urp comune

La domanda di partecipazione al Bando, compilata dal richiedente esclusivamente sui moduli predisposti dal Comune, firmata e munita di marca da bollo da 14.62 Euro, deve essere presentata entro il 29 FEBBRAIO 2008 presso:
  • Via Meucci 4 (lun-giov 8.30-12.30 / 13.30-15.30 ; venerdì 8.30 – 13.30)
  • Via S.Benigno 22 (mart-giov 8.30-12.30 /13.30-15.30 ; venerdì 8.30-13.30)
Cordiali saluti.-Urp – Palazzo Civico
spett/le urp comune di Torino risposta
 a riguardo lo sò, ma a tutt’oggi è stato inevaso l’esito di una domanda di emergenza abitativa, (visto che vi erano i presupposti : oltre tre anni di istruttoria omessa visura atti, gradutoria,delibera ,segnalato anche vs uffici personalmente).  ll bando serve a a qualcuno per raggirare l’ostacolo considerato che vi erano anche i presupposti validi  per un’ assegnazione in regime di revisione provvedimento ,quanto evidenziato dalle SSLL  uff. Erp,ma ,qualcuno ha ha avuto la pallida idea di assegnare un alloggio in forma privata, in via provvisoria ,in attesa che venissero espletate le procedure del bando. il bando spedito può aquisirlo come atto notorio visto che vi sono le dichiarazioni suggerite al tempo  dal dirigente Erp. infatti è indirizzato al sindaco posso inoltrarlo f.to in originale ,eventualmente copia della presente verrà prot. e fornita se necessario  volta al fine di tutelare gli  interessi legittimi,ed a integrare l’atto notorio allegato alla domanda di emergenza abitativa.
Si richiede ULTERIORMENTE COPIA E VISURA ATTI DI QUANTO ESPOSTO VERBALMENTE VS UFFICI 28/01/08  e precisamente rif.alla sig.ra Costamagna
ossequi. Arruzza
 To lì,27/02/08
Da: Anna Lisa Russo [mailto:annalisa.russo@comune.torino.it]
Inviato: ven 16/05/2008 9.19
A: vincenzo.arruzza@alice.it
Cc: Roberto. Tricarico@comune.torino.it; giulietta.gagliardi@comune.torino.it
Oggetto: Fissazione data appuntamento.

Si comunica che, a causa di improrogabili impegni dell’Assessore R. Tricarico, è necessario differire il giorno di convocazione  presso la sede dell’Assessorato in Via Corte d’Appello n. 10.
29 /05/08 ore 11 Distinti saluti.
Dott.ssa Anna Lisa Russo
 
R)veda lei,alla d. gagliardi non da riscontro di e-mail  return post ,si prova con le iniziali Cognome maiuscolo

(ok 29 /05/08 ore 11)
Da:   vincenzo.arruzza@alice.it Inviato:  mer 14/05/2008 11.49
A:   annalisa.russo@comune.torino.it
Cc:   vincenzo.arruzza@alice.it
Oggetto:   Da: vincenzo.arruzza@alice.it Inviato: rich. app. giuletta.gagliardi@comune.torino.it> alle 10.46del
DA: vincenzo.arruzza@alice.it A:annalisa.russo@comune.torino.it
Cc: Roberto Tricarico; giulietta.gagliardi@comune.torino.it
Oggetto: Da: vincenzo.arruzza@alice.it Inviato: rich. app. giuletta.gagliardi@comune.torino.it> alle 15.56 del 15/05/08

R) Dott.ssa Russo A.L. come da vs msg ,il giorno 22 maggio p.v. alle ore 14 va bene. (spero che sia finito sto via crucis) .ossequi enzoarruzza

Torino lì 15/05/08


Da: Anna Lisa Russo [mailto:annalisa.russo@comune.torino.it]
Inviato: gio 15/05/2008 14.11
A: vincenzo.arruzza@alice.it
Cc: Roberto Tricarico; giulietta.gagliardi@comune.torino.it
Oggetto: Da: vincenzo.arruzza@alice.it Inviato: rich. app. giuletta.gagliardi@comune.torino.it> alle 10.46 del 14/05/08

In esito alla Sua richiesta di seguito allegata, si invita la S.V. a presentarsi il giorno 22 maggio p.v. alle ore 14.00 presso la sede dell’Assessorato E.R.P. in Via Corte d’Appello n. 10.
Distinti saluti.
Dott.ssa Anna Lisa Russo
—– Original Message —–
Sent: Wednesday, May 14, 2008 11:49 AM
Subject: Da: vincenzo.arruzza@alice.it Inviato: rich. app. giuletta.gagliardi@comune.torino.it> alle 10.46del 14/05/08

 R) alla Dott.ssa Anna Lisa Russo stanza 125 ERPS epc funz. di comp.
No dott.ssa russo il 21 /5  mattina devo andare all’ ispettorato del lavoro ho dei problemi con il lavoro casualmente coincide con il vs app.se può per un altro giorno sentire ,e per  gent.farmi sapere ossequi.Arruzza

Conferma del messaggio inviato a<annalisa.russo@comune.torino.it>; <giuletta.gagliardi@comune.torino.it> alle 14/05/2008 10.41

Il messaggio è stato visualizzato nel computer del destinatario alle 14/05/2008 10.46

In esito alla Sua richiesta di seguito allegata, su disposizione dell’Assessore R. Tricarico si invita la S.V. a presentarsi il giorno 21 maggio ore 10.00 presso la sede dell’Assessorato in Via Corte d’Appello 10.
Distinti saluti.Russo Dott.ssa Annalisa
 
—– Original Message —–
Cc:CSent: Tuesday, May 13, 2008 4:51 PM
Subject: Re: Successful Mail Delivery Report – richiesta ,e conferma appuntamento
Prego fissare appuntamento, in mia presenza, al sig. Vincenzo Arruzza, che legge in copia.
Grazie
Distinti saluti
Roberto Tricarico
—– Original Message —–
Sent: Tuesday, May 13, 2008 4:46 PM
Subject: I: Successful Mail Delivery Report – richiesta ,e conferma appuntamento

Da: Mail Delivery System [mailto:MAILER-DAEMON]
Inviato: lun 12/05/2008 11.53
A: vincenzo.arruzza@alice.it
Oggetto: Successful Mail Delivery Report    The mail system  <annalisa.russo@comune.torino.it>: delivery via
    srv-av00.csi.it[158.102.161.110]:25: 250 Requested mail action okay,
    completed.
__________________________________________________________________________________________

.Da: vincenzo.arruzza@alice.it
Inviato: gio 24/01/2008 16.54
A: giuletta.gagliardi@comune.torino.it
Oggetto: richiesta app. per visura  e stesura atti per ev. valutazioni

si prega di aver un appuntamento.a tutt’oggi non si ha avuto notizie. ( ieri 24/01/08 l’imp. brezzo personalmente ha rif. che doveva rich. al dirigente) lo richiederò personalmente lunedì p v.
anhe queste e-mail in copia  notif.a mezzo prot. gen. andranno agli atti della magistratura si evidenzia quanto esaperante ogni richiesta,anche per una  banale rich. di appuntamento. lunedì rich. pers. non hanno fiss. l’app. sentita la funz. russo dal tel. port. non aveva ,o ha avuto ordine di non ricevermi non ha ult. conf. l’app. ossequi arruzza

To,25/01/08

come sottolineato non ho protocollato la e mail del 25/01/08,perchè a tale riguardo era testo per le autorità,( francamente non ho piu voglia di sbattermi,sono arcistufo))da canto mio avevo chiuso con l’ass.casa,(idem.francamente non ho piu voglia di sbattermi,sono arcistufo).ma visto che il dott. tricarico ha aperto uno spiraglio attendo una vs risposta se si vuole concordare bilateralmente un app.ossequi arruzza
To,13/5//08 rispedita via e- mail il 14/05/08

Da: Anna Lisa Russo [mailto:annalisa.russo@comune.torino.it]
Inviato: ven 16/05/2008 9.19
A: vincenzo.arruzza@alice.it
Cc: Roberto.
Tricarico@comune.torino.it; giulietta.gagliardi@comune.torino.it
Oggetto: Fissazione data appuntamento.

Si comunica che, a causa di improrogabili impegni dell’Assessore R. Tricarico, è necessario differire il giorno di convocazione al 29 maggio p.v. alle ore 11.00 presso la sede dell’Assessorato in Via Corte d’Appello n. 10.
Distinti saluti.
Dott.ssa Anna Lisa Russo
 
R)veda lei

Da:   vincenzo.arruzza@alice.it Inviato:  gio 15/05/2008 16.45
A:   Sergio.Chiamparino@comune.torino.it; Roberto.Tricarico@comune.torino.it; livia.capobianco@comune.torino.it
Cc:  
Oggetto:   Da v.arruzza,Lettera aperta al sindaco di Torino ( da spedire,spedita via e-mial segret.del Sindaco,il 15/05/08 h.16.40) Visualizza dettagli
Postato Venerdì, 9 Maggio 2008 alle 12:15 pm da arruzza vincenzo

Lettera aperta al sindaco di Torino ( da spedire,spedita via e-mail il 15/05/08 segret.del Sindaco)quanto appreso per criteri di assegnazioni case popolari.

Da quanto appreso personalmente in questi anni:(sfrattato da una casa popolare,senza difesa)-

Sulle basi di una legge quadro nazionale (e di riflesso con legge regionale) tutti i comuni d’italia emettono un bando quasi ogni tre anni,le regioni hanno delegato i comuni a seguire l’iter di codesti bandi ed espletamento delle pratiche di assegnazione,infine tutte le domande vengono approvate dalla commissione regionale.Oltre ai bandi i comuni applicano con propri regolamenti altri due tipi di criteri per l’ assegnazione di case popolari ossia: uno in emergenza abitativa in via ordinaria a seguito di sfratto per finita locazione, o sfratto per morosità incolpevole,due,in emergenza abitativa in via straordinaria,ossia: casi di calamità pubbliche,o casi dove vi siano soggetti seguiti dai servizi sociali.anche codeste assegnazioni infine vengono vagliate dalla commissione casa regionale.nei criteri in via straordinaria il comune di torino, su segnalazione dei servizi sociali,istruisce delle domande,e conclude dopo aver avuto il rapporto di tali servizi,ho sentito persone che la loro pratica è stata conclusa dopo nove anni,altre dopo cinque anni,altre dopo tre anni.il criterio di due anni di attesa a parer mio(a conclusione pratica )forse è stato il più celere,a nota quanto appreso dai quotidiani: una donna sessantenne ,dopo due anni che viveva in una vettura causa bronchite,si rivolge all’ospedale,la stessa dichiara di aver dormito due anni nella propria vettura siattiva il servizio sociale dell’asl,la stessa ha dichiarato che era seguita dai servizi sociali del comune e che fino al giono del suo ricovero non avevano trovato nessuna soluzione abitativa,all’atto della sua dimissione ospedaliera si è trovata una casa d’urgenza da parte dell’ufficio di emergenza abitativa del comune.negli altri casi sociali vengono classificati gli anziani ultra sessantenni o invalidi con percentuale pari o  superiore al 75%. in questi casi i servizi sociali collocano per oltre 14 mesi questi soggetti in una casa alloggio oppure in alberghi convenzionati sia negli alberghi ,che nella casa alloggio come regolamento dello stesso comune di torino il soggetto deve pagare una quota pari o quasi tutta la sua pensione sociale,in compenso il comune le convenziona dei pasti e dall’impoto totale del redito/ pensione le lascia all’interessato 60 ero mensili per ottemperare i propri  bisogni primari.su questo punto ne sono sicuro perchè più di una persona lo ha lamentato. nel caso di un soggetto sessantenne privo di pensione il comune si trattiene l’importo che doveva corrispondere a titolo di sussidio sociale ( tale sussidio riferiscono gli interessati,al compimento dei 60 anni viene elevato in misura doppia rispetto al sussidio ordinario,e riferiscono che al compimento  di 60 anni il regolamento vieta di collocarli in dormitori) anche a costoro le da il diritto dei pasti convenzionati.mediamente se non per casi gravi (tipo il caso suelencato)la pratica di assegnazione per l’assegnazione  casa si conclude all’incirca dopo 14 mesi.alcuni soggetti inseriti nei casi sociali al di sotto dell’età anagrafica di quarantanni inseriti in un programma di  assegnazione casa in via di  emergenza abitativa, riferiscono di aver vissuto per oltre quattro anni in dormitori, i primi due anni si assoggettano per un punteggio pari a punti 4 (testo della legge regionale : chiunque a titolo provvisorio è sprovvisto di abitazione , di  dichiara di aver vissuto anni due in baracche o simili, vengono attribuiti punti 4)alcuni hanno riferito che dai dormitori non le è stata riconosciuta l’ultima settimana ,quindi all’atto del bando non erano due anni dichiarati  ma un anno e 11 mesi e 20 giorni (v. sopra)  quindi slitta prossimo bando perchè e non le è stato attribuito il punteggio.  il comune ha risposto ad altri soggetti che si sono resi ir reperibili quindi è stato hanno dichiarato che non hanno dato la reperibillità ed sono stati esclusi dalla domanda di emergenza abitativa, altri soggetti hanno dichiarato la situazione familiare si sono visti togliere i figli tramite il tribunale dei minori essendo in prevalenza soggetti :donne divorziate o ragazze madri anch’esse inviate in dormitori. alla luce di quanto appreso vengono giustificati questi anni impiegati dai servizi sociali  ad espletare la pratica per codesti soggetti, che a sua volta vengono dirottati per una sistemazione provvisoria  vivere nei dormitori  fino a conclusione pratica .(come soluzione in exstremis ,inviati dagli stessi assistenti sociali dove si erano rivolti ,al fine di una soluzione al loro problema anche con valutazione anche abitativa e/o lavorativa).

Vincenzo, segue

 


 


 

 

 

 

 

sfrattato tre anni fa da una casa erp (insoluto il principio del contradditorio)

la casa del ghetto

vincenzo-

 

il mio cronistoria dello sfratto : vincenzo arruzza

Da oltre tre anni sfrattato da una casa popolare , inizialmente avevo fiducia che il comune di torino riguardasse la mia posizione,credendo se si avesse avuto riscontri in tempi brevi dormivo nella mia vettura nello stesso cortile da dove venni sfrattato (a distanza di quel giono e fino a quando mi denunciarono per occupazione del cortle). a nota al comune (ente proprietario del cortile avevo segnalato che ero posto nel cortile ,ulteriore beffa)quattro giorni dopo lo sgombero,produssi istanza di ricorso al dirigente che a sua volta aveva emesso il provvedimento.tale dirigente al silenzio assenso-silenzio rigetto risponde verbalmente dopo due anni e mezzo.nel contempo costei usa tutte le informazioni a mio carico,premetto che anni prima lo sgombero mi ero recato più volte negli uffici e dei rapporti con il cittadino,e dell’assessorato casa,costei non mi ha mai ricevuto,oggigiorno ho notato che era al corrente di tutta la mia situazione,ha addirittura vagliato anche le doglianze che sollevai al tempo c/s l’uff. rapporti con la cittadinanza allo stesso assessorato  casadel comune ho sostenuto parecchi appuntamenti dopo lo sfratto (si notava che alle mie richieste non viera risposta esauriente di quanto cercavo di far capire che non è stato dato ricontro al diritto leggittimo al contradditorio,inoltre notavo che le risposte date ,dal funzionario dell’ass.casa,erano in contrasto con le normative vigenti,motivo per cui si instaurava disfiducia nei confronti di costei) .oggi deduco vuoi per mia inadempienza,vuoi per una scarsa informazione dai servizi pubblici interessati, mi ero rivolto all’urp  -comune di torino, all’ufficio rapporti con la cittadinanza stesso comune, all’ufficio dell’assessorato erp (edilizia res.pubblica) infine avevo anche convocato l’ente gestore c/o la camera del commercio al fine di conciliare il gestore rifiuta la conciliazione non avendo altra scelta mi rivolgo al giudice di pace a questo punto 20 giorni prima dell’udienza vengo sfrattato,oggi dopo tre anni che dormo nella mia macchina, dove mi risulta che gli abitanti della zona hanno telefonato più volte ai vigili urbani, segnalando che vi era un essere umano che dormiva la notte in questa vettura  il vicinato mi ha visto per anni,gli stessi si sono ricordati che esistevo,e  ogni tanto  segnalavano ai vigilil’ episodio gli  stessi vigili venivano di notte a verificare ,tante sere mi hanno svegliato con il fascio di luce della lampada,a tale riguardo chiedo giustificazioni all’assessorato con richiesta di visura dei miei documenti inerenti il mio caso si limitano dal comune a rispondere su mia richiesta ci è voluto tutto questo tempo perchè il sottoscritto non si è servito dei servizi sociali.inoltre si tiene a precisare che dopo ulteriori richieste non sono stato convocato a tutt’oggi per la visura e stesura atti al fine di concludere tale incongruenza.Dal comune si deve ringraziare che non esiste l’ind. di posta elettronica uff. urp Procura della Repubblica  in quanto avevo piacere di darme atto, ma a riscontro della visura documentazione a mio carico se emerge vizio di illeggittimità c’è sempre tempo.se qualcuno può darmi una mano  se può ,o se ha avuto un’esperienza analoga lo ringrazio.oggi a distanza di tre anni dò alcune deduzioni: dal comune assessorato casa mi viene proposta una soluzione provvisoria con contratto privato, dopo due anni e mezzo che dormivo per la strada  ossia nella mia vettura,premetto che erano due anni che mi rivolgevo a tale assessorato,la contrattazione doveva essere stipulata con l’ente comune proprietario della monocamera  il gestore delegato( ente l’atc di torino), per tale soluzione il funzionario si giustificava:viste le sue condizioni,abbiamo pensato di assegnarle questo alloggetto in attesa che venga emesso il bando per le case popolari 2008,inteso come deterrente,in primo luogo accetto,dopo aver visto la monocamera,era in condizioni pietose ho rifiutato.da quel giorno il comune non vuole più ricevermi.oggi deduco:carmela anni 5 per avere una casa popolare tramite i servizi sociali;M.V. anni 6 per avere una casa idem;v.g. invalido al 100% oltre tre anni;a.c idem,proposto in anticipo dai servizi sociali a gennaio 2009 le daranno una casa ,oggi vive in casa alloggio per un anno,dopo tre anni che viveva per dormitori.vito ed elena 10 anni per avere una casa.

Postato Venerdì, 9 Maggio 2008 alle 12:15 pm da arruzza vincenzo

Lettera aperta al sindaco di Torino ( da spedire,spedita via e-mial segret.del Sindaco)quanto appreso per criteri di assegnazioni case popolari.

Da quanto appreso personalmente in questi anni:(sfrattato da una casa popolare,senza difesa)-

Sulle basi di una legge quadro nazionale (e di riflesso con legge regionale) tutti i comuni d’italia emettono un bando quasi ogni tre anni,le regioni hanno delegato i comuni a seguire l’iter di codesti bandi ed espletamento delle pratiche di assegnazione,infine tutte le domande vengono approvate dalla commissione regionale.Oltre ai bandi i comuni applicano con propri regolamenti altri due tipi di criteri per l’ assegnazione di case popolari ossia: uno in emergenza abitativa in via ordinaria a seguito di sfratto per finita locazione, o sfratto per morosità incolpevole,due,in emergenza abitativa in via straordinaria,ossia: casi di calamità pubbliche,o casi dove vi siano soggetti seguiti dai servizi sociali.anche codeste assegnazioni infine vengono vagliate dalla commissione casa regionale.nei criteri in via straordinaria il comune di torino, su segnalazione dei servizi sociali,istruisce delle domande,e conclude dopo aver avuto il rapporto di tali servizi,ho sentito persone che la loro pratica è stata conclusa dopo nove anni,altre dopo cinque anni,altre dopo tre anni.il criterio di due anni di attesa a parer mio(a conclusione pratica )forse è stato il più celere,a nota quanto appreso dai quotidiani: una donna sessantenne ,dopo due anni che viveva in una vettura causa bronchite,si rivolge all’ospedale,la stessa dichiara di aver dormito due anni nella propria vettura siattiva il servizio sociale dell’asl,la stessa ha dichiarato che era seguita dai servizi sociali del comune e che fino al giono del suo ricovero non avevano trovato nessuna soluzione abitativa,all’atto della sua dimissione ospedaliera si è trovata una casa d’urgenza da parte dell’ufficio di emergenza abitativa del comune.negli altri casi sociali vengono classificati gli anziani ultra sessantenni o invalidi con percentuale pari o  superiore al 75%. in questi casi i servizi sociali collocano per oltre 14 mesi questi soggetti in una casa alloggio oppure in alberghi convenzionati sia negli alberghi ,che nella casa alloggio come regolamento dello stesso comune di torino il soggetto deve pagare una quota pari o quasi tutta la sua pensione sociale,in compenso il comune le convenziona dei pasti e dall’impoto totale del redito/ pensione le lascia all’interessato 60 ero mensili per ottemperare i propri  bisogni primari.su questo punto ne sono sicuro perchè più di una persona lo ha lamentato. nel caso di un soggetto sessantenne privo di pensione il comune si trattiene l’importo che doveva corrispondere a titolo di sussidio sociale ( tale sussidio riferiscono gli interessati,al compimento dei 60 anni viene elevato in misura doppia rispetto al sussidio ordinario,e riferiscono che al compimento  di 60 anni il regolamento vieta di collocarli in dormitori) anche a costoro le da il diritto dei pasti convenzionati.mediamente se non per casi gravi (tipo il caso suelencato)la pratica di assegnazione per l’assegnazione  casa si conclude all’incirca dopo 14 mesi.alcuni soggetti inseriti nei casi sociali al di sotto dell’età anagrafica di quarantanni inseriti in un programma di  assegnazione casa in via di  emergenza abitativa, riferiscono di aver vissuto per oltre quattro anni in dormitori, i primi due anni si assoggettano per un punteggio pari a punti 4 (testo della legge regionale : chiunque a titolo provvisorio è sprovvisto di abitazione , di  dichiara di aver vissuto anni due in baracche o simili, vengono attribuiti punti 4)alcuni hanno riferito che dai dormitori non le è stata riconosciuta l’ultima settimana ,quindi all’atto del bando non erano due anni dichiarati  ma un anno e 11 mesi e 20 giorni (v. sopra)  quindi slitta prossimo bando perchè e non le è stato attribuito il punteggio.  il comune ha risposto ad altri soggetti che si sono resi ir reperibili quindi è stato hanno dichiarato che non hanno dato la reperibillità ed sono stati esclusi dalla domanda di emergenza abitativa, altri soggetti hanno dichiarato la situazione familiare si sono visti togliere i figli tramite il tribunale dei minori essendo in prevalenza soggetti :donne divorziate o ragazze madri anch’esse inviate in dormitori. alla luce di quanto appreso vengono giustificati questi anni impiegati dai servizi sociali  ad espletare la pratica per codesti soggetti, che a sua volta vengono dirottati per una sistemazione provvisoria  vivere nei dormitori  fino a conclusione pratica .(come soluzione in exstremis ,inviati dagli stessi assistenti sociali dove si erano rivolti ,al fine di una soluzione al loro problema anche con valutazione anche abitativa e/o lavorativa).

Vincenzo, segue

Un progetto contestato. I vicini denunciano: con loro la convivenza è impossibile. Al quartiere: non è razzismo
MAURIZIO TROPEANO
TORINO
Si fa presto a parlare di integrazione. E’ facile fantasticare su un quartiere multiculturale. La decisione del Comune di Torino di contribuire a pagare una parte dell’affitto alle famiglie di nomadi che scelgono di vivere in un alloggio va in questa direzione. Una scelta giusta? La realtà racconta di una convivenza difficile, difficilissima. I primi nomadi si trasferiscono nelle case popolari delle Vallette intorno al 2000. Sono famiglie numerose, in media otto figli e arrivano dal campo dell’aeroporto. I problemi nascono quasi subito ma diventano evidenti tra la primavera e l’estate del 2005: «Vede il nostro piazzale per le automobili? Ebbene, a luglio e agosto diventa una specie di campo rom dove decine di parenti parcheggiano le roulottes e fanno festa tutto il giorno», gli inquilini italiani di corso Cincinnato 227 si sfogano così con i giornalisti. E ancora: «Ma sa che dormono in terra? Hanno i letti e non li utilizzano…».

Altri inquilini raccontano della promiscuità con gli animali: «Invece di cani e gatti tengono in casa le galline che se ne stanno lì a razzolare neppure fossero in cortile». E poi c’è chi si lamenta per la mancata partecipazione alle spese condominiali. Chi racconta queste cose sono gli operai campani, siciliani e calabresi che per anni hanno rappresentato la base sociale che ha permesso al pci prima e poi ai suoi eredi politici di fare delle Vallette una roccaforte.

Sui trentamila alloggi popolari in provincia di Torino quelli assegnati a famiglie di ex nomadi sono 55 in città e 12 nell’area extraurbana. Numeri che da soli potrebbero far pensare a un’integrazione possibile ma che in realtà nascondono tensioni latenti legate a diversi stili di vita: vita di strada e vita d’appartamento. Nel 2004 Giorgio Ardito, presidente dell’Atc di Torino, è il primo a sollevare il problema con una lettera alla Regione: «Abbiamo sottolineato la necessità di rivedere i criteri di assegnazione perché dai nostri monitoraggi risultava evidente che la vita in alloggi popolari per i nomadi non era conforme al loro stile di vita e il loro disagio era crescente. Nello stesso tempo il loro stile di vita creava e crea tensione con gli altri assegnatari».

Ardito è un facile profeta. Le proteste del 2005 spingono il vicepresidente del Consiglio regionale, Roberto Placido, a presentare un disegno di legge per arrivare a una graduale ma decisa separazione delle famiglie nomadi da quelle italiane ed extracomunitarie che vivono nelle case Atc. Con lui ci sono altre 7 consiglieri Ds. Placido spiega: «La proposta non vuole certo creare ghetti e nemmeno discriminare le famiglie nomadi». L’idea è quella di utilizzare cascine o aree industriali dismesse. Il progetto di legge si perde nei cassetti di qualche commissione per l’opposizione della sinistra radicale e di altri diessini.

Le proteste dei residenti, invece, sono continuate. E continuano. Anche oggi. Via Sansovino 11 e 15. Nei cortili auto di pregio come Alfa 166, Bmw serie 3C e anche una Porsche Carrera sono parcheggiate accanto a un camper, peraltro nuovo e lindo, dove vive una famiglia di nomadi, parenti di una signora che abita in uno di quegli appartamenti. In quel complesso di casermoni bianchi vivono due famiglie nomadi. La presidente del quartiere, Paola Bragantini, ha chiesto al presidente dell’Atc di trasferirne una perché «è impossibile convivere con bambini che fanno la pipì dal balcone e decine di famigliari che usano il cortile come bivacco». E la giovane presidente Pd delle Vallette aggiunge: «E nessuno si permetta di parlare di razzismo. E’ un problema di convivenza civile».

Che il problema esista lo prova il fatto che l’Atc ha deciso di stampare un estratto del regolamento condominiale con le regole sociali e di condominio che le famiglie nomadi devono sottoscrivere. Spiega Ardito: «Su 55 famiglie nomadi residenti in città abbiamo ricevuto dai vigili urbani segnalazioni di criticità in cinque o sei casi. Noi non restiamo con le mani in mano e abbiamo sfrattato per morosità o mancato rispetto dei criteri di vita sociale sei nuclei familiari».

Ardito però è preoccupato «perché sta montando la rabbia anche contro le famiglie perfettamente integrate». E spiega: «Ho parlato con alcuni residenti che hanno acquistato l’alloggio ed è emersa la preoccupazione di veder abbassato il prezzo di mercato delle abitazioni. Sembra che lo status sociale raggiunto da alcuni non sia compatibile con la presenza di ex nomadi». Il rischio di uno scontro è alto. Sarà anche per questo motivo che secondo la Bragantini «la scelta del Comune di dare un contributo per affittare le case ai nomadi è da rivedere».

 

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