieri-di-sinistra-ecologi.
Mercoledì 09 Marzo 2011
Recupero, da parte del Comune, di somme di danaro dovute dallo Iacp. I consiglieri di Sinistra Ecologia Libertà: “Quando i nodi vengono al pettine!”
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Circa un anno fa, come gruppo, denunciammo pubblicamente lo spreco di una lauta parcella professionale (oltre ventimila euro) pagata dal Comune di Mottola ad un legale per un parere in merito al recupero di somme di danaro dovute dallo Iacp (istituto autonomo case popolari) ed avente ad oggetto il pagamento degli oneri derivanti dall’occupazione di aree nella zona ex 167.
In quell’occasione mettemmo in evidenza che all’interno della struttura burocratica comunale vi erano delle competenze professionali che non erano state attivate e che comunque si trattava di un credito risalente ad oltre venti anni fa e che, considerando le condizioni disastrose delle finanze dello Iacp, vi erano forti e fondati dubbi sulle reali possibilità che all’Ente potessero rientrare quelle importanti somme; dubbi che hanno trovato una clamorosa conferma negli eventi successivi.
Di fronte alla nostra precisa e circostanziata denuncia si scatenò un autentica canea politica e giudiziaria, culminata con la denuncia per diffamazione presso il tribunale di Taranto nei nostri confronti.
In quei giorni il Sindaco e la sua maggioranza si affannarono nell’affermare che la nostra era la solita denuncia “demagogica spicciola e piazzaiola” e che anzi rivendicavano con orgoglio il fatto di aver pagato quella parcella, in quanto la stessa “avrebbe fatto incassare una cifra 40 volte superiore”; anzi il comune, che nel frattempo aveva affidato questo incarico alla concessionaria di riscossione, era già riuscito ad “incassare i primi 200.000 euro” (frutto dell’anticipazione di cassa della Soget).
Di più, poichè la notizia della denuncia per diffamazione fu da noi appresa a mezzo stampa, in quella nota veniva affermato che “il legale il 21 luglio dello stesso anno ha poi consigliato al Comune di affidare l’incarico alla società di riscossione dei tributi locali, redigendo peraltro anche l’atto di messa in mora ed interruzione dei termini di prescrizione. L’Amministrazione comunale ha preso atto dì questo parere e ha dato mandato alla Soget che è già riuscito a recuperare 200mila euro.” Quindi secondo quell’articolo di stampa la Soget e quindi l’ente Comunale avevano già recuperato, in batter d’occhio, la bellezza di 200.000 euro, ed erano impegnati nel recupero delle restanti 679.000 euro, un’operazione che stante al tenore dello scritto era già praticamente quasi conclusa.
Questa è la fiction messa in scena dal Sindaco Giovanni Quero, che ancora una volta si è dimostrato un vero professionista del capovolgimento della realtà ed autentico fuoriclasse della mistificazione politica, come sempre sostenuto, non si sa se per cieca fede o autentica ignoranza, dai suoi accoliti. La verità, certificata dai documenti o dalle carte, come ama ripetere l’avv. Quero, è un’altra e purtroppo molto più dura per i mottolesi.
Infatti, fino a novembre dell’anno scorso la Soget, nella sua indefessa opera di recupero del credito nei confronti dello Iacp, ha incamerato, per conto dell’Ente comunale, la stratosferica cifra di 4.007,30 (quattromila e sette euro) ai quali andrà, chiaramente, detratto il 17,5% di aggio di riscossione…
Riepilogando e stando così le cose:
Al momento con i soldi recuperati, l’Ente comunale è nelle condizioni di pagarsi il 20% della parcella professionale; Inoltre lo stesso Ente si è indebitato nei confronti della concessionaria Soget per 200.000 euro. Piccolo, ma non insignificante dettaglio: questi 200.000 euro servirono per ingrossare la spesa corrente e quindi per alimentare il circolo vizioso delle spese discrezionali e la giostra clientelare che ruotava intorno all’amministrazione comunale, visto che non un euro è stato impegnato, ad esempio, per co-finanziare progetti di ampio respiro e di grande ricaduta sul territorio oppure infrastrutture.
Come gruppo abbiamo già presentato una interrogazione per chiedere se questa operazione abbia avuto anche l’effetto di “drogare” il bilancio comunale per quanto riguarda gli equilibri di cassa (200.000 euro) e di competenza (la previsione di 879.000 euro) e se ciò, che potremmo definire “esempio scolastico di finanza creativa all’amatriciana” (anzi e considerando le nostre abitudini alimentari alla fave e cicoria) potrà avere dei riverberi sui prossimi bilanci comunali.
In ultima analisi, chiediamo alle cittadine ed ai cittadini di giudicare, con serenità, la bontà di un operazione per cui si spendono 20.000 euro per recuperarne 4.000 e ci si indebita per 200.000 euro.
I consiglieri comunali SEL

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