sfratto iniquo, criteri di assegnazioni case popolari.

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5 Risposte to “sfratto iniquo, criteri di assegnazioni case popolari.”

  1. vincenzo Says:

    « sfrattato tre anni fa da una casa erp (insoluto il principio del contradditorio)ultima richiesta di adempimento
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    Anna Lisa Russo [annalisa.russo@comune.torino.it] Inviato: gio 19/06/2008 14.59

    ——————————————————————————–
    Da: vincenzo.arruzza@alice.it
    Inviato: mer 25/06/2008 10.38
    A: urp@comune.torino.it; livia.capobianco@comune.torino.it; roberto.tricarico@comune.torino.it
    Oggetto: I: adempimento richiesta del 24-04-08 visura e stesura atti rig.il proc.dell’ interess.

    Messaggio con priorità alta.

    Da: Pecoraro Claudio [claudio.pecoraro@comune.torino.it] Inviato: gio 19/06/2008 14.31

    Conferma del messaggio inviato a
    alle 19/06/2008 12.34Il messaggio è stato visualizzato nel computer del destinatario alle 19/06/2008 14.31

    Da: vincenzo.arruzza@alice.it
    Inviato: gio 19/06/2008 12.34
    A: annalisa.russo@comune.torino.it
    Cc: urp@comune.torino.it
    Oggetto: adempimento richiesta del 24-04-08 visura e stesura atti rig.il proc.dell’ interess.

    Testo1^ e-mail del 19/06/2008

    il giorno 29 -05-08 la sv riferiva personalmente al sottoscritto che fissava un giorno ed un orario per adempiere richiesta in oggetto. non si sollecita ulteriormente ma ,si solleverà richiesta tramite legale con addebito di onorario. ossequi
    data 19-06-08 arruzza vincenzo

    _______________________________________________________________________________________________

    Oggetto: adempimento richiesta del 24-04-08 visura e stesura atti rig.il proc.dell’ interess.

    Testo:2^ e-mail del 25/06/08

    il giorno 29 -05-08 la sv ( funz. russo a.l. uff. Erp comune in menzione) riferiva personalmente al sottoscritto che fissava un giorno ed un orario per adempiere richiesta in oggetto. non si sollecita ulteriormente anche perchè si richiederà giustificazioni per iscritto in quanto il 28/02/08 tale richiesta era stata sollevata personalmente c/o uff.imp. costamagna ( Urp comune in menzione)con ulteriore richiesta formale per iscritto stilata dal sottoscritto in sua presenza ,inevasa rispota, a tale riguardo si solleverà richiesta tramite legale con addebito di onorario.

    inoltre la presente si inoltrerà a mezzo prot. generale ,si allegherà ad una formale denuncia ,si richiederà motivazioni per iscritto a riguardo di quanto stò lamentando oltre il rimborso spese onorario spese legale.a nota affinchè non si ha visura ed eventuale stesura atti l’interessato non può far valere i propri interessi leggittimi.

    motivo per cui non autorizza l’ assessorato Erp al trattamento dei miei dati personali ai sensi della legge sulla

    sul trattamento dati.

    si presume che il sig. pecoraro sia imp. uff. urp si allega al fine di risposta in forma per iscritto.
    data 25-06-08 arruzza vincenzo

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    One Response to “ultima richiesta di adempimento”
    vincenzo Says:

    Giugno 25th, 2008 at 11:19 edit

    premetto che mi sento stanco,d’altronde sono oltre tre anni che dormo male ,ossia: nella mia vettura,segue enzo

  2. vincenzo Says:

    vincenzo Dice:
    16 06pmMon, 09 Jun 2008 14:36:41 +0000160o, 2008 alle 20.24
    AL SINDACO DELLA CITTA’ DI TORINO
    ON. SERGIO CHIAMPARINO

    ——————————————————————————–
    Da: vincenzo.arruzza@alice.it
    Inviato: mar 03/06/2008 16.51
    A: Sergio.Chiamparino@comune.torino.it; livia.capobianco@comunetorino.it
    Cc: vincenzo.arruzza@alice.it
    Oggetto: I: valutazioni quanto intercorso all’app. del 29/05/08 si ant. da corr. ed ev risp.

    Da: vincenzo.arruzza@alice.it
    Inviato: mar 03/06/2008 10.19
    A: annalisa.russo@comune.torino.it
    Cc: vincenzo.arruzza@alice.it
    Oggetto: I: valutazioni quanto intercorso all’app. del 29/05/08 si ant. da corr. ed ev risp.
    Conferma del messaggio inviato a
    alle 03/06/2008 10.19
    Il messaggio è stato visualizzato nel computer del destinatario alle 03/06/2008 10.30 -Conferma del messaggio inviato a
    alle 29/05/2008 15.16
    Il messaggio è stato visualizzato nel computer del destinatario alle 29/05/2008 15.27 – in bozza stessa lettera Legenda: sergio chiamparino sindaco di torino , livia.capobianco resp. uff. segr. del sindaco funz.annalisa russo resp. uff. erps

    ——————————————————————————–

    Da: vincenzo.arruzza@alice.it
    Inviato: gio 29/05/2008 15.16
    A: annalisa.russo@comune.torino.it
    Oggetto: valutazioni quanto intercorso all’app. del 29/05/08 da corregere integrare e protocollare in seguito.
    stessa lettera in bozza incompleta
    Oggi 29/05/08 su proposta di appuntamento vengo ricevuto dall’assesore casa del comune di torino,ho riferito che tre mesi fa mi hanno negato l’appuntamento (di cui un funzionario che lo negò al tempo era presente al colloquio ,presente anche il funz. di lo.ca.re.) lo stesso funzionario responsabile uff. erp si giustifica e risponde: perchè il suo caso era stato chiuso,tale funzionario ,al mio ricevemto e/o colloquio alla presenza dell’assessore ripropone quanto si era evidenziato oltre 8 mesi fà ossia: un contratto con affitto convenzionato in merito alla l.431/98,ho nuovamente rifiutato la sua proposta tra l’altro senza dar atto su mia richiesta al tempo ,di come vengono assegnate le case con contratto convenzionato, non si ha avuto atto di un regolamento comunale a riguardo,conosco solo un decreto dello stato ed una circolare ministeriale( a nota affinchè non mi delucidano i criteri dell’ assegnazione case pubbliche con convenzione l. 431/98 illustrando dei regolamenti comunali in tale proposito ho dichiarato che prendo un periodo di riflessione,in caso contrario considero l’offerta un raggiro alle leggi quadro, in quanto ho diritto di sapere come si viene inseriti in una graduatoria di merito,e, valutarla, tra l’altro tre anni fà non si accennava per nulla l’esistenza di una sistemazione abitativa in questo senso, motivo anche di un mancato rasserenamento interiore ).ho nuovamente sollevato l’ingiustizia subita( analoga in questi tre anni, richieste inevave con risposte evasive,motivo percui non si è venuto a capo in nessun punto d’incontro.a questo punto ho dichiarato non mi interessano più le sue proposte e le sue case popolari in quanto visto il notevole passare degli anni, in questo contempo la mia persona si è degenerata ,in questi anni vuoi per un motivo ,o per l’altro ,dove non si ha avuto riscontri adeguati, a riguardo le mie richieste, richieste sollevate in quasi tutti gli uffici comunali a cui mi sono rivolto, ( urp,erp, urc ed erps, motivo come citato di un mancato riscontro di quanto sollevato anche per un rasserenamento personale volto a non degenerare l’interessato ),ho sollevato il punto “del debito moroso “visto che per anni è stato evidenziato questo punto a titolo risolutorio, ( ultima volta che è stato evidenziato l’ostacolo del debito è stato il 23/10/08,vedi la ipotetica soluzione, su proposta di firmare all’atc un rateo a sua volta avvallato da una relazione dei servizi sociali volto all’inserimento in emergenza abitativa a nota ribadito più volte ho rifiutato questa proposta perchè credevo ed ispiravo inizialmente fiducia all’ente comune ad una revisione del provvedimento ,considerato che oggi non ho più fiducia ,ho sollevato questo punto: i servizi sociali ed il resto delle ipotetiche soluzioni proposte a posteriori allo sfratto non mi interessano, in quanto un comune è in dovere di fare le indagini prima di uno sfratto visto e considerato che il sottoscritto lo evidenziò al tempo ,ho anche evidenziato che tra l’altro tra pochi mesi sono prossimi i termini di prescrizione del debito moroso, mi interesserò della ricezione della cartella esattoriale in quanto provo ad opporla per motivi giustificabili ,ho chiesto oggi 29/05/08 se dal comune vi è in atto una cartella esattoriale, non mi hanno dato risposta, sempra che del problema del debito moroso ( vista la ripetuta richiesta negli anni di firmare un rateo ad estinzione debito, oggi non interessa più parlarne, tra l’altro non si ha avuto risposta delucidante al tempo del motivo per cui il comune uff. erp interessasse la rateizzazione del debito,premetto che il funzionario presente al colloquio ha sollevato il problema del debito per oltre due anni e mezzo ,motivava : al fine di revisionare il provvedimento (mi istigava ad andare all’atc a firmare un rateo di mia spotanea volontà, poi in secondo stante chiedeva di servirmi dei servizi sociali al fine di avvalorare tale dilazione debito,il sottoscritto non accondiscende a tale richiesta ,motivo: per non aver avuto risposte e delucidazioni esaurienti in merito,più volte sono state richieste dall’interessato , ragione per cui ha dato luogo a dubbi di raggiro ,da canto di codesto funzionario si giustificava a pare suo volto a riaprire uno spriraglio nella richiesta di emergenza abitativa).la stessa mi istigava più volte verbalmente a servirmi dei servizi sociali, in secondo stante si ricevono telefonate c/o miei parenti da parte di un medico dell’usl di zona sempre in collaborazione con i servizi sociali .si istigava il sottoscritto a servirsi di codesti servizi , in aggiunta i servizi sociali mettono al corrente del mio caso l’usl di zona ,a questo episodio su mia domanda lo stesso funzionario uff. erps risponde al fine di revisionare il provvedimento ( tale suggerimento veniva evidenzioato a quasi tutti gli appuntamenti),oggi 29/05/08 evidenziato verbalmente dal sottoscritto, la stessa funz. ha negato,chiederò la testimonianza di mio fratello a tale proposito, è stato evidenziato dall’ assessore che io ho scritto sul blogs, ho riferito nulla di male, e se ho scritto il falso che possono denunciarmi a riguardo. ho concluso riferendo mi prendo un lungo periodo per riflettere in tal senso. nel frattempo attendo cosa ne pensa l’autorità competente. Valutazioni conclusive definite e anche irremovibili: considerato che tutto si è incentrato per anni su una ipotetica soluzione su valutazioni da avvalorare dai servizi sociali in aggiunta vedi telefonata dell’asl c/o i parenti ,visto la richiesta persistente di rateizzare il debito con avvallo dei servizi sociali,( motivo per cui poteva essere richiesto prima dello sfratto ,ha dato luogo di far riflettere al sottoscritto ,e di come è disumano quanto accorso nel corso degli anni).l’assessore ha concluso esprimendo verbalmente: lei non ha diritto ad una casa popolare, può avere solo accesso all’edilizia sovvenzionata con contratto privato ,poi ha aggiunto :si potrebbe valutare un’eventuale assegnazione casa popolare dietro relazione dei servizi dell’usl, in quanto lo stesso presuppone che desto segni di disagio psicologico o fisico,a tale proposito non mi pronuncio concludo definitivamente: non le rispondo mi prendo un periodo per riflettere ( motivazioni sopra esposte l’ ente comune non ispira fiducia al sottoscritto.si aggiunge inoltre nelle proprie valutazioni personali decisive e definitive :esistono delle leggi a riguardo ,nulla vieta all’assessore che reputa che possono esistere alla mio stato di salute del disagio fisico o pisicologico,di procedere come consentito dalle leggi in materia. ( ho notato che questo punto è stato più volte evidenziato nel corso degli anni , sembra che tutto si impernia su questo fulcro,inizialmente era sollevato sul debito regresso come evidenziato nel testo suscritto da firmare un rateo in via di accesso o instaurazione domanda di emergenza abitativa nonostate avessi al tempo evidenziato lo staus sociale la precarietà abitativa coordinato con più uffici comunali” evidenziato per l’ultima volta anche oggi” 29//05/08″, non acetto che sia stato sfrattato mentre chiedevo i miei diritti d’innanzi ad un giudice ( presumo che non avevo nulla da “nascondere”questo è il motivo decisivo a non dar luogo ad una proposta data da questo ente anche di soluzione abitativa, motivo per cui opporrò anche la cartella esattoriale che ne chiederò copia ,visto la fase del termine di scadenza)in secondo stante.tra l’altro l’assessore può se reputa il disagio fisico o psicologico, come dallo stesso evidenziato ,considerato che sono stanco di sentirmelo ripetere , coordinare con l’ assessorato di competenza , può senza il mio parere disporre un provvedimento anche coatto visto che esistono delle leggi in materia . concludo da canto mio’ come evidenziato nella presente e come confermato verbalmente (all’ app.29/05/08 ) con valutazione anche conclusiva ,il mio volere è che ne prenda atto l’ autorità competente ,null’altro da aggiungere , si conferma il diniego al trattamento dei miei dai personali per i motivi indicati nella presente, si trasmetterà via e- mail segreteria erps.
    Torino lì,03/06/08 ossequi vincenzo arruzza

    vincenzo Dice:
    16 06pmMon, 09 Jun 2008 14:47:42 +0000160o, 2008 alle 20.24
    condivido il parere del giudice di pace,ma no non sa il giudice che a me tre anni fa successe la stessa cosa ,l’atc di torino mentre si conciliava dal giudice di pace, la stessa atc chiedeva al comune di accellerare lo sgombero dell’ alloggio dove abitavo. dopo tre anni che dormo per strada si giustificano dal comune : aveva solo di andare da i servizi sociali,ilresto cosa sia successo è molto lungo da descrivere vedi lettera al sindaco del 3/6/08 .quindi penso prima il comune sfratta ,poi si instaura una relazione dai servizi sociali e ,a relazione ultimata di detti servizi viene trasmessa all’ufficio casa( la pratica può durare anche due o tre anni, si attiva l’assessorato su medesima richiesta di detti servizi ed assegnano un alloggio in via di emergenza abitativa).

    vincenzo arruzza Dice:
    16 06amTue, 10 Jun 2008 10:13:16 +0000161o, 2008 alle 20.24
    OGGETTO: Una donna di 78 anni, sua figlia di 50 e i figli di lei – di 6 e 19 anni – che vivono a Genova in una casa popolare dell’Arte (l’ente ligure di edilizia pubblica) rischiano di finire in mezzo a una strada.
    Segue commento di vincenzo arruzza
    La signora dovrebbe rivolgersi al comune di appartenenza , richiedere spiegazioni e modulistica, che con allegato precetto di sfratto si compila e si viene inseriti in un contesto come evidenziato in un decreto dello stato. ,si da atto al tribunale( il modulo prestampato darlo per conoscenza anche all’uff.case del comune ),ne conservare ricevuta anche dopo averlo prodotto in tribunale e darne visura all’ ufficiale giudiziario in caso di sfratto ,il giudice a questo punto proroga la durata della sospensione dello sfratto affinché la signora venga inserita in una graduatoria per alloggi convenzionati pubblici , con riserva. Il testo del decreto recita: proroga sfratti a famiglie che non riescono a reperire un abitazione con mezzi propri nel mercato libero degli immobili,famiglie con a carico portatori handicap gravi o, con a carico familiari ultrasessantacinquenni, i servizi sociali di Genova queste informazioni dovrebbero darle alla famiglia in oggetto. Inoltre nel decreto e, circ. ministeriale infrastrutture viene evidenziato che viene istruita una graduatoria nella misura del 10% rivolta a tali soggetti con disagio o avvenute condizioni di disagio.

    vincenzo Dice:
    16 07amTue, 15 Jul 2008 11:34:36 +0000196o, 2008 alle 20.24
    Alla cortese attenzione dell’assessore Roberto Tricarico ass.to casa

    Alla cortese attenzione dell’assessore Marco Borgione.ass.to serv. sociali
    Conferma del messaggio inviato a
    ; alle 14/07/2008 16.53

    Il messaggio è stato visualizzato nel computer del destinatario alle 15/07/2008 9.05

    Oggetto: Divieto trattamento dati personali( v. valutazioni quanto intercorso il giorno 11 -07 -2008 uff. Erp)
    Oggetto:quanto rif. il giorno 11 – 07 -08, uff. Erp ,quanto rif. il giorno 14 -07 -08 uff. serv. sociali.
    segue diffida al trattamento dei miei dati personali per i sotto elencati motivi.

    il sottoscritto Arruzza Vincenzo espone:
    in data 11 – 07 -08,chiedevo informazioni presso uff. Erp,
    riferito:se Lei viene la pratica si apre, se Lei non viene la pratica si chiude.
    A riguardo ho chiesto vista l’ultima proposta di una sistemazione abitativa ,
    Riferisce:gli alloggi sono stati assegnati, può aver un riscontro di una assegnazione solo tramite i servizi sociali in emergenza abitativa. Come riferito in data 11 – 07 -08, dal funzionario uff. Erp dove, in tal data ho chiesto informazioni a riguardo il mio procedimento ,la stessa mi invitava ulteriormente a servirmi di detti servizi sociali. Pertanto visto il tempo intercorso ho riferito al funzionario Erp che vi sono conflitti d’interessi tra me ed il Comune, in quanto il sottoscritto sperava in una revisione dell’affitto moroso, vi erano a pare mio i presupposti,si era chiesto di verificare lo stato di degrado dell’alloggio dove vivevo, se vi era stata fatta una verifica con perizia del CTU oggi a riguardo potevo anche accettare come proposto dalla stessa, di rateizzare il debito volto alla revisione dei titoli di accesso all’assegnazione alloggio Erps,come noto tale revisione può avvenire solo con avvenuta relazione dei servizi sociali(giustificabile con una relazione per un avvenuto disagio sia abitativo,sia psicologico).A questo punto ho riferito:può d’ufficio trasmettere ai servizi sociali quanto da me espresso al funzionario Erp nel corso degli anni(visto che a parere mio ho il sospetto che lo abbiano fatto, ho notato che conoscono benissimo la mia situazione si sospetta trasmessa per telefono dall’Urc, o dall’Erp,inoltre: vedi i numerosi sopralluoghi effettuati dai Vigili Urbani comunicati all’Erp). Ho chiesto di fissare un appuntamento con l’assessore Tricarico mi viene detto telefoni a questo n. di telefono insisto di guardare sull’agenda e di fissarmi un appuntamento,l’impiegata non guarda quindi non fissa l’ appuntamento. Si richiede relazione in forma scritta di tutto il procedimento svolto a mio carico istruito presso il vs Assessorato ,o lo richiedo tramite legale con addebito di onorario. Finché non ricevo risposta vieto assolutamente il trattamento dei dati personali, e fino a verifica di quanto dichiarato.” A riguardo chiedo espressamente che la mia pratica sia chiusa (vedi quanto appreso in tal data), considerato tra l’altro che non mi hanno fissato un appuntamento con l’Assessore Tricarico, anche se richiesto con urgenza.

    In data odierna 14 -07 -08, recatomi presso uff. servizi sociali non ho chiesto di fissare un appuntamento, ma l’impiegata insiste chiede la mia anagrafica, torna dopo mezz’ora mi comunica di aver fissato un appuntamento per il 16 -07 – 08 da esperire con la Signora Orlando, ho dichiarato che non intendo servirmi dei servizi offertomi, conclude dicendomi telefoni all’Orlando,stessa persona che non è stata autorizzata al tempo ad esperire una relazione senza essere autorizzata dal sottoscritto, trasmessa come risulta all’uff,. Erp. ho chiesto di dar atto di diffida a non trattare i miei dati personali,in quanto a mia insaputa è stata data agli uff.Erp (Relata dei servizi sociali, senza essere autorizzati dal sottoscritto)
    Motivo per cui “Vieto assolutamente ai Servizi Sociali il trattamento dei dati personali, fino a verifica di quanto dichiarato.” Sottolineo in un vivere civile è vergognoso quanto è accaduto. Inoltre è disumano quanto si è avvicendato nel corso degli anni,motivo per cui “Chiedo che la mia pratica venga chiusa,sono stanco di sbattermi da un ufficio all’altro,spero che sia stato molto chiaro. Può d’ufficio trasmettere la presente alle Autorità se lo ritiene necessario al fine di chiudere definitivamente la pratica,scaduti i termini di risposta la presente consegnata in seguito a mezzo protocollo ai vs uffici la consegno al Legale,e richiedo che forzi risposta tramite lettera legale con addebito di spese di onorario.
    Torino,lì 15 – 07- 08 in fede Vincenzo Arruzza

    vincenzo Dice:
    16 07amTue, 15 Jul 2008 11:51:01 +0000196o, 2008 alle 20.24
    Troppo Povere per vivere in casa d’affitto ,segue commento vincenzo

    Ho appreso dalla stampa locale che la signora ha avuto la sospensione dello sfratto sono molto contento, a nota vedi il mio crucis sono tre anni e mezzo che dormo nella mia macchina,
    ne so qualcosa a riguardo . avrei molto piacere di aver contatti con la signora anche via e- mail.
    Oggi come accennato in precedenza può attivarsi con richiesta di aiuto economico ,tutti gli anni a marzo le agenzie per la casa bandiscono un fondo sociale volto alle persone meno abbienti per far fronte al pagamento affitto moroso nella misura di nove /dodicesimi. Per cui la signora visto che ha a carico dei familiari portatori HC ne ha diritto. non conosco i parametri del comune di Genova ma spero che siano uguali a quelli degli alti comuni. in caso di sfratto può chiedere di essere inserita in una graduatoria di case patrimoniali gestite direttamente dal comune ne ha diritto in virtù di una legge nazionale, in caso come dichiarato dalla stampa per un eccesso di zelo ,può opporre lo sfratto
    presentando istanza al sindaco,trascorsi invano trenta giorni può far appello al giudice ordinario entro 60 giorni. Le auguro i miei migliori auguri signora di Genova .
    Vincenzo Arruzza

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  3. vincenzo Says:

    vincenzo Dice:
    16 06pmMon, 09 Jun 2008 14:47:42 +0000160o, 2008 alle 20.24
    condivido il parere del giudice di pace,ma no non sa il giudice che a me tre anni fa successe la stessa cosa ,l’atc di torino mentre si conciliava dal giudice di pace, la stessa atc chiedeva al comune di accellerare lo sgombero dell’ alloggio dove abitavo. dopo tre anni che dormo per strada si giustificano dal comune : aveva solo di andare da i servizi sociali,ilresto cosa sia successo è molto lungo da descrivere vedi lettera al sindaco del 3/6/08 .quindi penso prima il comune sfratta ,poi si instaura una relazione dai servizi sociali e ,a relazione ultimata di detti servizi viene trasmessa all’ufficio casa( la pratica può durare anche due o tre anni, si attiva l’assessorato su medesima richiesta di detti servizi ed assegnano un alloggio in via di emergenza abitativa).

    vincenzo arruzza Dice:
    16 06amTue, 10 Jun 2008 10:13:16 +0000161o, 2008 alle 20.24
    OGGETTO: Una donna di 78 anni, sua figlia di 50 e i figli di lei – di 6 e 19 anni – che vivono a Genova in una casa popolare dell’Arte (l’ente ligure di edilizia pubblica) rischiano di finire in mezzo a una strada.
    Segue commento di vincenzo arruzza
    La signora dovrebbe rivolgersi al comune di appartenenza , richiedere spiegazioni e modulistica, che con allegato precetto di sfratto si compila e si viene inseriti in un contesto come evidenziato in un decreto dello stato. ,si da atto al tribunale( il modulo prestampato darlo per conoscenza anche all’uff.case del comune ),ne conservare ricevuta anche dopo averlo prodotto in tribunale e darne visura all’ ufficiale giudiziario in caso di sfratto ,il giudice a questo punto proroga la durata della sospensione dello sfratto affinché la signora venga inserita in una graduatoria per alloggi convenzionati pubblici , con riserva. Il testo del decreto recita: proroga sfratti a famiglie che non riescono a reperire un abitazione con mezzi propri nel mercato libero degli immobili,famiglie con a carico portatori handicap gravi o, con a carico familiari ultrasessantacinquenni, i servizi sociali di Genova queste informazioni dovrebbero darle alla famiglia in oggetto. Inoltre nel decreto e, circ. ministeriale infrastrutture viene evidenziato che viene istruita una graduatoria nella misura del 10% rivolta a tali soggetti con disagio abitativoo avvenute condizioni di disagio familiare.

  4. enzo Says:

    Da: vincenzo arruzza (mailto:enzo.arruzza@alice.it)
    Inviato: martedì 5 agosto 2008 15.44
    A: info@ilricorso.it
    Oggetto: valut.ric.(Ricorso)

    si prega di dare una mano,sgomberato da un alloggio popolare tre anni fa con ordinanza del sindaco, oggi son tre anni che dormo nella mia macchina.premessa:

    eranoanni che cercavo di far capire che vivevo in un alloggio malsano, consegnato in condizioni pietose sin dall’origine.il mio sbaglio è stato rivolgermi negli uffici comunali dove lamentavo questa incongruenza,iniziai a non pagare l’affitto per la rabbia

    vivevo male in questo alloggio.mi rivolsi al movimento dei cittadini,al difensore civico,alla camera di commercio senza esito,infine citai il gestore ente ATC dal Giudice di Pace,nella conciliazione l’ATC sollecitò lo sgombero.una sera trovai l’alloggio sigillato.

    da quel giormo è stato un via vai di vigili sul luogo dove dormivo ossia nella mia macchina.mi fecero 1600 € di verbale perchè non avevo più soldi per l’assicurazione.il vicinato telefonava a mia insaputa ai vigili finchè dopo due anni dallo sgombero si decisero dal

    comune di convocarmi mi accennarono che stavano revisionando il procedimento in autotutela al terzo anno riferiscono che non vi erano i nessi per revionare l’atto emesso nei miei confronti.dal comune suggerivano di servirmi dei servizi sociali al fine di instaurare un rateo di dilazione dell’affitto moroso,non accetto,in secondo stante visto il degenerarsi della mia persona (sfido a dormire per due anni e otto mesi in una macchina)venni convocato nuovamente dal comune mi proposero un mono camera di proprietà del comune gestita dall’Atc,quanto la vidi rinunciai era in condizioni pietose.

    quanto appreso gli artt. in menzione danno ragione al comune vedi art.241/90,l’unico appiglio e che l’Atc non notificava all’ineressato l’atto di mora contenente la somma capitale +interessi legali prima dello sgombero,mentre la l.r.46/95 recita

    se inadempiente o salda tutto il debito o si procede allo sgombero,questo non era evidenziato sull’atto di sgombero emesso al tempo,chiedo se è legittimo. grazie vincenzo.arruzza

    allegato ricorso :senza n. protocollo omesso transito all’uff. Protocollo per ordine dei vigili urbani.

    ricevuta e-mail Da: Città di Torino – Ufficio del Sindaco per i rapporti con i Cittadini [mailto:urc@comune.torino.it]

    Inviato: mer 30/07/2008 12.11
    A: vincenzo.arruzza@alice.it
    Oggetto: Letto: A teste lettura di conferma ,Conferma del messaggio inviato a; alle 30/07/2008 11.50
    Il messaggio è stato visualizzato nel computer del destinatario alle 30/07/2008 12.11

    Al Sindaco Sergio Chiamparino
    All’uff. URC Città di Torino
    All’ Assessorato Div. Erp – Al Dirigente Div. Erp
    Comune di Torino -Sede-
    Luglio 30th, 2008 at 11:40
    Oggetto: Ricorso gerarchico al Sindaco- ricorso/avverso al dirigente divisione Erp ,al silenzio/assenso- al silenzio/rigetto della P.A.,cfr artt.25,comma 1 Dpr 3/57 art.2, l. 205/2000.
    Il sottoscritto Arruzza Vincenzo nato il 17/05/62 in Gerocarne (VV)
    indirizzo virtuale vincenzo.arruzza@alice.it
    Con la presente intenta ricorso/contro il dirigente della div..ERP come in intestazione al silenzio assenso- silenzio/rigetto per i seguenti motivi:premesso quanto emerso verbalmente sv. dirig.div. erp,il sottoscritto
    espone:
    – omessa risposta e/o comunicazione all’interessato( in contrasto con l’ art 7,8 l. 241/90)dell’esito revisione del provvedimento in regime di autotutela cfr. l. n. 80/2005 art.1 l.241/90 cfr diritto amm.vo in regime di revisione autotutela del provvedimento cfr art.2,comm. 3 , l.241/90,cfr l.11/02/2005 n.15 ;cfr. art. 7 l. 241/90;
    cfr. art.4 l. 241/90 e art. 10bis l.241//90; riscontra eccessivi “tempi ragionevoli” volto alla revisione del provvedimento in regime di autotutela cfr.art.21nonies l. 241/90;
    alla luce dell’art.7,8 l. 241/90, dietro visura atti, se emerge un dubbio di
    illeggittimità il sottoscritto si riserva di adire come da legislazione cfr.ex art.90 R.D.642/1907, art 37 l.1034/71.
    inoltre il sottoscritto lamenta l’incostituzionalità agli’articoli 2,3,24,87,97,111 visto l’art. 117 della Costituzione in materia di deroga alla legge quadro della Repubblica Italiana.
    Inoltre aggiunge: a riscontro vs e- mail del 22/11/07 spedita dal funzionario Erps se non accetta questo alloggio (aspetti l’esito del suo ricorso al Capo dello Stato)
    inoltre si evince come da cfr. l. 431/98 locazioni patrimoniali dei Comuni con assegnazione in deroga vista la legge finanziaria 2004 cfr. dl.n. 240/04 e cfr. circ. Ministero ll.pp e infrastrutture..n.452/05
    – ( dove pone riserva del 10% di alloggi patrimoniali EE.LL. per soggetti aventi
    diritto volto a ridurre il disagio abitativo in emergenza sfratti), visto quanto veniva riferito sua mia richiesta al tempo (settembre 06), dalla impiegata Scirè responsabile uff. emergenza abitativa in via straordinaria, rif. che il sottoscritto non era stato collocato in nessuna graduatoria utile c/o vs. assessorato volta all’emergenza disagio abitativo. inoltre aggiunge dichiarazione: quanto emerso il 29-05-08 all’appuntamento concordato,l’Assessore dichiarava Lei non ha diritto ad una casa popolare,può dietro relazione dei servizi sociali essere inserito in un contesto di emergenza abitativa,propone un alloggio patrimoniale visto l’avvenuto disagio abitativo persistente negli anni,accenna visto il suo avvenuto disagio psicologico, non accenna previsioni temporali accenno che analoga proposta fu fatta in agosto 2007e l’alloggio proposto non era da me gradito. oggi emerge dalla visura atti dell’ 01-07-08 l’illegittimità dell’atto di sgombero si evince che lo stesso atto è viziato per vizi procedurali analogo ricorso spedito via e- mail il 07/12/2007,inevasa risposta.(si anticipa via e- mail il 30-07-08 ) ore 11.50 all’uff.URC si protocollerà in seguito. al silenzio assenso si produrrà Ricorso Strardinario Al Presidente della Repubblica per i suelencati motivi.ossequi
    To,30-07-08 in fede Vincenzo Arruzza
    firmato in originale vs portineria vigili urbani consegnata copia in originale (diffidato verbalmente di recarmi c/o uff. protocollo) si inoltrerà come evidenziato,anche questo spiacevole episodio nel ricorso straordinario Presidenza della Repubblica .il presente è stato letto ma,come d’intesa verbale con la sig. Paola uff. Urp non è stato trasmesso il n. di protollo attribuito vs ricezione.ossequi Arruzza .To 01- 08-08

  5. vincenzo Says:

    Pubblicato il 26 08 2008 alle 9:11 quota

    i danni da protratta occupazione nelle locazioni abitative
    il Comune ha proceduto allo sfratto per morosità. Vorrei sapere se, oltre ai canoni arretrati, mi spetta pagare il 5% di interessi o penale come da legge (art. 5,e 55 l.392 /78) inoltre per danni subiti ho vissuto per 5 anni in un alloggio pubblico malsano il comune ha dichiarto dietro loro perizia uff. condizioni e osservazioni abitative che l’alloggio era salubre.
    Nella quasi totalità dei casi, lo sgombero per il rilascio dei locali – da parte del Comune- non coincide con la data di scadenza della notifica convocato verbalmente dai Vigili di zona (irreperibile alla buca,così sono stato dichiarato in secondo stante). Il locatore, per riottenere la disponibilità del proprio immobile, è infatti costretto ad attivare il procedimento giudiziale di sfratto o di licenza per finita locazione, con ulteriore protrazione dei tempi di rilascio, grazie ai provvedimenti di “blocco degli sfratti”. D’altra parte, anche negli sfratti per morosità – di regola esentati dal blocco – il conduttore ritarda comunque la riconsegna dei locali, fino all’intervento dell’Ufficiale Giudiziario munito di Forza Pubblica. Di qui l’interesse a fare il punto della situazione, in ordine agli obblighi economici del conduttore, nel periodo di protratta e illegittima occupazione dei locali dopo la scadenza del contratto o dopo la sua risoluzione per finita locazione o per morosità.La materia è regolata dall’articolo 1591 Codice Civile, per il quale “il conduttore in mora a restituire la cosa è tenuto a dare al locatore il corrispettivo fino alla riconsegna, salvo l’obbligo di risarcire il maggior danno”.Nelle finite locazioni, l’obbligo di risarcire il maggior danno, di cui alla norma richiamata, ha visto restringersi nel tempo il proprio raggio di operatività, per effetto di una incessante legislazione speciale, che talvolta ha esonerato del tutto il conduttore dal risarcimento del danno, e più spesso, ne ha predeterminato l’ammontare. Tali normative speciali sono state peraltro vagliate dalla Corte Costituzionale che, in termini generali e di principio, ne ha dichiarato l’illegittimità. E così, per esempio, l’articolo 2 del Decreto Legge 25 settembre 1987, numero 393, sia pure dettato in tema di locazioni ad uso diverso dall’abitativo – per il quale “il conduttore, per il periodo di occupazione dell’immobile intercorso fra la data di scadenza del regime transitorio previsto dalla Legge 27 luglio 1978, numero 392, e successive modificazioni ed integrazioni, e la data fissata giudizialmente per il rilascio ovvero la data di stipulazione del nuovo contratto…..non è tenuto a corrispondere al locatore alcun aumento di canone…., né il risarcimento del danno, ai sensi dell’articolo 1591 del Codice Civile” – è stato dichiarato incostituzionale dalla sentenza 1 aprile 1992, numero 149 della Consulta. Quest’ultima ha dichiarato l’illegittimità della norma, nella parte in cui esonera il conduttore da responsabilità per i danni cagionati al locatore dal ritardo nella restituzione dell’immobile, senza escludere il caso di comprovata insussistenza della difficoltà per il conduttore di reperire altro immobile idoneo. Si legge, nella sentenza richiamata, che la norma evidenzia “un limite di legittimità costituzionale….Caratteristica dei valori (o principi) costituzionali soggetti a bilanciamento è la non predeterminabilità in assoluto, una volta per tutte, dei loro rapporti reciproci di sovra o sott’ordinazione. La prevalenza dell’uno sull’altro, quando il bilanciamento non sia rimesso per caso al giudice, ma sia operato dalla legge nella forma di una norma astratta, deve essere collegata a determinate condizioni tipiche, come effetto giuridico alla propria fattispecie”.Successivamente alla richiamata pronuncia della Corte Costituzionale, l’articolo 1 bis del Decreto Legge 30 dicembre 1988, numero 551 ha tuttavia disposto che durante il periodo di sospensione dell’esecuzione, il conduttore era tenuto a corrispondere, ai sensi dell’articolo 1591 Codice Civile, una somma mensile pari all’ammontare del canone di locazione dovuto alla cessazione del contratto – cui dovevano applicarsi gli aggiornamenti ISTAT – maggiorato del 20%.In seguito, l’articolo 6, comma 6, Legge 431/98 – che disciplina attualmente le locazioni abitative dopo il 31 dicembre 1998 – è tornato nuovamente a predeterminare l’ammontare del risarcimento dovuto dal conduttore, stabilendo che in caso di ritardata consegna dell’immobile, il conduttore è tenuto solo alla corresponsione di una somma mensile pari all’ammontare del canone dovuto alla data di cessazione del contratto, oltre agli aggiornamenti ISTAT maturandi e al pagamento delle spese e oneri accessori. A titolo di “maggior danno”, ex articolo 1591 Codice Civile, il conduttore era solo tenuto alla corresponsione di una maggiorazione del canone pari al 20%, per tutta la durata della sospensione dell’esecuzione dello sfratto e fino all’effettivo rilascio dei locali. Sul richiamato articolo 6 Legge 431/98 è nuovamente intervenuta la sentenza della Corte Costituzionale 482/2000, riconoscendo la legittimità della norma solo ove avesse avuto efficacia temporanea e transitoria. In particolare, con la richiamata sentenza 9 novembre 2000, numero 482, la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 6, comma 6, Legge 431/98, nella parte in cui esime il conduttore dall’obbligo di risarcire il maggior danno, ai sensi dell’articolo 1591 Codice Civile, anche nel periodo successivo alla scadenza del termine della esecuzione stabilito dalla Legge 431/98 e di quello fissato giudizialmente per il rilascio, puntualizzando che “il Legislatore del 1998, nella già rilevata finalità di agevolare la transizione al nuovo regime locativo, ha disposto la sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio durante il periodo di centottanta giorni dall’entrata in vigore della legge, quantificando correlativamente l’importo delle somme dovute dal conduttore nel detto periodo e negli altri periodi di sospensione dell’esecuzione, di cui all’articolo 11, comma quarto, del Decreto Legge numero 9 del 1982 e all’articolo 3 del Decreto Legge numero 551 del 1988. Le due misure, consistenti nella sospensione dell’esecuzione e nella determinazione del quantum, sono dunque strettamente connesse, in quanto alla sospensione ex lege dell’esecuzione corrisponde, quale previsione altrettanto eccezionale e temporanea, la determinazione parimenti ex lege dell’indennità relativa allo stesso periodo”.Ciò nonostante, la disposizione di cui all’articolo 6, comma 6, Legge 431/98 – con la predeterminazione del danno, nella misura del 20% – è stata sostanzialmente ribadita dalla successiva legislazione speciale in tema di proroga degli sfratti per finita locazione, con rimaneggiamento delle ipotesi già previste dal richiamato articolo 6 Legge 431/98 (inquilini assoggettati a procedure esecutive di sfratto che hanno nel nucleo familiare ultrasessantacinquenni, o handicappati gravi, e che non dispongano di altra abitazione o di redditi sufficienti ad accedere all’affitto di una nuova casa – si veda esemplificativamente l’art. 80 Decreto Legge 388/2000 -). In tema, sia pure in termini strettamente transitori e, in ragione del perdurante stato di emergenza del mercato locatizio, si vedano da ultimo anche la Legge 8 febbraio 2007, numero 9 e il Decreto Legge 31 dicembre 2007, numero 248.In particolare, l’articolo 1, comma 4, della Legge 8 febbraio 2007, numero 9, ha disposto che “per tutto il periodo di sospensione dell’esecuzione ai sensi dei commi 1 e 3 del presente articolo il conduttore corrisponde al locatore la maggiorazione prevista dall’articolo 6, comma 6, Legge 9 dicembre 1998, numero 431”. La medesima disposizione è stata, alla scadenza, riproposta dall’articolo 22 ter del Decreto Legge 31 dicembre 2007, numero 248, che ha sospeso le esecuzioni per rilascio relative agli immobili adibiti ad uso abitativo, sino al 15 ottobre 2008.Volendo schematicamente riassumere l’iter storico della normazione speciale, si può allora concludere che la maggiorazione del 20% del canone sostituisce il risarcimento del maggior danno ex articolo 1591 Codice Civile: a) per tutto il periodo di non esecuzione dei provvedimenti di rilascio in regime di graduazione prefettizia, di cui all’articolo 3, Legge 61/1989, che andava dal 1° maggio 1989 al 30 dicembre 1998; b) per tutto il periodo di sospensione dell’esecuzione ex articolo 6, comma 1, Legge 431/98 e cioè dal 30 dicembre 1998 al 28 giugno 1999; c) per tutto il periodo in cui l’esecuzione era rimasta sospesa in seguito all’istanza del conduttore di rifissazione della data di sloggio, ai sensi dei commi 3 e 4, dello stesso articolo 6 Legge 431/98; d) per tutti i periodi di sospensione degli sfratti di cui all’articolo 80, Legge 23 dicembre 2000, numero 388; al Decreto Legge 2 luglio 2001, numero 247; al Decreto Legge 27 dicembre 2001, numero 450; al Decreto Legge 20 giugno 2002, numero 122; al Decreto Legge 24 giugno 2003, numero 147; al Decreto Legge 13 settembre 2004, numero 240; al Decreto Legge 27 maggio 2005, numero 86; al Decreto Legge 1 febbraio 2006, numero 23; alla Legge 8 febbraio 2007, numero 9 e infine al Decreto Legge 31 dicembre 2007, numero 248.Matteo RezzonicoNEGLI SFRATTI PER MOROSITA’ LA MANCATA TEMPESTIVA RICONSEGNA COMPORTA IL RISARCIMENTO PIENO DEL DANNOFuori dagli ambiti applicativi delle sopra richiamate norme speciali e relativamente alle risoluzioni per inadempimento e in particolare per morosità, la giurisprudenza è costante nel ritenere che “la responsabilità del conduttore per danni da ritardata restituzione della cosa locata, a norma dell’articolo 1591 Codice Civile, ha natura contrattuale….Essa ha origine dal venire meno del diritto del conduttore alla detenzione e al godimento della cosa locata che, nell’ipotesi di cessazione del contratto per scadenza del termine, va ricondotto alla scadenza legale o convenzionale, mentre nell’ipotesi di cessazione anticipata dovuta alla pronuncia di risoluzione per inadempimento, va ricondotto alla data della domanda di risoluzione, per effetto della quale, il conduttore deve ritenersi costituito in mora per il rilascio della cosa” (Cassazione 13 marzo 1995, numero 2910).Circa i parametri per il calcolo del maggior danno, la giurisprudenza ha avuto anche modo di pronunciarsi sull’applicabilità tout court dell’articolo 1591 Codice Civile, con la precisazione che il semplice protrarsi dell’occupazione abusiva dell’immobile non costituisce di per sé un danno calcolabile nella differenza tra il canone contrattualmente convenuto e quello locativo di mercato, posto che “la condanna del conduttore in mora nella restituzione dell’immobile locato al risarcimento del maggior danno a norma dell’articolo 1591 Codice Civile, esige la prova specifica dell’esistenza di tale danno e del suo concreto ammontare ed il relativo onere incombe al locatore, il quale deve fornire idonea dimostrazione che, a causa del ritardo nella restituzione della cosa, il suo patrimonio ha subito una diminuzione – ravvisabile nella circostanza di non aver potuto affittare a canone più elevato, o vendere l’immobile a condizioni vantaggiose e dimostrabile attraverso la prova di ben precise proposte di affitto o di acquisto, ovvero di altri propositi di utilizzazione” (Cassazione 29 settembre 2007, numero 20589 e Cassazione 28 gennaio 2002, numero

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