attesa emergenza abitative -servizi sociali-

Accenno quanto mi riferì Carmela C.. di anni ne ha 55.Riferisce a me,Vincè da via Pacini mi hanno detto che c’è un centro ascolto di andare lì per un supporto psicologico.Ora,le rispondo dopo 5 anni di via vai dai servizi sociali,devono ascoltarti le palle di menerico,non capisci che ruotano sul tempo versato e da versare.Riferisce otto giorni fa ,febbraio anno 2007,l’assistente sociale mi disse che ha telefonato a Roma dalle mie figlie,chiede perchè non avessi intenzioni di andarmene là.La sprono,le dice che a me dispiace ,ma le suggerisco di mandare a fare a quel paese tutti,così non credetti alle mie orecchie,il giorno seguente mi riferì che dal dormitorio mi cercava l’assistente sociale.iI motivo fu istigato da me,disse a me:vincè ieri sera all’arrivo in dormitorio mi chiesero se avessi mangiato,le risposi male dicendo di andarmene di darmi quei quattro stracci .Mi risposero di riflettere :dissi che avevo già riflettuto abbastanza .Così nel lasso di una settimana mi fecero vedere la casa ,facendomi cambiare idea,feci come da sprone mandai a fare in culo tutti,non mi avevano mai vista così incavolata . Oggi gli hanno assegnato un alloggio popolare. Ma in quell’occasione con rammarico mi riferì che era morta Concetta ,dopo un avviso avuto di sfratto,riferiva di averla conosciuta nel dormitorio femminile in via Pacini,che erano state compagne di sventura,mi chiese di farle le copie dei giornali,così feci.Mi offre un caffè a casa sua ,a vederla mi rammarica ,riferisce enzo mi hanno dato la casa,mel’hanno fatta sputare di sangue .Riferisce me ne stavo andando a Genova,Milano,senza metà,grazie per avermi spronato,60 anni pesano,non ce la facevo più, non ne potevo più di dormire dormitori AVEVI RAGIONE TU,CI MANCAVA SOLO IL CENTRO ASCOLTO . Mi chiede: mi dai una mano a dare il bianco nella camera da letto?Le dissi di si. Poi ha dovuto troncare l’amicizia a seguito delle male lingue,le davano la nomea della sposina,lei a malincuore mi disse che non dovevo più andare a casa sua. Ma a vederla,mi faceva pena,ci incontravamo per caso al di fuori ,mi invita ad un caffè, le dico di sì ,nell’attesa di essere serviti,notai :una mano dove porta sempre un guanto,Le chiedo:riferisce che soffre di artrosi ,visto le mali lingue non verrò più a casa tua,le confermo,per l’ultima volta nell’androne le lasciai un tavolino,lasciando commessa al vicino,ne fu contenta . Riferisce,che a Roma non vuole andare ,magari quando sarà più vecchia senza speranze, accenna:vivo con la misera reversibilità di mio marito,la cifra è talmente irrisoria che devo tirare cinghia per arrivare a fine mese. Dai servizi sociali ,anni indietro mi volevano obbligare ad operarmi l’occhio, onde a loro parere, aumentare il punteggio d’invalidità, per aver ancor prima la casa ,mi minacciavano:mi istigarono ad andare in una casa famiglia,dietro pagamento retta mensile,e che se non accettavo,altrimenti la pratica era lunga,o sarebbe diventata ancor più lunga,tutto: per aver questa maledetta casa,a mio malgrado accettai. Riferisce che il neurologo non le consigliava di operarsi l’occhio,come suggerito dal servizio sociale,giustificò a me che,era dovuto ad un tic nervoso,constatato dal neurologo,quindi asserisce :vedi di quanta tranquillità ne avrei bisogno,anche una vita serena a questo punto mi hanno proposto di andare in comunità alloggio parte dell’affitto mi veniva detratto dal mio misero reddito,il restante a carico dal servizio sociale.In seguito,il neurologo mi ha proposto di aver tranquillità cosa che non trovavo in una stanza in condivisione con quattro persone, mi fanno uscire e mi sento costretta a pernottare nei dormitori.su questo aspetto:riferisce vincè me l’hanno fatto sputare di sangue questa casa. Mi pronuncio in seguito, dopo aver avuto altre comunicazioni :quando rivedrò Carmela per il momento penso: auguri Carmela. Ieri ho visto Carmela mi chiede ulteriormente se le do una mano per mettere in ordine la casa ,solo per il dispiacere che covo dentro di me le dico di si.. Andati a casa sua , mi riferisce che non installerà il gas perchè non ha la possibilità di pagare le bollette ,la indirizzo all’Ufficio Pio S.Paolo,ma non annuisce,proietta tutto sull’energia elettrica,pensa di comprarsi una stufetta elettrica ed una piastra elettrica per far qualcosina da mangiare.Mi conferma che aveva accennato a voce alta che quindici giorni fa che era stufa e che se ne stava andando via da Torino,quindi presupponevo che l’alloggio lo avesse preso da poco,riferisce si vede che qualche operatore del dormitorio lo ha riferito ai servizi sociali dove era presa in carico,(MI HANNO PRESO PER I CAPELLI) accenna, e a questo punto hanno preferito concludere la pratica assegnandole l’alloggio, ( IN POCHI GIORNI FU CONTATTATA DAI VIGILI URBANI,DAL SERVIZIO SOCIALE ,OGNI SERA C’ERA UNA COMANDA PER ME )ed in fretta e furia .a sua insaputa Carmela non sapeva che dopo 5 anni la pratica si prescrive,il ricovero in comunità alloggio servisse per non far prescrivere la pratica. Quando incontrerò Carmela le chiederò come si sente dopo tutti anni di attesa in dormitori,ed in fine in casa alloggio.Ho rivisto Carmela,mi ringrazia sempre,accenna ti avessi conosciuto prima, io scherzando:vai dal centro ascolto,non ho tempo per sentirti,io:devono sentire le palle di menerico,mi offre un caffè al bar,le dissi:quella che diceva che eri la mia sposina,deve dare conto con l’urologo,va a pisciare sempre ,ritenei utile doveva mordersi la lingua. Ora:a quanto appreso personalmente in questi anni:Vedasi sulle basi di una legge quadro nazionale (su riflesso con legge regionale) tutti i comuni d’Italia emettono un bando quasi ogni tre anni,le regioni su decentramento ai Comuni vedi Legge Quadro, hanno delegato i comuni a seguire l’iter di codesti bandi ed espletamento delle pratiche bando e di assegnazione,infine tutte le domande vengono approvate dalla commissione regionale. Oltre ai bandi i comuni applicano con propri regolamenti altri due tipi di criteri per l’ assegnazione di case popolari, ossia: uno in emergenza abitativa in via ordinaria: a seguito di sfratto per finita locazione, o sfratto per morosità incolpevole,due,in emergenza abitativa in via straordinaria,ossia: in casi di calamità pubbliche,o casi dove vi siano soggetti seguiti dai servizi sociali.Anche codeste assegnazioni infine vengono vagliate dalla commissione casa regionale.Nei criteri in via straordinaria il comune di Torino, su suo regolamento il numero 296/04,dietro segnalazione dei servizi sociali,istruisce delle domande,e conclude dopo aver avuto il rapporto di tali servizi.Su questo ultimo aspetto,vedi il caso di Carmela C.,ho sentito persone che la loro pratica è stata conclusa dopo nove anni di attesa.SU questo aspetto fu giustificato loro:a termine progetto di aiuto concluso. Altre persone hanno atteso cinque anni,altre dopo tre anni,come il caso su scritto.il criterio di due anni di attesa a parer mio(a conclusione pratica )forse è stato il più celere,a nota quanto appreso dai quotidiani: una donna sessantenne ,dopo due anni che viveva in una vettura causa bronchite,si rivolge all’ospedale,la stessa dichiara di aver dormito due anni nella propria vettura si attiva il servizio sociale dell’asl,la stessa ha dichiarato che era seguita dai servizi sociali del comune e che fino al giorno del suo ricovero non avevano trovato nessuna soluzione abitativa,all’atto della sua dimissione ospedaliera si è trovata una casa d’urgenza da parte dell’ufficio di emergenza abitativa del comune.negli altri casi: i servizi sociali classificano gli anziani ultra sessantenni o invalidi con percentuale pari o superiore al 75%. in questi casi i servizi sociali collocano, per oltre 14 mesi ,questi soggetti in una casa alloggio” ( OGGI CHIUSA; PERCHE’ IL PRESIDENTE DELLA REGIONE PIEMONTE HA TAGLIATO I FONDI A DETTI SERVIZI;IL COMUNE REPLICA:FAREMO RICORSO;PERCHE’ INCOSTITUZIONALE;NON GUARDA LE SUE DI INCOSTITUZIONALITA’)’oppure in alternativa la sistemazione avviene in alberghi convenzionati sia negli alberghi ,che nella casa alloggio come regolamento dello stesso comune di torino il soggetto deve pagare una quota pari o quasi tutta la sua pensione sociale,in compenso il comune le convenziona dei pasti e dall’importo totale della pensione le lascia all’interessato 60 ero mensili per ottemperare i propri bisogni primari.Su questo punto ne sono sicuro perchè più di una persona lo ha lamentato. nel caso di un soggetto sessantenne privo di pensione il comune si trattiene l’importo che doveva corrispondere a titolo di sussidio sociale ( tale sussidio riferiscono gli interessati,al compimento dei 60 anni viene elevato in misura doppia rispetto al sussidio ordinario:380 €) anche a costoro le da il diritto dei pasti convenzionati. mediamente se non per casi gravi (tipo il caso su elencato)la pratica di assegnazione per la casa si conclude all’incirca dopo 14 mesi. alcuni soggetti inseriti nei casi sociali al di sotto dell’età anagrafica di quarant’anni in programma di una assegnazione casa in emergenza abitativa, riferiscono di aver vissuto per oltre quattro anni in dormitori, i primi due anni si assoggettano per un punteggio pari a punti 4 (testo della legge regionale : chiunque a titolo provvisorio è sprovvisto di abitazione , di aver vissuto anni due in baracche o simili,punti 4)alcuni hanno riferito che dai dormitori non le è stato riconosciuta l’ultima settimana ,quindi all’atto del bando non erano due anni dichiarati (v. sopra) e non le è stato attribuito il punteggio. il comune ha risposto ad altri soggetti che si sono resi reperibili, quindi, è stato hanno dichiarato che non hanno dato la reperibilità,resi irreperibili, (IRREPERIBILI,CON PROBABILITA’ DI ESSERE CANCELLATI DALL?ANAGRAFE DOVE SI E’ RESIDENTI )a loro insaputa dopo tre sopralluoghi effettuati dai vigili accertatori ,sono stati cancellati ,e sono stati esclusi dalla domanda di emergenza abitativa. Altri soggetti hanno dichiarato la situazione familiare:innescato un iter di sopralluogo,hanno dirottato il marito in dormitorio,la moglie anche , si sono visti togliere i figli tramite il Tribunale dei minori,affidati ad altre famiglie Essendo in prevalenza soggetti :donne divorziate o ragazze madri anch’esse inviate in dormitori. alla luce di quanto appreso:vedi il caso di Anita C., in tal senso ,sono giustificati gli anni impiegati dai servizi sociali ad espletare la pratica. I soggetti che inviano per una sistemazione provvisoria alla convivenza nei dormitori fino a conclusione pratica come soluzione in exstremis ,inviati dagli stessi assistenti sociali dove si erano rivolti al fine di una soluzione al loro problema lavorativo anche con valutazione della situazione abitativa.

:MAURO ;dopo la morte del padre fu sgomberato da alloggio popolare per morosità,ex lavoratore con oltre 18 anni versati di contributi,ora vittima dell’alcol,MI FA UNA PENA QUANDO LO VEDO;mi esprime tutto il bene che mi vuole.Oltre 5 anni che dorme dormitori dormitori,ora mi risponde enzo,non me ne fotte un cazzo di nessuno,a ma mi vuole un bene dell’anima.

Giuseppina Z.,di attesa ne ha avuto otto di anni affinché il servizio sociale la dichiarasse in emergenza abitativa.Lamenta un via crucis di dormitori femminili,prima che le dessero la casa.Lamenta una vicissitudine orrenda,locali sporchi,convivenza forzata con persone che ne avrebbe fatto volentieri a meno.ora vive grazie a servizi sociali con 246,00€ al mese ,e ne paga 57,00 d’affitto.Auguri Giuseppina.

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