morire per strada

Jan 15

2010 : è iniziata la caccia anche dei clochard?

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             Venezia, 6 gennnaio : Giovani danno fuoco a un barbone
Alcuni giovani hanno dato fuoco a un barbone che si e’ pero’ salvato perche’ e’ fuggito alle prime vampate di calore. E’ accaduto a Venezia. L’uomo, 61 anni, che ha rischiato di morire, ha detto che in 3 o 4 ragazzi e un paio di donne hanno cosparso di liquido infiammabile il suo giaciglio e sono poi fuggiti. Non sarebbe la prima volta che il barbone e’ preso di mira da delinquenti: altre volte sarebbe stato fatto oggetto di lanci di carta incendiata, episodi che non ha mai voluto denunciare.

Napoli, 14 gennaio : clochard africano ucciso in una fontana

Gli agenti del commissariato di polizia San Carlo Arena, a Napoli, coordinati dalla Procura della Repubblica stanno ascoltando alcune persone per cercare di far luce sulla vicenda di un clochard che sarebbe morto, secondo quanto avrebbero riferito altri barboni che si trovavano con lui, dopo essere stato gettato in una fontana in piazza Cavour. L’uomo, Yussuf Errahali, era un marocchino di 37 anni. Il suo corpo – della sua vicenda riferisce il Corriere del Mezzogiorno che ha raccolto le testimonianze di alcuni volontari del Comune ai quali si sarebbero rivolti i clochard – è stato trovato vicino a una panchina. Gli abiti erano inzuppati d’acqua, effetto dell’immersione nell’acqua ghiacciata. Le versioni sulla vicenda sono discordanti. C’è chi dice che sarebbe stato gettato in acqua da un branco di persone. C’è anche chi riferisce che il barbone si sarebbe buttato da solo nella fontana. Nella stessa zona, ad ottobre scorso, un altro episodio inquietante. Un barbone finì in prognosi riservata: a dargli fuoco, secondo un’ipotesi investigativa, altri barboni.

4 Responses to “2010 : è iniziata la caccia anche dei clochard?”

  1. antonietta Says:
    January 15th, 2010 at 10:41 pm Chi sbandiera le nostre radici cristiane dovrebbe ricordarsi che saremo giudicati sulla base della com-passione e della misericordia che avremo avuto nei confronti degli affamati,degli assetati,degli ignudi e dei carcerati(Matteo 25,35-40) e questo criterio della com-passione è identico tra cristiani,ebrei,buddisti ed è ampiamente descritto nei loro rispettivi libri sacri.
  2. antonietta Says:
    January 15th, 2010 at 10:42 pm Gesti crudeli di una società malata. Dove abbiamo perso i valori umani della sensibilità, della cura, della solidarietà, della compassione, intesa non come “pietà”, ma come la capacità di
    con-dividere la passione di chi soffre?
    Forse potremo ritrovare questi valori se esiste convivialità tra le differenze,se c’è il rispetto della dignità umana,se mostriamo attenzione verso chi si trova in difficoltà o vive ai margini ,se saremo capaci di realizzare strategie di conoscenza ed integrazione.
  3. Un’altra clochard picchiata | PioveSolidarietà Says:
    January 19th, 2010 at 7:51 pm […] poco prima della mezzanotte, in ospedale la donna senza tetto, barese di 42 anni, che era stata aggredita, picchiata e violentata la sera tra domenica e lunedì in un capannone abbandonato nella zona della stazione ferroviaria a […]
  4. Un’altra clochard picchiata | Solidarietà in rete Says:
    November 14th, 2010 at 10:10 pm […] poco prima della mezzanotte, in ospedale la donna senza tetto, barese di 42 anni, che era stata aggredita, picchiata e violentata la sera tra domenica e lunedì in un capannone abbandonato nella zona della stazione ferroviaria a […]
  5. vincenzo Says: Your comment is awaiting moderation.
    December 31st, 2010 at 10:39 am Vincenzo – nik name Enzuccio 62,accenno brevemente Il mio cronistoria:
    Da oltre tre anni sfrattato da una casa popolare ,vuoi per mia inadempienza,vuoi per una scarsa informazione dai servizi pubblici interessati, mi ero rivolto all’urp -comune di torino, all’ufficio rapporti con la cittadinanza stesso comune, all’ufficio dell’assessorato erp (edilizia res.pubblica),oggi dopo tre anni che dormo nella mia macchina, dove mi risulta che gli abitanti della zona hanno telefonato più volte ai vigili urbani, segnalando che vi era un essere umano che dormiva la notte in questa vettura il vicinato mi ha visto per anni,gli stessi si sono ricordati che esistevo,e ogni tanto segnalavano ai vigili stessi vigili venivano di notte a verificare ,tante sere mi hanno svegliato con il fascio di luce della lampada,a tale riguardo chiedo giustificazioni all’assessorato con richiesta di visura dei miei documenti inerenti il mio caso si limitano dal comune a rispondere su mia richiesta ci è voluto tutto questo tempo perchè il sottoscritto non si è servito dei servizi sociali.inoltre si tiene a precisare che dopo ulteriori richieste non sono stato convocato a tutt’oggi per la visura e stesura atti al fine di concludere tale incongruenza.Dal comune si deve ringraziare che non esiste l’ind. di posta elettronica uff. urp Procura della Repubblica in quanto avevo piacere di darme atto,se qualcuno può darmi una mano se può ,o se ha avuto una esperienza analoga.oggi a distanza di tre anni dò alcune deduzioni: dal comune assessorato casa mi viene proposta una soluzione provvisoria con contratto privato, dopo due anni e mezzo che dormivo per la strada ossia nella mia vettura,premetto che erano due anni che mi rivolgevo a tale assessorato,la contrattazione doveva essere stipulata con l’ente comune proprietario della monocameraed il gestore delegato ente l’atc di torino, per tale soluzione il funzionario si giustificava:viste le sue condizioni,abbiamo pensato di assegnarle questo alloggetto in attesa che venga emesso il bando per le case popolari 2008,inteso come deterrente,in primo luogo accetto,dopo aver visto la monocamera,era in condizioni pietose ho rifiutato.da quel giorno il comune non vuole più ricevermi.oggi deduco:carmela anni 5 per avere una casa popolare tramite i servizi sociali;M.V. anni 6 per avere una casa idem;v.g. invalido al 100% oltre tre anni;a.c idem,proposto in anticipo dai servizi sociali a gennaio 2009 le daranno una casa ,oggi vive in casa alloggio per un anno,dopo tre anni che viveva per dormitori.E’disumano quello che ho visto e sentito in questi ultimi tre anni,

    Carmela c. di anni ne ha 55, dopo 5 anni di via vai dai servizi sociali otto giorni ad oggi gli hanno assegnato un alloggio popolare. a vederla mi rammarica ,rifersce enzo mi hanno dato la casa. riferisce me ne stavo andando a genova non ne potevo più di dormire dormitori dormitori,mi chiede mi dai una mano a dare il bianco,a vederla ,una mano dove porta sempre un guanto,riferisce che soffre di artrosi,le dico di sì.rifersce vivo con la misera reversibilità di mio marito,la cifra è talmente irrisoria che devo tirare cingiaper arrivare a fine mese. i servizi sociali anni indietro mi volevano obbligare ad operarmi l’occhio onde aumetare il puteggio per aver la casa ,mi minacciavano che se no altrimenti la pratica era lunga per aver questa maledetta casa.riferisce che il neurologo
    non le cosigliava di operarsi, ma che aveva bisogno solo di una vita serena
    a questo punto mi hanno proposto di andare in comunità alloggio parte dell’affitto mi veniva detratto dal mio misero reddito.poi il neurologo mi ha proposto di aver tranquillità cosa che non trovavo in una stanza in condivisione con quattro persone, mi fanno uscire e mi sento costretta a pernottare nei dormitori,riferisce vincè me l’hanno fatto sputare di sangue questa casa.mi pronuncio e segue dopo aver avuto altre comunicazioni quando rivredò carmela.per il momento penso: auguri carmela.ieri ho visto carmela mi chiede ulteriomente se le do una mano per mettere in ordine la casa ,solo per il dispiacere che covo dentro di me le dico di si. mi riferisce che non installerà il gas perchè non ha la possibilità di pagare le bollette ,proietta tutto sull’energia elettrica,pensa di comprarsi una stufetta elettrica ed una piastra elettrica per far qualcosina da mangiare.mi conferma che aveva accennato avoce alta quindici gioni fa che era stufa e che se ne stava andando via da torino,riferisce si vede che qualche operatore del dormitorio lo ha riferito ai servizi sociali dove era presa in carico e a questo punto hanno preferito concludere la pratica assegnandole l’alloggio in fretta e furia.a sua insaputa carmela non sapeva che dopo 5 anni la pratica si prescrive.quando incontrerò carmela le chiedo come si sente dopo tutti anni.

    Da quanto appreso personalmente in questi anni:Sulle basi di una legge quadro nazionale (e di riflesso con legge regionale) tutti i comuni d’italia emettono un bando quasi ogni tre anni,le regioni hanno delegato i comuni a seguire l’iter di codesti bandi ed espletamento delle pratiche di assegnazione,infine tutte le domande vengono approvate dalla commissione regionale.Oltre ai bandi i comuni applicano con propri regolamenti altri due tipi di criteri per l’ assegnazione di case popolari ossia: uno in emergenza abitativa in via ordinaria a seguito di sfratto per finita locazione, o sfratto per morosità incolpevole,due,in emergenza abitativa in via straordinaria,ossia: casi di calamità pubbliche,o casi dove vi siano soggetti seguiti dai servizi sociali.anche codeste assegnazioni infine vengono vagliate dalla commissione casa regionale.nei criteri in via straordinaria il comune di torino, su segnalazione dei servizi sociali,istruisce delle domande,e conclude dopo aver avuto il rapporto di tali servizi,ho sentito persone che la loro pratica è stata conclusa dopo nove anni,altre dopo cinque anni,altre dopo tre anni.il criterio di due anni di attesa a parer mio(a conclusione pratica )forse è stato il più celere,a nota quanto appreso dai quotidiani: una donna sessantenne ,dopo due anni che viveva in una vettura causa bronchite,si rivolge all’ospedale,la stessa dichiara di aver dormito due anni nella propria vettura siattiva il servizio sociale dell’asl,la stessa ha dichiarato che era seguita dai servizi sociali del comune e che fino al giono del suo ricovero non avevano trovato nessuna soluzione abitativa,all’atto della sua dimissione ospedaliera si è trovata una casa d’urgenza da parte dell’ufficio di emergenza abitativa del comune.negli altri casi sociali vengono classificati gli anziani ultra sessantenni o invalidi con percentuale pari o superiore al 75%. in questi casi i servizi sociali collocano per oltre 14 mesi questi soggetti in una casa alloggio oppure in alberghi convenzionati sia negli alberghi ,che nella casa alloggio come regolamento dello stesso comune di torino il soggetto deve pagare una quota pari o quasi tutta la sua pensione sociale,in compenso il comune le convenziona dei pasti e dall’impoto totale della pensione le lascia all’interessato 60 ero mensili per ottemperare ipropri bisogni primari.su questo punto ne sono sicuro perchè più di una persona lo ha lamentato. nel caso di un soggetto sessantenne privo di pensione il comune si trattiene l’importo che doveva corrispondere a titolo di sussidio sociale ( tale sussidio riferiscono gli interessati,al compimento dei 60 anni viene elevato in misura doppia rispetto al sussidio ordinario) anche a costoro le da il diritto dei pasti convenzionati.mediamente se non per casi gravi (tipo il caso suelencato)la pratica di assegnazione per la casa si conclude all’incirca dopo 14 mesi.alcuni soggetti inseriti nei casi sociali al di sotto dell’età anagrafica di quarantanni in programma di una assegnazione casa in emergenza abitativa, riferiscono di aver vissuto per oltre quattro anni in dormitori, i primi due anni si assoggettano per un punteggio pari a punti 4 (testo della legge regionale : chiunque a titolo provvisorio è sprovvisto di abitazione , di aver vissuto anni due in baracche o simili,punti 4)alcuni hanno riferito che dai dormitori non le è stato riconosciuta l’ultima settimana ,quindi all’atto del bando non erano due anni dichiarati (v. sopra) e non le è stato attribuito il punteggio. il comune ha risposto ad altri soggetti che si sono resi reperibili quindi è stato hanno dichiarato che non hanno dato la reperibillità ed sono stati esclusi dalla domanda di emergenza abitativa, altri soggetti hanno dichiarato la situazione familiare si sono visti togliere i figli tramite il tribunale dei minori essendo in prevalenza soggetti :donne divorziate o ragazze madri anch’esse inviate in dormitori. alla luce di quanto appreso vengono giustificati questi anni impiegati dai servizi sociali ad espletare la pratica per codesti soggetti che inviano per una sistemazione provvisoria alla convivenza nei dormitori fino a conclusione pratica come soluzione in exstremis ,inviati dagli stessi assistenti sociali dove si erano rivolti al fine di una soluzione al loro problema lavorativo anche con valutazione della situazione abitativa.
    SEGUE

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3 Risposte to “morire per strada”

  1. enzuccio62 Says:

    auguri di un buon anno a tutti,auspico che per i senza dimora sia un anno migliore.vincenzo

  2. enzuccio62 Says:

    » 14/12/2010 – Comunicati stampa – DEBITO PUBBLICO: 1.867,398 MILIARDI, 31.123 EURO A CARICO DI OGNI CITTADINO… [continua]
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    carmeriga
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    Inviato il 17/03/2007 alle ore 22.18.35

    Desidero far conoscere la mia storia ed attendo che qualcuno mi possa dare un’ indicazione prima di finire dannato.. Scusatemi la lunghezza del racconto ma è necessario per poter capire e meditare in quali mani ci troviamo, cosa significa burocrazia, facilità di scaricare le colpe su altrui, incapacità di chi presiede organi istituzionali ad assumersi responsabilità per aiutare il povero cristo in difficoltà, difensori che se non percepiscono lauti compensi si fanno da parte, leggi inadeguate ed obsolete alle attuali condizioni di vita. Tutto questo ed altro…è ciò che il cittadino in difficoltà deve subire.
    LA MIA CRONOSTORIA
    Nel 1990, dopo circa 16 anni di scrupolosa e soddisfacente attività lavorativa in proprio, svolta con enormi sacrifici e puntuali adempimenti contributivi, mi imbarco in un programma promosso dall’ I.R.F.I.S. (Ente Regionale di Finanziamento incaricato per lo sviluppo delle attività in Sicilia).
    Il programma di sviluppo da me richiesto consisteva nella realizzazione di un edificio da adibire alla sede commerciale ed operativa della mia azienda. I locali al momento in uso erano in affitto,composti da diverse unità, non concentrati in unica sede, pertanto sarebbe stato interessante e funzionale il tipo di investimento, decantato e pubblicizzato (oggi si dovrebbe perseguire come pubblicità ingannevole) quindi chiedo chiarimenti di fattibilità presso gli uffici I.R.F.I.S di Catania e mi accingo a presentare le documentazioni richieste: bilanci, dichiarazione redditi, nulla osta del casellario giudiziale,varie,ecc. Dopo di che sono stato assicurato di avere i requisiti necessari per avviare il programma di ampliamento e di poter ottenere nel tempo utile (circa 6 mesi) i contributi per il finanziamento delle spese sostenute e da sostenere.
    Rincuorato ed assicurato dalla certezza sulla fattibilità della operazione, inizio la realizzazione del programma, quindi acquisto la proprietà di un lotto di terreno, presento le pratiche per la realizzazione dell’edificio nel quale veniva concentrata l’attività e quanto necessario per il miglioramento aziendale.
    Visto che i tempi tecnici promessi non dovevano eccedere oltre i 6 mesi, valutando un minimo capitale capitale iniziale, il giro d’affari e gli eventuali anticipi bancari disponibili nel periodo di tempo preventivato, mi avvio per imbarcarmi nella realizzazione del programma.
    Da qui inizia il mio calvario
    Dopo aver acquistato il terreno con atto pubblico il 2/7/91, dato inizio ai lavori di appalto, corrisposti i saldi delle fatture in stato d’avanzamento dei lavori ed inviate le quietanze all’istituto, richiedo un’ anticipo sulle spese sostenute come promesso, ma dopo svariate sollecitazioni, documentazioni prodotte e riprodotte solo per allungare i tempi, nel giugno del 1992 ricevo una lettera nella quale mi confermava l’accettazione del finanziamento, ma con data di erogazione da definire per mancanza di fondi disponibili da parte della Regione Siciliana.
    Tale comportamento da parte delle istituzioni mi delude ed inizia a compromettere la mia stabilità finanziaria mettendomi in difficoltà nel corretto svolgimento commerciale, pertanto, iniziarono a mancare i fondi per gestire i crediti alla clientela, ed i debiti ai fornitori, sminuì la consistenza del giro d’affari, l’impossibilità di gestire i fidi bancari con spese ed interessi usuranti tali da non permettere di riuscire a risalire ai livelli della sorte capitale ecc.., ecc.., pertanto a nulla è valso la stipula del contratto di mutuo che arriva nel marzo del ‘93 accordato addirittura per una somma inferiore a quella preventivata ed alla reale esigenza delle spese sostenute per l’investimento, tuttavia giunto a quel punto con tanta amarezza non potevo retrocedere dalla stipula perchè interessato a tamponare i debiti.
    La somma era insufficiente all’investimento effettivo, ma disponibili in unica soluzione ed in quel particolare momento mi avrebbero permesso di risolvere lo sbilancio accumulato, ma ironia della sorte non sono stato messo al corrente che sotto c’era qualcosa di inaspettato, infatti ottengo un assegno di Lire 151.700.000 a me intestato, però non disponibile subito perchè doveva essere versato in un conto di deposito presso il banco di Sicilia il quale doveva provvedere all’erogazione scaglionata in stato di avanzamento dei lavori definiti e fatturati, mentre addirittura 50.000.000 venivano trattenuti per essere erogati a fine lavori con l’esibizione dei documenti conclusivi e certificato di agibilità rilasciato dal Comune . Purtroppo l’erogazione totale in quel momento, sarebbe stata di vitale importanza per salvare la situazione debitoria, ma il sistema burocratico che fa capo a queste istituzioni non tiene conto di tutte le problematiche che si innescano per colpa di un comportamento poco attento verso il cittadino inducendolo a non poter far fronte agli impegni assunti, così a distanza di 2 anni dall’inizio dei lavori riesco ad ottenere una prima trance di 80.000.000 nel maggio del 1993 ed una seconda di 21.700.000 nell’aprile del 1994 riservandosi ulteriori 50.000.000 come sopra descritto .
    Un ulteriore concorso di colpa da parte del comune che in quel periodo essendo commissariato non ha potuto adoperarsi al rilascio del certificato di agibilità inducendo l’ente erogatore a ritirare il residuo importo di 50.000.000 per decorrenza di termini.
    In quando alle banche, hanno fatto sì che potessi sconfinare sui fidi, ma infierendo con tassi tali da raddoppiare il debito iniziale e non poter livellare facilmente la posizione debitoria. Infine dopo varie vicissitudini causate dal blocco dei fidi e non poter più assolvere agli impegni finanziari ed istituzionali sono arrivato alla dichiarazione di fallimento.
    Uno sbilancio poco significativo di circa 100,000,000 ha fatto sì che le banche, in tempo record, non mi hanno più permesso di riprendermi ingrossando in maniera usurante due e tre volte il debito fino alla dichiarazione di fallimento
    Ritengo che tutto ciò si è verificato indipendente dalla mia volontà di onesto cittadino abbandonato alle ingiustizie burocratiche, infatti è stata la causa di un sistema balordo che scaturisce da uno Stato lusinghiero che si prende gioco dei cittadini umili, onesti, non di parte e meno fortunati per arricchire quanti delegati a svolgere attività amministrative del denaro pubblico, forti delle loro posizioni, puntano a coinvolgere i malcapitati cittadini in interessi clientelari per trarne vantaggi ed utili privati.
    Sono profondamente amareggiato per la totale assenza delle Istituzioni tanto chè a suo tempo ho denunciato
    i fatti con una lettera aperta ad un settimanale ( Che se sarà il caso farò pervenire in seguito) di cui ho avuto un riscontro difensivo e labile da parte del direttore dell’ I.R.F.I.S. Cercando di scaricare le colpe al ritardo ed alla mancanza di fondi stanziati alla regione Sicilia ed una denuncia alla Procura della Repubblica di cui non ho ricevuto nessuna risposta. Quindi, ancora più amareggiato,lascio perdere tutto e mi rassegno alla triste svolta.
    Di seguito sintetizzo le mie vicissitudini:
    Cittadino onesto e laborioso, rispettoso della cosa pubblica, educato da sani principi, inizio da ventenne come lavoratore autonomo a contribuire attivamente per lo Stato assolvendo gli impegni dell’obbligo militare, subito dopo ventunenne, continuo a contribuire come titolare d’impresa artigiana ed in seguito commerciale, agli obblighi istituzionali puntuale e con regolare impegno anno dopo anno senza mai influire passivamente sul bilancio dello Stato o ritardare pagamenti fino al 1993 anno in cui il fatidico Stato mi premia isolandomi da tutti i privilegi ed immolandomi alla sventura.
    Sì, sono stato abbandonato come un’animale senza padrone e da quel momento braccato dallo Stato, banche ed Enti solo per intimarmi un mancato pagamento, mai chiesto cosa e come mangi.
    Mi sono stati violati i diritti principali della Costituzione a partire dall’art. 1, ho subito difficoltà, amarezze, pianti, delusioni, scoraggiamenti al punto di farla finita, però grazie a Dio,la mia forza di volontà e la dignità del mio nucleo familiare mi permette ancora oggi di sopravvivere.
    I miei figli sono stati privati dal diritto di continuare nello studio, sono stati segnati dall’amarezza della vita e dai problemi della sopravvivenza e tutto ciò non per colpa del padre genetico ma di quel padre Istituzionale.
    Dal ‘93 al ‘98 passano 5 anni d’inferno con una continua voglia di salvare il possibile, mi allontano da casa per cercare fortuna al nord, abito in una roulotte da solo con notevoli disagi, privazioni, e crisi depressive, purtroppo non sono riuscito a riparare la falla dì indebitamento coadiuvata da sempre maggiori interessi sui conti bancari permettendo a quelle stesse banche che apparentemente mi hanno sostenuto di farmi azioni legali non opposte per incapacità di difesa dovuta allo scoraggiamento condannandomi al fallimento. Uno stato passivo scaturito esclusivamente da interessi bancari e privilegiati da gonfiare a vista d’occhio un insignificante debito contro un attivo di immobili e tanta voglia di andare avanti.
    Dal ‘98 ad oggi sono un uomo morto e vivo per inerzia, sono sfiduciato, nessuno ha mai chiesto sulle mie condizioni di vita e di salute sono stato cancellato dalle liste elettorali e come un delinquente comune non faccio parte di questo Stato, non sono più un contribuente attivo eppure sono vivo, lotto per mantenermi in vita, vorrei dimenticare il passato riprendere una vita normale fare parte dello Stato, niente di tutto, perché nessuno si prende cura e si assume responsabilità. Si parla di vittime dell’usura e degli aiuti a costoro, per me i miei usurai sono state le banche ele istituzioni nessuna legge contro di loro anzi pretendono il risarcimento.
    Le cronache parlano di libertà democratica, diritto al lavoro, diritto alla vita, diritto alla salute, diritto alla famiglia, alla casa, allo studio, dignità personale, educazione dei figli, tolleranza razziale, solidarietà sociale, ecc.. DIRITTI e DOVERI belle parole…. mancano i fatti !!
    Dal 1998 ad oggi i beni acquisiti mi son stati tolti senza pensare come e con che cosa provvedere al sostenimento mio e della mia famiglia, non è stata presa in considerazione la sorte di un nucleo familiare di 5 persone rimaste disoccupate fra cui un minorenne. Com’è possibile ?, ci sono delle responsabilità?
    In quanto ai beni:
    – La roulotte è stata venduta realizzando un minimo, operazioni vantaggiose solo per chi ne approfitta delle disgrazie altrui.
    – n. 2 auto utilitarie (allora, non di recente costruzione), ma valide per il fabbisogno familiare e gli spostamenti di lavoro, tolte all’uso ed immobilizzate per parecchio tempo senza nessuna utilità alla fine sono state avviate alla rottamazione.
    – Beni mobili, attrezzature, merci, e suppellettili familiari, messi all’ asta e venduti togliendomi agli affetti personali.
    – L’Immobile aziendale, oggetto del disastro, su cui pendono enormi sacrifici, diviso in due lotti , quindi messo all’asta ed acquisito da gente senza scrupoli, approfittatori di occasioni , garantiti dal disinteresse istituzionale incurante delle situazioni di fatto manifestatosi in precedenza.
    – Il 1° lotto viene acquisito, con astuzia ed il concorso illecito del mio avvocato, dal proprietario dell’appartamento sovrastante.
    Il 2° lotto viene acquisito recentemente dal costruttore che a suo tempo fu onorato e pagato su fatture quietanzate e dal quale non sono riuscito a capire il gesto, uomo di notorie attività illegali, ma poco significative e trascurati dal Giudicante che ne ha assegnato la proprietà senza alcuna indagine e verifica.
    Infine, rimane l’immobile in uso abitazione, quest’ultimo, ancora disponibile alla massa fallimentare, è occupato dalla mia famiglia e mi sento morire al pensiero di aver sofferto onestamente per avere realizzato un tetto e di doverlo abbandonare per lasciarlo in pasto agli aguzzini senza scrupoli , mentre gli autori materiali e colpevoli del mio disastro se la godono e non meriterebbero di essere risarcite.
    Il diritto alla casa…… belle parole!!
    Potrei ancora continuare e riempire un volumetto interessante, ma per il momento evito, spero soltanto di non aver tediato e confido nella comprensione di qualcuno che mi indirizzi a trovare una positiva via di sbocco
    Attendo con ansia,
    cordiali saluti.

    carmeriga
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    Iscritto dal: 25/03/2006
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    Inviato il 04/05/2007 alle ore 21.46.43

    sono lusingato dall’assenza di interlocutori alla mia storia. 1° forse perche troppo lunga da leggere. 2° forse su questo forum ci sono solo miliardari che hanno ottenuto favoritismi dalle istituzioni.

    criceto
    Utente semplice
    Account bloccato

    Iscritto dal: 16/03/2007
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    Inviato il 04/05/2007 alle ore 22.28.44

    Capisco è sono spiaciuto per le vicissitudini subite, ma qui non si tratta di consigli spiccioli, un conto è dare la propria sodiarietà ed appoggio morale, un conto è aiutare veramente.
    Più che rivolgersi a avvocati e consulenti specializzati non si può fare.
    I normali frequentatori di questo forum non possono certo suggerire soluzioni miracolose per problemi a questo livello.
    E’ profondamente ingiusto fare critiche per le mancate risposte.
    Se nessuno ha risposto è perchè nessuno aveva una soluzione praticabile.
    Potrebbe anche non esserci in effetti alcuna soluzione.

    gonzales
    Utente semplice

    Iscritto dal: 30/04/2007
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    Messaggi inviati: 1056

    Inviato il 10/05/2007 alle ore 22.08.39

    X CARMERIGA

    Ho letto oggi la tua triste storia. l’unica cosa di cui rimproverarti è che ti sei fidato prima dell’ IRFIS (in mano ai politici come sai) e poi dei politici e/o burocrati..comunque la storia è triste davvero soprattutto vedere gli sciacalli che si cibano mentre ancora la preda è viva…disgusto solo disgusto.
    Carmeriga..però ho letto una cosa che mi ha fato gioire..che la tua famiglia ti è stata vicina..che si è stretta attorno a te.. sono loro i veri valori, come sai, tutto il resto non conta..NON GIRARTI PIU’ indietro..guarda solo avanti (il passato è passato!) pensa a te stesso e ai tuoi cari…che tanto ti vogliono bene! Voglio segnalarti una cosa..mi pare di ricordare che è previsto, per chi ha subito un fallimento, un sussidio..parla con il tuo avvocato, lui sapra come e in che termini inoltrare la richiesta.
    Fatti leggere non abbandonarci.

    A presto

    trasforma ogni evento in una buona risorsa!

    carmeriga
    Utente semplice

    Iscritto dal: 25/03/2006
    Provincia: CT
    Messaggi inviati: 14

    Inviato il 25/02/2008 alle ore 22.50.54

    Carissimi lettori, dopo un po di tempo mi rifaccio sentire ringraziando quanti si sono avvicinati alla mia storia.
    la presente per confermare quanto ho ricevuto da questo Stato di … mer…da. gradirei che fosse letta per far capire ai lettori più fortunati qual’è la garanzia di uno stato ipocrita ed a quelli meno fortunati che si identificano nel mio caso.
    Nel 1998 sono stato dichiarato fallito per causa di un ritardato finanziamento regionale ( i.r.f.i.s.) che ho cercato di denunciare, ma nulla di fatto, perchè quando reclami diritti alle istituzioni si attivano le tecniche burocratiche più assurde e nessuno si assume responsabilità portandoti a morire di rabbia.
    Torno ancora ad essere più amareggiato perchè a distanza di anni niente è cambiato nelle istituzioni.
    l’Italia è un paese del ca…zo e ne sono fortemente motivato a dimostrarlo per quello che ho riscontrato, valutato e sopportato in questi anni.
    Dal 1998 sono morto, lo Stato mi ha abbandonato senza curarsi di un cittadino che dovrebbe avere diritti e doveri costituzionali e possibilmente aiutato a risollevarsi. Valutate bene quanto di seguito scritto e riflettete…….!!!!!!!!!!!!!!!
    Lo Stato Italiano ( è quella istituzione che solo nel periodo elettorale tende a reclamizzare come voce del popolo, diritti e doveri, legalità ed uguaglianza per tutti) invece è una orrenda macchina criminale che sforna: delinquenti, truffatori, spacciatori, estortori, mafiosi, tossici, squilibrati, esasperati, pezzenti,barboni,disadattati,malati, poveri, ecc.., con lo scopo principale di attivare strategie simili a altrettanti macchine automatizzate corrispondenti per far incassare proventi legali atti a soddisfare le esigenze di lucro personale dei vari amministratori giustizia compresa.(anche se il significato della parola è ingiustizia).
    Nel mio caso Lo Stato ha esercitato un ruolo attivo e predominante per indirizzarmi all’illegalità,e con questo condivido le scelte possibilmente forzate di quelle categorie sopra elencate che la gente comune addita senza valutare ciò che li spinge in quella direzione. La mia forza di volontà, i sani principi generazionali e la rassegnazione nel subire, fino ad oggi mi hanno fatto desistere, non so ancora per quanto tempo!

    Lo Stato Italiano ha disatteso,
    attraverso gli organi istituzionali mal funzionanti :
    I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE
    violando gli art. 1 – 2 – 3 – 4 – 13 – 15 – 24 – 28 – 30 – 31 – 34 – 38.
    Lo Stato Italiano:
    1)- non si è preoccupato dell’eccessiva durata della procedura fallimentare.
    2)- ha procurato oltre 10 anni di gravi danni economici, morali e biologici.
    3)- ha procurato oltre 10 anni di inabilità contributiva.
    4)- ha procurato problemi di salute, depressione e gravi danni personali per mancanza di cure nei tempi adeguati.
    5)- ha segnato la vita di un’intera famiglia cercando di comprometterne la serenità, la stabilità e la compattezza.
    6)- ha trascurato l’esistenza di un figlio minorenne lasciato alla tenera età di 8 anni in balia ai genitori disoccupati.
    7)- ha violato il diritto agli studi universitari al figlio primogenito compromettendogli la vita quotidiana ed il futuro.
    8)- Nessuno si è mai interessato chiedendo come vivete, cosa mangiate e come mangiate.
    9)- Mi è stato impedito e negato il diritto di difesa consegnandomi alle unilaterali decisioni
    del curatore e del giudice fallimentare.

    Dal 1998 ad oggi i beni acquisiti mi sono stati tolti senza pensare come e con che cosa provvedere al sostenimento personale e familiare, non è stata presa in considerazione la sorte di un nucleo familiare di 5 persone rimaste disoccupate fra cui un minorenne di 8 anni. Com’è possibile? ci sono delle responsabilità? Gradirei un cenno di riscontro da parte di esperti lettori o professionisti che mi potrebbero indirizzare verso un percorso riabilitativo. Attendo con ansia una risposta.

    Saluti Carmeriga

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  3. enzuccio62 Says:

    http://www.adusbef.it/forum/leggi.asp?Id=53570

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