sgomberi da case popolari -L’urp ,risponde il dirigente mi diede ordine di non ricevere sue missiva di reclami-operatore comune di Torino n.16

Gestione dei reclami e delle segnalazioni URP Come utilizzare in maniera costruttiva la collaborazione dell’utente
La gestione dei reclami e dei suggerimenti è un’azione importante e fondamentale per le organizzazioni e le amministrazioni per molteplici motivi: in primo luogo, consente di migliorare il servizio alla luce delle considerazioni provenienti dall’utente, predisponendo rimedi e azioni correttive o preventive; dall’altro, permette di migliorare la soddisfazione e il consenso attorno alla stessa organizzazione e ai servizi/prodotti erogati, diventando così un modo per migliorare e monitorare più in generale la qualità dei servizi e per diffondere l’immagine di un’organizzazione attenta alle esigenze e ai feedback dei suoi utenti/clienti.

Un sistema di gestione di reclami e di suggerimenti dovrebbero prevedere alcuni passaggi, quali:
· elaborare delle procedure di reclamo formalizzate e condivise, volte a incoraggiare la soluzione rapida dei problemi e la responsabilizzazione del personale nella gestione del reclamo stesso.
Per essere corretta e realmente utile una procedura deve avere alcune caratteristiche:
– essere scritta in un linguaggio semplice e comprensibile
– essere semplice da seguire sia per gli utenti che per gli operatori
– favorire una veloce risoluzione dei casi
– fissare e monitorare termini di tempo per l’accoglimento, la risposta e l’informazione sulle iniziative intraprese per risolvere il problema
– contenere l’indicazione di tutti i passaggi
– coprire sia i reclami relativi alla gestione, sia quelli relativi alle politiche
– essere rivista periodicamente
· creare una struttura organizzativa per la gestione dei reclami
La struttura di gestione dei reclami può essere organizzata sia a livello locale che centrale. A livello locale (per settori o individui)
presenta il vantaggio di dare risposte più veloci e promuovere una maggiore responsabilizzazione nei confronti dei reclami, ma rende più difficoltosa una valutazione complessiva. A livello centrale (attraverso un ufficio apposito – ufficio assistenza clienti, ufficio reclami – o attraverso un funzionario appositamente incaricato), invece si garantisce che tutti i reclami vengano gestiti in modo completo, e consente un monitoraggio generale ma scoraggia la responsabilizzazione dei singoli servizi e operatori

· creare dei facili e reperibili moduli da compilare per la presentazione scritta del reclamo/suggerimento
· registrare i reclami, creare una banca dati in cui poter archiviare tutte le informazioni raccolte (scritte e orali)

· redigere dei report e delle analisi sui reclami, garantendo la verifica in base alle segnalazioni pervenute, delle identificare “aree di disservizio” e il conseguente processo di miglioramento
Le informazioni relative ai reclami devono essere periodicamente consegnate ai responsabili/decisori (tecnici e amministrativi).
I report contenenti queste informazioni dovrebbero:
– individuare chiaramente il volume di reclami, suddivisi secondo le diverse categorie
– includere raffronti con gli standard di servizio promessi e con i risultati raggiunti in periodi preceden
– comprendere un’analisi qualitativa dei “temi chiave”, per illustrare i dati quantitativi e illuminare le aree critiche
– proporre azioni per il miglioramento
· prevedere delle modalità di risposta definendone con precisione i termini e tempi
Nel momento in cui i cittadini/utenti si sentono coinvolti in un processo di gestione, in loro si creano delle aspettative che riguardano soprattutto la possibilità che la loro opinione sia realmente considerata e possa essere concretamente utile. Per questo motivo è necessario dare un feed back all’utente che ha inviato una segnalazione, e permettere, entro tempi cert e stabiliti, di avere un riscontro sul reclamo presentato e sulle azioni intraprese in tal senso dall’amministrazione.
La risposta può avvenire secondo diverse modalità: per telefono o per mail, e nei casi più complessi attraverso un incontro.
· informare il cittadino sugli standard di servizio sui casi di inosservanza e sulle modalità attraverso le quali è possibile presentare un reclamo (indicando i canali e le persone a cui rivolgersi), incoraggiare il reclamo e rimuovere le barriere anche attraverso la previsione di punti di raccolta delle segnalazioni molto visibili

Per agevolare i cittadini nella espressione dei loro reclami e suggerimenti possono essere utilizzati diversi strumenti: formulari, pieghevoli e cartelloni, newsletter e opuscoli prodotti dall’organizzazione anche per altri scopi , “help-desk” (un punto visibile, nella stessa struttura degli uffici, in grado di erogare informazioni e di ricevere reclami), “brand” (un logo riconoscibile, che il pubblico può collegare immediatamente al punto di accesso per i reclami), spazio specifico sul sito istituzionale, forum, ecc.
Gli utenti presenteranno reclami solo se avranno la sensazione che l’organizzazione presta ascolto alle osservazioni e le utilizza. Non reclameranno se avranno la percezione che il loro contributo “non serve a nulla”. Le organizzazioni che decidono di mettere in atto un sistema di gestione dei reclami, devono indicare chiaramente che:
– i reclami sono bene accetti
– verranno approfonditi attentamente
– se appropriati, verrà data loro una risposta
– le informazioni saranno utilizzate per migliorare il servizio
– il fatto di avere “protestato” non provocherà ritorsioni o discriminazioni da parte del personale

Inoltre, il sistema di gestione dei reclami deve tenere conto delle persone con particolari difficoltà (che ad esempio parlano un’altra lingua, o che non sanno leggere); a tal fine, per agevolare gli utenti nella presentazione del reclamo, possono essere predisposti dei moduli contenenti le informazioni necessarie alla registrazione.

– curare l’atteggiamento degli operatori nei confronti del reclamo: la funzionalità di un sistema di gestione dei reclami, infatti, è garantita non solo dalla procedura formale, ma anche dall’atteggiamento degli operatori, che devono comprendere che la gestione dei reclami è una parte integrante sia dell’attività di cura dei clienti, sia dell’attività specifica di ogni operatore, e non un’intrusione fastidiosa, riconoscendo i benefici di un buon sistema di gestione dei reclami e intendendo il reclamo come un’opportunità sia per “aggiustare le cose” rispetto al singolo utente, sia per migliorare il servizio.

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Gestione segnalazioni/reclami (ottobre 2008)

2/10/2008 Paola Sconosciuto Comune di Mesagne

Salve , vorrei sapere il vostro parere o metodo di gestione relativi
alla procedura da seguire come ufficio URP. Cioè la mia domanda è: una
volta che il cittadino si reca presso l’URP per fare la segnalazione, il
reclamo o la richiesta e viene inoltrata presso l’ufficio preposto cosa
deve attendere l’URP? Dove deve ritornare il cittadino per chiedere
informazioni?
Grazie e buon lavoro Paola

3/10/2008 Daniela Malusa Ufficio Relazioni con il Pubblico Provincia di Verona

Nella gestione dei reclami l’ufficio relazioni con il pubblico è fondamentale.
Una volta ricevuto la segnalazione questa viene protocolla e assegnata all’URP e all’ufficio/diriegente/riferimente del settore/servizio del reclamo.
Il responsabile del settore “indagato” prepara la risposta scritta che può decidere di inviare direttamente all’interessato e mandarne una copia all’URP oppure prepararne una bozza e l’URP la completa e la invia all’utente.
Indubbiamente l’utente deve lasciare i propri dati per avere una risposta che va inviata o via lettera o via mail secondo come indica l’utente.
E’ compito dell’URP far rispettare al servizio i termini previsti per la risposta al cittadino.
Al fine del tutto l’URP manda il report all’ufficio qualità (ovviamente se c’è)

Cordiali saluti

3/10/2008 Stefano Benini Responsabile Servizi di comunicazione Comune di Desenzano del Garda

In linea di massima vedo preferibile che il cittadino torni là dove si era
rivolto la prima volta, in questo caso all’URP.
E’ lui che deve fare da “traduttore simultaneo” tra l’ufficio e l’utente.

3/10/2008 Deanna Conficconi Ufficio URP Comune San Mauro Pascoli

Sono d’accordo.
Anche se nella realtà questo si scontra con la difficoltà di ottenere
risposte dagli uffici!!

3/10/2008 Maria Raia URP MULTIENTE Comune, Provincia e Prefettura di Prato

L’Urp multiente di Prato gestisce i reclami e le segnalazioni già da molto tempo. Utilizziamo un programma semplice per la raccolta degli stessi, cercando di limitarne al massimo la dispersione. I reclami quindi sono dall’Urp assegnati ai referenti dei servizi o inviati alle partecipate per la risoluzione dei problemi. L’Urp nella maggior parte di casi risponde al cittadino. Alcuni servizi rispondono direttamente all’esponente ma in ogni caso l’Urp riceve comunicazione della chiusura della pratica.
La procedura è abbastanza consolidata e consente al cittadino di avere un punto di riferimento certo. Recandosi ai nostri sportelli può avere informazioni sulla sua segnalazione.

3/10/2008 Rudi Stevanato ITIS Levi – Mirano

Buongiorno a tutti,

mi permetto di aggiungere inoltre che, in linea con la direttiva per
l’amministrazione digitale, un sistema tale dovrebbe anche consentire la
visione delle segnalazione online, su sito web (ed eventualmente anche
consentirne l’inserimento di nuove).

Approfitto dell’argomento per comunicare che il 19 settembre 2008 il sistema
di gestione delle segnalazioni online presentato con il Comune di Spinea
(Ve) è stato segnalato nel sito http://www.comunicatoripubblici.it a dimostrazione
che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione possono dare un
contributo concreto al miglioramento della vita dei cittadini.

6/10/2008 Rita Tirelli Comune di Cavriago

Salve a tutti. Il Comune di Cavriago ha attivato da circa due anni un sistema di gestione delle segnalazioni da parte dei cittadini piuttosto efficace, che consente di tenere monitorati tempi e modalità di risposta. In pratica abbiamo acquistato, all’interno del software che gestisce il protocollo informatico, un modulo a parte per la gestione delle segnalazioni. Il cittadino che si rivolge all’URP per la segnalazione deve lasciare nome, cognome, indirizzo, telefono o mail. L’URP inserisce la segnalazione nel software (che è web based, non in locale) e sceglie da una lista, concordata a suo tempo con i vari uffici, la categoria a cui assegnare la segnalazione. Le categorie sono ad esempio strade, illuminazione pubblica, verde, sicurezza, ecc. Ad ogni categoria è associata una persona/ufficio, che è colui che dove risolvere la segnalazione. L’ufficio competente riceve una mail, all’interno del programma del protocollo, che contiene una scheda con la segnalazione. La segnalazione viene sempre inviata per conoscenza anche al Dirigente, Assessore di riferimento e al Sindaco. Una volta risolta la segnalazione l’Ufficio competente risponde sempre tramite il software all’URP, che a sua volta risponde al cittadino: telefonicamente, se la risposta è semplice, con una lettera o mail se la risposta è più complessa.

Solo a questo punto la segnalazione risulta chiusa. Dopo una settimana l’URP telefona al cittadino per chiedere se è rimasto
soddisfatto delle modalità e dei tempi di risoluzione del problema. Il feedback del cittadino viene inserito nel software.
Mensilmente l’URP invia al Sindaco e agli Assessori il report sulle segnalazioni: la statistica è quantitativa (quante segnalazioni) e qualitativa (su quali argomenti). C’è infine una statistica a parte sui tempi medi di risposta e sulla soddisfazione dell’utente.

Tale sistema è riportato in modo speculare sul sito del Comune: in questo caso la mail arriva direttamente all’URP, che poi procede ad inserire la segnalazione nel software.

Sperando di essere riuscita a condensare in poche righe la nostra esperienza, vi saluto e vi auguro una buona giornata

6/10/2008 Rudi Stevanato ITIS Levi

Il procedimento è lo stesso adottato anche dal comune di spinea, con la differenza che il software di gestione non è in intranet (solo per gli uffici), ma è totalmente visibile online. Questo significa che il cittadino inserisce da solo la segnalazione (se lo desidera, altrimenti lo può far fare dall’urp) e controlla sempre in internet in che stato si trova la segnalazione. La risposta la riceve sempre in internet ed eventualmente nei recapiti personali alternativi indicati. Questo ha il vantaggio, oltre che a rendere completamente trasparente il servizio al cittadino, di consentire a tutti di vedere le altre segnalazioni, di evitarne di doppie, e di far vedere che il comune funziona, e funziona per il cittadino.

6/10/2008 Stefano Benini Responsabile Servizi di comunicazione Comune di Desenzano del Garda

A Desenzano ci stiamo rivolgendo al software Kayako, che a rima vista appare
molto simile.
Qualcuno ha esperienze a riguardo?

10/10/2008 Daniela Ronconi Responsabile del Servizio Diritti del Cittadino
Comune di Rosignano Marittimo (LI)

Salve a tutti,
il servizio Diritti del Cittadino, in collaborazione con il CED del Comune di Rosignano Marittimo sta sperimentando un sistema creato da noi che sta producendo ottimi risultati.
Si tratta di un registro informatico di gestione delle segnalazioni che consente a tutti di inserire autonomamente le segnalazioni sia agli operatori interni, di ciascun servizio, sia ai cittadini. Niente più spreco di tempo in telefonate, né carta. Un sistema di comunicazione integrata capace di coinvolgere in tempo reale tutti i soggetti interessati dalle segnalazioni.
L’ultima innovazione riguarda la possibilità riservata al cittadino di digitare direttamente dal proprio pc di casa o dal palmare la segnalazione, riceverà una mail con il numero ed una password che permetterà al medesimo di controllare le varie fasi di lavorazione da parte dei servizi competenti, fino alla sua completa evasione. Il servizio diritti del cittadino è titolare dell’Iter pertanto assegna la pratica al servizio di competenza o a più servizi se la richiesta è articolata, e la monitorizza al fine accertare che l’iter sia concluso. Ma è interesse del servizio competente chiuderla appena possibile, in quanto tutti possono vedere e.. confrontare.
Quando la segnalazione viene chiusa al cittadino arriva comunque una mail di informazione.
Una volta registrata la richiesta, via rete, essa appare contemporaneamente sul terminale dell’Assessore, del Responsabile del Servizio e dell’operatore o di chiunque altro coinvolto nella segnalazione.
Ciascuno ha quindi la possibilità di vedere in tempo reale le richieste, di rispondere subito se è possibile, oppure dare pareri, indicare tempi di realizzazione, il risultato del sopralluogo, o quant’altro. Il grande vantaggio è che tutte le richieste rimarranno per sempre registrate, complete delle varie fasi di lavorazione e di risposta definitiva. Saranno sempre visibili e consultabili da qualunque terminale della rete interna.
Tale programma non ha alcun costo, è accessibile da qualsiasi postazione della rete interna senza bisogno di installare alcun applicativo. La gestione è veloce, semplice e multiutente
Il gruppo di lavoro che elaborato tale sistema è costituito dagli operatori del servizio diritti del cittadino e da un programmatore del CED: abbiamo provveduto a testarlo prima di usarlo e alcuni servizi hanno aderito spontaneamente alla sperimentazione, come “uffici pilota”, dopo aver preso visione dei consistenti vantaggi derivanti dall’utilizzo di questo nuovo applicativo. Va inoltre considerato che vi sono nel programma vari livelli di autorizzazione, pertanto ciascun utente potrà operare in base ai permessi assegnati dal responsabile. Nella fase successiva altri servizi saranno coinvolti nell’uso del programma in modo da favorire il processo di comunicazione interna integrata.
Questi gli ultimi miglioramenti:

ASPETTI SISTEMISTICI

1. piattaforma opensource, perciò non hanno costi né il sistema operativo “Linux”, né il motore di scriprting “php”, né il motore di database “mysql”.
2. accessibile da qualsiasi postazione della rete interna senza bisogno di installare alcun applicativo. E’ necessario solamente un browser web tipo “Internet explorer” o “Mozilla Firefox” o altri.
3. Velocità dell’applicativo notevolmente migliorata, soprattutto dalle sedi remote.
4. L’applicativo lavora su un server dedicato. Certezza della fruibilità dei dati. Backup centralizzati.
5. gestione multiutente.

ASPETTI OPERATIVI:
6. possibilità di inserire segnalazioni da parte di un utente, relativamente ai servizi di cui fa parte.
7. prioritirizzazione delle segnalazioni.
8. inserimento lavorazioni della segnalazione.
9. chiusura segnalazione, con relativo esito.
10. canale di ricezione.
11. impatto ambientale (emas)
12. anagrafica completa del cittadino, utile ai fini statistici ed operativi.
13. invio di e-mail contenti l’anagrafica ed i dati della segnalazione a soggetti multipli preindividuati.
14. gestione dei soggetti/indirizzi email.
15. tracciabilità elenco destinatari della mail, ed orario di invio.
16. stampa su carta o file della segnalazione, da consegnare come promemoria a chi effettuerà l’intervento.
17. duplicazione segnalazione per velocizzare i tempi di inserimento ed evitare di inserire di nuovo l’anagrafica cittadino
18. modifica anagrafica cittadino.
19. modifica dati segnalazione.
20. ricerca full-text all’interno dell’anagrafica, della segnalazione, delle lavorazioni.
21. folto elenco di statistiche disponibili: totale, per sevizio, per frazione, per frazione e servizio, conteggi per servizio, conteggi per frazione, conteggio per canale di ricezione, conteggio per tipologia.
22. informazioni sulle novità e modifiche correttive/migliorative apportate dell’applicativo.
23. visualizzazione delle informazioni personali dell’utente collegato.

ASPETTI AMMINISTRATIVI:

24. ottimizzazione dei database di Mysql (motore database) direttamente dall’interfaccia web.
25. gestione dei log delle operazioni. Tracciabilità di chi fa cosa, quando e da quale pc.
26. gestione operatori: creazione, eliminazione, modifica password, appartenenza servizi, ruoli, abilitazione/disabilitazione, dati personali.

Sperando di essere stata utile, vi saluto e vi auguro una buona giornata

10/10/2008 Rudi Stevanato ITIS Levi

Sembra simile all’esperienza di Spinea (VE).

Visitando il sito ho visto però che la segnalazione è consultabile solamente da chi l’ha segnalata e non da tutta la comunità. Come mai è stata fatta questa scelta?

11/10/2008 Dott.ssa Gloria Cassinadri Responsabile Servizio Urp Comune di Cesenatico

Interessante!
Quindi se ho capito bene l’avete già testato e ora lo state usando?
Si puo’ avere una demo?
Complimenti per l’iniziativa e grazie per avre condiviso la cosa .
Cordialità
13/10/2008 Dott.ssa Michela Cecchetti Responsabile Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Cascina (Pisa)

Considerato che l’argomento è di interesse comune, vi informo che il Comune di Cascina sta utilizzando un sistema analogo a quello del Comune di Rosignano Marittimo in via definitiva (non sperimentale) da Aprile 2008. Le differenze riguardano esclusivamente alcun aspetti operativi (trattamento delle segnalazioni), affidati in via esclusiva all’Ufficio Relazioni con il Pubblico, dove è quindi localizzato l’amministratore del sistema. L’Ufficio provvede in tempo reale alla selezione e allo smistamento dei messaggi a tutti i soggetti interessati. Gli aspetti sistemistici sono quindi del tutto analoghi, come quelli amministrativi. Considerato l’elevato numero di messaggi ad esso destinati, il nostro “Servizio Pilota” è stato quello dei Lavori Pubblici, il primo a sperimentare con successo le novità e i vantaggi del sistema.
Buona giornata a tutti

13/10/2008 Stefano Benini Responsabile Servizi di comunicazione Comune di Desenzano del Garda

Riferisco della nostra esperienza.
Nell’impostare il nuovo sistema non abbiamo ritenuto necessario, e neanche
opportuno, che le segnalazioni fossero visibili a un pubblico indifferenziato.
La formula è stata sperimentata per anni in una rete civica e presentava
diversi aspetti negativi:
– aumento del tono polemico degli interventi
– nascita di segnalazioni emulative
– crescita di un dibattito parallelo per il quale ci sono strumenti più idonei
Viceversa non abbiamo riscontrato i presunti vantaggi (creazione di una banca
dati di segnalazioni e risposte, auto-controllo dei tempi di risposta).

14/10/2008 Daniela Malusa Ufficio Relazioni con il Pubblico Provincia di Verona

Sono concorde sui rischi di pubblicare i reclami. Come esperienza c’è bastata la campagna mediatica che è stata avviata contro di dipendenti pubblici. Nel nostro ente abbiamo sempre avuto veramente molti pochi reclami ora la media si è decisamente alzata e contengono anche insulti.

15/10/2008 Rudi Stevanato ITIS Levi

E’ giusto. Ogni amministrazione si espone come crede.

16/10/2008 Paola Sconosciuto Comune di Mesagne

Mi trovo d’accordo alla scelta di non far vedere la segnalazione a
tutti, anche per una forma di correttezza da parte di chi effettua la
segnalazione. A volte anche in funzione del tipo della segnalazione non
è opportuno, pertanto in virtù di ciò è necessaria una scelta che sia
univoca Grazie del supporto. E’ un ottimo aiuto.

16/10/2008 Rudi Stevanato ITIS Levi

i dati di chi effettua la segnalazioni non vengono MAI visualizzati, solo il
contenuto.
inoltre aiuta altri cittadini a non effettuare segnalazioni doppie e a
verificare che effettivamente l’ente sta facendo qualcosa.
inoltre rientra nei requisiti di trasparenza tanto blasonati nella legge
241/90 con successive int e mod nel 2005.

(questa volta parlo da cittadino :ANCHE IO )

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Una Risposta to “sgomberi da case popolari -L’urp ,risponde il dirigente mi diede ordine di non ricevere sue missiva di reclami-operatore comune di Torino n.16”

  1. enzuccio62 Says:

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    Notificatemi di nuovi post via email

    3.Conferma del messaggio inviato a
    alle 29/05/2008 15.16

    Il messaggio è stato visualizzato nel computer del destinatario alle 29/05/2008 15.27

    lettera in bozza

    Legenda: sergio chiamparino sindaco di torino , livia.capobianco resp. uff. segr. del sindaco funz.annalisa russo resp. uff. erps

    ——————————————————————————–

    Da: vincenzo.arruzza@alice.it
    Inviato: gio 29/05/2008 15.16
    A: annalisa.russo@comune.torino.it
    Oggetto: valutazioni quanto intercorso all’app. del 29/05/08 da corregere integrare e protocollare in seguito.

    Oggi 29/05/08 su proposta di appuntamento vengo ricevuto dall’assesore casa del comune di torino,ho riferito che tre mesi fa mi hanno negato l’appuntamento (di cui un funzionario che lo negò al tempo era presente al colloquio ,presente anche il funz. di lo.ca.re.) lo stesso funzionario responsabile uff. erp si giustifica e risponde: perchè il suo caso era stato chiuso,tale funzionario ,al mio ricevemto e/o colloquio alla presenza dell’assessore ripropone quanto si era evidenziato oltre 8 mesi fà ossia: un contratto con affitto convenzionato in merito alla l.431/98,ho nuovamente rifiutato la sua proposta tra l’altro senza dar atto su mia richiesta al tempo ,di come vengono assegnate le case con contratto convenzionato, non si ha avuto atto di un regolamento comunale a riguardo,conosco solo un decreto dello stato ed una circolare ministeriale( a nota affinchè non mi delucidano i criteri dell’ assegnazione case pubbliche con convenzione l. 431/98 illustrando dei regolamenti comunali in tale proposito ho dichiarato che prendo un periodo di riflessione,in caso contrario considero l’offerta un raggiro alle leggi quadro, in quanto ho diritto di sapere come si viene inseriti in una graduatoria di merito,e, valutarla, tra l’altro tre anni fà non si accennava per nulla l’esistenza di una sistemazione abitativa in questo senso, motivo anche di un mancato rasserenamento interiore ).ho nuovamente sollevato l’ingiustizia subita( analoga in questi tre anni, richieste ,ed, einevave con risposte evasive,motivo percui non si è venuto a capo in nessun punto d’incontro.a questo punto ho dichiarato non mi interessano più le sue proposte e le sue case popolari in quanto visto il notevole passare degli anni, in questo contempo la mia persona si è degenerata ,in questi anni vuoi per un motivo ,o per l’altro ,dove non si ha avuto riscontri adeguati, a riguardo le mie richieste, in quasi tutti gli uffici comunali a cui mi sono rivolto, ( urp,erp,erps, motivo come citato di un mancato riscontro a quanto sollevato anche per un rasserenamento personale volto a non degenerare l’interessato ),ho sollevato il punto “del debito moroso “visto che per anni sè stato evidenziato questo punto a titolo risolutorio, ( ultima volta che è stato evidenziato l’ostacolo del debito è stato il 23/10/08,vedi la ipotetica soluzione, su proposta di firmare all’atc un rateo a sua volta avvallato da una relazione dei servizi sociali volto all’inserimento in emergenza abitativa a nota ribadito più volte ho rifiutato questa proposta perchè credevo ed ispiravo fiducia all’ente comune ,a una revisione del provvedimento ,considerato che oggi non ho più fiducia ,ho sollevato questo punto i servizi sociali ed il resto delle ipotetiche soluzioni a posteriori allo sfratto non mi interessano un comune è in dovere di fare le indagini prima uno sfratto visto e considerato che il sottoscritto lo evidenziò al tempo ,ho anche evidenziato che tra l’altro che tra pochi mesi sono prossimi i termini di prescrizione del debito, mi interesserò della ricezione della cartella esattoriale in quanto provo ad opporla per motivi giustificabili ,ho chiesto se dal comune vi è in atto una cartella esattoriale, non mi hanno dato risposta” sempra che del problema del debito moroso ( vista la ripetuta richiasta negli anni di firmare un rateo ad estinzione debito, oggi non interessa più tra l’altro non si ha risposta delucidante ,premetto che il funzionario presente al colloquio ha sollevato il problema del debito per oltre due anni motivava : al fine di revionare il provvedimento ( istigazione ad andare all’atc a firmare un rateo di mia spotanea volontà, poi in secondo stante chiedeva di servirmi dei servizi sociali al fine di avvalorare tale dilazione debito,il sottoscritto non ha mai accondisceso mtivo: per non aver avuto risposte e delucidazioni in merito,più volte è stato richiesto all’interessato , ragione per cui mi ha dato luogo a dubbi ingannevoli ,da canto di codesto funzionario si giustificava a pare suo volto a riaprire uno spriraglio nella richiesta di emergenza abitativa).
    la stessa mi istigava più volte verbalmente a servirmi dei servizi sociali, in secondo stante si ricevono telefonate c/o miei parenti da parte di un medico dell’usl di zona sempre in collaborazione con i servizi sociali .si istigava il sottoscritto a servirsi di codesti servizi a questo episodio su mia domanda lo stesso funzionario uff. erps risponde al fine di revisionare il provvedimento ( tale suggerimento veniva evidenzioato a quasi tutti gli appuntamenti),oggi 229/05/08 evidenziato verbalmente dal sottoscritto, la stessa funz. ha negato,chiederò la testimonianza di mio fratello a tale proposito, è stato evidenziato dall’ assessore che io ho scritto sul blogs, ho riferito nulla di male, e se ho scritto il falso che possono denunciarmi a riguardo. ho concluso riferendo mi prendo un lungo periodo per riflettere in tal senso. nel frattempo attendo cosa ne pensa l’autorità competente. Valutazioni conclusive definite e irremovibili: considerato che tutto si è incentrato per anni su una ipotetica soluzione su valutazioni avvalorate dai servizi sociali in aggiunta una telefonata dell’asl i parenti c/o ,visto la richiesta persistente rateizzare il debito con avvallo dei servizi sociali, motivo per cui poteva essere richiesto prima dello sfratto ( ha dato luogo di far riflettere il sottoscritto quanto è disumano quanto accorso nel corso degli anni).
    l’assessore ha concluso esprimendo verbalmente: lei non ha diritto ad una casa popolare, può avere solo accesso all’edilizia sovvenzionata con contratto privato ,poi ha aggiunto :si potrebbe valutare un’eventuale assegnazione casa popolare dietro relazione dei servizi di igiene mentale, in quanto lo stesso presuppone che desto segni di disagio psicologico o mentale.a tale proposito non mi pronuncio concludo definitivamente non le rispondo mi prendo un periodo per riflettere ( motivazioni sopra esposte l’ ente comune non ispira fiducia al sottoscritto.si aggiunge inoltre nelle proprie valutazioni personali decisive e definitive :esistono delle leggi a riguardo ,nulla vieta all’assessore che reputa che possono esistere alla mio stato di salute del disagio fisico o pisicologico,di procedere come consentito dalle leggi in materia. ( ho notato che questo punto è stato più volte evidenziato nel corso degli anni , sembra che tutto si impernia su questo fulcro,inizialmente era sollevato sul debito regresso come evidenziato nel testo suscritto da firmare un rateo in via di accesso o instaurazione domanda di emergenza abitativa nonostate avessi al tempo evidenziato lo staus sociale la precarietà abitativa coordinato con più uffici comunali” evidenziato per l’ultima volta anche oggi 29/0/05/08″, non acetto che sia stato sfrattato mentre chiedevo i miei diritti d’innanzi ad un giudice ( presumo che non avevo nulla da nascondere”questo è il motivo decisivo a non dar luogo ad una proposta data da quessto ente anche di soluzione abitativa, motivo per cui opporrò anche la cartella esattoriale ,che chiederò copia ,visto la fase del termine di scadenza)in secondo stante.tra l’altro l’assessore può se reputa il disagio fisico o psicologico, come dallo stesso evidenziato ,considerato che sono stanco di sentirmelo ripetere , coordinare con l’ assessorato di competenza , può ,senza il mio parere disporre un provvedimento anche coatto visto che esistono delle leggi in materia . concludo da canto mio’ come evidenziato nella presente e come confermato verbalmente (all’ app.29/05/08 ) con valutazione anche conclusiva null’altro da aggiungere , si conferma il diniego al trattamento dei miei dai personali per i motivi indicati nella presente, si trasmetterà via e- mail segreteria erps.
    Torino lì,03/06/08 ossequi vincenzo

    Commento di vincenzo — giugno 9, 2008 @ 5:27 pm | Replica

    4.Pubblicato il 26 08 2008 alle 9:11 quota

    i danni da protratta occupazione nelle locazioni abitative
    il Comune ha proceduto allo sfratto per morosità. Vorrei sapere se, oltre ai canoni arretrati, mi spetta pagare il 5% di interessi o penale come da legge (art. 5,e 55 l.392 /78) inoltre per danni subiti ho vissuto per 5 anni in un alloggio pubblico malsano il comune ha dichiarto dietro loro perizia uff. condizioni e osservazioni abitative che l’alloggio era salubre.
    Nella quasi totalità dei casi, lo sgombero per il rilascio dei locali – da parte del Comune- non coincide con la data di scadenza della notifica convocato verbalmente dai Vigili di zona (irreperibile alla buca,così sono stato dichiarato in secondo stante). Il locatore, per riottenere la disponibilità del proprio immobile, è infatti costretto ad attivare il procedimento giudiziale di sfratto o di licenza per finita locazione, con ulteriore protrazione dei tempi di rilascio, grazie ai provvedimenti di “blocco degli sfratti”. D’altra parte, anche negli sfratti per morosità – di regola esentati dal blocco – il conduttore ritarda comunque la riconsegna dei locali, fino all’intervento dell’Ufficiale Giudiziario munito di Forza Pubblica. Di qui l’interesse a fare il punto della situazione, in ordine agli obblighi economici del conduttore, nel periodo di protratta e illegittima occupazione dei locali dopo la scadenza del contratto o dopo la sua risoluzione per finita locazione o per morosità.La materia è regolata dall’articolo 1591 Codice Civile, per il quale “il conduttore in mora a restituire la cosa è tenuto a dare al locatore il corrispettivo fino alla riconsegna, salvo l’obbligo di risarcire il maggior danno”.Nelle finite locazioni, l’obbligo di risarcire il maggior danno, di cui alla norma richiamata, ha visto restringersi nel tempo il proprio raggio di operatività, per effetto di una incessante legislazione speciale, che talvolta ha esonerato del tutto il conduttore dal risarcimento del danno, e più spesso, ne ha predeterminato l’ammontare. Tali normative speciali sono state peraltro vagliate dalla Corte Costituzionale che, in termini generali e di principio, ne ha dichiarato l’illegittimità. E così, per esempio, l’articolo 2 del Decreto Legge 25 settembre 1987, numero 393, sia pure dettato in tema di locazioni ad uso diverso dall’abitativo – per il quale “il conduttore, per il periodo di occupazione dell’immobile intercorso fra la data di scadenza del regime transitorio previsto dalla Legge 27 luglio 1978, numero 392, e successive modificazioni ed integrazioni, e la data fissata giudizialmente per il rilascio ovvero la data di stipulazione del nuovo contratto…..non è tenuto a corrispondere al locatore alcun aumento di canone…., né il risarcimento del danno, ai sensi dell’articolo 1591 del Codice Civile” – è stato dichiarato incostituzionale dalla sentenza 1 aprile 1992, numero 149 della Consulta. Quest’ultima ha dichiarato l’illegittimità della norma, nella parte in cui esonera il conduttore da responsabilità per i danni cagionati al locatore dal ritardo nella restituzione dell’immobile, senza escludere il caso di comprovata insussistenza della difficoltà per il conduttore di reperire altro immobile idoneo. Si legge, nella sentenza richiamata, che la norma evidenzia “un limite di legittimità costituzionale….Caratteristica dei valori (o principi) costituzionali soggetti a bilanciamento è la non predeterminabilità in assoluto, una volta per tutte, dei loro rapporti reciproci di sovra o sott’ordinazione. La prevalenza dell’uno sull’altro, quando il bilanciamento non sia rimesso per caso al giudice, ma sia operato dalla legge nella forma di una norma astratta, deve essere collegata a determinate condizioni tipiche, come effetto giuridico alla propria fattispecie”.Successivamente alla richiamata pronuncia della Corte Costituzionale, l’articolo 1 bis del Decreto Legge 30 dicembre 1988, numero 551 ha tuttavia disposto che durante il periodo di sospensione dell’esecuzione, il conduttore era tenuto a corrispondere, ai sensi dell’articolo 1591 Codice Civile, una somma mensile pari all’ammontare del canone di locazione dovuto alla cessazione del contratto – cui dovevano applicarsi gli aggiornamenti ISTAT – maggiorato del 20%.In seguito, l’articolo 6, comma 6, Legge 431/98 – che disciplina attualmente le locazioni abitative dopo il 31 dicembre 1998 – è tornato nuovamente a predeterminare l’ammontare del risarcimento dovuto dal conduttore, stabilendo che in caso di ritardata consegna dell’immobile, il conduttore è tenuto solo alla corresponsione di una somma mensile pari all’ammontare del canone dovuto alla data di cessazione del contratto, oltre agli aggiornamenti ISTAT maturandi e al pagamento delle spese e oneri accessori. A titolo di “maggior danno”, ex articolo 1591 Codice Civile, il conduttore era solo tenuto alla corresponsione di una maggiorazione del canone pari al 20%, per tutta la durata della sospensione dell’esecuzione dello sfratto e fino all’effettivo rilascio dei locali. Sul richiamato articolo 6 Legge 431/98 è nuovamente intervenuta la sentenza della Corte Costituzionale 482/2000, riconoscendo la legittimità della norma solo ove avesse avuto efficacia temporanea e transitoria. In particolare, con la richiamata sentenza 9 novembre 2000, numero 482, la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 6, comma 6, Legge 431/98, nella parte in cui esime il conduttore dall’obbligo di risarcire il maggior danno, ai sensi dell’articolo 1591 Codice Civile, anche nel periodo successivo alla scadenza del termine della esecuzione stabilito dalla Legge 431/98 e di quello fissato giudizialmente per il rilascio, puntualizzando che “il Legislatore del 1998, nella già rilevata finalità di agevolare la transizione al nuovo regime locativo, ha disposto la sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio durante il periodo di centottanta giorni dall’entrata in vigore della legge, quantificando correlativamente l’importo delle somme dovute dal conduttore nel detto periodo e negli altri periodi di sospensione dell’esecuzione, di cui all’articolo 11, comma quarto, del Decreto Legge numero 9 del 1982 e all’articolo 3 del Decreto Legge numero 551 del 1988. Le due misure, consistenti nella sospensione dell’esecuzione e nella determinazione del quantum, sono dunque strettamente connesse, in quanto alla sospensione ex lege dell’esecuzione corrisponde, quale previsione altrettanto eccezionale e temporanea, la determinazione parimenti ex lege dell’indennità relativa allo stesso periodo”.Ciò nonostante, la disposizione di cui all’articolo 6, comma 6, Legge 431/98 – con la predeterminazione del danno, nella misura del 20% – è stata sostanzialmente ribadita dalla successiva legislazione speciale in tema di proroga degli sfratti per finita locazione, con rimaneggiamento delle ipotesi già previste dal richiamato articolo 6 Legge 431/98 (inquilini assoggettati a procedure esecutive di sfratto che hanno nel nucleo familiare ultrasessantacinquenni, o handicappati gravi, e che non dispongano di altra abitazione o di redditi sufficienti ad accedere all’affitto di una nuova casa – si veda esemplificativamente l’art. 80 Decreto Legge 388/2000 -). In tema, sia pure in termini strettamente transitori e, in ragione del perdurante stato di emergenza del mercato locatizio, si vedano da ultimo anche la Legge 8 febbraio 2007, numero 9 e il Decreto Legge 31 dicembre 2007, numero 248.In particolare, l’articolo 1, comma 4, della Legge 8 febbraio 2007, numero 9, ha disposto che “per tutto il periodo di sospensione dell’esecuzione ai sensi dei commi 1 e 3 del presente articolo il conduttore corrisponde al locatore la maggiorazione prevista dall’articolo 6, comma 6, Legge 9 dicembre 1998, numero 431”. La medesima disposizione è stata, alla scadenza, riproposta dall’articolo 22 ter del Decreto Legge 31 dicembre 2007, numero 248, che ha sospeso le esecuzioni per rilascio relative agli immobili adibiti ad uso abitativo, sino al 15 ottobre 2008.Volendo schematicamente riassumere l’iter storico della normazione speciale, si può allora concludere che la maggiorazione del 20% del canone sostituisce il risarcimento del maggior danno ex articolo 1591 Codice Civile: a) per tutto il periodo di non esecuzione dei provvedimenti di rilascio in regime di graduazione prefettizia, di cui all’articolo 3, Legge 61/1989, che andava dal 1° maggio 1989 al 30 dicembre 1998; b) per tutto il periodo di sospensione dell’esecuzione ex articolo 6, comma 1, Legge 431/98 e cioè dal 30 dicembre 1998 al 28 giugno 1999; c) per tutto il periodo in cui l’esecuzione era rimasta sospesa in seguito all’istanza del conduttore di rifissazione della data di sloggio, ai sensi dei commi 3 e 4, dello stesso articolo 6 Legge 431/98; d) per tutti i periodi di sospensione degli sfratti di cui all’articolo 80, Legge 23 dicembre 2000, numero 388; al Decreto Legge 2 luglio 2001, numero 247; al Decreto Legge 27 dicembre 2001, numero 450; al Decreto Legge 20 giugno 2002, numero 122; al Decreto Legge 24 giugno 2003, numero 147; al Decreto Legge 13 settembre 2004, numero 240; al Decreto Legge 27 maggio 2005, numero 86; al Decreto Legge 1 febbraio 2006, numero 23; alla Legge 8 febbraio 2007, numero 9 e infine al Decreto Legge 31 dicembre 2007, numero 248.Matteo RezzonicoNEGLI SFRATTI PER MOROSITA’ LA MANCATA TEMPESTIVA RICONSEGNA COMPORTA IL RISARCIMENTO PIENO DEL DANNOFuori dagli ambiti applicativi delle sopra richiamate norme speciali e relativamente alle risoluzioni per inadempimento e in particolare per morosità, la giurisprudenza è costante nel ritenere che “la responsabilità del conduttore per danni da ritardata restituzione della cosa locata, a norma dell’articolo 1591 Codice Civile, ha natura contrattuale….Essa ha origine dal venire meno del diritto del conduttore alla detenzione e al godimento della cosa locata che, nell’ipotesi di cessazione del contratto per scadenza del termine, va ricondotto alla scadenza legale o convenzionale, mentre nell’ipotesi di cessazione anticipata dovuta alla pronuncia di risoluzione per inadempimento, va ricondotto alla data della domanda di risoluzione, per effetto della quale, il conduttore deve ritenersi costituito in mora per il rilascio della cosa” (Cassazione 13 marzo 1995, numero 2910).Circa i parametri per il calcolo del maggior danno, la giurisprudenza ha avuto anche modo di pronunciarsi sull’applicabilità tout court dell’articolo 1591 Codice Civile, con la precisazione che il semplice protrarsi dell’occupazione abusiva dell’immobile non costituisce di per sé un danno calcolabile nella differenza tra il canone contrattualmente convenuto e quello locativo di mercato, posto che “la condanna del conduttore in mora nella restituzione dell’immobile locato al risarcimento del maggior danno a norma dell’articolo 1591 Codice Civile, esige la prova specifica dell’esistenza di tale danno e del suo concreto ammontare ed il relativo onere incombe al locatore, il quale deve fornire idonea dimostrazione che, a causa del ritardo nella restituzione della cosa, il suo patrimonio ha subito una diminuzione – ravvisabile nella circostanza di non aver potuto affittare a canone più elevato, o vendere l’immobile a condizioni vantaggiose e dimostrabile attraverso la prova di ben precise proposte di affitto o di acquisto, ovvero di altri propositi di utilizzazione” (Cassazione 29 settembre 2007, numero 20589 e Cassazione 28 gennaio 2002, numero 993

    Commento di vincenzo — agosto 26, 2008 @ 9:20 am | Replica

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